EDISU: non ci sono buone news.

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Simone Baglivo

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Dec 23, 2011, 6:52:13 PM12/23/11
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Il C.d.A. di oggi, 23 Dicembre, doveva approvare il bilancio di previsione per il 2012. Il bilancio prevedeva alla voce erogazione borse di studio sia seconda rata A.A. 2011/2012, che prima rata 2012/2013, 0 euro


Si trattava di un bilancio tecnico e l'Ente ha la necessità di approvare la sua "legge finanziaria" per poter garantire i contratti in essere, il pagamento degli stipendi e tutto quello che ne consegue. I rappresentanti degli studenti, me compreso, i docenti universitari in rappresentanza degli Atenei, escluso uno, e la componente regionale d'opposizione, nonostante fossero coscienti delle conseguenze di tale atto, hanno ritenuto IRRICEVIBILE un tale bilancio. Il Presidente ha provato a convincere molti consiglieri nell'estremo atto di responsabilità (nel tempo degli Scilipoti tutti è possibile), ma il suo tentativo non è andato a buon fine. Con me (e solo con me) non ci ha neanche provato.


Questo ha comportato una sostanziale sospensione del C.d.A. fino al 10 gennaio 2012, sperando in ulteriori interventi. Nel momento in cui l'Ente smette di erogare borse di studio, anche senza coprire la totalità degli idonei, non ha più senso di continuare ad esistere. La Regione deve prendere atto di tale volontà da parte di tutti i soggetti interessati e deve rivedere urgentemente le sue politiche d'investimento sull'Ente. Non si possono nascondere delle scelte politiche dietro all'enorme questione CRISI, anche perché da prima regione d'Italia, il Piemonte corre gravemente il rischio di ritrovarsi all'ultimo posto sul tema del Diritto allo Studio, mentre tutte le altre Regione hanno impattato decisamente meglio ai vari tagli nazionali.



Sono a rischio non solo tutte le borse, ma anche i posti letto, le mense e i posti di lavoro di oltre 300 dipendenti interni ed esterni al mondo DSU. Se entro il 10 gennaio la Regione non darà risposte concrete e si impegnerà nel reperire ulteriori fondi, l'Edisu corre il rischio di CHIUDERE definitivamente. E non si può neanche immaginare che con oltre 13 milioni di euro provenienti da tasse universitarie, non si riesca a garantire neanche una borsa di studio. Quei fondi sono vincolati per leggi nazionali all'erogazione di borse e non posso accettare che vengano utilizzate per pagare le utenze, gli affitti o gli stipendi senza individuare altre soluzioni. E non possiamo neanche immaginare che garantire 2000 posti letto, senza neanche dare una borsa di studio a oltre 12.000 studenti, sia una soluzione di compromesso accettabile.




E' urgente mobilitarsi, magari la mattina del 10 gennaio stesso (c'è consiglio regionale), per far capire alla Regione che non molliamo e non ci stiamo a veder morire il Diritto allo Studio nella Regione che ha i migliori Atenei d'Italia.



Credo che si aggiungeranno anche i lavoratori nella nostra protesta.


Sulle modalità lascio a voi piena "autonomia" ma ricordiamoci che l'indirizzo dei responsabili è il Palazzo della Regione. Se la Lega ha dichiarato guerra allo Stato e al Diritto allo Studio non capisco perché debbano essere sempre i più deboli a doverne pagare le conseguenze. Ci sono vari modi di gestire una fase di crisi e di transizione, e quello di far morire uno degli Enti Regionali per il Diritto allo Studio più virtuosi d'Italia è il peggiore che potessero perseguire, per gli studenti innanzitutto, per gli Atenei, per Torino e per il Piemonte.




P.S. Sui 10 milioni di stanziamento da parte del Ministero e degli Atenei non c'è ancora traccia. E probabilmente non ci saranno grosse novità prima dell'Epifania. Spero di no, ma ho paura che dirigenti e politici se ne andranno sereni a fare la settimana bianca, lasciando nella totale incertezza quasi 8.000 studenti. Nel caso in cui fossero erogati non credo possano essere impiegati tutti per il pagamento della prima rata, probabilmente verranno divisi, 5 per la prima e 5 per la seconda rata. Con altri 5 milioni si potrebbero pagare 3000-3500 borse ulteriori e arrivare a circa il 60% di copertura. Dobbiamo lottare per avere lo sblocco di questi fondi da parte del Ministero nel più breve tempo possibile e nel pagare subito le prime rate fino ad esaurimento. In questo modo potremmo arrivare a pagare tra l'85 e il 95% degli averi diritto. Poi sulla seconda rata, beh la Regione faccia il suo.




