31 Maggio 2012 ore 10,45 - Conferenza Stampa La Rai ai Cittadini - Via della Missione 4, Roma

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marco quaranta

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May 29, 2012, 6:15:36 AM5/29/12
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Cari amici
chi verrà?


MoveOn Italia - La Rai ai cittadini

per chi pensa di esserci,
vi ricordiamo di chiederci l'accredito dandoci nome e cognome per entrare nella Sala Stampa della Camera e per gli uomini di indossare giacca e cravatta.

LIBERIAMO LA RAI DAL TOTALE CONTROLLO DEI PARTITI CON UNA LEGGE DI STAMPO EUROPEO PROPOSTA
DAI CITTADINI

Alle Istituzioni,
tutte le autorità dello Stato manifestano grande preoccupazione per il distacco che i cittadini stanno mostrando
verso le Istituzioni anche per il gran numero di astenuti nell'ultimo voto delle Comunali.
Dialoghiamo e costruiamo con i cittadini e i movimenti.
Noi cittadini vogliamo partecipare e fare proposte per sentirci parte dello Stato.
Vorremmo essere ascoltati e avere risposte dalle Istituzioni, anche dai partiti, dal Parlamento e dal Governo.
Tutti a parole parlano di grandi cambiamenti e di dare voce ai cittadini.
Ecco la nostra proposta condivisa da tanti.

(non siamo contro i partiti, siamo contro ciò che non fanno per tutti)
Vendola  ci ha fatto sapere che dopo la conferenza stampa dichiarerà di appoggiare questa legge dei cittadini,
stiamo aspettando risposte anche da Di Pietro, Bersani e altri leader
Saranno presenti anche alcuni 5 Stelle come osservatori della nostra iniziativa riformatrice.

anche in vista della scadenza del Cda Rai del 9 giugno e per le nomine Agcom e Rai

Perché i cittadini scelgono come una delle missioni prioritarie la Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? 
Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.

Giovedì 31 Maggio 2012 ore 10,45 - Via della Missione 4, Roma (Accanto alla Camera dei Deputati)
Sala Stampa della Camera dei Deputati
Conferenza Stampa La Rai ai Cittadini
"I cittadini "entrano" in Parlamento e spingono le riforme" 

La proposta di cambiamento per Monti c'è:
La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere in Parlamento 
- 5 punti per garantire un bene pubblico
Le proposte dei cittadini possono diventare proposte approvate in Parlamento

La proposta per il Governo Monti e per il Parlamento
Stiamo invitando cittadini, movimenti, mondo della cultura, giornalisti e leader politici
MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini

Chiediamo anche ai Partiti di valutare se appoggiare questa Riforma La Rai ai Cittadini impegnandosi a discuterla proprio con i cittadini stessi.

Hanno per ora confermato la loro presenza il 31 Maggio:
- Loris Mazzetti, Giovanni Valentini, Lorella Zanardo, Antonio Turri (Libera), Giseppe De Marzo (A Sud), Andrea Gropplero (Teatro Valle), 
Maurizio Sciarra (100 Autori), Guido Scorza, Vincenzo Vita, Antonello Falomi, Nicola D'Angelo, Wolfgang Achtner, Giovanni Mangano (Comitato Del Sole), 
Riccardo Laganà (indigneRAI), Sandro Gozi
Articolo 21, Fnsi, Liberacittadinanza, magazine women in the city, Gruppo Nazionale della Rete per la rivoluzione Gentile


3 Leggi spinte da MoveOn Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia 
- Riforma La Rai ai Cittadini, Legge Conflitto di Interessi e Antitrust
Prima delle prossime elezioni moveon italia insieme ad altri movimenti spingerà anche:
- Voto chi scelgo (preferenze)- Primarie di coalizione per scegliere il candidato Premier

I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti
 

La Riforma "La Rai ai Cittadini" 
- 5 punti per garantire un bene pubblico

Perché MoveOn Italia ha scelto come una delle sue missioni prioritarie la tv per i cittadini e una Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.


"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive"

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico.


1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**). 

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione. 

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. 


