In realtà dopo i toni spiacevoli che la conversazione aveva assunto speravo di non tornare su questo thread, ma continuo a leggere cose per me inconcepibili e comincio a domandarmi, sentendo quasi una certa labirintite, a che tipo di organizzazione stiamo aderendo: se a una federazione sportiva o se a un comitato di affari.
Seguono commenti infra.
> -----Messaggio originale-----
> Da: arbitri...@googlegroups.com
> [mailto:arbitri...@googlegroups.com] Per conto di luigi forlano
> Inviato: giovedì 3 aprile 2014 22.12
> A: arbitri...@googlegroups.com
> Oggetto: Fwd: Re: I: Lettera Aperta di Chess Project ASD
>
> Caro Giovanni,
>
> ho letto con attenzione il tuo contributo. Proverò anch'io ad offrire qualche
> spunto di riflessione sul nostro sistema malato. Mi soffermo solo su qualche
> passaggio che reputo critico.
>
> > Ritengo del tutto ragionevole che gli organizzatori difendano
> > strenuamente le esigenze di contenimento dei modesti budget a
> > disposizione per l’approntamento dei tornei.
> >
> > Non sarebbe onesto non riconoscere che la stragrande maggioranza di
> > essi, se non la totalità, non ha alcuna finalità di lucro, quanto,
> > piuttosto, il legittimo interesse a limitare le perdite ovvero di
> > chiudere almeno in pareggio il bilancio finanziario della manifestazione.
> >
> > Dobbiamo soltanto essere tutti grati a queste persone per quanti
> > sacrifici e rischi affrontano nell’interesse dell’intero movimento
> > scacchistico.
>
> Sottoscrivo quanto hai detto. Chi perde di vista questa premessa, o non la
> ritiene vera o, peggio, decide di ignorarla tout court ritenendola un problema
> non suo, poi non capirà perché il CF si comporta in un certo modo, o perché
> oggi siamo commissariati.
Le federazioni sportive nascono come unioni di società sportive, circoli, scuole, enti di promozione di sport e giochi. Unioni di associazioni i cui membri partecipano perché si riconoscono in uno spirito/ideale comune e mettono a disposizione proprio tempo e proprie risorse per lo sviluppo di quello spirito/ideale/movimento. In tutto questo l’aspetto finanziario ha un solo ruolo: non dobbiamo perdere soldi che non abbiamo. Se in cassa c’è qualcosa, quel qualcosa serve a finanziare l’attività. La FSI nace negli anni ’20 come ente morale, categoria alla quale aderivano le associazioni filantropiche. Evidentemente tutto questo appartiene a un altro universo perché sento sempre più discorsi legati soprattutto alle esigenze finanziarie di sedicenti “organizzatori” e sempre meno alle esigenze di lealtà, sportività e probità che dovrebbero presiedere alle scelte di una federazione sportiva.
Chi parte da questa premessa comprende che un CF fatto di uomini di sport ragiona in un certo modo, uno fatto di affaristi in un altro.
> I tornei istituzionali della FSI li conosciamo (provinciali, regionali, finali
> nazionali, cgs, u16). Tranne le finali dei cgs e degli u16 gli altri tornei non
> forniscono alcun ritorno economico a chi organizza.
> Potremmo limitarci a questi per giustificare l'esistenza della FSI.
> Purtroppo non bastano per una federazione che aspira a confrontarsi con altre
> federazioni straniere. Occorrono altri tornei, invitare giocatori stranieri...
> occorrono capitali che la FSI non ha e non ha intenzione di mettere in gioco.
> Anzi, gli altri tornei occorrono per ottenere soldi freschi per altre attività.
I “capitali” ci sono. Ma sono usati in altro modo
Intanto deve essere chiaro che nessun organizzatore persona fisica/persona giuridica/comitato/società mette denaro di tasca propria. Se l’organizzatore è un circolo usa il denaro del fondo sociale, ovvero quello delle quote dei soci, se è una società o persona giuridica usa quelli degli sponsor, degli enti o dei finanziatori. Non esistono filantropi che mettono denaro di tasca propria per far funzionare un torneo di scacchi. Esistono per un anno: quello in cui non riescono a far pareggiare il bilancio perché si verificano degli ammanchi, e solo perché devono onorare impegni già assunti. L’anno dopo non esistono più.
