Fwd: Re: I: Lettera Aperta di Chess Project ASD

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luigi forlano

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Apr 3, 2014, 4:11:36 PM4/3/14
to arbitri...@googlegroups.com
Caro Giovanni,

ho letto con attenzione il tuo contributo. Proverò anch'io ad offrire
qualche spunto di riflessione sul nostro sistema malato. Mi soffermo
solo su qualche passaggio che reputo critico.

> Ritengo del tutto ragionevole che gli organizzatori difendano
> strenuamente le esigenze di contenimento dei modesti budget a
> disposizione per l’approntamento dei tornei.
>
> Non sarebbe onesto non riconoscere che la stragrande maggioranza di
> essi, se non la totalità, non ha alcuna finalità di lucro, quanto,
> piuttosto, il legittimo interesse a limitare le perdite ovvero di
> chiudere almeno in pareggio il bilancio finanziario della manifestazione.
>
> Dobbiamo soltanto essere tutti grati a queste persone per quanti
> sacrifici e rischi affrontano nell’interesse dell’intero movimento
> scacchistico.

Sottoscrivo quanto hai detto. Chi perde di vista questa premessa, o non
la ritiene vera o, peggio, decide di ignorarla tout court ritenendola un
problema non suo, poi non capirà perché il CF si comporta in un certo
modo, o perché oggi siamo commissariati.

I tornei istituzionali della FSI li conosciamo (provinciali, regionali,
finali nazionali, cgs, u16). Tranne le finali dei cgs e degli u16 gli
altri tornei non forniscono alcun ritorno economico a chi organizza.
Potremmo limitarci a questi per giustificare l'esistenza della FSI.
Purtroppo non bastano per una federazione che aspira a confrontarsi con
altre federazioni straniere. Occorrono altri tornei, invitare giocatori
stranieri... occorrono capitali che la FSI non ha e non ha intenzione di
mettere in gioco. Anzi, gli altri tornei occorrono per ottenere soldi
freschi per altre attività.

I tornei di valenza agonistica internazionale sono quindi frutto del
lavoro di *privati* che si assumono per intero il rischio dell'impresa.
Un organizzatore lavora moltissimi giorni al suo torneo e per esso non
ci sono diarie. Un eventuale guadagno deve essere spalmato sui giorni
che gli ha dedicato. Quanto dovrebbe guadagnare un organizzatore a
fronte del suo lavoro e del rischio che si assume?
La FSI su tale impresa chiede un pizzo abnorme che non ha eguali in
Europa (9 € a giocatore) e l'organizzatore deve ancora far fronte al
pagamento degli arbitri.
Con 100 giocatori occorre versare 900 €. In Germania con la stessa cifra
omologo il torneo e pago l'arbitro che scelgo io.
Se l'organizzatore finisce in rosso o in pareggio pazienza, nessuno lo
ha obbligato a coltivare la speranza del guadagno e se non voleva
guadagnarci ha ottenuto quello che voleva.

> Sull’altro piatto della bilancia ci sono le ragioni del settore arbitrale.

E' vero.
Ma purtroppo le ragioni del settore arbitrale non trovano nessun
riscontro tra i giocatori. Non esistono ragioni di ordine pubblico o di
altra natura che inducono un giocatore a preferire un arbitro piuttosto
che un altro. Al giocatore interessa che l'arbitro sia tecnicamente
preparato, che abbia modi garbati, che sia presente nei rari momenti in
cui viene chiamato, e che sia in grado di mantenere il silenzio nella
sala di gioco. Il nostro è uno sport diverso dagli altri, soprattutto
dal punto di vista arbitrale.
Ti risparmio di dirti cosa si fa all'estero in fatto di nomina di
arbitro nei tornei dei *privati*.

Anche ai giocatori italiani non interessa se l'arbitro l'ha scelto la
CAF o l'organizzatore (altrimenti una sommossa l'avremmo avuta già da
tempo da parte dei giocatori). Ecco perché le rimostranze del settore
arbitrale non troveranno nessuna sponda nel resto del movimento.
Quando diciamo che è uno scandalo che l'arbitro lo sceglie
l'organizzatore, il giocatore non vede nessuno scandalo. Anzi, se sa che
l'ha scelto l'organizzatore mette in conto che fa parte dell'offerta del
torneo e si fida della sua scelta.

In siffatta realtà le nostre richieste di tutela, che si appoggiano a
regolamenti, al CONI... ma che sono estranee alla reale natura del gioco
e sono evidenti a tutti, saranno difficili (impossibili) da accogliere.

Alcuni organizzatori (per esempio Montalbini, che paga gli arbitri)
vogliono avere mano libera nelle designazioni perché non tollerano di
vedere menomate le loro scelte organizzative e si fidano solo di alcuni
arbitri.
Altri organizzatori, oltre a non accettare ingerenze per i rischi
connessi all'impresa, hanno la necessità di non finire in rosso e si
affidano ad arbitri amici. E' questa un'altra realtà con cui
confrontarsi. Esistono tanti arbitri che arbitrerebbero a gratis nei
luoghi turistici in cui si gioca. Non è dopotutto un lavoro usurante. Il
numero di questi arbitri è in grado di soddisfare le richieste dei
tornei attuali. In altri termini un eventuale sciopero non bloccherebbe
nessun torneo... Accetto scommesse.

> L’anomalia, come hanno chiaramente indicato alcuni degli intervenuti in
> questo thread, consiste proprio nel fatto che gli arbitri vengono
> spesati direttamente dagli organizzatori e che questi ultimi hanno la
> possibilità, per regolamento, di poter influire sulle designazioni.

Se l'organizzatore un domani dovrà pagare 20 € a giocatore ed avrà
l'arbitro pagato dalla FSI non hai risolto nulla e tale scenario è
semplicemente inaccettabile. Il CF che varerebbe un simile provvedimento
verrebbe bloccato da un vero sciopero e chiuderebbe i battenti
immediatamente.

Se invece pensi che negli odierni 9 € sarà compresa la diaria degli
arbitri indicati dalla FSI allora forse qualche speranza ce l'hai.

> Io posso testimoniare con cognizione di causa, che il favore o il non
> gradimento dell’organizzatore può avere un effetto condizionante
> sull’autonomia decisionale dell’arbitro.
>
> Negli anni passati, ho partecipato, quale arbitro non principale, ad
> alcuni importanti tornei validi per le norme FIDE.
>
> Nel sud d’Italia, in località lontane dai consueti circuiti
> scacchistici, i grandi maestri, che hanno appena concluso un altro
> torneo scacchistico, pervengono sovente, a causa della distanza da
> percorrere, con un giorno di ritardo rispetto all’inizio del torneo.
> Poiché, comprensibilmente, vogliono andare a premi, essi pongono
> all'organizzatore, come condizione per la loro adesione, il mezzo punto
> d’ingresso a forfait.
>
> Ovviamente, tale pretesa non è ammessa dalle regole FIDE (almeno io così
> ricordo, pur non avendo al momento sottomano le disposizioni dettate a
> proposito), non potendosi assegnare alcun punteggio al giocatore che non
> disputa, perché assente, una partita.

Questo esempio è un falso problema e non è per nulla un problema
arbitrale ma tipicamente organizzativo.
Quando i giocatori chiamano l'organizzatore, l'arbitro ancora non è
stato designato. Quindi devono dare una risposta e se il regolamento gli
dà qualche spiraglio lo fanno. Perché dovrebbero perdere un giocatore
che ritengono importante per l'economia del torneo?
Quando arriva l'arbitro l'organizzatore ha già preso impegni.
Il 1/2 punto a forfeit in passato era possibile da noi. E' attualmente
in uso in tante federazioni europee (in Spagna, USA anche più volte
purché annunciato prima del torneo). Siccome ciò è noto da bando si può
non iscriversi.
Non è contemplato dalla FIDE, ma recentemente ha cominciato a prenderne
atto e credo che a breve lo tollererà ufficialmente. Pertanto potrebbe
ritornare in voga anche in Italia ed io lo auspico.
Ad ogni modo si tratta di un problema organizzativo che mira ad
incentivare la partecipazioni. Gli arbitri applicheranno le regole, ed i
giocatori sceglieranno se giocare quel torneo o meno.
Due anni fa ad Amantea abbiamo rinunciato al GM Milchev che chiedeva il
1/2 punto a forfeit quando in italia non era più permesso.
Con regole chiare le pressioni non sono possibili.

> E’ mia opinione, pertanto, che in un sistema di competizioni sportive in
> cui è l’organizzatore a spesare direttamente gli arbitri, sia
> assolutamente da evitare, per salvaguardare l’autonomia decisionale
> degli arbitri, qualsiasi interferenza degli organizzatori nella
> procedura di designazione degli arbitri.