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Hanno aderito a questo percorso riformatore: 
Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Paul Ginsborg, Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Marco Mele (Il Sole 24 Ore), Carlo Tecce (Il Fatto Quotidiano), Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Antonio Turri (Libera)
 
Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di PietroCarlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Furio Colombo,
Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Leoluca Orlando 

Hanno aderito alla Riforma:
Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libera di Don Ciotti Roma, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

Sostiene l'iniziativa: 
Stefano Rodotà 



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Antitrus e Conflitto di Interessi

Congiuntamente e in continuità con il progetto “La RAI ai cittadini”, MoveOn Italia è inoltre impegnata alla definizione delle linee guida per iniziative che incidano sui due ulteriori temi di vitale importanza democratica quali l’antitrust e il conflitto di interessi.

La campagna "La Rai ai cittadini" propone la sua riforma per garantire un bene pubblico - Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione questa riforma non può prescindere da una netta e chiara separazione, definita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media. E' altresì necessario fissare limiti di concentrazione che un'unica società dei media sia autorizzata a controllare in uno o più mercati rilevanti.

Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione 
è essenziale una netta e chiara separazione, stabilita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media.

"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono” 
  
Malcom X"

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Inoltre in questa mail
- Riforma Rai dei cittadini e adesioni 
Lettera MoveOn Italia consegnata a Monti il 18 Aprile 
- Articoli di Travaglio e de Zulueta
- Interviste di MoveOn Italia


Il MoveOn americano spinse e fece approvare in parlamento la Riforma Sanitaria Pubblica, noi spingiamo la Riforma della Tv Pubblica


Cambiamo tutti il modo di pensare, proponiamo dal basso con grande entusiasmo e senza interessi personali.
Stiamo invitando i cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti e i Parlamentari a confrontarsi e a partecipare.

Ci rivolgiamo anche a Monti e al suo Governo provando inoltre a fare una proposta agli organismi europei sul coinvolgimento degli utenti nel servizio pubblico.

COSTRUIRE uniti un assetto democratico del nostro paese da far approvare nel prossimo Parlamento per non subire mai più questa illegalità Istituzionale.
La tv condiziona e manipola il mondo, la pubblicità muove le volontà della maggioranza dei cittadini e la loro apparente soddisfazione
Nonostante internet da una ricerca Istituzionale risulta che il tg1 e il tg5 condizionano il voto del 60% della popolazione italiana.

Davanti alla discussione sulla Rai di queste ore da parte dei partiti noi cittadini non possiamo più stare solo fermi a guardare.
 
Incredibilmente in Italia si andrà alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un'informazione da paese semi democratico. L'unica condizione possibile per noi cittadini questa volta dovrà essere l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

3 Leggi spinte da MoveOn Italia - Muoviti Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia 

- Riforma "La Rai ai cittadini"
- Legge Conflitto di Interessi 
Antitrust (No alle concentrazioni economiche e del mercato che falsano la libertà economica ostacolando le pari opportunità di partenza dei cittadini e minano la
  maggior equità possibile per tutti)

Ora l'impegno è di coinvolgere sempre di più i cittadini, i movimenti, le associazioni, il mondo della cultura e i giornalisti per confrontarsi e partecipare
Inviteremo a seguire e ad impegnarsi in questo percorso riformatore dei cittadini anche alcuni leader politici.

"Questo è il metodo MoveOn, un movimento nato anche per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum dell'anno scorso."

Unire la coalizione progressista innovatrice per le prossime elezioni attraverso proposte e programmi dei cittadini che diano senso alla politica del bene comune

anche per non trovarsi di nuovo nella follia dei progressisti divisi in Parlamento e nelle proposte. 

Manca solo l'adesione di Bersani alla proposta di riforma La Rai ai Cittadini in 5 punti, Vendola e Di Pietro si sono dichiarati favorevoli.

