Newsletter BoccheScucite - speciale Pasqua 2008

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Don Nandino

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Mar 22, 2008, 7:21:41 AM3/22/08
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voci dalla Palestina occupata
BoccheScucite
 
quindicinale di controinformazione
speciale Pasqua - 23 marzo 2008
 
 
Che sia Pasqua di liberazione. Per tutti!
Se ogni anno BoccheScucite esce con questo Speciale per la Pasqua è perchè dalle Chiese di Terra santa si leva puntualmente una denuncia/annuncio la cui forza d'urto dovrebbe sconquassare l'insopportabile indifferenza del mondo per un'oppressione diventata strutturale e protetta proprio dal nostro silenzio. Se ogni anno si rinnova questo drammatico appello dalla Chiesa di Gerusalemme che “è sempre sulla Croce” -come scrive Mons.Sabbah nella sua ultima Lettera Pastorale- questa Pasqua 2008 è particolarmente segnata dalla conclusione del ministero del Patriarca Sabbah. Il miglior omaggio che possiamo tributargli è il diffondere le sue ap-passionate (cioè piene di sofferenza!) parole che ci raccomandano di “non rassegnarci davanti alle ingiustizie e alla diverse forme di oppressione”. Diffondiamo i suoi Scritti, raccolti nel libro Voce che grida dal deserto (Edizioni EP), organizziamo presentazioni nelle nostre città (info: nan...@libero.it ) e magari riusciremo anche ad accogliere lo stesso Patriarca (è in programma un altro tour in Italia. Info: donma...@tiscali.it ). Contribuiremo così a gettare un altro piccolo seme di speranza nella “nostra terra di morte e di resurrezione”, per una più stretta comunione con “tutti i Palestinesi, vittime dell’occupazione.” Gli auguri di questa Pasqua 2008 sono le parole del Patriarca Sabbah nella sua ultima Lettera Pastorale: “Come tutti i Palestinesi, dobbiamo pagare il prezzo per ritrovare la nostra libertà. Ritrovare la libertà, pagare il prezzo e resistere, tutto questo è un dovere, certamente, ma crediamo anche nel comandamento dell’amore, e dunque in una resistenza che rientri nella logica dell’amore cristiano. Una resistenza nonviolenta capace di portare i due popoli a godere in maniera uguale della loro libertà, della loro sovranità e della loro sicurezza”.
 
‘A RISCHIO DI PACE’
Messaggio di Pasqua del Patriarca Michel Sabbah

Fratelli e sorelle, Cristo è risorto. Buona e santa festa di Pasqua. E’ la mia ultima Pasqua con voi. Avendo compiuto 75 anni, presto mi ritirerò. Ma continuerò ad accompagnarvi nelle mie preghiere ed a condividere con voi le vostre gioie e le vostre pene, in questa santa città di Gerusalemme. E, con ogni persona di buona volontà, continuerò ad agire per la giustizia e per la pace, affinché questa terra e tutti i suoi abitanti ritrovino sicurezza e tranquillità, nella presenza di Dio Onnipotente, pieno d’amore e di misericordia. Assicuro la mia preghiera e la mia amicizia a tutti i fedeli di tutte le nostre chiese di Gerusalemme, ed anche a tutti i credenti nelle differenti religioni presenti su questa terra: ebrei, musulmani, cristiani, drusi e la comunità dei Baha’i. Cristo è risorto! Domando a Dio di riempire i vostri cuori della gioia e la speranza della Resurrezione. Viviamo tutti su una terra santa, terra di Rivelazione di Dio all’umanità, terra di redenzione e di riconciliazione dei popoli tra loro e con Dio, un Dio che ascolta e perdona. E ciononostante, purtroppo, questa terra rimane una terra di sangue, ignorante della sua vocazione e incapace di accoglierla. In queste ultime settimane, le vicende di Gaza e le centinaia di vittime cadute dall’inizio di un assedio imposto a più di un milione di abitanti, le giovani vittime di questo recente attentato perpetrato in una Yeshiva di Gerusalemme, le incursioni incessanti dei militari israeliani nelle città palestinesi malgrado gli accordi con l’Autorità Palestinese, e l’assassinio di numerosi giovani, tra cui i quattro giovani di Betlemme uccisi una settimana fa dentro la loro casa, tutto questo non è che una spirale di violenza disumana e inutile, da qualunque parte essa provenga. D’altra parte, la semplice analisi dei fatti mostra che questa violenza non ha portato alla sicurezza voluta. Questa violenza disumana e inutile è un attentato alla dignità umana, quella di colui che uccide, come quella di colui che è ucciso. Tutto questo è contrario alla vita nuova che noi celebriamo con la festa di Pasqua. Gli Stati, le persone, gli israeliani e i palestinesi, dopo più di un secolo di conflitto e di violenza devono rendersi conto che oggi gli eserciti non riescono più a difendere i loro popoli. Essi li espongono al contrario a maggiore violenza, paura e insicurezza, perché i deboli e gli oppressi traggono la forza in loro stessi e arrivano a sfidare le potenze di questo mondo. È tempo di comprendere le lezioni della storia e di rientrare nelle strade di Dio; è tempo per gli Stati ed i responsabili politici di accettare la loro vocazione: costruire le società e non demolirle. Ora, la violenza demolisce, non costruisce. In più, creandoci, Dio ha dato a ciascuno di noi una parte della sua bontà, rendendoci tutti capaci di costruire delle società in cui riconoscersi tutti fratelli e sorelle, creature dello stesso Dio, aventi gli stessi diritti e gli stessi doveri. E la violenza non è una buona via per raggiungere questo scopo. Siamo tutti creature dello stesso Dio uno e unico, che ci chiama a diventare santi e perfetti come lui (Mt 5, 48).
Nonostante e a fianco di questo, esistono nelle due società, israeliana e palestinese, centinaia di migliaia di persone che gridano: pace, Pace!, e che aspirano alla ‘pace ora’. Allo stesso modo esistono anche, nelle due parti, degli estremisti, prigionieri delle loro ideologie, che pensano di poter o dovere uccidere il loro fratello in nome di Dio, mentre Dio dice a tutti: ama il tuo prossimo come te stesso. Abbiamo bisogno di capi capaci di fare la pace, perché essa è l’unico mezzo d’imporre un limite all’estremismo e di cominciare una vera azione in favore della sicurezza. Dire che la pace è un rischio che non si può prendere, significa dire che siamo destinati a restare sulle strade della violenza e della morte. Resta ai capi di scegliere tra i due, la pace o l’estremismo, che cresce sempre causando sempre più insicurezza. Abbiamo bisogno di capi pronti a pagare con la loro vita il prezzo della pace, non di capi che danno l’ordine di uccidere e di assassinare, e mandano ad ammazzare o ad essere ammazzati. San Paolo ci disse: “Non avete ricevuto uno spirito di schiavi per ricadere nella paura” (Rm 8,15), ma lo spirito di Dio, per essere forti della forza di Dio e del suo amore. Pasqua è la celebrazione del trionfo di Cristo sulla morte e sul peccato. A tutti Dio accorda la grazia di poter vincere il male in sé stessi e in quelli che ci attorniano. Accorda a tutti noi la forza di poter trasformare il rancore e la morte in fiducia, in amicizia e vita abbondante, frutto della resurrezione. Noi crediamo in Dio. Egli è buono e la sua bontà finirà per vincere sul male degli uomini che non cessano di dire: noi costruiamo e vogliamo la sicurezza, mentre non cessano di ridurre la sicurezza ad un miraggio. È tempo di prendere nuove misure di sicurezza che rispettino la persona e la conducano verso la pace, non verso la morte. Fratelli e sorelle, termino la mia missione come Patriarca ma continuerò a pregare e a camminare con voi per le vie ardue della giustizia e della pace, A tutti, auguro una vita nuova piena dello Spirito di Dio, della sua forza e del suo amore.

