l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo che Jobie Hughes e James Frey hanno scritto sotto lo pseudonimo Pittacus Lore. prodotto dalla DreamWorks Pictures e distribuito dalla Walt Disney Pictures.
Due uomini, nascosti nella giungla, vengono scovati nella notte e uccisi da un essere mostruoso. Contemporaneamente, in una spiaggia della Florida, un ragazzo colto da uno strano fenomeno: mentre in acqua, una luce gli imprime un marchio su una gamba che va ad aggiungersi ad altre due cicatrici identiche. Si scopre cos che il ragazzo, dalle fattezze umane, in realt viene da un altro pianeta. Con altri 8 bambini della sua specie, venne nascosto sulla Terra dopo che il loro pianeta natale, Lorien, sub le devastazioni di un'altra specie aliena, i Mogadorian. Ciascuno dei piccoli alieni venne contraddistinto da un numero progressivo e affidato a un protettore. Tuttavia, i Mogadoriani stanno ora rintracciando i giovani, uccidendoli seguendo un preciso ordine numerico.
Avvertito della morte del Numero Tre e sempre accompagnato dal suo protettore Henri, il ragazzo sa di essere il prossimo obiettivo, essendo lui il Numero Quattro. Avendo attirato troppe curiosit con quell'episodio avvenuto in pubblico nel quale gli si impresso il terzo marchio sulla gamba, il ragazzo costretto a fuggire in un'altra citt, dopo aver cancellato ogni traccia di s, per ricominciare da zero con una nuova identit. Giunto a Paradise nell'Ohio, disattende i consigli di Henri che lo vorrebbe il pi al riparo possibile, e comincia a frequentare la scuola superiore con il nome di John Smith. Qui scopre di avere poteri soprannaturali (i "lasciti") che mette in pratica per difendere se stesso e una ragazza di cui si innamora, Sarah Hart, dalle prepotenze dei bulli del liceo guidati da Mark James.
Nello stesso liceo c' anche Sam Goode, un giovane nerd, bersagliato di continuo da Mark e convinto che il padre scomparso, sia in realt stato rapito dagli alieni. John, fattosi scoprire mentre utilizza i suoi poteri contro Mark e i bulli che avevano rapito Sarah in un bosco, deve rivelare a Sam la sua natura. Quando questi scopre che le bizzarre teorie del padre sugli alieni, cui solo lui credeva, corrispondono effettivamente a realt, ritrova grande entusiasmo e riprende le speranze di ritrovarlo.
Henri viene rapito da due visionari al soldo dei mogadoriani e John va in suo aiuto e, pur riuscendo con l'aiuto di Sam a liberarlo e a neutralizzare i due, non pu impedirne la morte quando lui, per proteggerlo dall'attacco di un mogadoriano, fa scudo col suo corpo. Tornati a Paradise, John ricercato dalla polizia, ma soprattutto dai mogadoriani. Questi, oltre ad essere in buon numero, hanno portato due mostri giganteschi addestrati per ucciderlo, ma John anche grazie all'aiuto della sopravvenuta Numero Sei e di una "chimera", un animale che cambia sembianze e che lo segue ovunque per proteggerlo, riesce a sventare l'attacco alla sua persona e uccide il capo dei Mogadoriani.
Insieme al Numero Sei John unisce una pietra che aveva con s con quella conservata nello studio del pap di Sam, riuscendo a percepire dove si trovino gli altri quattro abitanti del suo pianeta nascosti sulla Terra. Con il Numero Sei, Sam e il cane/"chimera" protettore, parte per andare a trovarli per unirvisi e sconfiggere insieme gli attacchi mogadoriani, con la promessa di tornare a Paradise, dove il suo amore Sarah lo aspetter.
Le riprese si sono svolte interamente negli Stati Uniti per lo pi nell'area metropolitana di Pittsburgh. La localit di fantasia di Paradise, Ohio, Vandergrift in Pennsylvania, la scuola si trova a Murrysville, mentre le immagini della parte iniziale sono effettivamente girate nelle Florida Keys, collegate al continente dal lungo viadotto Seven Mile Bridge.
John Smith sembra un ragazzo come tanti. Ma ovviamente non cos. E' un alieno, scampato all'invasione del suo pianeta Lorien da parte dei Mogadoriani. Non fuggito da solo, gli abitanti del pianeta sono riusciti a spedire sulla Terra altri otto alieni, accompagnati ciascuno da un guerriero per proteggerlo.
Sono quindi 9 gli alieni sulla Terra, senza nome, solo il numero li contraddistingue. Nell'adrenalinico inizio assistiamo all'assalto da parte di un gruppo Mogadoriani che assale e uccide di uno di questi bambini insieme al suo guardiano. Veniamo messi a conoscenza quasi subito che si tratta del numero 3 e che per qualche motivo poco chiaro i Mogadoriani possono uccidere i ragazzi alieni solo in sequenza.
Dall'altra parte del pianeta vive numero 4 (Alex Pettyfer, prossimamente in Beastly), adolescente scavezzacollo che si illumina come un albero di Natale. O meglio ad accendersi sono dei simboli sulla sua gamba; dato che il terzo simbolo ad accendersi egli capisce che il numero 3 morto. A questo punto il suo protettore Henri decide che ora di cambiare aria perch il rifugio in Florida non pi sicuro. D'altra parte come pu un biondo grande, grosso e un po' sbruffone passare inosservato nella societ in cui anche un starnuto finisce su youtube?
Henri (Timothy Olyphant, Die Hard-Vivere o Morire) decide di scappare a Paradise, Ohio, classica cittadina di provincia come tante, dove stavolta vorrebbe passare inosservato, magari tappato in casa.
