Sono felice quando ... perchè ....La stella della felicità può cambiare ogni giorno, a seconda del cammino che compiamo per giungere all'incontro con Gesù!!!Prova a "riscrivere" la Tua stella, ogni giorno, ogni settimana, quando puoi e vuoi!!! Cetamente Ti aiuterà a comprendere i passi che stai facendo nella Tua vita di amicizia con Gesù e Ti aiuterà a "scegliere" ciò che è davvero prezioso per la Tua vita.
Nelle sinagoghe, forse, prese il posto della mezuzzah, e il nome "stella di Davide" potrebbe essergli stato dato in virtù dei suoi presunti poteri protettivi. L'esagramma potrebbe essere stato utilizzato all'inizio anche come ornamento delle sinagoghe, com'è successo, per esempio, anche nelle cattedrali di Brandeburgo e Stendal, sul Marktkirche ad Hannover e sul sagrato del duomo di Vigevano. Un simbolo in questa forma è stato ritrovato anche sull'antica sinagoga di Tell Hum. A Cafarnao si ritrova nelle decorazioni marmoree della sinagoga del V sec. d.C., assieme al pentagramma.
Nel 1354, il Re di Boemia Carlo IV prescrisse per i Giudei di Praga una bandiera rossa con sia lo scudo di Davide che il sigillo di Salomone. La bandiera rossa con la quale i Giudei incontrarono il Re Mattia Corvino nel XV secolo aveva due pentagrammi con due stelle d'oro (Schwandtner, Scriptores Rerum Hungaricarum, ii. 148). Infatti, nel 1460, gli ebrei di Budapest, ricevettero il re Mattia Corvino con una bandiera rossa con due Scudi di David e due stelle. Il pentagramma, perciò, era evidentemente in uso anche tra gli Ebrei.Si può vedere in un manoscritto già dall'anno 1073 (facsimile in M. Friedmann, Seder Eliyahu Rabbah ve-Seder Eliyahu Ztṭa, Vienna, 1901). Nel primo libro di preghiere in ebraico, stampato a Praga nel 1512, un grande Scudo di David appariva sulla copertina. Nel colofone del libro venne scritto: Ogni uomo sotto la sua bandiera concorda con la casa dei suoi padri... e merita di conferire un dono benigno su ognuno che porta lo Scudo di Davide. Nel 1592, a Mordechai Maizel venne dato il permesso di esporre una bandiera del re David simile a quella della Sinagoga Principale nella sua sinagoga a Praga. Nel 1648 ai giudei di Praga venne di nuovo dato il permesso di esporre una bandiera come ricompensa per aver partecipato alla difesa della città contro gli Svedesi. Su uno sfondo rosso compariva uno Scudo di David in giallo al centro del quale stava una stella svedese.[4]
La Bibbia non fa nessuna menzione diretta della Stella di Davide. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 528, riferisce che "I magi venuti a Betlemme per adorare il re dei Giudei ... alla luce messianica della stella di Davide, cercano in Israele colui che sarà il re delle nazioni". È evidente che in questo contesto non si sta parlando di un particolare simbolo a forma di esagramma, quanto della nuova stella come simbolo biblico dell'ascesa regale della casata di Davide (Cfr. Nm 24,17-19: la visione di Balaam).
Fino al XIX secolo la Stella di Davide appare sporadicamente come motivo puramente ornamentale anche in chiese o altri edifici sacri cristiani. A partire dall'Ottocento, invece, crebbe una certa perplessità di fronte all'impiego di questo simbolo, che progressivamente veniva sempre più connotato come identificativo dell'ebraismo, se non addirittura come un richiamo all'occultismo o alla simbologia massonica. Alcune chiese relativamente recenti presentano tuttavia ancora la Stella di Davide come motivo ornamentale. Si pensi al rosone centrale della chiesa di San Marco a Milano o al timpano nella facciata neogotica della Basilica di Santa Croce a Firenze, anche se in questo caso progettata da un ebreo. Ad ogni modo, il suo utilizzo negli edifici di culto cattolici rimane sempre raro. Curioso è il fatto che la stella di Davide sia riproposta nella Galleria Umberto I di Napoli, posta di fronte al Teatro S. Carlo. Sul tamburo della cupola, decorato con finestre, è infatti presente il simbolo della stella.
Parecchi cristiani, specialmente tra gli anglicani indipendenti, i battisti, ed altri protestanti, appoggiano dichiaratamente lo Stato di Israele, sulla base della convinzione che Dio abbia stabilito un patto con gli israeliti in cui è stabilito che la Terra di Israele debba rimanere in loro possesso. Ecco per quale motivo si possono vedere Stelle di David (o altri simboli ebraici) nelle loro chiese e in particolar modo nelle vetrate. Un esempio di ciò è la stella incastonata nel soffitto della Cattedrale nazionale di Washington.
