SPORT-SALTO: ADDIO ALL'AZZURRA SIMONA SENONER

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

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Jan 10, 2011, 12:43:59 PM1/10/11
to CENTRO CULTURALE CRISTIANO
LEGGO.IT
Sabato 8 Gennaio 2011
MALORE IN RITIRO: MUORE
LA 17ENNE SENONER
SCI AZZURRO SOTTO SHOCK



È lutto grande nel mondo degli sport invernali azzurri: a 17 anni di
età è morta questa sera, in Germania, la saltatrice italiana Simona
Senoner. Era stata colpita da un malore ieri mattina mentre era in un
albergo di Schonach, nella Foresta Nera, con il resto della squadra
per partecipare ad una gara di Continental Cup. Il primo responso
medico parla di morte naturale. La ragazza è stata trasportata subito
all'ospedale della vicina Friburgo dove è entrata in coma
irreversibile. Questa sera, poco dopo le ore 18, c'è stato il decesso.
Sarà una autopsia a stabilire le cause esatte della morte. Domani le
squadre azzurre di salto maschile e di combinata nordica gareggeranno
a Schonach con il lutto al braccio per onorare la memoria della
giovane Simona. Il presidente della Fisi, Giovanni Morzenti, insieme a
tutto il consiglio federale - fa sapere una nota - si stringono alla
mamma Brigitte, al papà Oswald e al fratello Christiana. Simona
Senoner viveva a Santa Cristina di Val Gardena, una vallata che ha
dato tanti campioni agli sport invernali italiani. Era nata a Bolzano
il 13 giugno del 1993 ed aveva cominciato prestissimo a praticare gli
sport invernali. Dal fondo era passata al salto, la nuova specialità
che sta cominciando a vedere sempre più protagoniste le ragazze. In
carriera era arrivata decima nel 2008 ai mondiali juniores di
Zakopane. In Continental Cup aveva ottenuto come miglior risultato un
quindicesimo posto. Le sue compagne di squadra, i tecnici e gli
allenatori sono affranti. A Simona hanno indirizzato un messaggio
scrivendole al presente, come fosse ancora viva: «Simona è una ragazza
generosa, simpatica, pronta ad aiutare tutti quelli che ne hanno
bisogno. Una ragazza che vuol bene a tutti, sorridente e piena di
energia. Una ragazza con grande senso del sacrificio e con lo sport
nel cuore. Parliamo al presente perchè lei è sempre qui con noi... nei
nostri cuori. Ora che sei diventata un angelo... Vola». La lettera
porta le firme delle altre giovanissime azzurre del salto con gli sci,
anche loro quasi tutte della Val Gardena: Lisa Demetz, Elena
Ruggaldier, Evelyn Insam, Barbara Stuffer, Roberta D'Agostina e
Veronica Gianmoena. «Con questo ultimo volo sarai per sempre nel cuore
della squadra», hanno aggiunto gli allenatori e tutto lo staff tecnico
della nazionale azzurra.

TRAGICI DESTINI DELLO SPORT Morire a 17 anni, per un malore comune.
Non per sport e nonostante lo sport. Che ora piange un'altra giovane
vittima, l'azzurra del salto Simona Senoner. Era in ritiro con le
compagne di squadra, in un albergo a Schonach, in Germania: un
improvviso malore ieri mattina, l'aiuto delle amiche, il ricovero in
un ospedale dove la piccola campionessa di Bolzano ha lottato tra la
vita e la morte fino a stasera. Uno svenimento all'uscita dalla
doccia, ieri mattina in albergo, e la scoperta della compagna di
stanza diversi minuti più tardi: questo il primo racconto dei
testimoni diretti. Il medico della squadra ha provveduto a rianimarla
con una respirazione bocca a bocca, ma quando è arrivata in ospedale
Simona è entrata in coma, fino alle 18 di questa sera. Scomparsa
assurda, come a volte capita nella vita di tutti i giorni, ma ancor
più dolorosa e incomprensibile per un'atleta che si prosuppone in
perfetta salute. E vengono in mente altri casi tragici dello sport.
Come la morte di Denis Zanette, ciclista di 33 anni accasciatosi al
suolo dopo una seduta dal dentista, a Pordenone, e poi ricoverato in
coma per un'altra lotta perdente con la morte, nel 2003. O ancora Dani
Jarque, capitano dell'Espanyol strocanto da un'infarto, nell'estate
del 2009, nella sua stanza del ritiro di Coverciano, mentre era al
telefono con la moglie. O la tragedia in piena notte di Fabrice
Salanson, crollato ai piedi del suo letto all'età di 23 anni, alla
vigilia del Giro di Germania. La lista nera delle morti nello sport è
lunghissima, se si va nel campo dell'attività agonistica. Da Ferraris
IV a Taccola, da Curi a Foè è spesso il calcio ha provocare lacrime e
sgomento. Sconvolse tutta la Spagna la tragica storia di Antonio
Puerta, giocatore della nazionale e del Siviglia crollato in campo nel
2007 durante una partita col Getafe. L'Italia aveva pianto già 30 anni
prima il suo calciatore famoso, Reanato Curi, morto durante una
Perugia-Juve. Lutto mondiale fu quello di Marc Foè, ventottenne
centrocampsta del Camerun stroncato da un arresto cardiaco in una
partita di Confederations Cup nel 2003. Per non parlare dei tanti casi
di atleti dilettanti portati via alla vita e allo sport su un campetto
di periferia. Famosi o anonimi, ma accomunati da un destino che
sconvolge.



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