Riflessione e aggiornamenti

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Simone Baglivo

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Apr 9, 2013, 5:17:36 PM4/9/13
to borsist...@googlegroups.com
Dovrebbe esserci un incontro, venerdì prossimo, in cui si discuteranno i nuovi criteri per il bando 2013/2014. Parteciperanno i rappresentanti degli studenti in Co.re.co, sicuramente il presidente del senato studenti Nicola Malanga, e forse anche Livio, del poli. 
Ho sentito voci di possibile rinuncia rispetto alla questione media del 25 da parte del nuovo assessore all'università della giunta Cota, Riccardo Molinari, sia dopo aver visto i risultati dell'applicazione del bando, che penalizza molto le facoltà più difficili (come da noi più volte sottolineato), sia per pressione da parte della comunità accademica. Sono scettico su un totale passo indietro ed un ritorno ai vecchi criteri di borsa. 
Ho paura di una possibile sperimentazione da parte dell'Edisu Piemonte del nuovo decreto sul DSU di Profumo, che è stato rifiutato, anche qui, sempre su pressione delle rappresentanze studentesche, dalla conferenza stato-regioni. Profumo ci sta provando in tutti i modi ma per ora sembra lontana l'ipotesi che quel decreto possa essere approvato, vista la precarietà dello stesso ministro. In quel decreto non si fa cenno ad una media di sbarramento ma viene alzato il numero di CFU necessari. Dovrei andare a rivedermi il decreto che non ho in questo momento ma si parla di qualcosa come: 35 per il primo anno, 90 per il secondo (o forse 100 ma posso sbagliarmi) e 150 per il terzo.

Per ora l'Edisu, così come tutti gli altri enti per il diritto allo studio del paese non potrebbero applicare tali criteri perchè dovrebbero attenersi al vecchio DPCM del 2001 che disciplina la materia. Ma come successo per il bando 2012/2013 abbiamo già visto in Piemonte una deroga imponendo la media del 25 per l'idoneità. Altra possibilità sarebbe quella, molto complessa, di stabilire le graduatorie con un altro sistema, molto simile alla valutazione europea degli ECTS, in cui il voto, è normalizzato alla media del corso di studi. E' un sistema decisamente più equo rispetto alla media di sbarramento ma di difficile applicazione perchè bisognerebbe analizzare costantemente i dati provenienti da ogni corso con tantissime varianti rispetto al piano di studi. Quindi prevedo che, almeno per il prossimo anno, anche questo sistema verrà rimandato.

Detto ciò.

Il dato principale, prima ancora di stabilire come formulare una possibile graduatoria, è il valore del fondo per le borse di studio 2013/2014, per ora voce inesistente sul bilancio preventivo dell'Edisu, così come il capitolo di bilancio regionale per il diritto allo studio universitario, pari a 0. E' molto probabile che nelle prossime settimane quel capitolo inizierà a popolarsi di qualche milione di euro ma che per raggiungere anche solo l'erogazione delle stesse borse di studio degli ultimi due anni, tra le 4.000 e le 5.000 (rispetto alle 12.000 circa di riferimento), dovrebbe avvicinarsi ai 15-16 milioni di euro. Cifra in questo momento poco sostenibile da parte della regione. Il miracolo potrebbe avvenire con la formazione di un nuovo governo e lo stanziamento straordinario di molti più fondi rispetto al previsto da parte dell'amministrazione centrale di Roma. 

Ma non c'è alcun segnale al momento per essere ottimisti.

Un altro dato importante, che per me risulta prioritario, è la revisione dei criteri per i primi anni, sia triennale che specialistica. Impostando solo il criterio di reddito per l'accesso in graduatoria, alla stato attuale, coloro che dichiarano 0 euro d'ISEE o qualcosa di molto simile, potranno avere qualche speranza di vincere la borsa. I tanti bisognosi che invece vanno a dichiarare cifre più attendibili come 6.000 o 10.000 o 13.000 euro d'ISEE, senza un incremento sostanziale di fondi, rimarranno tutti senza borsa. Ricordo che il primo degli esclusi, primi anni, del poli, del 2011/2012, aveva qualcosa come 1.000 euro d'ISEE. Non so se mi spiego. 