In definitiva, le fonti di entrata esistono per qualsiasi x persona che decida di mettere in piedi un torneo, non solo per Tizio o per Caio. Esisterebbero anche per la FSI, che però usa i propri fondi per altre, inspiegabili, spese, e non è in grado di procacciare sponsor o finanziatori per la conclamata incapacità e/o inaffidabilità dei propri dirigenti.
Diverso è dire, e questo è pacifico, che la FSI non avrebbe la capacità né la possibilità organizzativa di organizzare da sola tutti i tornei che si fanno ogni anno e messi in piedi dalle centinaia di circoli o organizzatori che già ci sono, ma la maggior parte di costoro non si ribellano alle regole che le strutture federali creano; questa è una caratteristica solo di certi organizzatori che hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli e si sentono liberi di esercitare pressioni.>
> I tornei di valenza agonistica internazionale sono quindi frutto del lavoro di
> *privati* che si assumono per intero il rischio dell'impresa.
> Un organizzatore lavora moltissimi giorni al suo torneo e per esso non ci sono
> diarie. Un eventuale guadagno deve essere spalmato sui giorni che gli ha
> dedicato. Quanto dovrebbe guadagnare un organizzatore a fronte del suo
> lavoro e del rischio che si assume?
Quello che già guadagna, evidentemente, è sufficiente. Altrimenti non lo farebbe. Una delle poche regole valide del mercato è che nessuno svolge alcuna attività se non considera soddisfacente il ritorno che ne trae. Se si continuano a organizzare certi tornei, anno dopo anno, da parte delle stesse persone o associazioni, significa che il ritorno li giustifica ampiamente.
Peraltro la caratteristica di essere un *privato* porta con sé una conseguenza: il privato non decide la cornice di regole in cui inserisce la propria attività. Decide se entrarvi o meno. Qui invece si discute se sia giusto che questi privati decidano di far modificare a loro piacimento una cornice sgradita in cui potrebbero decidere di non entrare proprio.
> La FSI su tale impresa chiede un pizzo abnorme che non ha eguali in Europa (9
> € a giocatore) e l'organizzatore deve ancora far fronte al pagamento degli
> arbitri.
Non è un pizzo, e non ha nemmeno senso prendersela con la quota di omologazione.
Se il torneo non fosse omologato, i giocatori non vi parteciperebbero. I tornei non omologati che riscuotono successo e continuano a esistere si contano sulle dita di una mano e, peraltro, anche quelli vivono finché producono un ritorno, altrimenti chiudono.
Dunque dispiacersi perché si deve pagare per l’omologazione, ben sapendo che l’omologazione è una delle condizioni senza le quali il torneo non sopravviverebbe, non ha alcun senso.
> E' vero.
> Ma purtroppo le ragioni del settore arbitrale non trovano nessun riscontro tra i
> giocatori. Non esistono ragioni di ordine pubblico o di altra natura che
> inducono un giocatore a preferire un arbitro piuttosto che un altro. Al giocatore
> interessa che l'arbitro sia tecnicamente preparato, che abbia modi garbati, che
> sia presente nei rari momenti in cui viene chiamato, e che sia in grado di
> mantenere il silenzio nella sala di gioco. Il nostro è uno sport diverso dagli altri,
> soprattutto dal punto di vista arbitrale.
Questo si riferisce solo ai giocatori di livello medio-basso, non ai giocatori di alto livello, che percepiscono la necessità di avere arbitri preparati, seri, e liberi nel giudizio. Esigenze che arriverebbero anche al CF se nel CF i rappresentanti dei giocatori fossero dotati di minima intelligenza. Purtroppo però non è così.
> Quando diciamo che è uno scandalo che l'arbitro lo sceglie l'organizzatore, il
> giocatore non vede nessuno scandalo. Anzi, se sa che l'ha scelto l'organizzatore
> mette in conto che fa parte dell'offerta del torneo e si fida della sua scelta.
Non è vero: conosco molti casi di tornei cui i giocatori non volevano più partecipare a causa dell’arbitro, evidentemente considerato non adeguato, pedissequamente scelto dall’organizzatore per motivi suoi.