-Far partecipare i cittadini al bene pubblico per avvicinare lo Stato e le Istituzioni alla vita sociale
-Impegnare finalmente la politica a rispondere con i fatti alle proposte dei cittadini
-Rinnovare le idee e la politica


QUI LE INFORMAZIONI


Pagina fb

La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere nel prossimo Parlamento 
23 Marzo 2012
http://www.facebook.com/events/410098389007354/

"La Rai secondo Valentini e de Zulueta"
Giovanni Valentini e Tana de Zulueta si pronunciano per una Rai intesa come “bene comune” e si organizzano assieme all’associazione MoveOn Italia.
http://www.millecanali.it/la-rai-secondo-valentini-e-de-zulueta/0,1254,57_ART_9811,00.html

-No ad una Rai che rinuncia a "Vieni via con me", al sapere e alla crescita culturale di tutti.
Lo Stato deve garantire il progresso a tutti.
-No ad una tv che incoraggia e pubblicizza il gioco d'azzardo.
-Si ad una tv che sia capace di parlare a tutti, informare liberamente e che non rinunci mai al pluralismo.
-No alla decadenza in Rai come il giovedì sera con la trasmissione"l'Isola dei Famosi" trasmessa al posto dell'approfondimento di Annozero.

- Rai servizio pubblico per la crescita culturale e del sapere - Luca de Biase






video MoveOn Italia che Articolo 21 pubblica nel suo Sito
Alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

MoveOn Italia - Borsellino e Mangano



video

MoveOn Italia - Le stragi d'Italia e l'informazione




MoveOn Italia su Blob - RaiTre
al 5° e al 17° minuto noi MoveOn Italia

da Blob


Poco prima del'11° minuto Marco Travaglio, durante la trasmissione Servizio Pubblico di giovedì 3 Maggio, ha citato la proposta MoveOn - Italia La Rai ai Cittadini
leggendo i  5 punti per garantire un bene pubblico
ECCO IL VIDEO




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Il 18 Aprile 2012 
alla portineria di Palazzo Chigi abbiamo consegnato ufficialmente la lettera al Presidente del Consiglio Mario Montiper sollecitare l'intervento del governo nell'attuazione degli attesi provvedimenti di riforma del sistema di governance del servizio pubblico televisivo in Italia.

MoveOn video consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
 
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Metodo per candidature in Rai tramite Curriculum
La Rai ai Cittadini come principio appoggia anche la candidatura di Santoro a Direttore Generale Rai
http://www.facebook.com/events/334777653255175/335198949879712/?notif_t=plan_mall_activity

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La Rai ai Cittadini Venerdì 4 Maggio ore 10-13
intervista davanti alla Rai

Continua il percorso riformatore MoveOn Italia spinto da cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti, 
i lavoratori Rai, diversi Parlamentari e da alcuni leader politici.

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SUL SITO DI ARTICOLO 21


Questo il testo: 

I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

Lettera aperta di MoveOn Italia - La Rai ai cittadini al Presidente del Consiglio Mario Monti 

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente 
alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."

Egregio Presidente,

Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione. Oggi 18 Aprile, ad una settimana da quella importante ricorrenza, ricordiamo tristemente il cosiddetto Editto Bulgaro, frutto inequivocabile della condizione patologica in cui versava e versa tuttora il servizio pubblico televisivo in Italia.

Per liberare il paese si organizzò la Resistenza, ad opera dei Partigiani: uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, di diverse idee politiche e religiose, che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Per liberare la RAI stiamo organizzando una nuova resistenza ad opera dei Cittadini: cittadini comuni, professionisti del mondo dell’informazione, dello spettacolo e della cultura, uomini e donne uniti dalla volontà di lottare personalmente, politici di ogni estrazione, ognuno con i propri mezzi, per garantire al proprio paese, ancora una volta, la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Combatteremo con le armi del buon senso e della ragione, signor Presidente, per fermarci solo al raggiunto obiettivo di attuazione della proposta di legge che caldeggiamo con il sostegno e l'approvazionedi moltissimi nostri concittadini.

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 Marzo. Lei Presidente l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che Tempo che Fa’, aveva detto che la questione della TV pubblica era un'urgenza.
Dopo la sua chiara intenzione non è accaduto nulla. Noi cittadini e utenti vogliamo mostrarle una via d'uscita immediata con la nostra proposta.

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia, le proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico, come richiesto dalla Raccomandazione C/M(2012)1, del Consiglio d'Europa approvata dal Comitato dei ministri il 15 febbraio.