L'ISEE rimane un indicatore, nonostante il 100% dei controlli, molto superficiale e che non va a toccare in alcun modo l'evasione a monte. I controlli avvengono sulla dichiarazione dei redditi all'agenzia dell'entrate e se tale dichiarazione è fallace, anche l'ISEE risulta fallace. Per non parlare dei tanti studenti stranieri che ricevono il visto "studio" autocertificando l'autosufficienza, per poi dichiarare 0 euro di reddito, (questione non risolvibile dall'edisu e neanche dalla regione ma solo su un piano nazionale attraverso il lavoro congiunto di MIUR e Farnesina). Contemporaneamente c'è il principio, per me non DEROGABILE, della non differenza rispetto alla provenienza dello studente, principio sacrosanto e "UNIVERSITARIO". La soluzione più facile, ma, a mio modesto parere non-giusta, è l'applicazione di quote. Per es. solo il 25% delle borse per le matricole possono essere assegnate a studenti non residenti in Italia. In questo modo diminuirebbe la possibilità di dare la borsa di studio a studenti di cui è difficile stabilire con certezza il reddito e la condizione patrimoniale. Questo ragionamento, ripeto, si basa solo sulle matricole, e non sugli anni successivi dove è comunque il merito (in varie forme) a stabilire la graduatoria e il reddito serve solo come paletto (chi ha più di 19/20 mila euro d'ISEE è automaticamente escluso). 

Ci sono stanti tempi migliori, tutti gli anni esclusi gli ultimi due, dove non si sono mai affrontate queste questioni sia perchè c'erano fondi a sufficienza per garantire a TUTTI la borsa e sia perchè il numero di studenti stranieri era molto inferiore rispetto ad ora, numero in continuo aumento vista l'attrattività dei due ateni, polito in primis. Ma non si può fare politiche d'internazionalizzazione per poi lamentarsi del fatto che le università si riempiono di studenti provenienti da paesi con una media di reddito inferiore rispetto a quella dei paesi europei (che non significa che lo studente straniero proveniente dal nord o centro Africa, piuttosto che dal Pakistan o Cina siano per forza di cose più "bisognosi" rispetto allo studente di Torino). Qualcuno, io per primo, definirei tutto ciò, guerra fra poveri (al netto del fatto che per me rimane un'ingiustizia che un "non bisognoso", perchè di famiglia benestante, riceva comunque un contributo pubblico per studiare, visto che quel contributo verrà sottratto all'intero sistema).

Non so cosa stabilirà il Co.re.co nella prossima riunione, verrete prontamente aggiornati perchè è fondamentale sapere il prima possibile quali saranno i prossimi criteri e se ci saranno le borse. Non si può arrivare a Luglio senza sapere con quale bando si affronterà l'anno successivo e a Dicembre per scoprire se ci sarà un sostegno allo studio oppure bisognerà rinunciare per impossibilità economiche. Per lo meno non può avvenire in un paese che vuole rispettare la propria costituzione e crede ancora nell'istruzione come diritto per tutti.

Oltre al dover pretendere un finanziamento sufficiente per tutelare l'art.34 della costituzione, pretesa mai banale, una delle possibile "toppe" potrebbe essere quella di differenziare il sistema di "erogazione" del diritto allo studio in base alle necessità dello studente. Quindi iniziare a parlare di servizi e non più di borsa di studio.

Per es.

- Studente in sede: buono libri (500/600 euro) + esonero tasse universitarie e contributo trasporti pubblici (abbonamento GTT).
- Studente pendolare: buono libri (500/600 euro) + esonero tasse universitarie + pasto gratuito in mensa + contributo trasporti (abbonamento GTT più treno).
- Studente fuorisede: buono libri (500/600 euro) + esonero tasse universitarie + pasti gratuiti in mensa + contributo trasporti pubblici (abbonamento GTT) + residenza universitaria + visto che le residenze non bastano, contributo affitto reale per coloro che non rientrano in residenza per carenza di posti e con contratto regolare d'affitto, possibilmente calmierato.
- Contributo erasmus per gli idonei edisu e vincitori di borsa erasmus.

