Divisatra il centro storico collinare, situato tra i fiumi Pescara e Alento, e il quartiere Chieti scalo nella Val Pescara, la citt posta a breve distanza sia dal mare che dalla montagna. In passato stata la principale citt del popolo dei Marrucini, municipio al tempo dei Romani, e successivamente capoluogo dell'Abruzzo Citeriore; durante la seconda guerra mondiale venne dichiarata citt aperta a causa del gran numero di sfollati che vi trovarono rifugio[5].
La citt gode di una favorevole posizione geografica, sia perch vicina alla riviera adriatica e alle masse montuose della Maiella e del Gran Sasso con i relativi e immaginabili paesaggi ( stata definita "il terrazzo d'Abruzzo" e "la citt aerea"[6]), sia perch servita da importanti reti di trasporto del versante adriatico, come l'Autostrada A14 e, indirettamente, la Ferrovia Adriatica.
Chieti Alta il nucleo collinare della citt e comprende il centro storico che, situato sulla sommit pianeggiante del colle, ospita numerosi resti ed edifici in vari stili che raccontano delle molte fasi storiche attraversate del capoluogo teatino.
Chieti Scalo invece la parte pi moderna ed industriale della citt. Situata a nord della collina ed estesa fino all'argine destro del fiume Aterno-Pescara, si sviluppata seguendo prevalentemente il percorso dell'antica via Tiburtina Valeria, che nel tratto urbano viene ridenominata e suddivisa in via Aterno, viale Abruzzo, viale Benedetto Croce e viale Unit d'Italia[senza fonte]), e della ferrovia Roma-Pescara. Tramite lo sviluppo di questa parte di citt, Chieti si saldata e integrata nell'area metropolitana pescarese-chietina, che raggiunge una popolazione totale di circa 350.000 abitanti.[7][8][9] La zona di Chieti Scalo in particolare ospita numerosi studenti universitari del campus dell'
Nel mese di gennaio (quello pi freddo) si ha in media una temperatura di 6-7 C, con le minime di 4-5 C e le massime di 9-10 C. In inverno pu a volte accadere che con correnti da sud-ovest Chieti si ritrovi sotto condizioni di favonio (o fhn), capaci di provocare un repentino aumento della temperatura, che pu arrivare persino a sfiorare i 25 C, e una diminuzione dell'umidit relativa. Dall'analisi di numerosi dati, reperiti presso gli uffici del comune, le temperature minime notturne invernali hanno fatto registrare dei valori notevolmente alti, che sono forse pari solo a quelli del promontorio di Vasto: infatti non risulta che la minima assoluta abbia mai toccato i -10 C, mentre nel circostante territorio si potuti giungere a punte di -10 C e oltre. In inverno la neve pu cadere abbondante, spesso con punte anche di un metro, per l'arrivo delle perturbazioni dall'Est europeo: infatti a causa di correnti da nord-est Chieti risente sia dello stau, che provoca precipitazioni generalmente deboli, pi intense se accompagnate da una depressione, sia del buran siberiano.
Nel mese pi caldo (luglio) la temperatura minima si aggira sui 20-21 C, mentre la massima sui 30-31 C, specie a Chieti Scalo, e come sempre pi frequentemente sta accadendo, per l'influenza dell'anticiclone nordafricano, pu succedere che di notte il termometro non vada al di sotto dei 20-22 C, mentre di giorno si possono raggiungere valori massimi anche di 35-36 C, valori esasperati anche dalla forte umidit che di solito li accompagna.
Il vento spesso intenso, ma al contempo mitiga le temperature estive. A causa della sua peculiare posizione collinare Chieti una citt tra le pi ventose d'Italia, i venti sono frequenti soprattutto in inverno, durante il quale sono freddi (siberiani) e portano neve e gelo, e in primavera, durante la quale portano la particolare brezza collinare.
I valori di umidit diurni non sono di solito elevati, anche se, specie in luglio e agosto, si hanno lunghi periodi assai afosi, dovuti principalmente all'anticiclone nordafricano e alla vicinanza al mare.
Secondo alcune leggende le origini storiche di Chieti si confondono con la mitologia:[10][11] una leggenda racconta che l'odierna Chieti fu fondata nel 1181 a.C. dall'eroe Achille, che la chiam Teate in onore di sua madre. L'eroe omerico rappresentato nello stemma del comune su un cavallo rampante, mentre regge una lancia e uno scudo su cui raffigurata una croce bianca su campo rosso con quattro chiavi, che rappresentano le quattro porte d'ingresso della Chieti medievale (Porta Sant'Anna, Porta Santa Maria, Porta Napoli e Porta Pescara).
In epoca romana la citt era chiamata Teate Marrucinorum, in quanto centro principale del popolo dei Marrucini. Questi ultimi furono protagonisti di duri scontri con Roma, conclusi nel 304 a.C. con un trattato di pace chiesto dai Marrucini e altri alleati italici. Da quel momento i Marrucini divennero alleati dei Romani, offrendo loro appoggio militare in numerose battaglie della repubblica contro Pirro, i Galli cisalpini, Perseo di Macedonia, Annibale e Asdrubale.
