Quando si utilizza il termine legge marziale si fa infatti riferimento a un sistema di governo in cui le leggi ordinarie vengono sospese per un certo periodo di tempo e nel quale viene affidato un ampio potere all'esecutivo e ai Tribunali militari.
La legge marziale sospende le principali garanzie costituzionali dei cittadini con lo scopo, nel concentrare il potere nelle mani dell'esecutivo, di affrontare più efficacemente una situazione emergenziale. Ne consegue una situazione di evidente contrasto tra la legge marziale e lo Stato di diritto.
La legge marziale incontra un limite nell'art. 4 del Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966 il quale dispone che" In caso di pericolo pubblico eccezionale, che minacci l'esistenza della nazione e venga proclamato un atto ufficiale, gli Stati Parti del presente Patto possono prendere misure le quali deroghino agli obblighi imposti dal presente Patto, nei limiti in cui la situazione strettamente lo esiga, e purché tali misure non siano incompatibili con gli altri obblighi imposti agli Stati medesimi dal diritto internazionale e non comportino una discriminazione fondata unicamente sulla razza, sul colore, sul sesso, sulla lingua, sulla religione o sull'origine sociale. 2. La suddetta disposizione non autorizza alcuna deroga agli articoli 6, 7, 8 (paragrafi 1 e 2), 11, 15, 16 e 18. 3. Ogni Stato Parte del presente Patto che si avvalga del diritto di deroga deve informare immediatamente, tramite il Segretario generale delle Nazioni Unite, gli altri Stati Parti del presente Patto sia delle disposizioni alle quali ha derogato sia dei motivi che hanno provocato la deroga. Una nuova comunicazione deve essere fatta, per lo stesso tramite, alla data in cui la deroga medesima viene fatta cessare."
Uno degli esempi più tipici di legge marziale è quella introdotta tra il 1981 e il 1983 in Polonia per contrastare i sostenitori del movimento Solidarnosc. In questo periodo i simpatizzanti del movimento sono stati arrestati, ai cittadini è stato imposto il coprifuoco e il divieto di uscire dallo territorio. La stampa ha subito forti limitazioni. La legge marziale è stata applicata anche in Cina nel 1989, in Thailandia nel 2014, in Ucraina nel 2018 e nel Nagorno Karabakh nel 2020.
In Italia dal dopo guerra ad oggi non è mai stata introdotta la legge marziale, perché come sancito dalla nostra Costituzione la nostra nazione ripudia la guerra come sistema per la risoluzione dei conflitti. In realtà sempre la Costituzione legittima la legge marziale, in quanto riconosce che il Governo in caso di guerra possa esercitare i poteri necessari e che i tribunali in caso di conflitto armato possano esercitare il potere giurisdizionale in base a quanto viene stabilito dalla legge.
Ogni Stato prevede delle proprie disposizioni che regolano il regime definito come legge marziale. Tuttavia, esse hanno caratteristiche comuni. In primo luogo, come già sostenuto, comportano la sospensione di molte delle leggi vigenti nei periodi di pace.
La legge marziale, infatti, presuppone la sospensione delle regole principali che caratterizzano uno Stato di diritto e incide anche su libertà fondamentali, come le libertà di circolazione e di riunione.
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La legge marziale comporta anche dei cambiamenti molto importanti anche per quanto riguarda la giustizia: solitamente con la sua entrata in vigore i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia, estendendo la loro giurisdizione anche alle materie che, normalmente, spetterebbero alla giurisdizione ordinaria.
Il presidente dell'Ucraina Zelensky ha dichiarato la legge marziale, esortando i cittadini a non farsi prendere dal panico e a restare a casa. La legge marziale in Ucraina è stata imposta a partire dalle ore 5,00 del 24 febbraio 2022, per un periodo di 30 giorni. Lo afferma il decreto del presidente Volodymyr Zelensky n. 64/2022, pubblicato sul sito web del Capo dello Stato. Secondo il decreto, il comando militare, insieme al Ministero degli affari interni, altri organi esecutivi e organi di autogoverno locale, deve garantire, con le misure e i poteri, previsti dalla legge ucraina, la difesa, la sicurezza pubblica e gli interessi statali dell'Ucraina.
Il Servizio di emergenza dello Stato è incaricato di predisporre immediatamente, unitamente alle amministrazioni locali dello Stato e agli altri enti governativi, istituzioni, imprese, organizzazioni di ogni forma di proprietà, il sistema unificato di protezione civile dello Stato, i suoi sottosistemi funzionali e territoriali a svolgere compiti in un apposito periodo. Inoltre, le amministrazioni regionali, le città-stato di Kiev e gli organi di autogoverno locale dovrebbero istituire consigli di difesa e fornire assistenza al comando militare nell'introduzione e nell'attuazione delle misure del regime della legge marziale.
Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di applicare la legge marziale nelle quattro regioni ucraine che la Russia ha annesso illegalmente: quelle di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e di Kherson. L'introduzione della legge marziale avverrà a partire da domani, giovedì 20 ottobre 2022. Il decreto firmato oggi specifica che la legge marziale potrà essere estesa a qualsiasi parte del territorio della Federazione "se sarà necessario". Tra le misure che potrebbero essere applicate ci sono limitazioni agli spostamenti, coprifuochi e confische di beni. Le restrizioni potrebbero riguardare anche la capitale Mosca e la sua regione.
Con l'applicazione della legge marziale i cittadini non potranno più lasciare il Paese mentre saranno evacuate le strutture economiche, sociali e culturali e i civili reinsediati in aree sicure. Verrà introdotta la censura militare e il controllo delle conversazioni telefoniche. Inoltre, la legge marziale potrà essere applicata anche in Russia. "Quando sarà necessario, altre misure definite dalla legge federale sulla legge marziale potranno essere applicare nella Federazione russa nel periodo della legge marziale", si legge nel decreto. Intanto Putin ha emesso un decreto che limita i movimenti all'interno e all'esterno di otto regioni adiacenti all'Ucraina (Crimea, Krasnodar, Belgorod, Briansk, Voronezh, Kursk, Rostov e Sebastopoli).
Non è tutto, Putin ha dato istruzioni al governo di preparare un disegno di legge per creare un nuovo Consiglio di coordinamento che risponda al Consiglio dei ministri "per rispondere alle necessità che emergono durante l'operazione militare speciale". Infine, il presidente russo in un decreto a parte, ha stabilito il versamento dell'equivalente di 3mila euro al mese a chi viene reclutato.
Non è solo una violazione dei diritti umani ma è anche inutile; impone decisioni drastiche alle famiglie e crea nuove vulnerabilità. Con il rinnovo della legge marziale e di quella sulla mobilitazione atteso in agosto, l'Ucraina dovrebbe riconsiderare il suo divieto di espatrio per la popolazione maschile
La legge marziale, letteralmente "legge del dio Marte", è un particolare sistema di governo che entra in vigore solo in situazioni particolari ma che si è ripetuto più volte nella storia in vari Paesi. I massimi poteri dello Stato in questo caso passano all'esercito e non è raro che in seguito si arrivi a una dittatura militare come è successo in Thailandia nel 2014.
Con l'applicazione della legge marziale le leggi ordinarie vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari vengono investiti di un ampio potere giudiziario. In questo sistema vengono normalmente ridotti i diritti dei cittadini. La durata dei processi è limitata e si prescrivono sanzioni nettamente più severe rispetto alla legge ordinaria. Nella maggior parte dei casi le vere differenze a livello giuridico riguardano disertori, renitenti alla leva e spie. In alcuni Paesi è prevista la pena di morte per crimini per cui le leggi ordinarie non la prescrivono.
Esempi di legge marziale si sono visti nella Germania Est e nella Repubblica Federale tedesca dopo la fine della seconda guerra mondiale o nella Confederazione degli Stati del Sud dopo la guerra di secessione americana. In tempi recenti il premier canadese Justin Trudeau ha invocato l'Emergency Act durante le proteste del Convoglio della libertà, azione che la Canadian civil liberties association giudicò incostituzionale. La legge marziale è entrata in vigore anche in Ucraina a seguito dell'invasione russa.
In Italia la legge marziale è stata applicata nel 1943 quando il Paese era diviso tra la Repubblica di Salò e il resto d'Italia occupato dagli Alleati. A invocarla fu Benito Mussolini attraverso delle apposite corti che dovevano giudicare caso per caso diserzioni, fughe di massa verso le montagne per unirsi ai partigiani e ribellioni.
Il presidente russo Vladimir Putin ha proclamato oggi la legge marziale in quattro regioni parzialmente occupate dell'Ucraina che la Russia rivendica come proprie, nonostante non ne controlli completamente nessuna.
La legge marziale in Russia implica automaticamente una mobilitazione generale o parziale delle truppe, ma da questo punto di vista non cambia nulla: Mosca sta già arruolando gli abitanti dei territori occupati. Costringere i civili a prestare servizio nelle forze armate di una potenza occupante è definito come una violazione delle Convenzioni di Ginevra sulla condotta in guerra.
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