> In siffatta realtà le nostre richieste di tutela, che si appoggiano a regolamenti,
> al CONI... ma che sono estranee alla reale natura del gioco e sono evidenti a
> tutti, saranno difficili (impossibili) da accogliere.
Come sopra, sono richieste talmente compenetrate nella natura del gioco che un cattivo arbitro può segnare le sorti di un torneo. La verità è che sono estranee alla categoria dell’interesse privato di certe imprese di organizzazione, in questo momento molto influenti.
> Alcuni organizzatori (per esempio Montalbini, che paga gli arbitri) vogliono
> avere mano libera nelle designazioni perché non tollerano di vedere
> menomate le loro scelte organizzative e si fidano solo di alcuni arbitri.
> Altri organizzatori, oltre a non accettare ingerenze per i rischi connessi
> all'impresa, hanno la necessità di non finire in rosso e si affidano ad arbitri
> amici. E' questa un'altra realtà con cui confrontarsi. Esistono tanti arbitri che
> arbitrerebbero a gratis nei luoghi turistici in cui si gioca. Non è dopotutto un
> lavoro usurante. Il numero di questi arbitri è in grado di soddisfare le richieste
> dei tornei attuali. In altri termini un eventuale sciopero non bloccherebbe
> nessun torneo... Accetto scommesse.
Alcuni organizzatori vogliono mano libera nelle designazioni perché vogliono gli arbitri che sono sicuri di poter controllare e condizionare. Il caso di Montalbini poi investe, a mio giudizio, anche dei profili psichiatrici, ma non sono di interesse. Altri organizzatori decidono di escludere a priori dalle spese del torneo gli arbitri, per avere denari da sperperare in altro modo. Altri organizzatori fingono che le spese degli arbitri siano tali da compromettere l’esito del torneo quando si parla di cifre che stanno al di sotto del 5% del budget complessivo.
Su un punto però sono d’accordo: nessuno sciopero bloccherà alcun torneo, perché difficilmente ci saranno scioperi, e perché del resto certi arbitri non aspettano che altri decidano di non farsi avanti per arbitrare ancora di più.
> Se l'organizzatore un domani dovrà pagare 20 € a giocatore ed avrà l'arbitro
> pagato dalla FSI non hai risolto nulla e tale scenario è semplicemente
> inaccettabile. Il CF che varerebbe un simile provvedimento verrebbe bloccato
> da un vero sciopero e chiuderebbe i battenti immediatamente.
Sempre perché ciò che interessa non è il torneo, bensì il lucro derivante dall’attività di organizzazione. Per questi organizzatori gestire una impresa di organizzazione di tornei e gestire una impresa di organizzazione di matrimoni o di qualsiasi altra cosa non farebbe alcuna differenza. La loro presenza nell’universo degli scacchi nasce come occasione professionale, non come passione sportiva.
Ma in realtà la strada di conglobare le spese degli arbitri in quote di omologazione più alte è del tutto ragionevole.
> Questo esempio è un falso problema e non è per nulla un problema arbitrale
> ma tipicamente organizzativo.
> Quando i giocatori chiamano l'organizzatore, l'arbitro ancora non è stato
> designato. Quindi devono dare una risposta e se il regolamento gli dà qualche
> spiraglio lo fanno. Perché dovrebbero perdere un giocatore che ritengono
> importante per l'economia del torneo?
> Ad ogni modo si tratta di un problema organizzativo che mira ad incentivare la
> partecipazioni. Gli arbitri applicheranno le regole, ed i giocatori sceglieranno
> se giocare quel torneo o meno.
Questo invece è un vero problema: ½ punto forfeit non è una questione organizzativa, ma una questione di ordine pubblico del torneo, inteso non come tranquillità, ma come ordinato andamento. Il ½ punto forfeit, che in questo momento non si può dare, ma forse si darà ancora in futuro, incide non solo sulla partecipazione di quel giocatore, ma sugli accoppiamenti, sugli spareggi e sulla classifica. È una decisione *tipicamente* arbitrale e che dovrebbe richiedere equilibrio e ponderazione, che l’Arbitro dovrebbe prendere libero da pressioni e condizionamenti.
> Non so a quali altre pressioni ti riferisci. Posso solo immaginare che non si sarà
> mai trattato di pressioni per far vincere qualche giocatore a scapito di altri.