Ma si sa, i ragazzi sono irrequieti e numero 4 convince Henri a mandarlo di nuovo a scuola. A questo punto, Quattro, ribattezzato John Smith, che sar pure un nome comune, ma suona sempre falso come una moneta da tre dollari, frequenta l'High School Locale. Ma anche qui i suoi sforzi per passare inosservato saranno vani. Intanto perch far amicizia con il nerd locale Sam (Callan McAuliffe, presto in Flipped), cosa che indisporr il bulletto locale Mark (Jake Abel, Luke in Percy Jackson Il ladro di Fulmini), che per vedr veramente rosso quando John poser gli occhi sulla sua ex ragazza, la pi bella e intelligente del paese Sarah (Dianna Agron, premio Emmy per Glee). Se poi a tutto questo aggiungete la graduale e letterale esplosione del potenziale dei poteri di John, capirete che l'aspirazione all'anonimato era una chimera, come quella che apparir nel film (non vi dico quando ovviamente!). Ben presto i Mogadoriani guidati anche da un Comandante senza nome (Kevin Durand, Blob in Wolverine) giungeranno nella cittadina, insieme (e questo non uno spoiler, c' nel trailer) alla bionda numero 6 (Teresa Palmer di Racconti Incantati, tutte bionde le ragazze nel film!), anch'essa dotata di poteri, complementari a quelli di numero 4 e arrivata per dargli manforte. Se non vi tornano i conti non preoccupatevi, ricordatevi che c'erano nove alieni. Tre sono morti, per cui prima o poi gli altri quattro spunteranno, anche se magari non in questo film.
Il tentativo della Dreamworks chiaramente quello di intercettare un potenziale franchise nella culla, inseguendo il sogno di trovarsi per le mani un nuovo Harry Potter o Twilight. In effetti il romanzo in patria ha venduto abbastanza da giustificare i seguiti, rimanendo per sei settimane nella classifica dei libri per ragazzi pi venduti del New York Times.
Nella messa in scena c' azione, mescolata con il sentimentalismo adolescenziale. Poca o nulla l'ironia. Non detto che debba esserci sempre, ma tutti i personaggi si prendono parecchio sul serio, come in molte pellicole prodotte da Michael Bay. Dal punto di vista tecnico un film nella norma per una produzione di budget elevato, con effetti speciali che non saranno allo stato dell'arte ma neanche poveri.
Tirando le somme non c' nulla che veramente non vada nel film, ma neanche nulla che faccia gridare al capolavoro, alla grande novit. Un prodotto d'intrattenimento che sembra il pilota di una serie, non tra le pi originali, la cui funzione di passatempo si esaurisce non appena terminano i titoli di coda.
Emanuele Manco, laureato in matematica, nato a Palermo e attualmente risiede a Milano. Alterna l'attivit di consulente informatico con quella di giornalista pubblicista, saggista, conferenziere e scrittore. Curatore del magazine on line FantasyMagazine.it, collabora con Fantascienza.com, Delos SF e il podcast Fantascientificast. Ha pubblicato racconti in varie riviste e antologie e i saggi Matematica Nerd e Dieci consigli per scrivere fantascienza. Per Delos Digital ha creato le collane Urban Fantasy Heroes e Odissea Digital Fantasy.
Non mi ha fatto troppo schifo come mi aspettavo. Certe cose suscitano s, be', un po' di incertezza, ma soprattutto dalla sceneggiatura mi aspettavo un pastrocchio con i fiocchi. Invece tiene. Ok, magari potevano sforzarsi con qualche battuta pi studiata, ma regge.
Una cosa. Ma se la tizia f..a con la moto una di loro (degli alieni a cui danno la caccia) perch non interagisce prima con Numero 4, invece che fare la splendida solo sul finale? Ok, una domanda che non richiede risposta...
La complicit tra cinema e televisione la caratteristica pi evidente dell'ultimo lavoro di DJ Caruso, regista approdato alla corte di gente del calibro di Steven Spielberg, Ivan Reitman ed ora anche di Michael Bay, quello di "Trasformers", qui nelle vesti di produttore per conto della Dreamworks. Padrini importanti per un film che rischiava di replicare stancamente le fatiche dei suoi mecenati e che invece pur non rinnovando il genere, perch "Sono il numero quattro" il classico film di fantascienza in cui un manipolo di eroi tenta di salvare il mondo da una possibile invasione aliena, lo rinfresca utilizzando format che appartengono all'universo romantico sentimentale dei teenagers di mezzo mondo: stiamo parlando di serie televisive del tipo "The O.C", "Beverly Hills 90210" e via dicendo, che esplorando l'universo giovanile ne codificano tendenze ed i nuovi modelli comportamentali. Un mondo dicotomico in continua spola tra forme di aggregazioni istituzionalizzate come la famiglia, luogo della ragione e del buon senso, e la scuola, territorio di formazione dove si decidono le sorti della giovent, verrebbe da dire dell'umanit intera se vero che lo scontro finale tra buoni e cattivi avverr nel campo da football del liceo, ed un senso di alienazione che in simili vicende sembra la chiave pi efficace per esplorare i territori dell'amicizia e dell'amore.
Ed proprio per questa spiccata propensione verso le vicende del cuore che il film, sulla scia di un prodotto come "Twilight", capace di rileggere la saga dei vampiri con gli strumenti di un romanzo d'appendice, riesce a creare le condizioni per una partecipazione che non si ferma alla meraviglia ma arriva a coinvolgere la sfera emozionale.