Re: L Idea Di Nazione Chabad Pdf Download

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Oleta Blaylock

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Jul 9, 2024, 8:04:30 AM7/9/24
to capsswerworkta

Spesso il conflitto israeliano-palestinese viene presentato come uno scontro religioso perch, fondamentalmente, esso ha come teatro la Palestina, terra di riferimento per l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam. Nelle pagine che seguono Michel Warschawski ricolloca con la sua analisi l'influenza dell'elemento religioso sia nella costruzione dello Stato d'Israele, sia nel conflitto stesso. Per questo motivo, a sette anni di distanza, questo testo nulla ha perso della sua attualit e offre gli elementi per valutare ci che avviene in Israele e in Palestina ponendo il conflitto nella giusta cornice.

L Idea Di Nazione Chabad Pdf Download


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Michel Warschawski un protagonista della vita politica e culturale israeliana e anche palestinese da lungo tempo. Nasce a Strasburgo nel 1949, primogenito di una famiglia ultraortodossa. Il padre, Maxime, per lunghi anni rabbino capo di una delle pi antiche sinagoghe di Francia. Nel 1965 si trasferisce a Gerusalemme per i propri studi rabbinici. Muta il proprio orientamento allo scoppio della guerra dei Sei giorni, nel giugno 1967, prendendo coscienza lentamente, ma definitivamente, della vera natura del progetto coloniale sionista e inizia la sua attivit politica, a partire dal 1968. Grazie al suo impegno diviene una figura di punta e di riferimento di quella minoranza che in Israele e anche all'estero si oppone alle politiche vessatorie dello Stato di Israele verso il popolo palestinese.

Dopo aver contribuito a fondare, a cavallo degli anni '70 del XX secolo, l'Organizzazione Socialista Israeliana (OSI), meglio conosciuta con il nome della rivista Matzpen, nel 1984 contribuisce alla nascita dell'Alternative Information Center - AIC - la prima vera organizzazione israeliano-palestinese.

La mappa politica della societ israeliana, della sua classe dominante e del suo governo,, pone immediatamente la domanda in merito al ruolo della religione in questo Stato e in questa societ. Non un fenomeno marginale, tutt'altro: un fenomeno visibile, nella societ, nel governo, nel parlamento. Alcune cifre ad esempio: nel parlamento precedente (non ho ancora fatto la statistica relativa a quello attuale), pi di un quarto dei deputati, in realt quasi un terzo, erano religiosi, appartenenti sia ai partiti religiosi (20%) che ai partiti non religiosi (soprattutto il Likud e gli altri partiti di estrema destra). C' una presenza, direi una onnipresenza, della religione nella legislazione israeliana, nella classe politica, nel governo, nel parlamento e nel dibattito pubblico.

d'Israele. Alcuni per esempio, in particolare in pubblicazioni arabe, definiscono Israele come uno Stato religioso, come una teocrazia. vero? Penso che per rispondere a questa domanda occorra tornare alle origini del rapporto tra sionismo e religione, analizzando come questo rapporto in seguito cambiato.

Alle origini il sionismo intende essere un'alternativa alla religione. Questo movimento si sviluppa come un altro modo di essere ebreo e con l'idea di concepire l'esistenza del popolo ebraico in termini che lo opponessero formalmente, pubblicamente e consapevolmente ad ogni tipo di concezione religiosa. Il mondo religioso reagisce al sionismo in modo simmetrico: vede in questo movimento un nemico mortale (1). A cavallo del ventesimo secolo, quando il sionismo comincia a prendere forma, quasi non esiste il sionismo religioso: il sionismo contro la religione e la religione contro il sionismo, punto e basta. Esiste per una eccezione di cui parler pi avanti.

Per il sionismo, la religione ha reso il popolo ebraico un'entit passiva che aspetta l'arrivo del Messia per la sua salvezza e per la sua emancipazione. L'arrivo del Messia consentir il ritorno del popolo ebraico nella sua patria storica, un ritorno nel quadro di un progetto divino. E non sar invece un progetto politico concepito dagli uomini per porre fine alla sofferenza del popolo ebraico. Finch Dio non decider altrimenti, gli ebrei dovranno sopportare la diaspora, la punizione dell'esilio.

Il sionismo una delle due correnti - ultra minoritaria, quasi marginale - che pensano la questione ebraica in termini di modernit e di battaglia politica. La grande maggioranza delle risposte non religiose, se non addirittura antireligiose, si concentra nel movimento operaio, in primo luogo il Bund (2), che progetta l' emancipazione degli ebrei nel quadro di una rivoluzione in comune con tutti gli altri. Un contrasto di fondo divide i sostenitori della risposta socialista alla questione ebraica. Da un lato, ci sono coloro che vogliono dare una dimensione nazionale all'esistenza delle comunit ebraiche dell'Europa dell'Est (insisto nell'Europa dell'Est) e che sentono l'urgenza di una nazione ebraica e di una nazionalit ebraica. Costoro pensano ad una lingua e con una cultura proprie, e a una divisione del popolo in classi sociali. Dall'altro lato, ci sono coloro che vedono nel giudaismo soltanto una religione e quindi intendono l'emancipazione del popolo ebraico come una sua assimilazione e cio, di fatto, come la scomparsa stessa degli ebrei. Questo il grande dibattito all'interno della socialdemocrazia russa tra Lenin e il Bund (3).