Il dramma è che in questo momento la Regione Piemonte e il MIUR non sarebbero in grado di finanziare neanche questo sistema "toppa" per garantire a tutti il diritto allo studio mentre in altre parti del paese continua ad essere garantito il diritto per il 100% degli idonei (Emilia, Toscana, Trentino, etc.).

Non so cosa succederà nei prossimi mesi, quale governo nazionale o regionale metterà il diritto allo studio fra le priorità e come penseranno di finanziare tutto ciò. Il pericolo di un sistema misto, prestiti d'onore + contributo pubblico è reale e sarà presto accettato dalla società, vista l'alternativa (niente borse). Un sistema misto è già praticato in quasi tutti gli altri paesi europei o dell'OCSE, ma, contemporaneamente, il finanziamento pubblico è decisamente più consistente, basta guardare Francia e Germania, e il numero degli studenti che beneficiano di un welfare studentesco è maggiore. L'idea di indebitarsi per studiare non è ancora all'ordine del giorno delle famiglie italiane, fortunatamente.

Sullo sfondo, ma molto lontano nel tempo, con il sistema economico attuale, c'è l'annosa questione del reddito di cittadinanza, reddito minimo garantito e riforma del welfare, che cambierebbe anche il diritto allo studio nazionale.

Vi ho scritto questa lunga pappardella per condividere con tutti voi delle personali riflessioni. Mi piacerebbe ricevere vostri spunti su tutto ciò, partendo però da un fatto: è un sistema dinamico, in costante cambiamento, che riguarda tutti quanti (idonei, vincitori, futuri borsisti o semplici cittadini, meritevoli e non) e che per essere protagonisti e non solo fruitori bisogna agire con idee autonome, positive e propositive, oltre che sostenibili nel tempo e nello spazio.

P.S.: per quanto riguarda i 2 milioni di euro che la regione dovrebbe versare all'edisu dopo il ricorso al TAR, nulla di nuovo. Per ora non è stato presentato ricorso al consiglio di stato (e ciò è buono per le tempistiche). L'Edisu sta elaborando la vecchia graduatoria, cancellando i nomi di coloro che, in seguito ai controlli, non avrebbero avuto i requisiti di reddito o di merito (raggiungimento dei 20 cfu entro agosto per le matricole). Nel momento in cui la regione verserà questi 2 milioni verranno prontamente erogate le borse, sempre seguendo i criteri del bando 2011/2012, quindi il 35% di risorse per le matricole e i restanti per gli anni successivi.

Un abbraccio, Simone.
--
Simone Baglivo
cel: +39 3803111756
mailto: simone....@gmail.com

EZIO CHIONIO

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Apr 10, 2013, 8:19:02 AM4/10/13
to borsist...@googlegroups.com
Grazie Simone!

Ho letto il tuo interessante aggiornamento sullo stato dell'arte in materia di DSU e condivido con te la convinzione che molto dipenda da cosa vorrà fare il nuovo Governo, se e quando esso nascerà. Anch'io nutro infatti dubbi sul fatto che si possa applicare il decreto Profumo e peraltro i margini di manovra della Regione Piemonte sono ora economicamente praticamente nulli. Il passaggio al sistema dei servizi potrebbe comunque essere una buona soluzione, e secondo me migliore del sistema misto (cioè quello dei prestiti) perchè trovo psicologicamente deprimente iniziare la carriera universitaria con un debito, da restituire dopo alcuni dalla laurea (specie tenuto conto delle difficoltà dei laureati ad entrare nel mondo del lavoro). Tieni conto tra l'altro che sull'uso dei soldi della borsa da parte dello studente EDISU non ha nessun controllo, e quindi può essere che lo studente usi quei soldi non per studiare, ma per spese assolutamente voluttuarie, come comprarsi scarpe firmate e altre simili amenità, anche perchè magari, essendo un "finto povero" (non sempre stanabile, per i motivi che tu hai ricordato) gli studi glieli paga la famiglia. Invece sui servizi abbiamo il controllo: ti do l'abbonamento GTT personale, lo puoi usare solo per prendere il pullmann e solo tu. Così il posto letto in residenza etc. Per questa ragione ai buoni libro preferisco la costruzione di un servizio di prestito libri efficiente, con acquisti continui di libri, aggiornamento del catalogo etc., che alla fine è comunque più fruttuoso che dare buoni libro che poi restano allo studente, il quale poi ci lucrerebbe pure, rivendendo i libri etc. Insomma visto che siamo in un periodo di risorse economiche assai scarse, cerchiamo di usarle bene, traendo da esse il massimo beneficio a favore della collettività. In fondo, se ci pensi, se io, capace e meritevole privo di mezzi, non pago le tasse universitarie, mangio in mensa a prezzo politico con una somma che mi viene caricata da EDISU sulla mia smart card, studio con libri presi in prestito gratis, alloggio gratis nelle residenze, non ho spese quindi non ho bisogno di ricevere soldi per studiare. Lo so che può sembrare utopico, ma credo che in questo momento sia questa la direzione in cui andare, e cogliere così l'occasione per realizzare un vero welfare del diritto allo studio. Queste sono le miei idee, che sono sempre pronto a discutere con te e con gli altri studenti, per dare il mio contributo alla eventuale costruzione di piattaforme progettuali finalizzate a rendere effettivo il diritto allo studio universitario.

