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Stamattina la VI
commissione (cultura) della Regione Piemonte ha approvato un
provvedimento che nega a 4000 studenti il diritto allo borsa di studio
per il prossimo anno. Secondo i criteri del nuovo bando regionale, che
la Lega spaccia per “rivoluzione meritocratica”, gli studenti con una
media voti inferiore al 25 non saranno più ritenuti
idonei alla borsa di studio. Riteniamo questo provvedimento illegittimo, grave e immotivato, in quanto:
- Questa
privazione di diritti non comporterà alcun risparmio concreto per
le casse della Regione: dall’anno 2011, con un taglio di 9 milioni
di euro, la Regione ha già condannato 8000 dei 14000 studenti con i
requisiti di accesso alla borsa a non riceverla;
- Con
questa manovra la Lega Nord spera di nascondere le proprie colpe
sotto il tappeto: invece di risolvere il problema degli idonei non
beneficiari ripristinando il loro diritto a ricevere la borsa la
Lega spera di riportare la percentuale di beneficiari al 100%
eliminando dalla graduatoria coloro che ad oggi non la ricevono;
- Oltre
al danno, la beffa: per gli studenti che ad oggi sono idonei non
beneficiari, perdere l’idoneità significherebbe perdere il diritto
all’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie (una perdita
che gli atenei piemontesi si sono detti ben disposti ad accettare) e
ad un pasto gratis al giorno nelle mense EDISU;
- La Lega
vorrebbe spacciare per meritocratico un provvedimento che è
meramente discriminatorio. Questa restrizione dei criteri comporta
forti discriminazioni: innanzitutto in base alle facoltà (tutte le
facoltà di ingegneria, dove più di uno studente su 4 studia grazie
alla borsa di studio, la media dei voti è inferiore al 25; a
lettere e filosofia la media è di 27,3);
- Il provvedimento è
fortemente discriminatorio nei confronti delle fasce meno abbienti:
scopo primario della borsa di studio è quello di mettere in
condizioni di eccellere anche gli studenti che non hanno una
famiglia benestante alle spalle a mantenerli: che razza di
meritocrazia è quella dove le condizioni di partenza sono
fortemente disuguali?
- Lungi dal “favorire gli studenti
piemontesi a dispetto degli immigrati”, come più volte sostenuto
dal Presidente Cota, l’esclusione delle borse comporta un danno grave
anche per migliaia di studenti piemontesi (nel 2010/2011 erano più
del 50% degli aventi diritto, anche se già quest’anno 2 su 3 non
hanno ricevuto la borsa!) e per tutto il tessuto economico: le
migliaia di studenti costretti ad abbandonare il Piemonte
comportano uno svuotamento delle città universitarie ed un grave
calo di indotto per tutti i negozianti;
- Il provvedimento è apertamente illegale, in quanto viola la legislazione attualmente vigente (DPCM 390 del 2001);
- Il
provvedimento è passato nonostante la contrarietà di tutto il
Comitato di Coordinamento Regionale, formato dai Rettori e dai
rappresentanti degli studenti del Piemonte, ad eccezione
dell’assessore Maccanti;
- L’assessore si è persino rifiutata
di leggere le proposte alternative elaborate dal CoReCo, facendo
passare il provvedimento con una maggioranza blindata;
- Il
provvedimento è stato approvato con una maggioranza blindata e
risicata di Lega, UDC e PDL (nonostante il provvedimento abbia
comportato una spaccatura nel PDL!), approfittando dell’assenza di
alcuni consiglieri di minoranza e dell’astensionismo del Movimento 5
Stelle.
Questi provvedimenti criminali sono il
grido disperato di un partito giunto alla fine dei suoi giorni. A chi in
questi mesi ha tentato di spiegare alla Lega l’effetto tragico di
questi provvedimenti questi hanno opposto una sordità arrogante: alle
proteste degli studenti e ai dati statistici hanno risposto turandosi le
orecchie i imbracciando lo scudo dello slogan ideologico della parola
“meritocrazia”, una parola talmente abusata da essere svuotata oggi di
ogni significato.
Chiediamo:
- Le dimissioni
dell’assessore Maccanti, che ha dimostrato manifesta incapacità e
totale sordità alle richieste della controparte;
- Che la VI
commissione ritorni con urgenza sulle proprie posizioni, prendendo
in esame le proposta sottopostagli da noi e sostenuta da UniTo e
PoliTo;
- Che il CDA Edisu consideri irricevibile questa proposta e si rifiuti di applicarla con ogni mezzo a sua disposizione.
- A
tutte le forze d’opposizione, le istituzioni, i sindacati, le
parti sociali, ma soprattutto a tutti gli studenti, di far sentire
la propria voce per informare tutta la cittadinanza dell’attentato
senza precedenti al diritto allo studio, per protestare contro le
politiche criminali di questo governo regionale, per difendere il
futuro delle nuove generazioni.
Studenti Indipendenti23 maggio 2012, Torino