Non so a quali altre pressioni ti riferisci. Posso solo immaginare che
non si sarà mai trattato di pressioni per far vincere qualche giocatore
a scapito di altri. Se non si tratta di cio, allora l'automia
decisionale non mette in pericolo i giocatori e le nostre richieste
cadranno nel vuoto.
Tra noi e gli organizzatori la FSI *deve* necessariamente propendere per
i secondi... ne va della sua esistenza.
Le nostre battaglie occorre farle da dentro il CF. Da dove siamo e con
le nostre divisioni contiamo *zero*.

> In fondo, sarebbe sufficiente che gli arbitri venissero spesati
> direttamente dalla Federazione, rendendo così del tutto neutra per
> l’organizzatore la presenza di quanti e quali arbitri il designatore
> riterrà di inviare, essendo tale onere ricompreso interamente nella
> quota di omologazione del torneo.

Cioè nei 9 €? o stai immaginando di aumentarle? Se parli dei 9 € sei il
benvenuto e sarai accolto tra gli osanna da parte di tutti gli
organizzatori!

A presto,
Luigi


Marco Santandrea

unread,
Apr 3, 2014, 5:45:55 PM4/3/14
to arbitri...@googlegroups.com
Carissimi Giovanni e Luigi,
trovo di grande interesse quanto scritto da Giovanni, e lo condivido in larga parte.
Vorrei aggiungere qualche commento a quanto scrive Luigi, che forse, in qualche occasione recente, avrei dovuto ascoltare di più:-).
Non penso che, al di là di CGS e CIU16, per gli organizzatori non ci sia alcun riscontro economico.
Chi organizza lo fa sicuramente per passione, ma se la passione comportasse solo un costo, potrebbero rimanere solo gli organizzatori che sono ricchi di famiglia:-).
Intendiamoci, come ho scritto recentemente su FB, non ci vedo nulla di male a che un organizzatore ci guadagni, anzi. Un po' di spirito imprenditoriale può essere solo benvenuto e può solo portare ad esiti positivi. Ovviamente il risultato economico di una manifestazione è fondamentale e sempre, anche se molti pensano il contrario, tra i tanti elementi che la CAF ha considerato nell'effettuare una designazione, c'è stato anche il costo complessivo per l'organizzatore. Certo non il solo elemento, né l'unico. Non per niente, basta verificare i dati, gli arbitri designati di regioni diverse da quelle in cui si è effettuata la manifestazione o diverse da regioni limitrofe sono meno del 10%.
Giocatori/arbitri/organizzatori. Non credo ci sia nessuno sport, e il nostro lo considero uno sport, nel quale i giocatori possano avanzare pretese o gradimento sulla scelta degli arbitri, né gli organizzatori possano scegliere gli arbitri (naturalmente, lo sappiamo, ci sono altre forme di pressione o di condizionamento, ma questo è un altro discorso). Se negli scacchi ciò avviene, è perché gli scacchi, non solo in Italia ma anche e, forse ancor più, in alcuni paesi esteri, relativamente a questo aspetto sono al medioevo.
Arbitri che lavorano gratis o sottocosto: ricordo qui una delle interessanti discussioni che avemmo quando eri segretario della CAF (e ti confermo che le tue dimissioni da quel compito furono per me motivo di grande dispiacere, perché pur nella quasi totale diversità di idee:-), ho sempre considerato molto utile e costruttivo confrontarmi con te) il 13 marzo 2013. a fronte di osservazioni analoghe, ti scrivevo: "Caro Luigi, sono proprio questi i fili impropri che stiamo cercando di spezzare. Un arbitro che, per un pur legittimo desiderio di fare carriera, è  disposto a "svendersi" non sarà mai un buon arbitro, perché sarà  sempre condizionabile e, in più, danneggerà in modo grave gli arbitri seri che pretendono per loro stessi e per gli altri il rispetto delle regole, così come non lo sarà mai chi vuol solo fare una vacanza spesata. Gli interessi intrecciati sotterranei tra arbitri e organizzatori devono finire. L’interesse vero che ci deve essere tra Organizzatore e  Arbitro è la buona riuscita della manifestazione e la soddisfazione  dei giocatori. Non altro. Dobbiamo finirla di considerare tutto un  hobby. Giocare sicuramente lo è, arbitrare un po’ meno. Certo è un divertimento, è un piacere, ma è una responsabilità non marginale che ci prendiamo tutti, non è una vacanza, anche se essere in posti gradevoli ovviamente piace, né un modo di accompagnare i figli gratis, né un puro passatempo. Se non riusciamo a uscire da certe logiche, difficilmente potremo  essere credibili e autorevoli". e avevo apprezzato molto la tua risposta: "Sono d'accordo con te su tutto! Con me sfondi una porta aperta. Tuttavia, il mio intervento era per mettere a fuoco un aspetto del nostro movimento col quale bisogna fare i conti. Non vedo all'orizzonte una facile vittoria dato l'ampio fronte su cui occorre impegnarsi."
Condizionamento e pressioni: certamente nessun organizzatore ci chiederà di far vincere un giocatore ma, (esperienza diretta), ci potrà chiedere di ammettere ad un torneo di fascia superiore un giocatore che non ne ha diritto, ci potrà chiedere (esperienza diretta) di soprassedere nel segnalare carenze organizzative o strutturali. Ci potrà chiedere (esperienza diretta) di inserire le partite nel database e se gli dirai di no, avrai la certezza che quell'organizzatore non esprimerà più una preferenza per te, cosi come ti sentirai potrai sentirti dire da un collega titolato: "se non faccio cosi, non mi chiama più". Ci potrà chiedere (esperienza diretta) di firmargli una norma per organizzatore internazionale e se tu non lo farai saprai che ti sei fatto un nemico giurato, che cercherà in ogni modo di screditarti. Io ho avuto una carriera soddisfacente, potrei tranquillamente fermarmi qui, ma pensa  alla difficolta che un arbitro giovane, ancora con un'esperienza relativa, desideroso di darsi da fare e fiducioso di poter sviluppare una carriera interessante può avere, in queste ed altre situazioni.
Diarie: il nodo, a mio parere è tutto qui. Fino a che il pagamento sarà diretto dall'organizzatore all'arbitro saremo sempre condizionabili e ricattabili. Deve esserci un'altra logica. Se gli ostacoli sono di natura tecnica, ci si siede ad un tavolo e si risolvono. Se sono di natura politica, la situazione è più complessa.
E' però evidente che, se un organizzatore pensa, con i 9€ di pagare anche gli arbitri, non c'è soluzione. L'organizzatore dovrà pagare ben più di 9€, ma saprà in anticipo i costi e, se si riuscirà, ma non ne ho alcuna certezza, anzi, a produrre una normativa chiara e intelligente, molto probabilmente avrà un  risparmio sui costi attuali. Il nodo da sciogliere è un altro: qualche organizzatore, se anche dovesse pagare 1 solo euro in più, si troverebbe spiazzato, perché per lui sarebbe una sorpresa dover pagare glia arbitri che non ha mai pagato:-). Questo del pagamento diretto è a mio parere, il nodo vero. Se si scioglie quello, e si può sciogliere, molti alibi cadranno e si potrà verificare con mano chi ha davvero interesse a far crescere il mondo degli scacchi.
Un saluto a tutti
Marco Santandrea

Marco Biagioli

unread,
Apr 3, 2014, 8:47:31 PM4/3/14
to Gruppo Arbitri di Scacchi

In realtà dopo i toni spiacevoli che la conversazione aveva assunto speravo di non tornare su questo thread, ma continuo a leggere cose per me inconcepibili e comincio a domandarmi, sentendo quasi una certa labirintite, a che tipo di organizzazione stiamo aderendo: se a una federazione sportiva o se a un comitato di affari.

Seguono commenti infra.

 

> -----Messaggio originale-----

> Da: arbitri...@googlegroups.com

> [mailto:arbitri...@googlegroups.com] Per conto di luigi forlano

> Inviato: giovedì 3 aprile 2014 22.12

> A: arbitri...@googlegroups.com

> Oggetto: Fwd: Re: I: Lettera Aperta di Chess Project ASD

>

> Caro Giovanni,

>

> ho letto con attenzione il tuo contributo. Proverò anch'io ad offrire qualche

> spunto di riflessione sul nostro sistema malato. Mi soffermo solo su qualche

> passaggio che reputo critico.

>

> > Ritengo del tutto ragionevole che gli organizzatori difendano

> > strenuamente le esigenze di contenimento dei modesti budget a

> > disposizione per l’approntamento dei tornei.

