Aquile Nell'infinito Movie Torrent

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Anfos Sin

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Jul 9, 2024, 10:11:44 AM7/9/24
to bedecentreth

Il Sacrario Militare di Pocol a Cortina d'Ampezzo un monumento alla memoria dei caduti della prima guerra mondiale, al cui interno sonoconservati i resti di oltre 10.554 italiani deceduti sul Fronte Dolomitico. Si tratta di uno dei monumenti meno considerati a Cortina, ma secondo noimerita una visita, in quanto possiede un fascino particolare, in grado di evocare pensieri profondi e malinconici.

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L' ossario di Pocol fu inaugurato nel 1939, i lavori iniziarono nel 1932 e furono completati nel 1935, su progetto dell'ingegner Giovanni Raimondi.L'ossario si presenta come un'imponente torre in pietra, di un colore vagamente arancio, alta quarantotto metri e chiaramente visibile da quasi ogni punto di Cortina.

La torre composta da un basamento a due ripiani, che racchiude il vero e proprio Sacrario. Lo stile quello dell'epoca, assimilabile con l'architettura razionalistadel periodo fascista. Si tratta del monumento alla memoria pi imponente sul fronte dolomitico.

La torre stata eretta sulla cima del Monte Crepa, a 1.535 metri sul livello del mare, nei pressi del Belvedere di Pocol. Qui, in precedenza, sorgeva il Cimitero delle Aquile,allestito nel 1915 per dare degna sepoltura a coloro che morirono durante l'avanzata sul fronte dolomitico.

Una volta completata la costruzione, le salme dei soldati vennero trasferite dal Cimitero delle Aquile all'interno dell'ossario, oltre ai resti di caduti italiani, noti ed ignoti, provenienti dai vari cimiteri di guerra del Cadore e dell'Ampezzano. Dell'operazione si occuparono squadre di operai militarizzati con l'assistenza di un cappellano militare.

Secondo alcune fonti, non tutta la popolazione era felice di spostare i caduti dal loro luogo di riposo. Grandi pensatori, del calibro di Paolo Monelli e Dino Buzzati, hanno provato a difendere la quiete degli antichi commilitoni, senza per ottenere risultati.

Per dovere di cronaca, dai verbali comunali dell'epoca, appare chiaro che le condizioni in cui versavano i cimiteri militari non erano ottimali. Spesso veniva fatto notare chefossero necessarie riparazioni e manutenzioni. Probabilmente si cerc la soluzione migliore, che potesse dare una degna sepoltura ai caduti per lunghi anni a venire.

Il cimitero era servito da una piccola cappella, costruita nel 1916 dagli Alpini del 5 Gruppo, la cui campana suona ancora oggi, una volta all'anno, nell'anniversario dellafine della Grande Guerra per l'Italia, il 4 novembre.

Nella fotografia qui sotto potete vedere un'altra immagine dell'ingresso dell'ex cimitero. Commovente la frase scritta sul pannello in legno all'ingresso:"brillarono come stelle e si spensero nell'infinito".

All'inaugurazione, presieduta da un cappellano militare, risultavano presenti il sottosegretario De Marsanich, Sua Altezza Reale il duca di Pistoia, il figlio del General Cantore e la madre del tenente Barbieri.

In origine all'interno del sacrario erano conservati i resti di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 rimasti ignoti, oltre a quelli di 37 caduti austro-ungarici noti, provenienti dai vicini cimiteri di guerra di Brunico e San Candido.

Una volta parcheggiata la macchinanell'ampioparcheggio,entrate attraverso le mura, dove troverete una salita con esposte alcune opere in pietra dedicate ai cadutied un cartello che invita al rispetto del luogo. Le sculture rappresentanti l'alpino sono una copia di quella che pu essere vista nel centro di Cortina, sulmonumento commemorativo al GeneraleCantore,nei pressi della stazione degli autobus.

Una volta giunti in cima alla salita, verrete accolti da una statua del Leone di S. Marco. L'opera faceva parte di una fontana, collocata in piazza Venezia, nel centro del paese.Il leone venne fatto costruire dal Podest di Cortina, nel 1936, per ricordare i giorni in cui Ampezzo faceva parte della Serenissima, in un periodo storico in cui il nazionalismo era molto forte.Negli anni '60 la fontana venne demolita e la statua del leone venne fatta spostare a Pocol.

