passi in avanti

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Paolo Andreozzi

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Apr 10, 2014, 7:28:00 AM4/10/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao  a tutti, ho letto con interesse il profluvio di mail, lettere ed informazioni rese disponibili nelle ultime settimane. E'  difficile discernere dalla loro lettura gli aspetti contingenti dai problemi di assetto strutturale e  di governance a livello federale, e poi le questioni personali che risalgono alla notte dei tempi.. 
Resta il fatto che la categoria arbitrale è commissariata, esiste un diffuso  malanimo su scala  nazionale (e non solo) nei riguardi degli organi di rappresentanza, che non riescono ( o forse non vogliono, ma il risultato non cambia) a trovare un punto di sintesi. Diciamo che peggio di così..... 

Premesso che non ho particolari motivi di simpatia per come è stata (auto)gestita la categoria arbitrale nella fase pre-crisi, dato che avendo preso la  qualifica di arbitro regionale nel lontano 2007 (o 2008) per anni non sono mai stato coinvolto, neanche per un torneo di quadriglia (capita l'antifona mi sono impegnato maggiormente nelle attività di circolo in qualità di consigliere diventando incompatibile/inattivo e solo recentemente  sono rientrato anche per dare una mano ad un nuovo circolo)  Resta dunque  in me la sensazione di una categoria non esente da opacità,  ma non è questo il punto: è solo per dire che non ho interesse a difendere le rendite di posizione di nessuno.

Sul piano dei principi sono ultra convinto della necessità di una categoria arbitrale autorevole ed indipendente. Dunque che fare? Ora che c'è un commissario, al quale io personalmente do credito  sul piano etico e professionale, ma certo non ha ancora il grado di Salvatore della Patria!

La mia proposta operativa è la seguente: 
utilizzare le potenzialità di internet, ovvero una  piattaforma (tra le più accreditate www.change.org)  dedicate alla diffusioni di petizioni, in questo caso da inviare alla FSI ed al Commissario stesso, con la quale perorare le questioni CONCRETE ritenute necessarie per tutelare i principi di cui sopra.  

Il sistema della petizione on line presenta il vantaggio di 
 -essere rapido, visibile  e trasparente
- definisce  obiettivi concreti, necessariamente "pochi ma buoni",  a cui tendere nell'azione tipicamente sindacale 
- contare una buona volta gli arbitri che sono d'accordo sui punti stessi
- fornire ai destinatari  (CF, Commissario, CONI) elementi condivisi dalla categoria che  non  sarà  possibile ignorare   

Dall'esito dell'iniziativa si creano nel medio periodo anche i presupposti per una iniziativa sindacale autonoma.

Per far questo è sufficiente che i colleghi più titolati, e con le idee più chiare, convergano sui punti considerati   irrinunciabili  per lavorare con serenità.     
         
Da quello che è emerso sinora individuo 3 punti chiave 

1 - retrocessione della diaria arbitrale via FSI: si tratta di un semplice pool di tesoreria delle cauzioni che non comporta particolari criticità organizzative.
2 - è necessario un criterio (qualsiasi) di rotazione degli arbitri,a sostegno  della crescita della categoria arbitrale.
3 - il terzo punto riguarda le auto designazioni dei componenti CAF, non ho idee al riguardo, mi conforterebbe sapere delle esperienze estere al riguardo    

Che ne pensate?

Paolo Andreozzi


Donato Guerrini

unread,
Apr 10, 2014, 9:46:29 AM4/10/14
to Paolo Andreozzi, arbitri...@googlegroups.com
Paolo, idee chiare e proposta concreta per non correre il rischio di
parlarsi addosso, ma andare ad incidere o creare i presupposti per
farlo e sopratutto per far emergere alcuni elementi di sostanza.
Ciao
Donato Guerrini
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Marco Santandrea

unread,
Apr 10, 2014, 1:24:46 PM4/10/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao Paolo  e tutti,
trovo molto opportuno il tuo richiamo a concretezza e sintesi.

Ai 3 punti chiave da te individuati, ne aggiungerei un quarto, che ritengo preliminare e pressoché imprescindibile: il ricononoscimento dell'autonomia e dei compiti di autogoverno del Settore arbitrale, sanciti dall'RSA.
In pratica ciò vuol dire riconoscere al Settore Arbitrale il diritto/dovere di emanare disposizioni, circolari e regolamenti sui compiti di sua competenza (i 23 sanciti dall'art.11 dell'RSA attualmente in vigore o i 24 dell'Art. 10 del nuovo RSA). Al CF dovranno essere inviati prima dell'emissione, per suggerimenti o proposta di modifica e lo stesso CF potrà esercitare un diritto di veto, in caso di violazione di regolamenti o in altri casi, motivando però adeguatamente la sua decisione.
Non è la proposta originaria della CAF, ma non è neanche quanto approvato dal CF. In pratica il CF non deve approvare, ma può respingere e non solo per violazione di regolamenti.
A mio parere potrebbe essere un compromesso accettabile. Se non riusciamo ad ottenere questo, credo sia difficile andare oltre, perché significherebbe consegnare al CF una prevalenza totale sulle scelte del Settore Arbitrale.