> >

> > Non sarebbe onesto non riconoscere che la stragrande maggioranza di

> > essi, se non la totalità, non ha alcuna finalità di lucro, quanto,

> > piuttosto, il legittimo interesse a limitare le perdite ovvero di

> > chiudere almeno in pareggio il bilancio finanziario della manifestazione.

> >

> > Dobbiamo soltanto essere tutti grati a queste persone per quanti

> > sacrifici e rischi affrontano nell’interesse dell’intero movimento

> > scacchistico.

>

> Sottoscrivo quanto hai detto. Chi perde di vista questa premessa, o non la

> ritiene vera o, peggio, decide di ignorarla tout court ritenendola un problema

> non suo, poi non capirà perché il CF si comporta in un certo modo, o perché

> oggi siamo commissariati.

Le federazioni sportive nascono come unioni di società sportive, circoli, scuole, enti di promozione di sport e giochi. Unioni di associazioni i cui membri partecipano perché si riconoscono in uno spirito/ideale comune e mettono a disposizione proprio tempo e proprie risorse per lo sviluppo di quello spirito/ideale/movimento. In tutto questo l’aspetto finanziario ha un solo ruolo: non dobbiamo perdere soldi che non abbiamo. Se in cassa c’è qualcosa, quel qualcosa serve a finanziare l’attività. La FSI nace negli anni ’20 come ente morale, categoria alla quale aderivano le associazioni filantropiche. Evidentemente tutto questo appartiene a un altro universo perché sento sempre più discorsi legati soprattutto alle esigenze finanziarie di sedicenti “organizzatori” e sempre meno alle esigenze di lealtà, sportività e probità che dovrebbero presiedere alle scelte di una federazione sportiva.

Chi parte da questa premessa comprende che un CF fatto di uomini di sport ragiona in un certo modo, uno fatto di affaristi in un altro.

> I tornei istituzionali della FSI li conosciamo (provinciali, regionali, finali

> nazionali, cgs, u16). Tranne le finali dei cgs e degli u16 gli altri tornei non

> forniscono alcun ritorno economico a chi organizza.

> Potremmo limitarci a questi per giustificare l'esistenza della FSI.

> Purtroppo non bastano per una federazione che aspira a confrontarsi con altre

> federazioni straniere. Occorrono altri tornei, invitare giocatori stranieri...

> occorrono capitali che la FSI non ha e non ha intenzione di mettere in gioco.

> Anzi, gli altri tornei occorrono per ottenere soldi freschi per altre attività.

I “capitali” ci sono. Ma sono usati in altro modo

Intanto deve essere chiaro che nessun organizzatore persona fisica/persona giuridica/comitato/società mette denaro di tasca propria. Se l’organizzatore è un circolo usa il denaro del fondo sociale, ovvero quello delle quote dei soci, se è una società o persona giuridica usa quelli degli sponsor, degli enti o dei finanziatori. Non esistono filantropi che mettono denaro di tasca propria per far funzionare un torneo di scacchi. Esistono per un anno: quello in cui non riescono a far pareggiare il bilancio perché si verificano degli ammanchi, e solo perché devono onorare impegni già assunti. L’anno dopo non esistono più.

In definitiva, le fonti di entrata esistono per qualsiasi x persona che decida di mettere in piedi un torneo, non solo per Tizio o per Caio. Esisterebbero anche per la FSI, che però usa i propri fondi per altre, inspiegabili, spese, e non è in grado di procacciare sponsor o finanziatori per la conclamata incapacità e/o inaffidabilità dei propri dirigenti.

Diverso è dire, e questo è pacifico, che la FSI non avrebbe la capacità né la possibilità organizzativa di organizzare da sola tutti i tornei che si fanno ogni anno e messi in piedi dalle centinaia di circoli o organizzatori che già ci sono, ma la maggior parte di costoro non si ribellano alle regole che le strutture federali creano; questa è una caratteristica solo di certi organizzatori che hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli e si sentono liberi di esercitare pressioni.>

> I tornei di valenza agonistica internazionale sono quindi frutto del lavoro di

> *privati* che si assumono per intero il rischio dell'impresa.

> Un organizzatore lavora moltissimi giorni al suo torneo e per esso non ci sono

> diarie. Un eventuale guadagno deve essere spalmato sui giorni che gli ha

> dedicato. Quanto dovrebbe guadagnare un organizzatore a fronte del suo

> lavoro e del rischio che si assume?

Quello che già guadagna, evidentemente, è sufficiente. Altrimenti non lo farebbe. Una delle poche regole valide del mercato è che nessuno svolge alcuna attività se non considera soddisfacente il ritorno che ne trae. Se si continuano a organizzare certi tornei, anno dopo anno, da parte delle stesse persone o associazioni, significa che il ritorno li giustifica ampiamente.

Peraltro la caratteristica di essere un *privato* porta con sé una conseguenza: il privato non decide la cornice di regole in cui inserisce la propria attività. Decide se entrarvi o meno. Qui invece si discute se sia giusto che questi privati decidano di far modificare a loro piacimento una cornice sgradita in cui potrebbero decidere di non entrare proprio.

> La FSI su tale impresa chiede un pizzo abnorme che non ha eguali in Europa (9

> € a giocatore) e l'organizzatore deve ancora far fronte al pagamento degli

> arbitri.

Non è un pizzo, e non ha nemmeno senso prendersela con la quota di omologazione.

Se il torneo non fosse omologato, i giocatori non vi parteciperebbero. I tornei non omologati che riscuotono successo e continuano a esistere si contano sulle dita di una mano e, peraltro, anche quelli vivono finché producono un ritorno, altrimenti chiudono.

Dunque dispiacersi perché si deve pagare per l’omologazione, ben sapendo che l’omologazione è una delle condizioni senza le quali il torneo non sopravviverebbe, non ha alcun senso.

> E' vero.

> Ma purtroppo le ragioni del settore arbitrale non trovano nessun riscontro tra i

> giocatori. Non esistono ragioni di ordine pubblico o di altra natura che

> inducono un giocatore a preferire un arbitro piuttosto che un altro. Al giocatore

> interessa che l'arbitro sia tecnicamente preparato, che abbia modi garbati, che

> sia presente nei rari momenti in cui viene chiamato, e che sia in grado di

> mantenere il silenzio nella sala di gioco. Il nostro è uno sport diverso dagli altri,

> soprattutto dal punto di vista arbitrale.

Questo si riferisce solo ai giocatori di livello medio-basso, non ai giocatori di alto livello, che percepiscono la necessità di avere arbitri preparati, seri, e liberi nel giudizio. Esigenze che arriverebbero anche al CF se nel CF i rappresentanti dei giocatori fossero dotati di minima intelligenza. Purtroppo però non è così.

> Quando diciamo che è uno scandalo che l'arbitro lo sceglie l'organizzatore, il

> giocatore non vede nessuno scandalo. Anzi, se sa che l'ha scelto l'organizzatore

> mette in conto che fa parte dell'offerta del torneo e si fida della sua scelta.

Non è vero: conosco molti casi di tornei cui i giocatori non volevano più partecipare a causa dell’arbitro, evidentemente considerato non adeguato, pedissequamente scelto dall’organizzatore per motivi suoi.

> In siffatta realtà le nostre richieste di tutela, che si appoggiano a regolamenti,

> al CONI... ma che sono estranee alla reale natura del gioco e sono evidenti a

> tutti, saranno difficili (impossibili) da accogliere.

Come sopra, sono richieste talmente compenetrate nella natura del gioco che un cattivo arbitro può segnare le sorti di un torneo. La verità è che sono estranee alla categoria dell’interesse privato di certe imprese di organizzazione, in questo momento molto influenti.

> Alcuni organizzatori (per esempio Montalbini, che paga gli arbitri) vogliono

> avere mano libera nelle designazioni perché non tollerano di vedere

> menomate le loro scelte organizzative e si fidano solo di alcuni arbitri.

> Altri organizzatori, oltre a non accettare ingerenze per i rischi connessi

> all'impresa, hanno la necessità di non finire in rosso e si affidano ad arbitri

> amici. E' questa un'altra realtà con cui confrontarsi. Esistono tanti arbitri che

> arbitrerebbero a gratis nei luoghi turistici in cui si gioca. Non è dopotutto un

> lavoro usurante. Il numero di questi arbitri è in grado di soddisfare le richieste

> dei tornei attuali. In altri termini un eventuale sciopero non bloccherebbe

> nessun torneo... Accetto scommesse.

Alcuni organizzatori vogliono mano libera nelle designazioni perché vogliono gli arbitri che sono sicuri di poter controllare e condizionare. Il caso di Montalbini poi investe, a mio giudizio, anche dei profili psichiatrici, ma non sono di interesse. Altri organizzatori decidono di escludere a priori dalle spese del torneo gli arbitri, per avere denari da sperperare in altro modo. Altri organizzatori fingono che le spese degli arbitri siano tali da compromettere l’esito del torneo quando si parla di cifre che stanno al di sotto del 5% del budget complessivo.

