Dopo alcuni giorni, i tre vengono ripresi dai pistoleri e dalle ex-guardie cinesi, per poi scoprire la verità su Pei-Pei, che per l'appunto è stata rapita. Nonostante vengano condannati all'impiccagione, Wang si libera, Foglie Cadute spara alla corda di Roy e i tre fuggono, ma poi Wang si separa dal gruppo, scontento perché aveva sentito da Roy e da una prostituta di non essere un suo amico. Wang trova a un certo punto Pei-Pei in un campo di lavori forzati di Lo Fong che funge da cava e le propone la fuga, ma afferma, se mai verrà liberata, di voler conoscere il mondo, trovare un mestiere e diventare una donna normale, ma per ora vuole rimanere nella cava di Lo Fong per non fargli sospettare nulla e per non lasciare che uccida altri operai cinesi. Lo Fong scopre Wang e lo attacca, ma Roy arriva e salva l'amico.
A una celebrazione culturale cinese, dove partecipano anche i cinesi finalmente liberi dalla cava di Lo Fong, Roy, che cambia nome in Wyatt Earp, bacia Foglie Cadute, e Pei-Pei fa altrettanto con Wang, il quale decide di restare anche lui in America e diventa sceriffo insieme a Roy. Il film si conclude così con i due che si allontanano per affrontare una nuova banda di ladri di treni.
Città Proibita, 1881. La principessa Pei Pei, prossima ad un matrimonio combinato da lei non voluto, viene ingannata da un avvocato statunitense che le propone di fuggire in America; l'uomo in realtà, giunti oltreoceano, la consegna a Lo Fong, traditore dell'Impero, che gestisce una tratta di schiavi cinesi nel west ed è in combutta con il corrotto sceriffo Nathan Van Cleef. L'imperatore decide così di inviare in missione un manipolo di uomini affinché salvino la principessa, tra i quali vi è anche il coraggioso Chon Wang. Quest'ultimo, in seguito ad una rapina sul treno durante la quale finisce per separarsi dai suoi compagni, dà vita ad un insolito sodalizio col fuorilegge Roy O'Bannon: i due, tra sparatorie, inseguimenti, incomprensioni e improbabili evasioni, si riveleranno l'unica ancora di salvezza per la regnante.
Dopo il primo buddy cop-movie della sua carriera oltreoceano, alias Rush Hour - Due mine vaganti (1998), Jackie Chan ne ritenta la formula del successo mutandone però il co-protagonista (qui il biondo Owen Wilson) e l'ambientazione, trasportandola nel selvaggio west. E' cosa nota che il cinema western e la commedia, tranne rarissime eccezioni, non siano mai andati troppo d'accordo, ma Pallottole cinesi, pur con tutti i suoi limiti, si rivela un titolo discretamente piacevole. Diretto dall'esordiente Tom Dey, proveniente dal mondo della pubblicità, il film si rivela un passatempo leggero e indolore ricco di una simpatia contagiosa che fa passare in secondo piano alcuni difetti congeniti di buona parte delle produzioni hollywoodiane della star hongkonghese. La ricercatezza stilistica delle coreografie è infatti, soprattutto in questa occasione, solo un lontano ricordo, con sequenze di arti marziali che puntano direttamente (e spesso riuscendovi) all'impatto comico in un caos più grossolano che inventivo. JC instaura comunque una buona alchimia con il partner di set, tanto che i personaggi di Wang e Roy torneranno in una nuova avventura tre anni dopo in 2 cavalieri a Londra (2003). Piena zeppa di citazioni al mondo western nei nomi dei personaggi, in alcune scene clou (esplicativo il pre-finale che omaggia Butch Cassidy (1969)) e nelle varie peripezie ambientate tra saloon, patrie galere, miniere e villaggi indiani, la pellicola è dotata di un buon ritmo che fa sentire meno la durata forse eccessiva di quasi due ore e nasconde le diverse forzature di una sceneggiatura non sempre precisa e che sfrutta poco e male il magnetico carisma di una comunque splendida Lucy Liu.
Western e commedia si mescolano con discreto brio in Pallottole cinesi, ennesimo titolo hollywoodiano nella prolifica carriera di Jackie Chan. Una sceneggiatura imperfetta e una verve coreografica poco ispirata vengono risollevate dalla contagiosa dose di simpatia dei due protagonisti e da un ritmo veloce che si muove su gag e battute in serie che omaggiano con alterni risultati il cinema della frontiera, per una visione innocua ma comunque gradevole.
Pallottole cinesi è un film del 2000 di genere Azione/Commedia diretto da Tom Dey, con protagonisti Jackie Chan, Owen Wilson, Lucy Liu, Roger Yuan, Xander Berkeley. Il film ha una durata di circa 110 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.
Coreograficamente meno ispirato rispetto ad altre pellicole che vedono per protagonista il funambolico attore dagli occhi a mandorla, Pallottole cinesi punta sul puro divertimento rivisitando gli archetipi del filone in chiave giocosa, rischiando di strafare in qualche passaggio ma portando a casa senza troppi problemi la sufficienza.
In attesa di ritirare l'Oscar alla carriera - che gli sarà assegnato a metà novembre - Jackie Chan continua a dedicarsi ai suoi progetti cinematografici. Stavolta tocca al sequel di Pallottole cinesi, il terzo film per essere precisi, che sta sviluppando insieme a Owen Wilson.
La storia del film sarà sviluppata da Miles Millar e Alfred Gough che si erano già occupati dei primi due film della saga di Shanghai Noon, Pallottole cinesi e il successivo Due cavalieri a Londra, mentre la regia sarà affidata a Jared Hess, l'autore di Napoleon Dynamite che recentemente ha diretto Wilson in Masterminds - I geni della truffa.
Nel cast del film Pallottole cinesi, troviamo la presenza dei seguenti attori: Jackie Chan, Owen Wilson, Lucy Liu, Brandon Merrill, Roger Yuan, Eric Chen, Xander Berkeley, Walt Goggins, Jason Connery, Rafael Baez.
Il film Pallottole cinesi ha un sequel, intitolato 2 cavalieri a Londra, arrivato nelle sale cinematografiche nel 2003: la pellicola fu diretta da David Dobkin. Anche in questo caso, è stata riproposta la coppia Jackie Chan e Owen Wilson.
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E ovviamente i furbi ci sono: quelli della fuga dalla polizia e del pic-nic a tutti i costi, trasgredire sempre e comunque, qualunque sia la legge. Anche di questa reazione esiste la versione virologica: sono tutte balle, è una costruzione mediatica (i carri dei militari con le bare sono menzogne), è un trucco costruito da Soros, dalla massoneria, dagli americani, dai cinesi, dai francesi, dalla Bce, dalla Troika e chi più ne ha più ne metta, a seconda del colore politico.
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