P.P.S. Per quanto riguarda rimborso tasse, pasto gratuito, ecc... non cambia nulla rispetto al comunicato ufficiale dell'Ente, l'unico problema è che se il 10 il bilancio non verrà approvato, e perché venga approvato ci dovranno essere modifiche a quello presentato oggi, il C.d.A. potrebbe essere commissariato e sul futuro non v'è alcuna certezza.




PASSATE UN BUON NATALE, anche se la vedo dura, soprattutto per tutti coloro che son rimasti idonei in graduatoria. Al rientro subito pronti per far sentire forte e chiaro il nostro dissenso. Ripeto, la giornata del 10 potrebbe risultare molto importante. Speriamo che possa essere sufficiente, anche se non riesco ad essere ottimista.




E smettiamola nel cercare responsabili di questa drammatica situazione nei nostri vicini di banco, evasori o stranieri o meno bravi ma di altre facoltà. L'evasione è un dramma enorme nel nostro paese, fonte di molti mali e ingiustizie, ma non sono loro ad aver tolto la borsa di studio a tutti quanti, sebbene rimangano una falla nel sistema (e Edisu controlla il 100% delle dichiarazioni). L'ISEE è uno strumento rozzo, ma è l'unico disponibile in questo momento sul piano nazionale.


Come non si può pensare che il Diritto allo Studio debba essere garantito prima ai NOSTRI e poi agli altri (per la serie padroni a casa nostra). Senza l'internazionalizzazione i nostri atenei, Torino e il Piemonte in generale sarebbero destinati alla recessione perenne e alla periferia dell'Europa. Se c'è un problema di verificare e mettere su una scala d'equivalenza i redditi di altri paesi con quelli dello studente italiano è un problema nazionale non può trovare come unica soluzione la semplice applicazione di soglie all'ingresso (quote). E' la strada più facile per i politici poco competenti e più iniqua per lo studente. 
Ricordiamoci che per l'Università (universalità) non può esserci distinzione fra studenti piemontesi o meridionali, calabresi o pakistani, cinesi o africani. L'unica distinzione che può essere applicata è quella su chi ha le possibilità e le capacità per essere BRAVO E MERITEVOLE e chi, pur avendo le possibilità, non è un BRAVO studente. Tutto qui. Ed è compito dello Stato eliminare gli ostacoli di natura economica e sociale per permettere a tutti di raggiungere i più alti livelli d'istruzione [art. 34 Costituzione].




BUONE FESTE A TUTTI




Un abbraccio, Simone.

--
Simone Baglivo
cel: +39 3803111756
mailto: simone....@gmail.com

Cinzia

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Dec 26, 2011, 8:03:49 AM12/26/11
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Prima di andare a dimostrare davanti alla Regione, forse dovremmo stilare una lettera da spedire a tutte le testate giornalistiche per dare il più possibile visibilità al problema. Non solo: tutti noi dovremmo mandare la medesima lettera a tutti i giornali che ci vengono in mente, tutto questo non deve rimanere una cosa "saputa da un amico/letta su internet/ho messo un mi piace su facebook".
Questa è solo un'idea, più che criticabile, che nasce dal fastidio che ho nel sentire gente dire "ah, questi scioperati manifestano sempre pur di non lavorare": i motivi delle proteste non possono essere dati per scontati (a volte nemmeno i partecipanti li conoscono tutti fino in fondo!) e devono essere diffusi in ogni modo possibile per poter avere almeno la solidarietà di chi non è direttamente coinvolto.

Detto questo, spero che ognuno di noi possa proporre modalità di protesta "alternative", capaci di smuovere le menti dal torpore al quale ci siamo abituati. Mi ferisce vedere che dal cosiddetto "alto" ignorino il nostro malessere scambiandoci per sfaticati ignoranti, ma ancor di più mi fanno male quelli che si aggregano ai cortei perché è eccitante trasgredire.

Una delle idee che mi sono venute in mente (che siano più o meno facili da realizzare e il più posibile a basso costo) è decidere un giorno, un'ora e un luogo dove incontrarci e dal quale partire a piccoli gruppi per le vie del centro fingendoci mendicanti, portando in mano bicchieri di carta e un cartello con su scritto "per il mio(o "nostro") diritto allo studio", magari distribuendo volantini informativi del perché del nostro gesto. [ovviamente questo è solo un abbozzo, ma se pensate che possa essere realizzabile ed efficace spero che possiate ampliare l'idea, stravolgerla e soprattutto migliorarla]

"buone" feste, per quanto possa essere piacevole festeggiare con l'incertezza del domani.
Cinzia
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