R: Re: RE: lista ad accesso pubblico

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tell...@libero.it

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Apr 9, 2014, 2:43:58 PM4/9/14
to arbitri...@googlegroups.com

Ovviamente non posso sapere a quali arbitri e a quale contesti il Commissario

si riferisse, magari avrà avuto le sue buone ragioni.  

Ritengo anch'io prudente che chi ha le licenze di amministratore limiti l'accesso

ai soli arbitri iscritti nella lista e a quanti ne chiedano esplicitamente la visibilità.

 

Per il resto mi rifiuto di credere che il Commissario, o chi gli ha concesso il mandato,

intendesse intimidire l'ambiente ed imbavagliare il dibattito ed il libero confronto che si è

sviluppato tra gli arbitri.

 

Questo sarebbe veramentre troppo ed inaccettabile.

 

Io per primo riconosco, accetto e rispetto la supremazia rappresentativa del CF.

 

E' l'organo che governa l'associazione e scrive le regole e, se il CONI glielo concede,

può anche cancellare o limitare fortemente l'autonomia e l'autogoverno degli arbitri.

 

Io però, come associato, potrei anche non essere d'accordo con una simile decisione

e rivendicare la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti che lo stato di diritto e l'ordinamento

democratico mi mettono a disposizione per dissentire e per partecipare agli altri associati

la mia diversa opinione, così da cercare appoggi e consensi alle mie idee.

 

E se un regolamento dovesse impedire l'esercizio di un siffatto diritto elementare,

ebbene io dichiaro che tale disposizione sarebbe una orribile barbarie.    

 

Un saluto a tutti,

 

Giovanni Liistro

----Messaggio originale----
Da: gi...@tiscali.it
Data: 09/04/2014 19.02
A: <arbitri...@googlegroups.com>
Ogg: Re: RE: lista ad accesso pubblico

Ciao Giovanni,
premesso che gli articoli 53 e 54 sono stati bellamente ignorati in moltissimi casi da CF e Procuratore Federale, tanto che scritti e affermazioni ben più gravi di quelle comparse qui non sono state sanzionate o hanno subito al massimo la sanzione della diffida, e premesso anche che non mi intendo minimamente di questioni legali, sono convinto anch'io che quanto scritto su questo gruppo non possa essere equiparato a diffusione tramite stampa, salvo disposizioni diverse da parte del Minculpop.
Un saluto
Marco Santandrea


Il giorno mercoledì 9 aprile 2014 16:53:30 UTC+2, tellaro87 ha scritto:

53.2 L'Arbitro deve astenersi in modo assoluto dal criticare
# pubblicamente l'operato dei propri colleghi, tanto verbalmente
# quanto per iscritto attraverso la stampa, e tanto meno entrare in
# polemica con pubblico, atleti, dirigenti federali e di affiliati.

 

54.2 Agli Arbitri è vietato:
# (...omissis...)
# d) trattare sulla stampa gli argomenti riguardanti l'attività
# federale in generale e quella degli Arbitri in particolare, senza
# l'autorizzazione scritta della Commissione Arbitrale Federale

Per quel che concerne il primo richiamo normativo, ho la coscienza a posto.

 

Mi sforzo di usare toni pacati e di non criticare mai i colleghi.

 

Il secondo riferimento normativo mi inquieta un po'.

Confesso di aver qui trattato argomenti riguardanti

anche l'attività federale in generale e quella degli Arbitri

in particolare.

 

Torniamo alla locuzione "trattare sulla stampa", l'espressione

è così generica che deve essere interpretata in forma estensiva,

cioè nel senso di ricomprendere qualsiasi mezzo o organo di

informazione pubblica (Per capirci, non è che se l'intervista la

rilascio al TG delle 20:00 me la cavo perché non è stampa

in senso tecnico).

 

Ad ogni modo, ritengo che la libera discussione che si sviluppa

all'interno di un gruppo internet, per quanto aperto all'esterno,

non possa essere equiparata alla stregua di divulgazione attraverso

un organo di informazione pubblica.

 

A meno che ciascuno non intenda chiedere per iscritto al Commissiario l'apposita autorizzazione

(sono certo che la concederà, e magari ci aggiunge pure la benedizione papale),

credo che si possa continuare a discutere tranquillamente (ovviamente fatte salve

calunnie e diffamazioni che, eventualmente, restano sempre a carico dei responsabili).