Su un punto però sono d’accordo: nessuno sciopero bloccherà alcun torneo, perché difficilmente ci saranno scioperi, e perché del resto certi arbitri non aspettano che altri decidano di non farsi avanti per arbitrare ancora di più.

> Se l'organizzatore un domani dovrà pagare 20 € a giocatore ed avrà l'arbitro

> pagato dalla FSI non hai risolto nulla e tale scenario è semplicemente

> inaccettabile. Il CF che varerebbe un simile provvedimento verrebbe bloccato

> da un vero sciopero e chiuderebbe i battenti immediatamente.

Sempre perché ciò che interessa non è il torneo, bensì il lucro derivante dall’attività di organizzazione. Per questi organizzatori gestire una impresa di organizzazione di tornei e gestire una impresa di organizzazione di matrimoni o di qualsiasi altra cosa non farebbe alcuna differenza. La loro presenza nell’universo degli scacchi nasce come occasione professionale, non come passione sportiva.

Ma in realtà la strada di conglobare le spese degli arbitri in quote di omologazione più alte è del tutto ragionevole.

> Questo esempio è un falso problema e non è per nulla un problema arbitrale

> ma tipicamente organizzativo.

> Quando i giocatori chiamano l'organizzatore, l'arbitro ancora non è stato

> designato. Quindi devono dare una risposta e se il regolamento gli dà qualche

> spiraglio lo fanno. Perché dovrebbero perdere un giocatore che ritengono

> importante per l'economia del torneo?

 

 

> Ad ogni modo si tratta di un problema organizzativo che mira ad incentivare la

> partecipazioni. Gli arbitri applicheranno le regole, ed i giocatori sceglieranno

> se giocare quel torneo o meno.

Questo invece è un vero problema: ½ punto forfeit non è una questione organizzativa, ma una questione di ordine pubblico del torneo, inteso non come tranquillità, ma come ordinato andamento. Il ½ punto forfeit, che in questo momento non si può dare, ma forse si darà ancora in futuro, incide non solo sulla partecipazione di quel giocatore, ma sugli accoppiamenti, sugli spareggi e sulla classifica. È una decisione *tipicamente* arbitrale e che dovrebbe richiedere equilibrio e ponderazione, che l’Arbitro dovrebbe prendere libero da pressioni e condizionamenti.

> Non so a quali altre pressioni ti riferisci. Posso solo immaginare che non si sarà

> mai trattato di pressioni per far vincere qualche giocatore a scapito di altri.

Davvero?

Nessun organizzatore vi ha mai chiesto di soprassedere se suonavano “certi” telefoni?

O conoscete pochi organizzatori o siete stati fortunati fino ad oggi.

> non si tratta di cio, allora l'automia decisionale non mette in pericolo i

> giocatori e le nostre richieste cadranno nel vuoto.

> Tra noi e gli organizzatori la FSI *deve* necessariamente propendere per i

> secondi... ne va della sua esistenza.

Deve propendere per i secondi una FSI trasformatasi da federazione sportiva in comitato di affari o procacciatrice di occasioni professionali per poche private imprese di organizzazione

> Le nostre battaglie occorre farle da dentro il CF. Da dove siamo e con le nostre

> divisioni contiamo *zero*.

Questo è vero solo in parte: se i regolamenti fossero sempre stati rispettati a questo punto non saremmo arrivati. Lo siamo perché un CF senza scrupoli e una giustizia federale inerte hanno perpetrato e/o consentito continue violazioni delle norme.

 

A risentirci

Marco

 

 

 

>

> > In fondo, sarebbe sufficiente che gli arbitri venissero spesati

> > direttamente dalla Federazione, rendendo così del tutto neutra per

> > l’organizzatore la presenza di quanti e quali arbitri il designatore

> > riterrà di inviare, essendo tale onere ricompreso interamente nella

> > quota di omologazione del torneo.

>

> Cioè nei 9 €? o stai immaginando di aumentarle? Se parli dei 9 € sei il

> benvenuto e sarai accolto tra gli osanna da parte di tutti gli organizzatori!

>

> A presto,

> Luigi

>

>

> --

> Messaggio inviato dal Gruppo Google "Arbitri di Scacchi"

> Visita il gruppo all'indirizzo https://groups.google.com/d/forum/arbitriscacchi

> ---

> Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Arbitri di Scacchi"

> di Google Gruppi.

> Per annullare l'iscrizione a questo gruppo e non ricevere più le sue email, invia

> un'email a arbitriscacch...@googlegroups.com.

> Per ulteriori opzioni, visita https://groups.google.com/d/optout.

massimo....@unisalento.it

unread,
Apr 4, 2014, 8:20:25 AM4/4/14
to arbitri...@googlegroups.com
Veramente i nodi sono due, uno è questo delle diarie e del pagamento
diretto, l'altro, che riguarda in grandissima parte SOLO gli
organizzatori, è il numero di giocatori di un torneo, da cui arrivano gli
introiti per pagare gran parte dei costi.
Se un organizzatore non riesce a impostare nel miglior e più gradito dei
modi un torneo (sale, qualità dello staff arbitrale, orari e cadenza di
gioco, ecc) e si ritrova con pochi giocatori, non può scaricare il
problema su costi eccessivi, quando invece è la sua incapacità ad avere
introiti adeguati, che gli permetterebbero di pagare anche una quota di
omologazione maggiore a fronte del pagamento diretto degli arbitri da
parte della federazione.
L'ideale sarebbe essere capaci di attirare un numero di giocatori sempre
prossimo al limite alto della fascia dopo di cui scatta l'arbitro in più
(e anche per noi arbitri credo sia più gratificante e non molto più
stressante aver diretto un torneo con 49 giocatori da soli invece che uno
con 55 in due...).
O no?

Massimo Di Giulio


> Diarie: il nodo, a mio parere è tutto qui. Fino a che il pagamento sarà
> diretto dall'organizzatore all'arbitro saremo sempre condizionabili e
> ricattabili. Deve esserci un'altra logica. Se gli ostacoli sono di natura
> tecnica, ci si siede ad un tavolo e si risolvono. Se sono di natura
> politica, la situazione è più complessa.
> E' però evidente che, se un organizzatore pensa, con i 9€ di pagare
> anche
> gli arbitri, non c'è soluzione. L'organizzatore dovrà pagare ben più di
> 9€,
> ma saprà in anticipo i costi e, se si riuscirà, ma non ne ho alcuna
> certezza, anzi, a produrre una normativa chiara e intelligente, molto
> probabilmente avrà un risparmio sui costi attuali. Il nodo da sciogliere
> è
> un altro: qualche organizzatore, se anche dovesse pagare 1 solo euro in
> più, si troverebbe spiazzato, perché per lui sarebbe una sorpresa dover
> pagare glia arbitri che non ha mai pagato:-). Questo del pagamento diretto
> è a mio parere, il nodo vero. Se si scioglie quello, e si può
> sciogliere,
> molti alibi cadranno e si potrà verificare con mano chi ha davvero

luigi forlano

unread,
Apr 4, 2014, 10:32:32 AM4/4/14
to arbitri...@googlegroups.com
Carissimo Marco,

> Vorrei aggiungere qualche commento a quanto scrive Luigi, che forse, in
> qualche occasione recente, avrei dovuto ascoltare di più:-).

... Del senno di poi son piene le fosse... :-)
Non mi sottraggo affatto al confronto, soprattutto quando nessuno ha
diritto di veto sull'altro.
Non ho difficoltà a riconoscerti una grande onestà intellettuale. A
differenza di altri non ignori la realtà e sull'analisi della situazione
di partenza collidiamo parecchio. Purtroppo divergiamo sulle soluzioni e
se è andata come è andata forse... :-)

Anche tu, come me, desideri confrontarti con la FSI che abbiamo adesso e
non con quella che avrebbe dovuto esserci. Quest'ultimo esercizio è
inutile e sterile per chi vuole tentare di riallacciare i contatti.

> Se negli scacchi ciò avviene, è perché gli scacchi, non solo in Italia
> ma anche e, forse ancor più, in alcuni paesi esteri, relativamente a
> questo aspetto sono al medioevo.

Ti cito: <<1 norma è firmata per il Campionato Europeo U18 dall’IA
Stubenvoll>>.
Ho partecipato due anni fa come giocatore ad un torneo in cui Stubenwoll
era arbitro ed organizzatore. Assolve entrambi i compiti in modo
impeccabile.
E' proprio vero che il medioevo all'estero è molto diffuso. Siccome
prosperano dove esso è presente e non conoscono le nostre beghe, ho il
sospetto che abbiano ragione loro.