Davvero?
Nessun organizzatore vi ha mai chiesto di soprassedere se suonavano “certi” telefoni?
O conoscete pochi organizzatori o siete stati fortunati fino ad oggi.
> non si tratta di cio, allora l'automia decisionale non mette in pericolo i
> giocatori e le nostre richieste cadranno nel vuoto.
> Tra noi e gli organizzatori la FSI *deve* necessariamente propendere per i
> secondi... ne va della sua esistenza.
Deve propendere per i secondi una FSI trasformatasi da federazione sportiva in comitato di affari o procacciatrice di occasioni professionali per poche private imprese di organizzazione
> Le nostre battaglie occorre farle da dentro il CF. Da dove siamo e con le nostre
> divisioni contiamo *zero*.
Questo è vero solo in parte: se i regolamenti fossero sempre stati rispettati a questo punto non saremmo arrivati. Lo siamo perché un CF senza scrupoli e una giustizia federale inerte hanno perpetrato e/o consentito continue violazioni delle norme.
A risentirci
Marco
>
> > In fondo, sarebbe sufficiente che gli arbitri venissero spesati
> > direttamente dalla Federazione, rendendo così del tutto neutra per
> > l’organizzatore la presenza di quanti e quali arbitri il designatore
> > riterrà di inviare, essendo tale onere ricompreso interamente nella
> > quota di omologazione del torneo.
>
> Cioè nei 9 €? o stai immaginando di aumentarle? Se parli dei 9 € sei il
> benvenuto e sarai accolto tra gli osanna da parte di tutti gli organizzatori!
>
> A presto,
> Luigi
>
>
> --
> Messaggio inviato dal Gruppo Google "Arbitri di Scacchi"
> Visita il gruppo all'indirizzo https://groups.google.com/d/forum/arbitriscacchi
> ---
> Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Arbitri di Scacchi"
> di Google Gruppi.
> Per annullare l'iscrizione a questo gruppo e non ricevere più le sue email, invia
> un'email a arbitriscacch...@googlegroups.com.
> Per ulteriori opzioni, visita https://groups.google.com/d/optout.
Quando, molti, molti anni fa, diressi da solo il primo torneo, ero preoccupatissimo perché dimenticai di inserire un giocatore che si era iscritto ma poi se n’era andato per ritornare solo dopo il bianco in moto e constatare che il suo nome non era nell’accoppiamento.
Poi tutto si risolse con un magheggio di portata stratosfericamente meno ampia della mostruosità che ho letto qui sopra.
Beata ingenuità.
Nella definizione di impeccabile, sotto entrambi gli aspetti, divergiamo molto.
>
> Smile a volontà,
Carissimo Marco,
> Vorrei aggiungere qualche commento a quanto scrive Luigi, che forse, in
> qualche occasione recente, avrei dovuto ascoltare di più:-).
... Del senno di poi son piene le fosse... :-)
Non mi sottraggo affatto al confronto, soprattutto quando nessuno ha
diritto di veto sull'altro.
Non ho difficoltà a riconoscerti una grande onestà intellettuale. A
differenza di altri non ignori la realtà e sull'analisi della situazione
di partenza collidiamo parecchio. Purtroppo divergiamo sulle soluzioni e
se è andata come è andata forse... :-)
Anche tu, come me, desideri confrontarti con la FSI che abbiamo adesso e
non con quella che avrebbe dovuto esserci. Quest'ultimo esercizio è
inutile e sterile per chi vuole tentare di riallacciare i contatti.
Ti ringrazio per l'apprezzamento. Credo che la stima reciproca sia un prerequisito essenziale per poter avere un confronto costruttivo, anche nella divergenza di idee
Niente di tutto ciò è avvenuto. Alle inevitabili e comprensibili
resistenze degli organizzatori (Montalbini è solo la punta dell'iceberg)
si sono aggiunti i mal di pancia degli stessi colleghi arbitri a cause
di certe sfortunate designazioni (una per tutte i GSS del 2013) che
hanno saldato il fronte della protesta. A quel punto la FSI ha capito
che non avrebbe avuto l'intero settore contro, ma solo una parte non in
grado di intraprendere alcuna azione concreta.