Per quanto riguarda i 3 punti da te indicati:

Il pagamento della diaria via FSI è, a mio parere, il punto più qualificante e che da solo risolverebbe gran parte dei problemi.
Credo sia un problema politico, oltre che organizzativo.
Noi possiamo avanzare una proposta (personalmente vedo il progetto realizzabile con il contributo maggiore da parte degli organizzatore, un contributo della FSI e, forse, in misura ovviamente minore, anche degli arbitri e con un'introduzione graduale), anche se non rientra strettamente nelle nostre competenze. In alternativa possiamo chiedere alla FSI che si faccia promotrice di un tavolo di trattative o che elabori una proposta e che la sottoponga anche alla nostra valutazione, non vincolante.

Il concetto di rotazione degli arbitri, rientra nella problematica complessiva e più ampia delle designazioni e della definizioni dei criteri connessi. Se riusciremo a riottenere la titolarità dell'emissione delle regolamentazione delle designazioni, potremo affrontare tutti i problemi connessi.

Le autodesignazioni della CAF (e dei Fiduciari, ma ritengo che per essi la questione sarà risolta) sono un falso problema, sollevato artificiosamente da qualche organizzatore e temo, purtroppo da qualche collega, per screditare l'ultima CAF, adombrando il sospetto di scelte non lecite e di favoritismi o azioni mirate contro qualcuno. E' stata una strategia che sfortunatamente ha avuto un discreto successo , con le conseguenze che sappiamo.
La soluzione trovata dal CF è, oltre che difficilmente praticabile, fondamentalmente ipocrita: già era stato praticamente assicurato che la deroga sarebbe stata sempre concessa, quindi è un puro specchietto per le allodole.
Cionondimeno, il problema è stato sollevato e va affrontato, come del resto aveva già fatto l'ultima CAF. Io ritengo che la soluzione più valida risieda in una sorta di autoregolamentazione, con il controllo dell'entità superiore. In sostanza, a grandi linee, i Fiduciari e la CAF definiscono una regolamentazione in proposito, approvata per i Fiduciari dalla CAF e per la CAF dal CF; la CAF esercita un controllo sui fiduciari e può opporsi a o revocare una loro autodesignazione. Lo stesso può fare il CF o il Presidente FSI nei confronti della CAF ma, in ogni caso, con motivazione adeguata. Quindi non una deroga preventiva, incontrollabile e poco significativa, ma un controllo puntuale.

Sulle modalità di comunicazione io sono più tradizionalista. Se riusciremo ad arrivare ad una sintesi, potrebbe essere sufficiente elaborare un documento con le richieste concordate, sottoscritto dagli arbitri che lo condividono e consegnato al CF e al commissario.
Ideale sarebbe sicuramente la costituzione di un'associazione degli arbitri, ma sembra che ciò non interessi a nessuno.

Occorre tenere presente però che, allo stato attuale, né il CF né il commissario hanno mostrato alcuna volontà o interesse a confrontarsi con il Settore Arbitrale. Il commissario è stato incaricato della revisione dei regolamenti, che effettuerà insieme con dei collaboratori, tra i quali un solo Arbitro che, per quanto autorevole e stimato, non rappresenta di certo il Settore Arbitrale.
Se vogliamo, e io ritengo possiamo ancora farlo, incidere sulle decisioni future che ci riguarderanno, l'unica via che io vedo è l'elaborazione di proposte comuni, serie, motivate e percorribili, da sottoporre poi con le forme e le modalità che riterremo più opportune.
Solo in questo modo potremo portare il commissario e il CF a darci delle risposte e a confrontarci. i Tempi però sono molto stretti. Considerato che il mandato del commissario dura 6 mesi, ritengo dovremo essere in grado di presentare nostre proposte al più tardi entro il mese di giugno. Andare oltre o, peggio, attendere gli eventi comporterà trovarci con regolamenti imposti, le cui criticità, e ce ne saranno, diventerà per noi estremamente difficile, se non impossibile, modificare.

Un saluto a tutti
Marco Santandrea
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