Attraversate i due cannoni, che delimitano la gradinata di accesso scavata nella roccia, poi scendete lungo la rampa, fiancheggiata dalle tavole in bronzo della Via Crucis, realizzate da Giannino Castiglioni. Una volta raggiunto il piazzale principale, vedrete esposti altri reperti bellici e l'ingresso del santuario. Se svoltate a sinistra, addentrandovi un po' nel bosco, troverete la piccola chiesetta del Cimitero delle Aquile, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Una volta visitato il piazzale, dirigetevi all'ingresso del santuario, delimitato da due pezzi di artiglieria. Attraversata la porta principale, verrete accolti da un ambiente molto austero, in linea con lo spirito del luogo. Nella cripta al centro della torre presente una grande lapide in pietra, raffigurante il Fante Morto, al cui interno sono conservate le spoglie del GeneraleAntonio Cantore e del Tenente Francesco Barbieri, mentre le spoglie degli altri caduti sono raccolte in loculi disposti lungo le pareti interne dei corridoi.

Salendo al piano successivo possibile vedere le tombe di Riccardo Bajardi e Mario Fusetti, oltre che avere una diversa prospettiva sulla la statua del fante morto.Purtroppo non possibile salire fino alla cima della torre, da cui si vedrebbe un bellissimo panorama di Cortina, ma in fondo comprensibile: non un luogo di svago.

Una volta tornati nel salone principale potete uscire nuovamente all'aria aperta. La visita all'ossario si conclude qui, non vi resta che decidere se restareancora in zona, oppure se tornare all'automobile.

Pu essere facilmente raggiunto in automobile, seguendo le indicazioni verso il Passo Giau ed il Passo Falzarego.Quando vedrete il bosco aprirsi passerete due tornanti stretti, poi vedrete un grande albergo, appena prima dell'hotel dovrete prenderela stradina a destra. In ogni caso la cosa pi facile cliccare il nome poche righe qui sopra, che rimanda a Google Maps, ed utilizzare il navigatore.

In alternativa, possibile prendere la corriera, linea 30-31, per il Passo Falzarego e scendere alla fermata diPocol.Si tratta di un bus stagionale, attivo circa da met giugno a met settembre. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti vi consigliamo di rivolgervi alla biglietteria Seampresso la stazione delle corriere di Cortina, considerate che potrebbe essere chiusa durante la pausa pranzo.

Camminando in questo luogo, ed osservando le innumerevoli lapidi, il pensiero su quante giovani vite siano state spezzate su queste montagne straziante.Si tratta di un luogo in grado di far davvero riflettere sugli orrori della guerra, sicuramente pi delle fotografie presenti sui libri di storia.

Leggere l'impressionante numero di nomi scritti sulle pareti, considerando che la maggior parte delle salme non ha nemmeno un nome, opprimente.Personalmente consideriamo che l'ossario di Pocol sia il luogo dove pi si respira il lutto e la sofferenza che la guerra ha portato nelle Dolomiti.

Ovviamente non si tratta di un luogo per lo svago delle famiglie, ma di un cimitero alla memoria, quindi l'ambiente austero ed invita alla riflessione sull'estremosacrificio che i soldati hanno fatto per la patria, combattendo in condizioni disumane sulle trincee dolomitiche.

Prima di concludere, vogliamo lasciarvi con una curiosit. Ogni anno, la domenica dei morti, a Pocol viene celebrata la messa in suffragio di tutti i caduti durantela guerra 1915-1918, per conservarne con segno d'onore il perenne ricordo.

Per ricordare questo evento, durante la settimana che precede la commemorazione di tutti i fedeli defunti, viene accesa una grande crocesulla facciata dal sacrario militare, che chiaramente visibile da qualsiasi punto del paese.

Sperando che questa pagina sul Sacrario Militare di Pocol vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggerealtri interessanti articoli su cosa fare e cosa vedere a Cortina sulla nostra Home PageLink interno.

Se volete ringraziarci potete farlo visitando la paginaSostieniciPiccolo cuore.Se, invece, volete suggerire una modifica, proporre qualcosa o farci solo un saluto, nella sezioneInfo eContattiEmail icontroverete i diversi modi per raggiungerci.

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