 

Un saluto a tutti,

 

Giovanni Liistro   


 

----Messaggio originale----
Da: sergio....@vodafone.it
Data: 09/04/2014 16.11
A: <ri...@rrweb.org>
Cc: <arbitri...@googlegroups.com>
Ogg: RE: lista ad accesso pubblico


> >un gruppo da che mondo e' mondo e' PUBBLICO che sia di google o
> >di usenet.
>
> Questo invece non e` del tutto preciso, perche' un gruppo di Google
> puo` essere reso privato (accesso consentito solo ai membri) via
> opportuna configurazione da parte dell'amministratore (che, a quanto
> pare, per questo gruppo ha fatto una scelta diversa).

  Be'... anche se devi registrarti e fare un login... se l'amministratore non puo' porre dei "veti" alla fin fine entra chiunque. Conosco usenet, google gruppi ne e' solo una pallida ombra... :-)

  Ma comunque, il problema non si pone.

  Non c'e' bisogno di invocare la presenza di spie o agenti segreti in incognito.


 

 

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Marco Santandrea

unread,
Apr 9, 2014, 6:06:56 PM4/9/14
to arbitri...@googlegroups.com, tell...@libero.it
Caro Giovanni,
comprendo bene le tue perplessità, che credo possano essere condivise.
Sembrerebbe infatti sorprendente l'ipotesi che il commissario volesse intimidire e imbavagliare. Tuttavia se analizzo il comunicato da lui emesso, per altri versi decisamente, a mio parere, non consono alla situazione, registro che una parte significativa è dedicata alla "condotta degli arbitri".
Non posso non considerare che il monito del commissario sia motivato dall'ambio dibattito che, qui e in altri contesti, gli eventi che si sono succeduti hanno inevitabilmente innescato.
Un dibattito che, anche se con toni accesi e a volte, forse, un po' sopra le righe, è a mio parere essenziale per la nostra categoria di arbitri e che, ritengo, dovrebbe essere attentamente analizzato. da chi è deputato a dirigere le sorti del movimento scacchistico, il CF e il Presidente FSI, e da chi, in questo momento  è stato nominato a dirigere il Settore Arbitrale, il commissario.
Purtroppo, a mio parere, il messaggio che lancia il commissario nell'ultima parte del suo comunicato, va proprio nella direzione che tu hai indicato "intimidire l'ambiente e imbavagliare il dibattito ed il libero confronto". L'annotazione che gli articoli citati siano stati disattesi, non può riferirsi ad altro che al dibattito in corso tra di noi. Personalmente ritengo questo monito del tutto inappropriato e non accettabile.
Il mandato del commissario è specificato nel verbale del CF del 29 marzo pubblicato sul sito FSI e in esso non mi risulta sia contemplato un controllo di tipo disciplinare o politico. Se il commissario, o il CF o qualunque tesserato ritiene che, in quello che è scritto o detto da qualcuno, siano stati violati articoli dei regolamenti federali, è suo pieno diritto e, direi, anche suo preciso dovere, denunciare ciò a chi di competenza, senza bisogno di richiami da parte di chi non ha, a mio parere, né l'autorità né l'autorevolezza per farlo. Trattarci come scolaretti che debbono ubbidire a ordini superiori (e questa è la mia interpretazione, del tutto personale e che non pretendo condivisa) è, a mio parere un atteggiamento profondamente sbagliato e poco rispettoso della dignità di chi esprime  apertamente e liberamente le proprie opinioni.
Non vorrei cadere troppo nella dietrologia, ma ho, purtroppo, il forte sospetto che questa, a mio parere, improvvida uscita del commissario sia conseguenza delle puntuali critiche avanzate verso le sue prime, totalmente discutibili decisioni, e malceli il tentativo di bloccare anzitempo le altre che, inevitabilmente, seguiranno, a causa dei troppi, poco giustificabili errori già commessi.
Per tutto il resto, condivido totalmente quanto hai scritto, a partire dall'imprescindibile rispetto per la supremazia rappresentativa del CF.
Credo infatti che sia una basilare regola democratica riconoscere la rappresentatività di chi è eletto, pur non condividendo pressoché nulla delle sue scelte, pur ritenendolo inadeguato e compromesso e pur tentando, in tutti i modi democraticamente consentiti, di contrastarne e criticarne aspramente l'operato.
Un cordiale saluto
Marco Santandrea
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