ROMA - «La temperatura in Italia è aumentata quattro volte in più che
nel resto del mondo: 1,4 gradi negli ultimi 50 anni mentre la media
mondiale è di 0,7 gradi nell'intero secolo». Con questo dato
allarmante il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha
aperto la sua relazione alla Conferenza nazionale sui cambiamenti
climatici, in corso a Roma. Il ministro ha poi aggiutno che «le
pioggie diminuiscono (14 giorni di pioggia in meno ogni anno al sud),
gli episodi di siccità si moltiplicano, la desertificazione sta
diventando un problema non solo per la Sicilia, ma anche per la
Pianura Padana». E aumenta il rischio idrogeologico nell'Appennino
meridionale e in parte di quello settentrionale, oltre che nelle Alpi
occidentali: le zone più a rischio sono in Calabria, Campania, Liguria
e nelle Langhe.
I COSTI - La questione non è solo di carattere ambientale, ma ha
ripercussioni anche dal punto di vista economico: «Nel nostro Paese -
ha rilevato ancora il leader dei Verdi - i costi per far fronte ai
danni prodotti dai cambiamenti climatici si stimano a partire da 50
miliardi di euro all'anno». «Per mettere in campo le azioni che
permettono di tagliare le nostre emissioni di gas-serra - ha poi
puntualizzato il ministro - ci servono da tre a cinque miliardi
l'anno, mentre predisporre le misure di adattamento costa da un
miliardo e mezzo a due miliardi di euro l'anno». Pecoraro ha
sottolineato poi, in particolare, che «la differenza tra quello che ci
costa non agire e quello che ci costa agire è tra 10 e 40 volte
maggiore a favore dell'azione. Tagliare le emissioni e fare
l'adattamento - ha concluso il ministro dell'Ambiente - ci costa tra
meno di cinque e sette miliardi ogni anno, contro un massimo di 200. E
prima si fa meno ci costa».
IL MONITO DI NAPOLITANO - Alla conferenza di Roma è intervenuto anche
il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha sollecitato
un'azione comune tra gli Stati: «Per influenzare intese e sforzi
coordinati che devono realizzarsi a livello mondiale per fronteggiare
il problema del cambiamento climatico - ha detto - è essenziale che
l'Europa parli con una sola voce. E' necessario che si porti davvero
avanti quella politica europea integrata dell'ambiente e dell'energia
che è stata avviata nel Consiglio Europeo in primavera, e che l'Italia
faccia la sua parte».
12 settembre 2007