Il Davidiani hanno fede nella restaurazione del regno davidico in Israele prima della seconda venuta di Cristo (Avvento o Parusia) nelle nuvole del cielo e il riferimento al ramo davidico non è dato dal nome del capo della setta David Koresh ma basato sul Libro di Isaia 11:1) al biblico ''Albero di Jesse'', (che compare nello stemma ufficiale utilizzato dai Davidiani, all'interno di una stella di David[5], il padre di re Davide, dal quale sarebbe disceso il Messia Gesù. Koresh, il re Ciro II di Persia, è la figura del gentile che aiuta gli ebrei a far ritorno in Palestina. Victor Houteff ha diretto i Davidiani a lavorare per la riforma della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno esclusivamente, in preparazione di un grande afflusso di convertiti, quando la chiesa sarebbe divenuta in uno stato più puro.
In vari passaggi del Corano vi è scritto che David e Salomone fossero profeti e re, e pertanto sono figure riverite dai musulmani. I Beylik musulmani della Turchia e parte dei Giannizzeri, durante le dinastie qaramanide e Candaroglu usarono la stella sulle loro bandiere. Tuttora la stella si può trovare in moschee e in altri manufatti dell'arte islamica.
Una Stella di David, spesso di colore giallo, venne utilizzata dai nazisti durante la shoah come metodo di identificazione degli ebrei, e venne chiamata la Stella Ebrea. Una foto freelance, datata al 1935, proveniente da Hulton Archive, raffigura un ebreo tedesco di classe media che a Berlino, nella Germania nazista, sta camminando con una valigetta in mano. Indossa una grande stella di David sul soprabito del suo abbigliamento da lavoro, che lo ha ridotto, anche se libero, allo status di schiavo e un bersaglio facile dell'antisemitismo. (Foto di Hulton Archive / Getty Images).
Parimenti all'uso del termine pentalfa in luogo della stella araldica a cinque punte, esalfa è nell'araldica e in una piccola parte della vessillologia il nome usato per definire una stella a sei punte, come la Stella di Davide, ma non vuota e con semplici linee radianti.
Magen David Adom (Stella rossa di Davide) è la società di soccorso nazionale, competente per le emergenze sanitarie, per disastri, soccorso con ambulanza e servizio di banca del sangue di Israele, analoga alla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale. A seguito dell'adesione di Israele al Terzo Protocollo Aggiuntivo (2005) alle Convenzioni di Ginevra, il Magen David Adom è entrato a far parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa aggiungendo alla stella il simbolo del diamante. La formalizzazione del riconoscimento del Magen David Adom quale membro del Movimento di CR/MR è avvenuta per acclamazione nel corso della XXIX Conferenza Internazionale della CR/MR, tenutasi a Ginevra nel 2006.
L'IRM ha un piano a lungo termine, ovvero costruire un tempio complesso o ambasciata che dovrebbe, nel periodo della Singolarità tecnologica, e prima del 2036, supportare l'arrivo di profeti delle maggiori e di alcune minori religioni dopo un ritorno da un viaggio interstellare. Rael necessita che l'ambasciata contenga il "simbolo degli Elohim". Il simbolo inizialmente usato dal Movimento raeliano diede inizio a una controversia riguardo alla proposta di costruire l'ambasciata raeliana in Israele dal momento in cui alla Stella di Davide venne aggiunta una svastica nel mezzo.
In quel luogo, il 31 maggio 1536, ultimo giorno del mese dedicato alla Vergine, la Madonna apparve ad un povero sordomuto, certo Antonio de Antoni, di Gardone Val Trompia, che vi stava pascolando il gregge di un possidente di S. Vigilio. Il pastore stava recitando il rosario, quando all'improvviso, rifulse davanti ai suoi occhi una stella talmente lucente da vincere i raggi del sole e nel bel mezzo di quella luce gli apparve la Vergine Santissima con il Divino Bambino in braccio. Parlò soavemente al pastore chiedendogli di invitare gli abitanti dei paesi circostanti a dedicarle in quel luogo un tempio. Davanti alla titubanza del poveruomo la Madonna lo incoraggiò assicurandolo che Ella stessa avrebbe con prodigi e grazie confermato la sua richiesta. E il primo prodigio fu il riacquisto della parola da parte del povero pastore.
Il Vangelo non è un mito, ma la testimonianza viva di un evento storico che ha cambiato il volto della storia. La nuova evangelizzazione deve far conoscere, anzitutto, la persona storica di Gesù, e il suo insegnamento così come è stato fedelmente trasmesso dalla comunità delle origini e che trova nei vangeli e negli scritti del Nuovo Testamento la sua codificazione normativa. Oggi, infine, ricorre per il Vaticano la memoria liturgica della Vergine Maria Madre della Chiesa. Non è senza tremore che affidiamo a Lei, stella dell'evangelizzazione, la grande missione che il Papa ci ha affidato perché possa sostenere l'opera della Chiesa nel suo costante annuncio del Vangelo a ogni persona che incontriamo nel nostro cammino.
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