Ciao ciao e speriamo che si faccia un Governo che inizi a lavorare per realizzare l'Italia giusta.

Ezio 

Da: Simone Baglivo <simone....@gmail.com>
A: borsist...@googlegroups.com
Inviato: Martedì 9 Aprile 2013 23:17
Oggetto: [Borsisti] Riflessione e aggiornamenti

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Xavier Bellanca

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Apr 13, 2013, 4:18:57 AM4/13/13
to borsist...@googlegroups.com
Ciao Simo, grazie per l'intervento. 

Intervengo lo stesso nonostante io ormai sia fuori dal "sistema" borse di studio. 
Devo dire che condivido praticamente in toto ciò che dici. Anche io personalmente sono un po' scettico su ritorno tout court al sistema dell'Edisu di qualche anno fa (quando io sono entrato per intenderci, 2006) perché una delle cose che ho sempre notato è che si trattava di un sistema di manica molto larga la cui struttura prestava il fianco a notevoli sprechi di risorse. 
Tra il lasciare a briglie sciolte e l'austerità miope (tipica degli ultimi provvedimenti) c'è sicuramente una terza via che è quella di responsabilizzare gli studenti attraverso dei finanziamenti mirati per beni strettamente legati all'attività di studio. Ben vengano dunque buoni mensa, libri e trasporti. Certo, piacerebbe a tutti avere tremila euro l'anno e la propria stanzetta al calduccio in centro città, ma al di là del fatto che questo - come ho detto più volte - ci trasforma immediatamente dall'essere "titolari di diritti" all'essere "privilegiati", bisogna comunque considerare che le risorse economiche sono nettamente diminuite anche perché sono drasticamente aumentate altre esigenze di carattere sociale almeno altrettanto importanti, e mi riferisco principalmente all'area Sanitaria della Regione. 
Sempre vivo è poi il discorso della differenziazione del merito nei vari corsi di studio. Questo è un problema che con la media imposta del 25 si è semplicemente esacerbato, ma diciamocelo chiaramente, c'era anche prima. In facoltà come la mia è sempre stato molto più facile arrivare alla soglia di crediti necessaria per godere della borsa di studio rispetto a facoltà come ingegneria, medicina, e altre simili. Un ragionamento studiato sulla media dei vari cds potrebbe avere un senso anche se sarebbe ben poco educativo dal momento che (ma questo è un volo pindarico) paradossalmente l'interesse degli studenti sarebbe quello di tararsi al ribasso.

Onestamente non credo che il prossimo Governo si formerà in fretta, o che comunque avrà tutte queste risorse da veicolare sul diritto allo studio, anche se spero di sbagliarmi. L'unica cosa che potrebbe concretamente fare è dare un ulteriore giro di vite alle manovre anti-evasione in modo tale da semplificare la vita anche all'Edisu e mettere finalmente fine alla farsa dei redditi pari a zero. In questo modo credo che la metà dei nostri problemi finirebbero immediatamente. 

Buona giornata. 


2013/4/10 EZIO CHIONIO <jedige...@yahoo.it>
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