+ Michel Sabbah, Patriarca Gerusalemme, 17 marzo 2008


VOI CON NOI, RESPONSABILI DELLA RESURREZIONE

I Capi delle Chiese Cristiane di Terra santa

Cari fratelli e sorelle,

(...) Quella sera del giorno di Pasqua era ovvio che i discepoli fossero pieni di paura, dubbiosi e perplessi. Così tante cose erano accadute in quelle ore da renderli incerti sul futuro e succubi della paura. Tuttavia, proprio nel momento della loro più grande angoscia, Gesù venne e rimase con loro. E loro alla fine credettero che proprio lui era improvvisamente apparso loro. Paura, debolezza e porte chiuse non potevano tenere Gesù distante dai suoi discepoli, allora come adesso! Salutando i discepoli il consueto “la Pace sia con voi!” Gesù cerca di calmare i loro cuori ansiosi e preoccupati.

Anche noi, qui e oggi, abbiamo bisogno di vedere il Signore Risorto, per vincere la paura di tutto quello che sta accadendo attorno e dentro di noi, così da rimpiazzare la nostra paura ed angoscia con la pace e la gioia.

(...) Allo stesso modo dobbiamo sollevare la vita della gente dai molti pesi causati dall'occupazione, dallo spargimento di sangue e dalla violenza, dalle uccisioni e dall’odio reciproco, così come da tutto ciò che ci illudiamo siano le vie per raggiungere la sicurezza. In tutte queste situazioni di morte noi dimostriamo che siamo gli apostoli della resurrezione, con la sua gioia e speranza. Dobbiamo dire alla gente che la situazione attuale nella quale stiamo vivendo è parte di una più profonda malattia del mondo intero. (...) E dobbiamo tutti ammettere il nostro coinvolgimento nella malattia del mondo, per essere perdonati ed essere in grado di vedere le giuste strade che portano alla sicurezza e alla pace. Questo diciamo ai nostri Leader in Palestina ed Israele. Non sottovalutiamo l’oppressione di così tanta gente per la continua violenza e gli atti di terrorismo che ci opprimono. Siamo tutti vittime di questa violenza, nella West Bank, a Gaza e nella società israeliana. E il Signore Risorto ci ricorda che abbiamo tutti una responsabilità e che dobbiamo cambiare la situazione attuale.

Le strade seguite fino ad oggi devono essere cambiate. Se non lo si farà, rimarremo in questa condizione di permanente circuito di violenza. A voi, Leader di questa Terra, chiediamo che Dio dia luce e forza perchè possiate liberarci dalla morte e dalla paura . (...) Dovete assumervi pienamente le vostra responsabilità, qui in Terra santa. Anche voi siete responsabili con noi del ristabilire la gioia della Risurrezione e di eliminare i pesi della morte e dell’odio, dell’occupazione e del Muro, per affrontare i rischi della pace. Fate tutto quello che potete per coinvolgere anche i vostri Governi ad assumersi le loro responsabilità per la pace in questa Terra. Pregate per noi per una pace giusta in questa Terra. Pregate perchè la paura, il maggior ostacolo alla pace, sparisca. Pregate perché i popoli si riconoscano e si accettino l’un l’altro, così che siano aperte le strade alla gloria della resurrezione e questa Terra di resurrezione possa godere la nuova vita alla quale Dio ci ha chiamato.

Per questo Cristo è risorto. Buona Pasqua!

I testi completi li trovate in http://www.lpj.org/newsite2006/index.html

 

 
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