inauguriamo la mailing list diffondendo, a richiesta, il testo dell'intervento di amatrix in apertura dell'assemblea delle donne di roma del 26. Dovrebbe arrivare a breve anche il resoconto dell'assemblea.
a presto
laura
A/matrix è un gruppo di donne di roma che ha preso parte, anche se talvolta in silenzio, alla composizione di questo nuovo soggetto politico che si è “nominato” Assemblea delle donne.
Come facciamo a far vivere questo luogo politico?
Dobbiamo dotarci di alcuni strumenti relazionali. Questi strumenti devono aiutarci ad affrontare dei nodi comuni, nel rispetto delle differenze che attraversano questa assemblea.
Questi strumenti dovrebbero avere l’obiettivo di includere tutte le presenti nella discussione e di intercettare le tante donne che ancora non abbiamo il piacere di avere qui con noi, in primis le migranti. E su questa assenza, come su tante altre, dovremmo interrogarci e agire senza ulteriori tentennamenti.
A noi sembra che il primo strumento di inclusione sia la rotazione dell’apertura dell’assemblea: oggi noi di a/matrix, ieri bianca, domani magari le giovani del 22 o della mela di eva.
Un altro strumento necessario è una mailing list che consenta alle presenti di scambiarsi idee e informazioni. A cominciare dal report delle riunioni dell’assemblea, che potrebbe essere redatto di volta in volta da chi introduce e gestisce gli interventi. Solo un report consente infatti di toccare con mano i passi in avanti che si compiono nella discussione collettiva, registrando anche le posizioni in conflitto.
Sarebbe importante comunicare questi report all’esterno anche per coinvolgere altre soggettività.
Perché un report sia possibile però è necessario l’impegno di tutte noi a parlare solo pochi minuti, tentando di richiamare gli interventi precedenti con cui si dialoga.
Sarebbe inoltre opportuno stabilire ogni volta gli argomenti da trattare nell’assemblea successiva.
La riunione di oggi è stata indetta a partire dalla Libertà di vivere e la libertà di convivere che noi di a/matrix preferiamo declinare con le parole donne corpo e relazioni.
Pensiamo infatti che il vero nodo da affrontare sia il tentativo sempre in agguato da parte della società verso se stessa e dei pubblici poteri verso la società di controllare le persone disciplinandone il corpo con norme morali, religiose, mediche e infine giuridiche. I corpi più contesi sono però quelli delle donne, se non altro per le prestazioni che offrono, peraltro gratuitamente, per la riproduzione della società. Crediamo che la frammentarietà della soggettività singola e collettiva delle donne venga perseguita attraverso la separazione tra corpo e psiche, la vendita in saldo dei corpi delle donne nei mass media, e infine la scissione tra corpo gestante e embrione.
Noi siamo qui perché crediamo che le donne debbano gestire il proprio corpo in modo autonomo e pretendere che la società e i pubblici poteri rispettino questa inviolabilità. Un’autonomia che parte dai piaceri anche eccentrici che i corpi praticano e che investe l’insieme delle relazioni.
Per ottenere questo rispetto e le garanzie che devono presidiarlo vi proponiamo di ragionare insieme intorno a:
1. il disciplinamento dei corpi, delle sessualità, dei desideri di maternità e di quelli di non maternità [come biopolitica nella riproduzione della società] operato dal diritto, ma anche dalla medicina e dalla religione, invadendo l’autonomia e la responsabilità delle donne
2. la necessità di sottrarre, non solo all’invadente legislatore ma anche alle logiche del profitto, le nuove possibilità bioscientifiche e i loro immaginari, animando un dibattito pubblico diffuso che consenta alle donne di decidere responsabilmente dei loro corpi e esistenze
3. i corpi delle donne come paradigma dello scontro tra civiltà e della guerra permanente così come della società di mercato e dello spettacolo.
4. l’esternalizzazione alle donne migranti del lavoro di cura che consente, a chi se lo può permettere, di smarcarsi dal conflitto di genere e con le istituzioni per ottenere un’equa distribuzione del carico di lavoro.
Noi speriamo che la discussione che si svilupperà tra di noi oggi su questi punti possa confluire in un report che potrebbe rappresentare il contributo dell’assemblea delle donne di roma all’incontro nazionale a Bologna il 5 marzo. Crediamo infatti importante non ignorare, anzi valorizzare la parola spesa da un’assemblea autoconvocata e di così grandi dimensioni come quella di milano
Noi di a/matrix preferiamo scegliere a chi fare opposizione. Qualunque sia il prossimo governo, però le questioni relative il corpi, alle sessualità, alle relazioni, alle forme della riproduzione saranno terreno di scontro.