Qui di seguito la nostra proposta, già attuabile da subito:

1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia, con il trasferimento delle azioni Rai ad una fondazione di diritto pubblico, come avviene in Germania.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, ma con le stesse competenze di indirizzo e vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio Nazionale per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, ne eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. .

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico

Se in questa legislatura non cambierà nulla per la complicata situazione politico-parlamentare della maggioranza che la sostiene, il nostro obiettivo sarà tutto proiettato al futuro, con la conseguenza grave, però, che si andrà a votare alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un sistema di informazione da paese semi democratico.

L'unica condizione possibile per noi – questo è il nostro appello - è l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

- Riforma “La Rai ai Cittadini”

- Legge sul Conflitto di Interessi e

- Antitrust

Fiduciosi nella considerazione che vorrà riservarci, ringraziamo dell’attenzione, formulando i migliori auguri di buon lavoro insieme a quanti, in veste personale o in rappresentanza di enti e associazioni, hanno aderito, contribuito ad elaborare e sostenuto sin qui la nostra proposta.

Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Stefano Rodotà, Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

MoveOn Italia
18 aprile 2012



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Editoriale di Marco Travaglio su La Rai ai Cittadini di giovedì 12 aprile su Il Fatto Quotidiano
"Ah già, la Rai"
di Marco Travaglio
Il 28 marzo, esattamente due settimane fa, è scaduto il Cda della Rai. Interessa a qualcuno? Dovrebbe interessare al governo Monti, visto che la Rai è un’azienda con 11 mila dipendenti di proprietà del governo, anzi del ministero dell’Economia, retto da Monti, che ne detiene il 99,56% (il resto è della Siae). L’8 gennaio infatti, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, Monti disse che ci pensava lui: “Mi dia qualche settimana e vedrà”. Ne sono passate 13 e nessuno ha visto nulla: a parte il vertice a Palazzo Chigi fra Monti e Confalonieri, presidente di Mediaset, ricevuto in pompa magna non si sa bene a che titolo e per parlare di che. Incontro preceduto e seguito da vari avvertimenti del Pdl al premier perché si guardi dall’occuparsi di Rai. Infatti lui, che si sappia, non se n’è minimamente occupato. Eppure, come azionista, ministro dell’Economia e premier, Monti ha il dovere istituzionale di occuparsene: per nominare uno dei 9 consiglieri e per concorrere a indicare il presidente e il direttore generale. Ma, se e quando lo farà, cosa farà? Pare che le alternative allo studio siano tre: commissariare l’azienda con un amministratore unico di stretta obbedienza montiana; prorogare il Cda scaduto e il dg Lorenza Lei (ma uno dei 9 consiglieri, Rizzo Nervo, s’è dimesso a gennaio); lasciar fare alla Vigilanza, cioè ai partiti, e indicare – nelle caselle di pertinenza governativa – qualche tecnico concordato con la maggioranza, cioè coi partiti. Di cambiare la legge Gasparri, che consegna ai partiti un servizio pubblico come la Rai, manco a parlarne. E forse è meglio così, visto che in Parlamento la maggioranza ce l’hanno i partiti che nel 2003 la Gasparri la votarono. E che, dovendola cambiare, sarebbero capaci persino di peggiorarla. Meglio che se ne occupi il prossimo Parlamento, sperando che sia meno peggio di questo. L’altro giorno, in un convegno dell’Idv, Antonello Falomi ha rilanciato la legge d’iniziativa popolare per strappare dalla Rai le zampe dei partiti, promossa nel 2006 da Tana de Zulueta, Sabina Guzzanti, Giovanni Valentini e altri, che raccolse 50 mila firme e che ovviamente il centrosinistra ignorò. Lo stesso ha fatto il MoveOn Italia (ne parla la De Zulueta sul sito di Articolo 21), nato sul modello del MoveOn America che promosse la riforma sanitaria di Obama: nei giorni scorsi, riprendendo la proposta del 2006, MoveOn ha proposto “cinque punti per tutelare un bene comune”. Eccoli: 1) Come in Germania, la tv pubblica italiana non dev’essere di proprietà del governo, ma di una fondazione di diritto pubblico. 2) Nasce un “Consiglio nazionale delle comunicazioni” indipendente dalla politica (i membri li eleggono gli utenti, le associazioni di artisti, autori, fornitori di contenuti e solo in minima parte il Parlamento e gli enti locali). 3) Questo Consiglio, dunque non più governo e Parlamento, nomina i 5 (non più 9) membri del Cda Rai, in base a curricula pubblici, garanzia di competenza e indipendenza. 4) Il Consiglio nomina i componenti dell’Agcom secondo gli stessi criteri. 5) I cittadini potranno controllare le scelte degli organismi suddetti con strumenti interattivi sul web. Oltre a quella sul finanziamento pubblico, è una partita decisiva per imporre ai partiti una dieta ferrea. Chi, oltre all’Idv, è d’accordo lo dica subito. Il Pd, con Bersani, giura che non parteciperà a nuove spartizioni in base alla Gasparri: speriamo, anche se sarebbe la prima volta. Resta da vedere il da farsi nell’immediato, in attesa di trovare un Parlamento in grado di riformare davvero la Gasparri. L’unica strada è il commissariamento della Rai fino alle prossime elezioni, con un presidente e un dg scelti in base alle loro provate capacità. Chi si sente in grado può candidarsi con il suo curriculum. È quel che faranno presto Santoro e Freccero: vedremo se il governo e i partiti troveranno qualcuno più bravo di loro. In caso contrario, se sceglieranno qualcun altro, sapremo che anche sulla Rai il governo Monti è come tutti gli altri.

