Adesso è venuto il tempo in cui dobbiamo riconoscere
questo debito.
Chi sono Marisa e Renato ?
Negli 90,
Marisa e Renato hanno installato le loro api ai
margini del parco naturale di Rochetta Tanaro, un
posto ideale per le api se non fosse anche una delle
più rinomate zone di coltivazione della vite
dell'astigiano.
Dal 2004 le arnie hanno cominciato inspiegabilmente a
morire tutti gli anni in grandi quantità
costringendoli a riacquistarne altrettante per
riuscire a mantenere l'attività. Dal 2005 inizia il
lavoro di denuncia alle autorità pubbliche che si
rivelano sorde e cieche. Infine fu necessario pagare
di tasca propria le analisi che dimostrano che la
moria delle api era, ed è, causata dai trattamenti
"obbligatori" per la flavescenza dorata delle viti.
Cioè da pesticidi a base di neonicotinoidi
che irrorati,
anche una sola volta, sono letali per tutti gli
insetti fra cui le api.
Gli anni passano e malgrado le denunce nulla cambia,
se non la possibilità di produrre miele in queste
condizioni.
Perché siamo tutti in debito con
Marisa e Renato ?
Nell'estate del
2011 Marisa e Renato avviarono uno sciopero della fame
davanti alla regione Piemonte per sollecitare le
autorità a sottoscrivere serie garanzie per ritirare
dal mercato gli insetticidi in questione. Questo
azione non violenta (che durò tre mesi) portò alla
ribalta dei media queste informazioni e avviò un
movimento d'opinione che prosegui anche fuori dai
confini italiani. In Austria e in Francia si avviarono
delle azioni rivolte alla comunità europea. In Italia
Greenpeace lanciò la campagna "salviamo le api" basata
anche sulla vasta documentazione radunata nel sito
internet di Marisa e Renato www.rfb.it/bastaveleni/
Siamo quindi tutti beneficiari delle informazioni che
iniziarono a circolare su questo tema e della
pressione esercitata per ridurre l'impiego di questi
pesticidi. Ricordiamolo le api non producono solo il
miele, contribuiscono in maniera determinante
all'impollinazione di oltre 225.000 specie vegetali,
il 70% di quelle di interesse agricolo, il 90% dei
fruttiferi, ortaggi, ecc.
Il prezzo pagato da Renato per il lunghissimo sciopero
della fame fu un ulteriore indebolimento delle sua
saluta sul piano cardiovascolare. Anche per l'attività
aziendale il prezzo fu di un declino continuo senza
vedere l'ombra di un risarcimento da parte della
regione Piemonte che, ricordiamolo, risarcisce
giustamente gli allevatori di pecore quando queste
vengono mangiate dai lupi reintrodotti nei parchi
regionali, ma fa orecchia da mercanti con gli
allevatori di api quando obbliga i viticoltori ad
usare pesticidi estremamente dannosi alle api.
Perché è venuto il tempo di
riconoscere questo nostro debito ?
Se entro questa
domenica (25/01/2015) Marisa e Renato non riescono a
radunare 5.000 Euro allora la banca avvierà la
procedura di messa all'asta della loro casa. Possiamo
aiutarli (abbiamo solo 3 giorni) facendo una donazione
anche minima sulla postepay* n° 5333 1710 0244
1331 intestata a Marisa Valente - (per
conto dell'associazione Amici della fattoria).
Per
avere aggiornamenti sulla raccolta, sulle
iniziative in corso, chiedere
eventualmente una
ricevuta fiscale all'associazione, vi invitiamo
tutti a mandare una mail a
: fatt...@rfb.it
perché la postepay non gestisce il nome
del donatore.
Vi ringraziamo a nome di Marisa e Renato per il vostro
contributo.
Vi invitiamo a diffondere questo appello.
Cordialmente
Marina Consiglieri
Dario Patrone
Philippe Lemoussu
* La donazione va eseguita presso uno sportello della posta,
presso gli sportelli automatici della posta, il postamat,
(solo peri correntisti postale), infine presso il circuito
della Sisal (presso le tabaccherie)
Ps: Chiediamo scusa per gli arrivi multipli