nella requisitoria è spiegata la fantasiosa teoria per cui sarebbero
responsabili come organo, al di là delle decisioni che l'organo
effettivamente prende, ovvero come scienziati. E il motivo è appunto che "sono scienziati, parlano la
stessa lingua" si spiega in riferimento alle obiezioni di alcuni imputati "ma che c'entro io se
de bernardinis che non è manco un geologo ha detto una sciocchezza in tv
prima (sottolineo prima) della riunione in cui poi infatti non si è
parlato di scarico di energia"? Eh siete scienziati, parlate la stessa
lingua, il messaggio è stato univoco, dentro e fuori la riunione.
Indipendentemente dal fatto che quella riunione abbia prodotto delle
decisioni o meno, o che fosse tenuta a farlo o meno. Ed è il filo
conduttore di tutta l'accusa, per cui anche le amministrazioni sarebbero
state "depotenziate" dal fatto che siete un organismo di consulenza
scientifica, quindi...
Tutto ciò serve a tenere in piedi quel vulnus giuridico.. che è quindi
sostanzialmente incentrato sulla responsabilità pubblica di una persona
avvertita autorevolmente dal cittadino.
Il nesso ovviamente è ridicolo, si basa su testimonianze e sulla
relazione antropologica in cui si spiega "che il calice di vino in
quanto simbolo della riconciliazione dell'uomo con la terra" ha
rassicurato le persone.
Il punto è che non bastava dire c'è un nesso tra la morte di e le parole
di (o meglio "concausa insieme al terremoto e alla vulnerabilità degli
edifici") ma bisognava anche dimostrare che questa relazione non fosse
frutto di un amaro fato, ma di un comportamento scorretto, non di una
decisione quindi, della comunità scientifica. Una comunità scientifica, e questo è l'altro punto, che non ha tenuto sufficientemente in conto i fattori di rischio (precursori sismici, storia sismica aquilana, ecc..)