 

 Articolo di Tana de Zulueta pubblicato sul Sito di Articolo 21 l'11 Aprile 2012

"La mossa dei cittadini: MoveOn Italia spinge per una Rai al servizio degli utenti"

 Il Cda della Rai è scaduto dal 28 marzo, ma chi glielo ricorda? Non il governo, con il presidente Monti impegnato in altre faccende, anche se oggettivamente interessato al destino di una società con oltre 11.000 dipendenti e con un bilancio tutt’altro che roseo, controllata quasi al 100% dal ministero dell’Economia  – cioè da lui stesso. Infatti, l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio su ‘Che Tempo che Fa’, un qualche interesse per la questione della TV pubblica Monti lo aveva manifestato. Alla domanda se intendeva privatizzare la Rai, Monti si schernì, dicendo chela Rai non era certo “la prima delle priorità del governo”, ma riconoscendo una sua importanza: ”E’ una forza del panorama civile e culturale italiano.” Aggiungendo, però: “E’ una forza che ha bisogno di passi in avanti.” Poi, con aria più decisa: “Mi dia qualche settimana e lei vedrà”. Da quel giorno tutto tace.

   E’ vero che Monti è stato redarguito dallo stato maggiore del Pdl, e in particolare da Gasparri, diventato, nel suo piccolo, celebre nel mondo proprio per la pessima legge che porta il suo nome. Il PdL ha ripetutamente messo in guardia il governo contro qualsiasi tentativo di alterare gli equilibri politici che reggono il governo della Rai. In un incontro ufficiale con Monti il 7 marzo a Palazzo Chigi, Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, deve avere approfondito il concetto. Una Rai riformata — pubblica o privata che sia — costituirebbe un vero concorrente, e dunque un pericolo per Mediaset, colpita dalla crisi e con i ricavi in calo.

Da quel giorno non si muove foglia. Più che una tregua, sembra uno stallo, ora che Bersani e Di Pietro hanno ribadito che non parteciparono all’elezione di un nuovo Cda Rai con le attuali regole spartitorie della Gasparri. Per esperienza sappiamo che in sede politica l’uscita rischia di essere cercata al ribasso. Questo, dunque, è il momento per chi crede nella tutela di un vero servizio pubblico di farsi sentire, chiedendo alto e forte una riforma che restituisca la Raiai cittadini. Ed è infatti l’ambizioso obiettivo del MoveOn Italia.

   Il MoveOn denuncia da tempo le degenerazioni di una TV pubblica occupata dai partiti ed umiliata per anni da un conflitto di interessi senza uguali al mondo. Ma l’intento è sempre stato propositivo: come riconquistare un bene pubblico, qual è l’informazione. Il percorso è avviato, il MoveOn ha aperto una discussione, raccogliendo le idee e maturando una proposta alternativa e credibile. Come dice Marco Quaranta, il primo animatore del MoveOn di Roma: “I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!” Marco ricorda che “il MoveOn americano spinse e fece approvare al Parlamento USA la riforma sanitaria, noi in Italia spingiamo la riforma della TV pubblica”.