> Condizionamento e pressioni: certamente nessun organizzatore ci chiederà
> di far vincere un giocatore ma,
[SNIP]
Hai ragione. Può accadere e non dubito che vi sia chi acconsenta.
Perché ciò dovrebbe essere un mio o un tuo problema? Se lo vuole fare
significa che comunque vede vantaggi di gran lunga superiori agli
svantaggi e a quelle che tu vedi come umiliazioni. Io non lo invidio e
non lo detesto. Nè desidero rimuoverlo dalla simbiosi col suo
organizzatore/carnefice.
Il problema di un arbitro in simbiosi con il suo organizzatore (non sempre carnefice!) è che quell'arbitro danneggia indirettamente gli altri arbitri che vorrebbero proporsi per il torneo, perché senza una preselezione da parte della CAF, l'organizzatore sceglierà sempre lui. Questo è uno dei famosi fili impropri che la CAF ha cercato di tagliare, riuscendoci, ma solo in parte. Prima che qualcuno ridesse corrente!
> Io ho avuto una
> carriera soddisfacente, potrei tranquillamente fermarmi qui, ma pensa
> alla difficolta che un arbitro giovane, ancora con un'esperienza
> relativa, desideroso di darsi da fare e fiducioso di poter sviluppare
> una carriera interessante può avere, in queste ed altre situazioni.
Tale carriera è funzionale allo sviluppo del movimento scacchistico
nazionale? Occorre dimostrarlo alla FSI altrimenti non farà nulla per
favorirla.
Allo stato attuale il giovane arbitro inesperto che ti sta a cuore deve
fare come tanti altri prima di lui, anche in altre professioni. Chiedere
di poterci essere con umiltà e poi giocarsi bene le sue carte quando gli
viene data l'occasione senza combinare pasticci. Non deve scalpitare
credendo di essere indispensabile e che senza di lui siamo destinati al
fallimento. Se vale davvero, piano piano arriverà il suo turno. Chi non
sa aspettare può dedicarsi parallelamente ad altri hobby.
Ovviamente non ti chiedo di essere d'accordo.
> Diarie: il nodo, a mio parere è tutto qui. Fino a che il pagamento sarà
> diretto dall'organizzatore all'arbitro saremo sempre condizionabili e
> ricattabili. Deve esserci un'altra logica. Se gli ostacoli sono di
> natura tecnica, ci si siede ad un tavolo e si risolvono. Se sono di
> natura politica, la situazione è più complessa.
> E' però evidente che, se un organizzatore pensa, con i 9€ di pagare
> anche gli arbitri, non c'è soluzione. L'organizzatore dovrà pagare ben
> più di 9€, ma saprà in anticipo i costi e, se si riuscirà, ma non ne ho
> alcuna certezza, anzi, a produrre una normativa chiara e intelligente,
> molto probabilmente avrà un risparmio sui costi attuali.
Purtroppo si è sprecata un'occasione unica: barattare l'indifendibile
rapporto giocatori/arbitri (=risparmio) tipico non del medioevo, ma dei
tempi di Amilcare Barca, per ottenere maggiore autonomia ed aumento di
diarie. Invece ce lo ritroviamo senza nulla in cambio. Scacchisticamente
si chiama *aiutomatto*.
> Il nodo
> da sciogliere è un altro: qualche organizzatore, se anche dovesse pagare
> 1 solo euro in più, si troverebbe spiazzato, perché per lui sarebbe una
> sorpresa dover pagare glia arbitri che non ha mai pagato:-). Questo del
> pagamento diretto è a mio parere, il nodo vero. Se si scioglie quello, e
> si può sciogliere, molti alibi cadranno e si potrà verificare con mano
> chi ha davvero interesse a far crescere il mondo degli scacchi.
Sai bene che non sono questi gli organizzatori che difendo e che invece
detesto. Saranno una minoranza e potrebbero essere cancellati se solo
gli arbitri li denunciassero. Se non lo fanno e subiscono contro voglia
non possiamo farci nulla. Se qualche arbitro crede di fare carriera così
deve sapere che i veri organizzatori non lo degneranno di alcuna
considerazione.