> Arbitri che lavorano gratis o sottocosto: ricordo qui una delle
> interessanti discussioni che avemmo quando eri segretario della CAF (e
> ti confermo che le tue dimissioni da quel compito furono per me motivo
> di grande dispiacere, perché pur nella quasi totale diversità di
> idee:-), ho sempre considerato molto utile e costruttivo confrontarmi
> con te)

Anche a me è dispiaciuto tanto darti quel dispiacere.

il 13 marzo 2013. a fronte di osservazioni analoghe, ti
> scrivevo: "/Caro Luigi,sono proprio questi i fili impropri che stiamo
> cercando di spezzare.
[snip]

Sei andato a tagliare i fili dell'alta tensione senza protezione e sei
rimasto fulminato. In quelli che ritenevi fili impropri transitava
invece energia vitale per i tornei.
Prima di tagliarli avresti dovuto dimostrare che senza di essi:
1) ci sarebbe stato un ulteriore vantaggio per i giocatori e quindi un
vantaggio indiretto per l'organizzatore;
2) il torneo si sarebbe svolto altrettanto bene anche in assenza
dell'arbitro di fiducia dell'organizzatore a causa dei filtri imposti
alle candidature indiscriminate;
3) che non si alteravano i costi di conduzione ed anzi si potevano
ridurre (aumento del rapporto giocatori/arbitri).

Niente di tutto ciò è avvenuto. Alle inevitabili e comprensibili
resistenze degli organizzatori (Montalbini è solo la punta dell'iceberg)
si sono aggiunti i mal di pancia degli stessi colleghi arbitri a cause
di certe sfortunate designazioni (una per tutte i GSS del 2013) che
hanno saldato il fronte della protesta. A quel punto la FSI ha capito
che non avrebbe avuto l'intero settore contro, ma solo una parte non in
grado di intraprendere alcuna azione concreta.

> Condizionamento e pressioni: certamente nessun organizzatore ci chiederà
> di far vincere un giocatore ma,
[SNIP]

Hai ragione. Può accadere e non dubito che vi sia chi acconsenta.
Perché ciò dovrebbe essere un mio o un tuo problema? Se lo vuole fare
significa che comunque vede vantaggi di gran lunga superiori agli
svantaggi e a quelle che tu vedi come umiliazioni. Io non lo invidio e
non lo detesto. Nè desidero rimuoverlo dalla simbiosi col suo
organizzatore/carnefice.

> Io ho avuto una
> carriera soddisfacente, potrei tranquillamente fermarmi qui, ma pensa
> alla difficolta che un arbitro giovane, ancora con un'esperienza
> relativa, desideroso di darsi da fare e fiducioso di poter sviluppare
> una carriera interessante può avere, in queste ed altre situazioni.

Tale carriera è funzionale allo sviluppo del movimento scacchistico
nazionale? Occorre dimostrarlo alla FSI altrimenti non farà nulla per
favorirla.
Allo stato attuale il giovane arbitro inesperto che ti sta a cuore deve
fare come tanti altri prima di lui, anche in altre professioni. Chiedere
di poterci essere con umiltà e poi giocarsi bene le sue carte quando gli
viene data l'occasione senza combinare pasticci. Non deve scalpitare
credendo di essere indispensabile e che senza di lui siamo destinati al
fallimento. Se vale davvero, piano piano arriverà il suo turno. Chi non
sa aspettare può dedicarsi parallelamente ad altri hobby.
Ovviamente non ti chiedo di essere d'accordo.

> Diarie: il nodo, a mio parere è tutto qui. Fino a che il pagamento sarà
> diretto dall'organizzatore all'arbitro saremo sempre condizionabili e
> ricattabili. Deve esserci un'altra logica. Se gli ostacoli sono di
> natura tecnica, ci si siede ad un tavolo e si risolvono. Se sono di
> natura politica, la situazione è più complessa.
> E' però evidente che, se un organizzatore pensa, con i 9€ di pagare
> anche gli arbitri, non c'è soluzione. L'organizzatore dovrà pagare ben
> più di 9€, ma saprà in anticipo i costi e, se si riuscirà, ma non ne ho
> alcuna certezza, anzi, a produrre una normativa chiara e intelligente,
> molto probabilmente avrà un risparmio sui costi attuali.

Purtroppo si è sprecata un'occasione unica: barattare l'indifendibile
rapporto giocatori/arbitri (=risparmio) tipico non del medioevo, ma dei
tempi di Amilcare Barca, per ottenere maggiore autonomia ed aumento di
diarie. Invece ce lo ritroviamo senza nulla in cambio. Scacchisticamente
si chiama *aiutomatto*.

> Il nodo
> da sciogliere è un altro: qualche organizzatore, se anche dovesse pagare
> 1 solo euro in più, si troverebbe spiazzato, perché per lui sarebbe una
> sorpresa dover pagare glia arbitri che non ha mai pagato:-). Questo del
> pagamento diretto è a mio parere, il nodo vero. Se si scioglie quello, e
> si può sciogliere, molti alibi cadranno e si potrà verificare con mano
> chi ha davvero interesse a far crescere il mondo degli scacchi.

Sai bene che non sono questi gli organizzatori che difendo e che invece
detesto. Saranno una minoranza e potrebbero essere cancellati se solo
gli arbitri li denunciassero. Se non lo fanno e subiscono contro voglia
non possiamo farci nulla. Se qualche arbitro crede di fare carriera così
deve sapere che i veri organizzatori non lo degneranno di alcuna
considerazione.

Un caro saluto,
Luigi

Roberto Ricca

unread,
Apr 4, 2014, 10:59:04 AM4/4/14
to arbitri...@googlegroups.com
} -----Original Message-----
} From: arbitri...@googlegroups.com
} [mailto:arbitri...@googlegroups.com]
} On Behalf Of luigi forlano
} Sent: Friday, April 04, 2014 16:33

} Ho partecipato due anni fa come giocatore ad un torneo in cui
} Stubenwoll era arbitro ed organizzatore. Assolve entrambi i
} compiti in modo impeccabile.

Fammi capire: e` stato quando si era dimenticato di iscriverti al
torneo B e ti ha iscritto al torneo A? Quando hai fatto patta
d'accordo al primo turno senza giocare, ma la partita e` stata
conteggiata per il rating? Quando ti ha proposto di giocare una
seconda partita nel torneo A, prima di farti entrare nel B al terzo
turno, ma tu hai preferito prendere il bye nel B?

Basta solo intenderci su cosa significhi "impeccabile" :-)

Ad maiora,
Roberto

luigi forlano

unread,
Apr 4, 2014, 11:12:11 AM4/4/14
to arbitri...@googlegroups.com
> Fammi capire: e` stato quando si era dimenticato di iscriverti al
> torneo B e ti ha iscritto al torneo A? Quando hai fatto patta
> d'accordo al primo turno senza giocare, ma la partita e` stata
> conteggiata per il rating? Quando ti ha proposto di giocare una
> seconda partita nel torneo A, prima di farti entrare nel B al terzo
> turno, ma tu hai preferito prendere il bye nel B?
>
> Basta solo intenderci su cosa significhi "impeccabile" :-)

Non era facile uscire fuori da quella spiacevole situazione frutto di un
fraintendimento in fase di registrazione ed io stavo per andarmene.
Mi pare si trattasse di un torneo dopo i giovanili di Porretta.
Occorreva una buona dose di fantasia ed ha elaborato tutto in pochi
secondi. Da questo punto di vista è stato davvero impeccabile :-)

Smile a volontà,
Luigi

sergio....@vodafone.it

unread,
Apr 4, 2014, 11:41:29 AM4/4/14
to for...@vegachess.com, arbitri...@googlegroups.com
  INVECE... annullare il primo turno, metterti nel B e rifare i turni... era troppo facile??!

  Onestamente non capisco questa cocciutaggine nel voler sempre e comunque mantenere i turni...

  Cosi' come non capisco che senso abbia dare un mezzo punto a forfait al GM che entra al secondo turno!

  ... dare mezzo punto al GM che entra al secondo turno vuol dire ROVINARE il torneo a quel povero disgraziato che al primo turno ha perso oppure e' stato tanto "bravo" da pattare con qualcuno piu' forte di lui... (o piu' scarso, ovviamente...). Il GM avrebbe vinto, quindi e' giusto dargli la vittoria a forfait... lui sara' contento il doppio, il giocatore che se lo trova al secondo turno avrebbe comunque incontrato un GM o al massimo un suo "vicino" (visto che conta il rating...) e quindi non avrebbe alcun problema.