La proposta per la riforma della Rai, “5 punti per tutelare un bene pubblico”, è stata presentata il 23 marzo alla Città dell’Altra Economia di Roma. Le fonti sono varie, perché questo è il metodo MoveOn, un movimento nato per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum di luglio scorso.

Al primo punto, per risolvere l’anomalia che vede la quasi – totalità delle azioni Rai in mano al Tesoro, si è scelto il modello tedesco, dove la proprietà delle società della TV pubblica è conferita ad una fondazione di diritto pubblico.

Il secondo punto affronta un problema storico della Rai, che la legge Gasparri ha solo portato alle estreme conseguenze: la mano lunga della politica sul servizio pubblico, il prevalere delle clientele sulle capacità professionali. Bisogna dunque trovare una fonte di nomina per gli organi direttivi della Rai che ne garantisca indipendenza ed autorevolezza. Il MoveOn propone la costituzione di un corpo intermedio, un ‘Consiglio nazionale per le comunicazioni audiovisive’, i cui membri sono nominati in maggioranza dalla società civile – in primis dagli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, che eleggono direttamente una parte dei componenti. Gli altri sono nominati dai rappresentati del settore, come sindacati, artisti, autori e fornitori di contenuti. I rimanenti membri verrebbero nominati dal Parlamento e dagli enti locali.

Questa proposta riprende, in parte, quella che avevo lanciato insieme a Sabina Guzzanti, con il sostegno di Marco Travaglio e moltissime personalità del mondo del giornalismo, della cultura e dello spettacolo; la proposta è stata ripresentata in Parlamento da Beppe Giulietti in questa legislatura. L’idea del coinvolgimento degli utenti è di Roberto Zaccaria, costituzionalista, ex-presidente della Rai ed oggi deputato del PD, che l’ha formulata in un disegno di legge depositato l’anno scorso. Il richiamo – molto suggestivo – è all’articolo 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di dare in gestione agli utenti beni pubblici essenziali. L ‘obiettivo è sempre lo stesso: liberare il servizio pubblico dal controllo strumentale della politica.

Come previsto dai due disegni di legge, al punto tre il MoveOn propone che sia questo ‘Consiglio’ intermedio, e non più, direttamente, Parlamento e governo, a nominare i 5 (non più 9) membri del CdA Rai, i quali sarebbero selezionati sulla base dei loro curricula, secondo criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’AGCOM, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione (punto 4). Il punto 5 guarda ai media del servizio pubblico del futuro, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. Rispondendo così ad un esigenza di trasparenza e di partecipazione fin qui ignorata.

E’ una proposta pronta da sottoporre al futuro Parlamento, ma utile anche per oggi. In primo luogo per stanare i rappresentanti dei partiti (ormai quasi tutti) che dichiarano di volere liberare la Rai dal controllo della politica, ma che rimangono un po’ sul vago su come meglio raggiungere questo obiettivo. Meglio ancora, il punto 3 della nostra proposta — dico nostra, perché sono stata coinvolta dal MoveOn anch’io — sta per essere sperimentata, per così dire, con l’annunciata auto candidatura di Michele Santoro a direttore generale della Rai, con Carlo Freccero candidato presidente. La sfida alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai avverrà con la presentazione dei propri curricula, insieme ad un progetto programmatico perla Rai.Comedice Santoro: “Lo dovrebbero fare tutti, le nomine dovrebbero essere volontarie e trasparenti.”

Trasparenza e partecipazione sono due esigenze che il governo e i partiti che si dichiarano progressisti non possono più ignorare. Lo ricorda Nicola D’Angelo, consigliere uscente delll’AGCOM, in un post sul suo blog dopo avere partecipato alla discussione sulla riforma della Rai promossa da MoveOn il 23 marzo: “Questa iniziativa da il segno di come sia ormai inconcepibile che alcune scelte di fondo della nostra democrazia, come quelle in materia di informazione, possano continuare ad essere assunte senza considerare ciò che pensano i cittadini. Oggi esistono gli strumenti tecnologici per rendere effettivo un esercizio più orizzontale del potere, soprattutto quando si esercita su beni comuni. Di questo la politica e le istituzioni devono prendere atto, pena uno scollamento sempre più forte tra chi decide e il mondo che gli sta intorno.”