Un caro saluto,
Luigi
a me ha sempre fatto piacere confrontarmi e discutere con te, anche quando abbiamo litigato:-), perché anche a te riconosco grande onestà intellettuale.
Considerato però che non voglio dare un'immagine idilliaca dei nostri rapporti, mi trovo costretto ad andare giù un po' pesante:-).
Premetto che non ritengo e non ho mai sostenuto che la CAF abbia sempre fatto tutto per bene. Credo che la CAF di cui ho fatto parte, abbia fatto numerosi errori, soprattutto sul piano della comunicazione. Per aver detto questo in qualche riunione o in qualche serata in birreria mi sono anche attirato l'ira di qualcuno dei colleghi:-).
Ciò detto, sono sinceramente dispiaciuto dal tuo attacco un po' personale nei miei confronti. Non è nel tuo stile. Se anche tu ti metti a dare una spiegazione parziale dei fatti, scendi al livello di chi non ti vale minimamente.
A me crea molto imbarazzo parlare di questioni personali, che credo interessino poco in questa sede, ma mi ci costringi.
Premetto anche che non intendo parlare di colleghi che tu hai citato, ma alcune motivazioni tu le conosci benissimo. Ti rammento una mia mail del 6 marzo 2013, ore 15,33. Se non l'hai più te la inoltrerò privatamente, forse sarà utile a ricordare qualcosa.
Per chi avesse la pazienza e fosse cosi autolesionista da leggerci, specifico che nella frase che ho scritto sopra non c'è alcun messaggio in codice, solo che ritengo inopportuno diffondere a tutti il contenuto di quella mail. Se proprio sarò tirato per il collo, ne pubblicherò una parte.
Per quanto riguarda i GSS sono però costretto tuo malgrado e malgrado il disagio che questa nostra corrispondenza può provocare ai nostri eventuali lettori, parte di una mia mail del 28 febbraio 2013 alla CAF, che pervenne anche a te, allora segretario.
“Pur avendo dato la disponibilità anche come Arbitro Principale, io mi proporrò solo come Collaboratore, in quanto non voglio dare adito, a brevissima distanza dalla mia elezione, a possibili speculazioni strumentali, che sarebbero controproducenti per la CAF. Non che rinunci a future designazioni come arbitro Principale, tutt’altro, ma in questo momento ritengo più opportuno fare come indicato. Sarò disponibile solo nel caso l'organizzatore mi indichi esplicitamente".
e mi costringi anche a pubblicare la tua replica dell'1 marzo 2013:
Caro Marco,
sulle designazioni, dopo aver visto che è il pomo della discordia che ci
ha portato in questa situazione, mi riprometto più avanti di formulare
qualche proposta che possa far fare qualche passo in avanti. Non è
quella che avrei voluto attuare un anno fa se le cose fossero andate
diversamente. Essa nasce dalla nuova situazione di partenza con margini
di manovra inferiori a quelli di un anno fa.
Finora ne ho parlato con alcuni e l'hanno trovata interessante.
Non scommetto un centesimo di convincerti, ma siccome c'è qualcuno che
ci ascolta, magari potrebbe apportare qualche miglioramento o avanzarne
un'altra. Rimanere sulla linea del Piave lascerà Pagano al suo posto in
eterno e questa prospettiva a me non piace.
Figurati se la prospettiva di lasciare Pagano al suo posto in eterno piace a me, con tutto quello che sta combinando!
> /_4° aspetto_/:
> il nuovo RSA non prevede un designatore "neutro", leggilo bene. Prevede
> che il designatore sia messo sotto tutela di una figura nemmeno
> superiore gerarchicamente (Il fiduciario non risponde gerarchicamente al
> Presidente del CR, né la CAF al Presidente FSI o al suo segretario) e
> che non ha alcuna competenza in fatto di designazioni, ma che può
> esercitare un controllo sul designatore esclusivamente politico. Questo
> per me è inaccettabile.
Anche qui io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno. Il CF non ha
voluto calcare la mano. Avrebbe potuto essere più categorico e chiedere
un designatore assolutamente non designabile senza metterlo sotto
tutela. Sarebbe stato meglio?
Magari hanno valutato che per mantenere la licenza FIDE dovrà arbitrare
e che l'escamotage del nulla osta, che poi avrebbe concesso
automaticamente, avrebbe risolto il problema. Se io fossi il designatore
CAF non lo troverei affatto oltraggioso.