Paragonato alle correnti socialiste, il sionismo una corrente ultraminoritaria che pone la questione dell'antisemitismo e dell'emancipazione ebraica al di fuori del socialismo e all'interno di un quadro coloniale, partendo da un'ipotesi opposta a quella del movimento socialista, e cio sostenendo che per realizzare l'emancipazione degli ebrei era necessaria la loro separazione da ogni altra nazionalit. Il progetto socialista sosteneva che l'emancipazione ebraica esigeva una presa in carico della questione ebraica da parte del movimento operaio per un'emancipazione dell'umanit intera e quindi anche degli ebrei. Il sionismo, al contrario, sosteneva che occorreva separarsi dalle nazioni per garantire un'esistenza normalizzata.

Ma nell'uno e nell'altro caso, la religione era percepita come un'ideologia retrograda, sorpassata e dannosa per l'avvenire degli ebrei. Proprio per questa stessa ragione il mondo religioso e i suoi rabbini (che erano molto potenti nell'Europa centrale e soprattutto nell'Europa dell'Est), vedevano sia nel socialismo che nel sionismo un pericolo mortale.

Per ci che riguarda il socialismo evidente che si tratta di una lotta che emerge fin dal 1880: una lotta chiaramente e provocatoriamente antireligiosa all'interno del movimento operaio ebraico, mentre, all'opposto, un rifiuto categorico dei valori del movimento operaio ebraico da parte del movimento religioso. Questo significava rifiutare la modernit, atteggiamento che andava a beneficio naturalmente del movimento sionista.

In questa lotta tra sionismo e religione c' un'eccezione che tenta di fare una sintesi tra queste due filosofie: il Mizrahi, marginale nel sionismo, che a sua volta una corrente marginale. Il Mizrahi un movimento religioso che non vede contraddizioni tra la fede che lo anima e il sionismo. un movimento religioso che si ricollega a questa concezione di modernit e che riprende i valori della rivoluzione borghese nel contesto dei paesi dell'Europa centrale e dell'Europa dell'Est.

Questa tendenza non solo rifiuta l'esistenza di una contraddizione tra sionismo e religione, ma rapidamente ne fa una sintesi. Abraham Isaac Hacohen Kook sar il primo gran rabbino ashkenazita d'Israele, negli anni trenta, che proporr una sistematizzazione di questa sintesi e che far del sionismo un elemento della teologia ebraica (4). Abraham Isaac Kook vedeva nel sionismo l'espressione dell'ra messianica, anzi, si potrebbe dire, l'anticamera dell'ra messianica. Ci radicalmente nuovo e se questa nuova teologia resta per molto tempo marginale, in seguito ha per assunto un significato politico essenziale, fino ai nostri giorni. Il Mizrahi, che era una corrente ultraminoritaria anche tra i religiosi e tra i sionisti, divenuto dominante a partire dagli anni ottanta anche tra i sedicenti laici.

Il rifiuto della religione e dei religiosi da parte del sionismo una caratteristica che appartiene alla volont di creare un nuovo popolo ebraico. La religione una delle caratteristiche dell'ebreo della diaspora che il sionismo vuole superare. Da Herzl fino alla generazione di Ben Gurion compresa, c' un disprezzo dichiarato mille volte nei confronti dell'ebreo della diaspora e in particolare della sua dimensione religiosa, con dichiarazioni che non sarebbero state fuori posto nei giornali apertamente antisemiti. Per Herzl era un'ossessione l'immagine dell'ebreo effeminato (5), non sufficientemente virile. Il processo di emancipazione sionista non doveva essere semplicemente un riscatto di fronte alle nazioni europee, ma doveva essere anche un'emancipazione dall'ebreo, e una sua emancipazione in ci che pi tardi si chiamer l'israeliano o l'ebreo nuovo. Il religioso era percepito dai pionieri negli anni venti e trenta (e anche successivamente, nel periodo della creazione d'Israele), come la caricatura di ci che non si voleva pi essere. E questo fenomeno si aggravato dopo il massacro degli ebrei d'Europa per mano di Hitler.

Erano da rifiutare quegli ebrei barbuti, con i boccoli, in genere sporchi, che si erano lasciati condurre come montoni al macello e i loro rabbini ne erano i responsabili perch non avevano insegnato loro a combattere. L'ebreo che pregava entrando nelle camere a gas era percepito - oggi non pi cos - come qualcuno di cui vergognarsi, un miserabile, e non un eroe da rispettare. La generazione del 1948 e quella degli anni cinquanta e sessanta - la generazione successiva, coloro che oggi hanno 30 anni, diversa - sono state educate a disprezzare sia gli ebrei della diaspora sia gli ebrei religiosi, identificando senz'altro gli uni con gli altri.

Aggiungo infine che i religiosi sono stati sempre identificati con gli ashkenaziti (6), e questo si deve al fatto che nell'immaginario sionista la storia ebraica la storia del giudaismo ashkenazita. Che cosa c' nella testa dell'israeliano medio quando pensa a un religioso? C' l'immagine di un cassidico (7). Nonostante anche gli ebrei arabi siano profondamente religiosi, non esistono nell'immaginario collettivo israeliano. Il progetto israeliano totalmente ashkenazita ed europeo: nasce in Europa centrale, si sviluppa nell'Europa dell'Est e ha un moderato sostegno in Europa occidentale.

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