   La spinta del MoveOn è solo iniziata.

Tana de Zulueta

10 aprile 2012


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Video youtube dove nella trasmissione di Sabina Guzzanti si parla della nostra riforma
Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Ugo Mattei
"La Rai ai cittadini a "Un, due, tre stella" di Sabina Guzzanti"



(sotto ci sono tutte le interviste di MoveOn Italia)

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LE INTERVISTE DI MOVEON ITALIA (e video) - Muoviti Italia - "La RAI ai cittadini"

Carissima/o,
cresce l'archivio delle testimonianze per il rilancio del bene comune rappresentato dal servizio pubblico televisivo italiano, insieme al nostro entusiasmo per l'affermazione della proposta di riforma "La RAI ai cittadini" 


Marco Moretti & Nanni Quaranta

Intervista a Ugo Mattei
http://www.youtube.com/watch?v=zAOTJ3NTVSI

Intervista a Marco Mele (Il Sole 24 Ore)

Democrazia del Benessere.

Intervista a Paolo Gentiloni

http://www.youtube.com/watch?v=WETyF-7Qdcg

 

Intervista a Marco Pierani

http://www.youtube.com/watch?v=NoivsvxY2xw

 

Manifestazione IndigneRAI del 4 maggio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=DJZcdzONs78

 

Conferenza stampa Open Media Coalition

 “Vogliamo trasparenza” – 2 maggio 2012, Camera dei Deputati

http://www.youtube.com/watch?v=CSzjz631Qfg



Intervista a Carlo Tecce de Il Fatto Quotidiano

Intervista a Giovanni Valentini de La Repubblica
 

Intervista a Lorella Zanardo
 
Intervista a Vincenzo Vita (Senatore Pd)
http://www.youtube.com/watch?v=3MC-LftrDkw

MoveOn consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
 
Intervista a Giovanni Anversa (RAI)
 
Intervista a Maurizio Sciarra (100 Autori)

MoveOn Italia - Lavori in corso La Rai ai Cittadini
http://www.youtube.com/watch?v=LQo_6_-m6nE

Intervista a Francesca Fornario per La RAI ai cittadini

Appello di Moni Ovadia per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/watch?v=wls9iDtU8UQ

Roberto Natale (Presidente FNSI)
http://www.youtube.com/watch?v=TkekfYeASVY


Intervista a Tana de Zulueta
http://www.youtube.com/watch?v=Ohtaxhqh8cE

nella ricorrenza del cosiddetto Editto Bulgaro

Intervista a Matteo Orfini (Responsabile Informazione e Cultura Pd)
http://www.youtube.com/watch?v=W3VqMZXYedY

Carlo Verna (Usigrai)
Intervista a Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia)
 
Intervista a Linda Brunetta (ANART) e Giovanna Koch (SCAT)

Convegno IdV del 27 marzo
http://www.youtube.com/watch?v=ZVu6q4SOQls

Intervista a Wolfgang Achtner
http://www.youtube.com/watch?v=Sac5S1qCSAo

MoveOn Italia del 23 marzo - Presentazione Riforma
http://www.youtube.com/watch?v=G1GEmlmfk4I

Intervista a Fabio Granata (Deputato Fli)
http://www.youtube.com/watch?v=cDsPj91qoEs

Intervista a Roberto Zaccaria
http://www.youtube.com/watch?v=z-E1zC030-s

Intervista a Corradino Mineo di RAI News 24
http://www.youtube.com/watch?v=3JTj_bYPO_A 

Intervista a Giuseppe Giulietti (Articolo 21)
http://www.youtube.com/watch?v=324Ej7b0zPM

Intervista a Nicola D'Angelo (AGCOM)
http://www.youtube.com/watch?v=z-gXLRsUcIc

MoveOn Italia - Discorso agli italiani (Charlie Chaplin)




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