D'altra parte, come ricordi a Pagano, nessuno è obbligato a candidarsi
ad un ruolo che fra sei mesi sarà regolato dal nuovo RSA. Pertanto mi
pare un problema superato e qualcuno disposto a ricoprirlo scommetto si
troverà :-)
A presto,
Luigi
In ogni caso, sì, sarebbe stato preferibile decidere che tutta la CAF non potesse arbitrare, sarebbe stato più logico e coerente. E' quello che ho detto in CF, suscitando una certa sorpresa.
Se si voleva fare un discorso serio, bisognava analizzare assieme e con calma tutte le incompatibilità. te ne cito qualcuna:
e ce ne sarebbero altre.
Tutto questo lungo sproloquio per dire che se si fosse veramente voluto mettere mano alla questione incompatibilità l'approccio avrebbe dovuto essere ben diverso. Non che per forza si debba sempre guardare a cosa fanno gli altri, perché qualcuno deve pur cominciare, ma non ti crea nessun dubbio il fatto che nella marea di incompatibilità teoriche che ci sono nel nostro ambiente, l'unica su cui si dovesse intervenire riguardava la CAF e che la soluzione trovata sia la peggiore e la più ipocrita che si potesse inventare?
Non ti sorprende che questo problema sia stato sollevato più da organizzatori che da arbitri?
Non ti chiedi perché nella bozza di Linea guida preparata da Pagano fosse previsto che la preferenza dell'organizzatore diventava vincolante, ripeto vincolante, qualora avesse voluto sostituire un arbitro designato, componente della CAF, con un altro arbitro?
Non senti un odore un po' strano in questo?
Non ti preoccupa un minimo che chi ha partorito un'idea come questa possa adesso, come commissario, mettere mano ai regolamenti senza che più nessuno del Settore Arbitrale abbia voce in capitolo? A me un po' preoccupa.
In bocca al lupo per il tuo ruolo futuro:-) :-).
Ho copincollato il regolamento che verrà, ma quello in uso recita gli stessi concetti.
Sono sicuro che farà bene il suo lavoro ed ha già iniziato col piede giusto. Non occorrono linee guida, basta la discrezionalità di una persona/gruppo responsabile che risponderà a fine mandato di quanto fatto.
[…]
Sono sicuro che fra sei mesi Pagano avrà mostrato che si può accontentare tutti senza linee guida usando discrezionalità, buon senso e nessuna risposta. Con questo esempio la prossima CAF correrà ad abolirle e a seguire l'esempio con soddisfazione di tutti.
Pagano non ha affatto iniziato con il piede giusto.
L’unica designazione di rilievo operata fino ad ora è stata quella del GSS, in cui non ha dimostrato né buon senso né responsabilità (e nemmeno discrezionalità, ut infra).
Lo staff designato ha una rappresentanza geografica bassissima (solo Sicilia, Calabria e Trentino – più che bassissima, prossima allo zero), un tasso qualitativo molto basso rispetto a quelli degli anni precedenti, e una clamorosa mancanza di esperienza (la metà o più degli arbitri è alla prima finale nazionale del GSS e ci sono diversi AR al primo torneo in assoluto: pura follia. Peraltro noto che la presenza al CI16 di UN SOLO AR al primo torneo fu usato come argomento – al solito pretestuoso – lo scorso anno per denunziare la incompetenza della CAF nelle designazioni… Beata coerenza!)
In effetti però ci sono due persone che sono state accontentate: Montalbini, la cui lista dei proscritti è stata interamente rispettata, e l’organizzatore che ha ottenuto che la sua lista di preferenze fosse copincollata nelle designazioni in modo talmente preciso che l’unico designato che lui non aveva indicato è stato revocato il giorno dopo con motivi abbastanza grotteschi.
Peraltro il Commissario, essendo un organo “extraneus” non risponde all’ente commissariato, a fine mandato, ma al mandante del commissariamento, cioè al CF (quindi a chi gli sta dietro), che naturalmente saranno entusiasti.
Marco
In bocca al lupo per il tuo ruolo futuro:-) :-).
Grazie, auguri anche a te:-)
Luigi
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