  Se proprio si vuole dare lo zuccherino al GM che entra al secondo turno... che almeno si eviti di dare il carbone agli altri.

  Cosi' come la regola del bye.

  Non ha alcun senso dare la vittoria a forfait all'ultimo del secondo gruppo. Costui si ritrova al secondo turno a dover giocare contro qualcuno molto piu' forte di lui (spesso si trattera' di un elo Italia, doppia fregatura per chi ha vinto giocando al primo turno)... perdera'... e vedra' il suo torneo relegato a soli pochi turni (basti pensare ai WE da 5 turni...) nei quali avra' poco da dire. Al contrario e' GIUSTO dare la vittoria a forfait all'ultimo del primo gruppo... che avrebbe incontrato l'ultimo del secondo gruppo, con una quasi certezza di vittoria... la quasi certezza di trattarsi di un elo Italia... e la garanzia di non fare alcun danno reale al suo torneo quanto a quello degli altri. Per dirla in formule, se X e' il numero (dispari) dei partecipanti si dia la vittoria a forfait al giocatore int(X/2)+1. E per i turni successivi si puo' cercare di trovare il "malcapitato" tra chi e' in centro classifica.

  Mi sembra che questa variazione nella regola dell'assegnazione del bye fosse in discussione da qualche parte.

  Comunque, ne approfitto per ringraziare il Prode Forlano per il suo contributo informatico... ^_^

Marco Biagioli

unread,
Apr 4, 2014, 12:31:45 PM4/4/14
to Gruppo Arbitri di Scacchi

Quando, molti, molti anni fa, diressi da solo il primo torneo, ero preoccupatissimo perché dimenticai di inserire un giocatore che si era iscritto ma poi se n’era andato per ritornare solo dopo il bianco in moto e constatare che il suo nome non era nell’accoppiamento.

Poi tutto si risolse con un magheggio di portata stratosfericamente meno ampia della mostruosità che ho letto qui sopra.

Beata ingenuità.

 

Nella definizione di impeccabile, sotto entrambi gli aspetti, divergiamo molto.

 

>

> Smile a volontà,

Roberto Ricca

unread,
Apr 4, 2014, 5:01:11 PM4/4/14
to arbitri...@googlegroups.com
>From: arbitri...@googlegroups.com
>[mailto:arbitri...@googlegroups.com]
>On Behalf Of sergio....@vodafone.it
>Sent: Friday, April 04, 2014 17:41

>Onestamente non capisco questa cocciutaggine nel voler sempre e
>comunque mantenere i turni...

Al di la` del caso particolare di Luigi, il mantenimento dei turni
anche in presenza di forfait annunciati per tempo e` fatto
essenzialmente per rispettare chi si e` preparato per l'avversario
che gli e` stato originariamente assegnato.

Il regolamento non puo` prevedere eccezioni, queste vengono lasciate
al buon senso dell'arbitro (o alla sua mancanza:-).

>Cosi' come non capisco che senso abbia dare un mezzo punto a
>forfait al GM che entra al secondo turno!

Come ho sottolineato nel mio primo intervento, sarebbe spesso piu`
equo (dipende ovviamente dal contesto) assegnare ad un GM un punto
pieno (e in alcune parti del mondo gia` lo fanno - la FIDE si
allineera` nei suoi tempi:-).

>Cosi' come la regola del bye.
>Non ha alcun senso dare la vittoria a forfait all'ultimo del
>secondo gruppo.

Concordo. Sarebbe preferibile dare mezzo punto oppure assegnare il
bye al giocatore di centro (in altri termini, inserire un giocatore
virtuale all'ultimo posto del tabellone).

Purtroppo non e` cosi` facile cambiare tradizioni decisamente
radicate. Ma, se la cosa puo` consolare :-), ci si sta pensando...

>Mi sembra che questa variazione nella regola dell'assegnazione
>del bye fosse in discussione da qualche parte.

Non mi risulta. Quello che si sta vagamente discutendo di questi
tempi e` la possibilita` di far comunque giocare chi ha il bye,
magari con qualcuno che si offre volontario (il cosiddetto
"filler").

>Comunque, ne approfitto per ringraziare il Prode Forlano per il
>suo contributo informatico... ^_^

Cosi` mi sento penalizzato... :-)

Ad maiora,
Roberto

Marco Santandrea

unread,
Apr 5, 2014, 11:49:28 AM4/5/14
to arbitri...@googlegroups.com, for...@vegachess.com
Caro Luigi,
di seguito qualche mio ulteriore commento.
a presto
Marco

Il giorno venerdì 4 aprile 2014 16:32:32 UTC+2, forlano ha scritto:
Carissimo Marco,

> Vorrei aggiungere qualche commento a quanto scrive Luigi, che forse, in
> qualche occasione recente, avrei dovuto ascoltare di più:-).

... Del senno di poi son piene le fosse... :-)
Non mi sottraggo affatto al confronto, soprattutto quando nessuno ha
diritto di veto sull'altro.
Non ho difficoltà a riconoscerti una grande onestà intellettuale. A
differenza di altri non ignori la realtà e sull'analisi della situazione
di partenza collidiamo parecchio. Purtroppo divergiamo sulle soluzioni e
se è andata come è andata forse... :-)

Anche tu, come me, desideri confrontarti con la FSI che abbiamo adesso e
non con quella che avrebbe dovuto esserci. Quest'ultimo esercizio è
inutile e sterile per chi vuole tentare di riallacciare i contatti.
 
Ti ringrazio per l'apprezzamento. Credo che la stima reciproca sia un prerequisito essenziale per poter avere un confronto costruttivo, anche nella divergenza di idee
 Non credo di essere rimasto fulminato, almeno non ancora:-), né che lo sia stato il Settore Arbitrale. Certo, ci siamo presi una bella scossa. Capita quando, mentre sei su un traliccio a riparare il guasto, qualcuno ridà corrente a tradimento!
Le tue osservazioni sono corrette (a parte l'aumento del rapporto arbitri giocatori). La CAF ha sempre tenuto in considerazione le conseguenze delle sue scelte. Consideriamo però che la CAF rappresenta e tutela, anzitutto, gli arbitri, verso i quali deve avere sempre l'attenzione prioritaria. Non può farsi carico dei problemi di tutti. Poi non personalizzare anche tu. Il merito di quanto ha fatto la CAF non è, lo sai bene, solo mio.

Niente di tutto ciò è avvenuto. Alle inevitabili e comprensibili
resistenze degli organizzatori (Montalbini è solo la punta dell'iceberg)
si sono aggiunti i mal di pancia degli stessi colleghi arbitri a cause
di certe  sfortunate designazioni (una per tutte i GSS del 2013) che
hanno saldato il fronte della protesta. A quel punto la FSI ha capito
che non avrebbe avuto l'intero settore contro, ma solo una parte non in
grado di intraprendere alcuna azione concreta.

Qui mi deludi! Da te non me l'aspettavo. L'arbitro interviene ad ammonirti per mossa irregolare:-) Credo proprio che tu ti riferisca alla mia designazione o autodesignazione come Direttore di gara per quella manifestazione. Allora eri ancora segretario della FSI e conosci perfettamente tutta l'iter di designazione, i dubbi e le perplessità che sono emerse, le motivazioni delle scelte fatte, sulle quali anche tu hai potuto esprimere le tue valutazioni, credo molto corrette. Non vorrai costringermi, pensa come sarebbe noioso per tutti, a raccontare gli eventi o a produrre mail!:-). Ti dirò che nella riunione dei Fiduciari a Prato, alla quale era presente anche Renier, Cristina sollevò un'obiezione in merito a quella designazione. Spero di essere riuscito a risponderle in modo soddisfacente e di avere chiarito i suoi dubbi.

> Condizionamento e pressioni: certamente nessun organizzatore ci chiederà
> di far vincere un giocatore ma,
[SNIP]

Hai ragione. Può accadere e non dubito che vi sia chi acconsenta.
Perché ciò dovrebbe essere un mio o un tuo problema? Se lo vuole fare
significa che comunque vede vantaggi di gran lunga superiori agli
svantaggi e a quelle che tu vedi come umiliazioni. Io non lo invidio e
non lo detesto. Nè desidero rimuoverlo dalla simbiosi col suo
organizzatore/carnefice.
 
Il problema di un arbitro in simbiosi con il suo organizzatore (non sempre carnefice!) è che quell'arbitro danneggia indirettamente gli altri arbitri che vorrebbero proporsi per il torneo, perché senza una preselezione da parte della CAF, l'organizzatore sceglierà sempre lui. Questo è uno dei famosi fili impropri che la CAF ha cercato di tagliare, riuscendoci, ma solo in parte. Prima che qualcuno ridesse corrente!
 
