Io li voglio abbattere e ti ringrazio per questa bella poesia, arrivata giusta in tempo a rinfrescare queste giornate afose!
Il Confine di per sé è un limite e volendo rispondere più o meno a tono, ho ripescato una poesia che scrissi a 16 anni... che proprio poesia non si può definire, proprio perché le parole bucano la metrica dei versi e si trasformano in prosa. Dissolti i limiti e volendo pensare che tutti i colori dell'arcobaleno non sono altro che la scomposizione del bianco, possiamo dire, citando Sclavi, che "tutto, ma proprio tutto fa parte del niente che c'è tra le poche, pochissime cose che esistono".
La poesia che segue la dedico alla scrittrice Fabrizia Ramondino, venuta a mancare recentemente, per popolare la notte di un altro bellissimo astro. Ne approfitto per dirle grazie, ancora.
Il vostro arcobaleno
(1999 – Steven Forbus)
Mille bolle di risa e provocazioni, bolle di vita rosse e
bianche… è una cosa che va da lei a lei, e a lei… vive da me e per me e muore
quando ci sei, perché la tua sicurezza mi devasta, i tuoi mutamenti mi illuminano
di mille bolle grigie… dal grigio al nero… dal nero al giallo… e poi ritorna al
rosso:
come il fuoco che non trovo; come le tue labbra.
Mi dai l'idea di blu, e di bianco… al tuo arcobaleno mancano
solo i colori squallidi: il verde chiaro. Vorrei morire dormendo, se potessi,
abbracciato a questo opaco e luminoso, grande e piccolo arcobaleno. Accarezzato
dal vento delle vostre mani, dal vento delle vostre voci, su piccole vibrazioni
a bassa frequenza, che mi sussurrate almeno un po' dei colori del vostro
arcobaleno…
Steven Forbus.