Teate partecip alla Guerra sociale per il riconoscimento della cittadinanza romana a tutti gli Italici e dove perse la vita, sconfitto da Gaio Mario, il condottiero marrucino Asinio Herio, (la cui stirpe, trasferita a Roma, form la gens Asinia: inizialmente la ingombrante figura di Asinio Herio, per la sua indole antiromana, provoc imbarazzo nella gens, che si riabilit agli occhi dei romani col nipote Gaio Asinio Pollione ed i successori di questi Gaio Asinio Gallo e Gaio Asinio Pollione (nipote). Anche a Teate, come ricordano Camarra e Nicolino, il riavvicinamento con Roma fu favorito dalla gens dei Vezii, di origine presumibilmente italica e della quale uno dei membri pi in vista del periodo, Marco Vezio Marcello, procuratore di Nerone, costru i templi e il teatro). Roma vinse la Guerra sociale ma concesse la cittadinanza a tutti i popoli italici. Nel 91 a.C. Chieti entr definitivamente nell'orbita romana: fu eretta a municipio e urbanizzata, secondo i canoni romani, divenne cos uno dei principali centri economici della regione, e arriv a contare oltre 60 000 abitanti[senza fonte], una popolazione considerevole per l'epoca. Fu arricchita delle strutture proprie dei municipi romani con un foro, un teatro da cinquemila posti e circa ottanta metri di diametro avente come sfondo il monte Gran Sasso d'Italia (visibili tuttora resti di un pezzo di cavea), un anfiteatro di medie dimensioni (60x40 metri) da quattromila posti (restaurato, utilizzabile), un acquedotto con relative canalizzazioni anche sotterranee e le terme, strutture ancora parzialmente visibili in vari stati di conservazione e dotate di cisterna sotterranea a nove ambienti di grande capacit e ottimamente conservata.
A seguito del crollo dell'Impero romano, Chieti torn ad avere un ruolo predominante sotto la dominazione dei Longobardi che la fecero gastaldato di dominio regio, finch non fu distrutta da Pipino d'Italia nell'801.
In seguito, sotto il controllo dei conti normanni, la citt si risollev e continu a far valere il proprio ruolo locale anche sotto la dominazione sveva, sempre con il controllo degli Attoni, che si erano uniti nel frattempo ai Trasmondi, alcuni dei quali anche duchi di Spoleto. Nel 1075 Chieti perse momentaneamente il proprio potere nella battaglia di Ortona, tra Trasmondo III conte di Chieti e Roberto il Guiscardo, signore dei Normanni, sicch la contea di Chieti pass alla neonata contea di Loritello, affidata in controllo a Roberto di Bassavilla, conte di Loretello.
Teate nel 1084 venne proclamata da Roberto il Guiscardo capitale degli Abruzzi e subito consegnata a suo nipote Drogone. Nell'ottobre del 1097 papa Urbano II fu ospite di Teate e vi predic la crociata, spronando i crociati alla conquista di Gerusalemme e alla liberazione del Santo Sepolcro dal dominio musulmano.[15]L'emblema pi antico di Teate, cio lo scudo con la croce, come quello della famiglia Valignani, deriva appunto dalla consistente partecipazione alle crociate.[15]
Durante il Medioevo giunse nell'Abruzzo Citra la nobile famiglia Valignani (o Valignano), casato di probabile origine normanna, che acquist varie micro-signorie nei pressi di Chieti, destinato ad avere un ruolo di primo piano nel parlamento teatino e a influenzare la politica cittadina dagli anni quaranta del XVI secolo fino alla fine del XVII secolo, anche grazie a un'accorta politica di alleanze con altri ambiziosi gruppi famigliari insediati a Chieti, come i Tauldino, i Salaia, gli Enrici, i Petrucci e i Ramignani[18].
Nello specifico il XVI secolo rappresenta per Teate un periodo di floridezza, dovuta anche ai benefici concessi da Carlo V. Nel 1516 il re ordinava che la citt non fosse molestata dalle agitazioni protestanti dell'epoca, in quanto dotata di una solidissima fede legata alla religione dei padri.
proprio il significato dell'antico nome della citt a dare il nome all'Ordine dei Clerici, i quali essendo chiamati anche Gaetanini o Chietini,[19] fecero s che quello stesso anno la citt ricevette la nuova denominazione di Chieti, che da quel momento in poi divenne uno dei maggiori centri regionali della religione cattolica.
Nel Seicento Chieti assunse la conformazione urbanistica che fondamentalmente ancora oggi la contraddistingue e che fu favorita dal potere ecclesiastico che in epoca di Controriforma si prodig nella costruzione di imponenti edifici, tra cui il palazzo del Seminario diocesano, che si aggiunsero ad altre importanti opere erette principalmente il secolo prima (Torre arcivescovile, ammodernamento della cattedrale di San Giustino[21][22]).
Nel 1646, a causa dei debiti di Filippo IV di Spagna nei confronti di Ladislao IV Vasa, Chieti fu venduta a Ferdinando Caracciolo, duca di Castel di Sangro, ma l'oligarchia patrizia teatina si oppose e nel 1647 la citt fu ricomprata e reintegrata nel demanio regio[18]. Inoltre, a seguito dell'epidemia di peste del 1656, la citt vide ridurre drasticamente i cittadini eletti del Parlamento teatino, i quali avevano il compito di eleggere il camerlengo e i magistrati, che erano i principali addetti alla pubblica amministrazione.
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