> Io ho avuto una
> carriera soddisfacente, potrei tranquillamente fermarmi qui, ma pensa
> alla difficolta che un arbitro giovane, ancora con un'esperienza
> relativa, desideroso di darsi da fare e fiducioso di poter sviluppare
> una carriera interessante può avere, in queste ed altre situazioni.

Tale carriera è funzionale allo sviluppo del movimento scacchistico
nazionale? Occorre dimostrarlo alla FSI altrimenti non farà nulla per
favorirla.
Allo stato attuale il giovane arbitro inesperto che ti sta a cuore deve
fare come tanti altri prima di lui, anche in altre professioni. Chiedere
di poterci essere con umiltà e poi giocarsi bene le sue carte quando gli
viene data l'occasione senza combinare pasticci. Non deve scalpitare
credendo di essere indispensabile e che senza di lui siamo destinati al
fallimento. Se vale davvero, piano piano arriverà il suo turno. Chi non
sa aspettare può dedicarsi parallelamente ad altri hobby.
Ovviamente non ti chiedo di essere d'accordo.

Sono d'accordo al 100%! e infatti la CAF ha istituito esami severi per diventare AR e sempre più rigorosi e selettivi, per poter conseguire le categorie nazionali successive. Ha posto alcuni vincoli e limiti per poter ottenere la qualifica di AF, addirittura più severi di quelli stabiliti dalla FIDE. Se mi consenti la punzecchiatura, mi sembra che tu fossi favorevole all'abolizione della qualifica di ACN, che, se non connessa con un aumento dei tempi richiesti per i passaggi di categoria, comporta una carriera più rapida, e contrario all'introduzione dei 2 anni di attesa per passare AF e all'abolizione del riconoscimento delle norme conseguite prima di essere AN:-).
 
> Diarie: il nodo, a mio parere è tutto qui. Fino a che il pagamento sarà
> diretto dall'organizzatore all'arbitro saremo sempre condizionabili e
> ricattabili. Deve esserci un'altra logica. Se gli ostacoli sono di
> natura tecnica, ci si siede ad un tavolo e si risolvono. Se sono di
> natura politica, la situazione è più complessa.
> E' però evidente che, se un organizzatore pensa, con i 9€ di pagare
> anche gli arbitri, non c'è soluzione. L'organizzatore dovrà pagare ben
> più di 9€, ma saprà in anticipo i costi e, se si riuscirà, ma non ne ho
> alcuna certezza, anzi, a produrre una normativa chiara e intelligente,
> molto probabilmente avrà un  risparmio sui costi attuali.

Purtroppo si è sprecata un'occasione unica: barattare l'indifendibile
rapporto giocatori/arbitri (=risparmio) tipico non del medioevo, ma dei
tempi di Amilcare Barca, per ottenere maggiore autonomia ed aumento di
diarie. Invece ce lo ritroviamo senza nulla in cambio. Scacchisticamente
si chiama *aiutomatto*.

Su questo credo non saremo mai d'accordo. Modificare, come poi ha fatto il CF in peggio il rapporto arbitri/giocatori comporta un decadimento della qualità dell'arbitraggio e scarsissimi vantaggi economici. Basta considerare che su circa 350 manifestazioni/anno valide per le variazioni Elo, circa 250 hanno meno di 50 giocatori presenti. I vantaggi saranno quindi solo per un numero molto limitato di manifestazioni. C'è anche una diversa opinione tra di noi sull'importanza relativa dei tornei "maggiori" e dei tornei "minori", ma temo che quest'ultimo sia un discorso troppo lungo per essere affrontato qui.
 
> Il nodo
> da sciogliere è un altro: qualche organizzatore, se anche dovesse pagare
> 1 solo euro in più, si troverebbe spiazzato, perché per lui sarebbe una
> sorpresa dover pagare glia arbitri che non ha mai pagato:-). Questo del
> pagamento diretto è a mio parere, il nodo vero. Se si scioglie quello, e
> si può sciogliere, molti alibi cadranno e si potrà verificare con mano
> chi ha davvero interesse a far crescere il mondo degli scacchi.

Sai bene che non sono questi gli organizzatori che difendo e che invece
detesto. Saranno  una minoranza e potrebbero essere cancellati se solo
gli arbitri li denunciassero. Se non lo fanno e subiscono contro voglia
non possiamo farci nulla. Se qualche arbitro crede di fare carriera così
deve sapere che i veri organizzatori non lo degneranno di alcuna
considerazione.

Possiamo farci invece, se solo lo vogliamo. Con il pagamento indiretto e, in attesa di ciò con, ad esempio, l'obbligo di esibire una certificazione del pagamento.
 
Un caro saluto,
Luigi

luigi forlano

unread,
Apr 5, 2014, 3:41:52 PM4/5/14
to arbitri...@googlegroups.com
Caro Marco,

Grazie per la risposta. Concedimi ancora qualche minuto di pazienza,
dopotutto e da tanto che non ci scriviamo :-)

> /Le tue osservazioni sono corrette (a parte l'aumento del rapporto
> arbitri giocatori). La CAF ha sempre tenuto in considerazione le
> conseguenze delle sue scelte. Consideriamo però che la CAF rappresenta e
> tutela, anzitutto, gli arbitri, verso i quali deve avere sempre
> l'attenzione prioritaria. Non può farsi carico dei problemi di tutti.
> Poi non personalizzare anche tu. Il merito di quanto ha fatto la CAF non
> è, lo sai bene, solo mio./

Le scelte operate dalla CAF erano legittime. E' evidente che mantenere
quel rapporto ed anzi cercare di portarlo ad 1 a 20 sarebbe stato un
grande successo per gli arbitri.

Il mio rammarico è che si è giocato troppo d'azzardo. Con le avvisaglie
che c'erano state (la lettera di montalbini con tanti firmatari più o
meno consapevoli) e con un quadro europeo noto a tutti (meno arbitri nei
tornei senza scadimento di qualità) occorreva essere più flessibili
(cedere e chiedere). Si è voluto invece, ripeto legittimamente,
rintuzzare su tutto il fronte e non è andata bene.

E' evidente che a giochi fatti è facile per me puntare il dito. Se
insisto su questo punto non è per criticare ma perché a leggerci, spero,
ci saranno anche i componenti della CAF di domani. L'esperienza ci ha
insegnato che in momenti di emergenza occorre essere più flessibili.
Abbiamo visto che i regolamenti che ci tutelano non sono eterni e
possono essere modificati a piacimento. Dopo tutto poteva andare anche
peggio. Pensa se avessero richiesto dei componenti CAF inattivi.

> /Qui mi deludi! Da te non me l'aspettavo. L'arbitro interviene ad
> ammonirti per mossa irregolare:-) Credo proprio che tu ti riferisca alla
> mia designazione o autodesignazione come Direttore di gara per quella
> manifestazione.

Risposta esatta!

Permettimi di spiegarti perché la mia non è una mossa irregolare...
forse non è politically correct. Ne abbiamo già parlato ampiamente ma
qui abbiamo un po' di pubblico d'eccezione :-)

Premetto che quella (auto)designazione è del tutto legittima, nel senso
che regolamenti alla mano è ineccepibile. Addirittura si è soddisfatto
anche il volere dell'organizzatore. Quindi non mostrare email! :-)

All'epoca io ero segretario e non intervenni in alcun modo durante la
sua formalizzazione. A cose fatte ti ho fatto notare le mie perplessità
ed avevo avanzato qualche proposta presagendo le future polemiche.
Le perplessità erano di natura squisitamente politica, di opportunità
viste le polemiche passate. Per questo ho usato il termine "sfortunata",
ed infatti ebbe parecchio eco, a torto o ragione, tra i colleghi.

All'epoca dei fatti questi erano i candidati al ruolo di arbitro
principale dei GSS 2013

INT - PERNICI RIGO CRISTINA (TRE) 0 10
INT - RAVAGNATI WALTER (LOM) 18 0
INT - SANTANDREA MARCO (LOM) 32 3

La Rigo è dopo la Dapiran il nostro arbitro più titolato. Immagino che
valga il titolo che possiede e se non dovesse valerlo qualcuno deve
avere il coraggio di dirlo.
Ravagnati è arbitro internazionale da molti anni. Per lui valgono le
stesse considerazioni: o vale il titolo oppure no.
Se non sono capaci di assumersi l'onere di arbitro principale di un GSS
io organizzatore non voglio che abbiano nemmeno la possibilità di
candidarsi e mettere a repentaglio una manifestazione così importante.
Do quindi per scontato che sappiano portare a termine il lavoro per cui
si erano candidati.

Se fossi stata la Rigo, che all'epoca aveva 0 (zero) punti come arbitro
principale, avrei scommesso di essere il prossimo designato.
Al posto di Walter avrei nutrito qualche speranza pur dando come
favorita la Rigo. Dopotutto non è un torneo privato ma istituzionale,
uno dei pochi della FSI, e qui i criteri di designazione si possono
applicare a 360 gradi... tu stesso fai ora le pulci a Pagano.

Ti rimprovero il *peccatuccio* di essere in quella lista. Ritengo che il
designatore lì non doveva nemmeno starci per non ostacolare la
designazione di colleghi che avevano meno punti (più diritto) di essere
nominati.
Ritirare la candidatura prima di sottoporle all'organizzatore, per
evitare che scegliendo male avrebbe potuto mettere sotto i riflettori il
designatore e l'intera CAF, sarebbe stato un bel gesto. Senza contare
che avresti dato l'esempio agli altri e dare ulteriore forza alle
procedure di designazione.
La successiva preferenza accordatati dall'organizzatore in questo caso è
purtroppo un'aggravante. Non si può un giorno salire sui pali dell'alta
tensione a recidere i fili, ed un altro giorno a rimetterli a posto.

Io a tutt'oggi considero quell'episodio inspiegabile dal punto di vista
dell'immagine del ruolo del designatore/i. Molti colleghi non capirono.

A scanso di equivoci ripeto che è tutto normale, cioè seconda norma. Ma
se nel nuovo RSA è finita la non designabilità del designatore si può
guardare con fiducia a quell'episodio. La "Rigo" o il "Ravagnati" di un
altro torneo non si vedranno in futuro scavalcati dal designatore perché
lo ha voluto l'organizzatore. Pare che la FSI abbia reciso un filo
improprio e dovresti essere proprio tu quello più contento.

Per il resto non ho difficoltà a riconoscere a te e a tutta la CAF
uscente, anche a quella precedente, di aver svolto un encomiabile lavoro
teso ad innalzare il nostro livello di professionalità.

Il problema delle diarie è reale. La CAF futura deve averlo come
priorità, sebbene non credo che la strada percorribile sia la
triangolazione organizzatore-FSI-arbitro. Anche qui occorre avere
qualche altra soluzione ed essere duttili o si finisce di nuovo in un
vicolo cieco.

A presto,
Luigi

Marco Santandrea

unread,
Apr 5, 2014, 4:37:26 PM4/5/14
to arbitri...@googlegroups.com, for...@vegachess.com

Caro Luigi,

a me ha sempre fatto piacere confrontarmi e discutere con te, anche quando abbiamo litigato:-), perché anche a te riconosco grande onestà intellettuale.

Considerato però che non voglio dare un'immagine idilliaca dei nostri rapporti, mi trovo costretto ad andare giù un po' pesante:-).

Premetto che non ritengo e non ho mai sostenuto che la CAF abbia sempre fatto tutto per bene. Credo che la CAF di cui ho fatto parte, abbia fatto numerosi errori, soprattutto sul piano della comunicazione. Per aver detto questo in qualche riunione o in qualche serata in birreria mi sono anche attirato l'ira di qualcuno dei colleghi:-).

Ciò detto, sono sinceramente dispiaciuto dal tuo attacco un po' personale nei miei confronti. Non è nel tuo stile. Se anche tu ti metti a dare una spiegazione parziale dei fatti, scendi al livello di chi non ti vale minimamente.

A me crea molto imbarazzo parlare di questioni personali, che credo interessino poco in questa sede, ma mi ci costringi.

Premetto anche che non intendo parlare di colleghi che tu hai citato, ma alcune motivazioni tu le conosci benissimo. Ti rammento una mia mail del 6 marzo 2013, ore 15,33. Se non l'hai più te la inoltrerò privatamente, forse sarà utile a ricordare qualcosa.

Per chi avesse la pazienza e fosse cosi autolesionista da leggerci, specifico che nella frase che ho scritto sopra non c'è alcun messaggio in codice, solo che ritengo inopportuno diffondere a tutti il contenuto di quella mail. Se proprio sarò tirato per il collo, ne pubblicherò una parte.

Per quanto riguarda i GSS sono però costretto tuo malgrado e malgrado il disagio che questa nostra corrispondenza può provocare ai nostri eventuali lettori, parte di una mia mail del 28 febbraio 2013 alla CAF, che pervenne anche a te, allora segretario.

Pur avendo dato la disponibilità anche come Arbitro Principale, io mi proporrò solo come Collaboratore, in quanto non voglio dare adito, a brevissima distanza dalla mia elezione, a possibili speculazioni strumentali, che sarebbero controproducenti per la CAF. Non che rinunci a future designazioni come arbitro Principale, tutt’altro, ma in questo momento ritengo più opportuno fare come indicato. Sarò disponibile solo nel caso l'organizzatore mi indichi esplicitamente".

e mi costringi anche a pubblicare la tua replica dell'1 marzo 2013:

" Prima considerazione: polemiche. MarcoS teme le polemiche e lo comprendo. Purtroppo le polemiche ci saranno sempre e se ti tiri indietro ora non fai altro che rimandarle alla prossima occasione. Chi vorrà polemizzare lo farà comunque.Desidero invece una CAF autorevole che non abbia di queste remore e tentennamenti. Se in assurdo oltre a MarcoS si fosse candidato un pincopallino qualsiasi avremmo consegnato il C16 a quest'ultimo per paura delle polemiche?" (per chi ci legge, Marco S. sono io, per distingurci da Marco Biagioli, identificato come Marco B.).
Come pure sono obbligato a pubblicare una frase della mail del 6 marzo 2013, citata prima: " Entrambe le scelte hanno pro e contro ma, dato che sono direttamente coinvolto, lascio a Marco B. e a tutti voi la decisione in proposito".
Caro Luigi, io credo di essermi comportato in quella circostanza con chiarezza e onestà, e tu questo, credo, potresti testimoniarlo.
Bisognava fare delle scelte e assumersi delle responsabilità, sapendo che qualunque scelta si sarebbe prestata a critiche. Ma una struttura dirigente deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità e, se necessario, deve poter essere in grado di spiegare apertamente le proprie decisioni. Se anche tu , che conosci bene la questione, ti accomuni a chi, senza conoscere i fatti, ha strumentalizzato la vicenda per screditare la CAF e la mia persona in particolare (un nostro comune amico ha scritto: "una follia"), davvero mi deludi molto. Non farlo.
Sulle diarie, la soluzione non deve necessariamente essere una triangolazione. Ce ne possono essere altre che, se ci sarà la volontà di sedersi ad un tavolo di seria e responsabile discussione, non sarà cosi difficile trovare
Con stima
Marco

for...@vegachess.com

unread,
Apr 6, 2014, 4:08:19 AM4/6/14
to arbitri...@googlegroups.com
Caro Marco,

ho anticipato io stesso che quella decisione non contraddiceva la
scaletta dei criteri di designazione. Non ho email vecchie da cui
recuperare il contesto di una mia frase e mi costa fatica farne
l'esegesi per collegarla al presente.

Se tu hai la coscienza a posto rimane il fatto che una parte dei
colleghi rimase spiazzata. Questo ho affermato e ho cercato di
motivarlo per far comprendere perché il fronte anti CAF che ha portato
al nuovo RSA comprendeva anche dei colleghi. Non è stato quello
l'unico episodio che ragioni di opportunità avrebbero richiesto
maggiore prudenza sebbene coperti dal regolamento. Se lo hai visto
come un attacco personale mi scuso con te e con chi ha la pazienza di
leggerci.

Sotto critica c'è il sistema. Dovrebbe essere chiaro a tutti in quali
difficoltà oggettive e pressioni contrastanti deve muoversi il
designatore. Sono troppe le variabili che occorre tener conto per
poter valutare appieno il suo operato. Alcune di queste variabili
potrebbero non essere visibili da chi all'esterno vede solo dei nomi,
dei punti e dei regolamenti.
In questa situazione alcune decisioni sono vissute come un torto fatto
a qualcun altro e lascia tanti insoddisfatti. Ciò equivale ad avere un
settore arbitrale perennemente diviso ed alla mercé del CF di turno.
Qualsiasi battaglia (domani quella delle diarie) ci vedrà perdenti in
partenza.

In quella non invidiabile posizione si trova ora Pagano e sta subendo
attacchi. E' possibile ottenere per lui anche la stessa considerazione
che si vuole per se stessi? Magari dovrà considerare aspetti a noi
sconosciuti, soprattutto in questa fase anomala.

Se le designazioni rimangono il punto essenziale da cui partire per
ricompattare il settore, avere un designatore (CAF/Fiduciario) neutro,
come prevede il nuovo RSA, sarà un motivo di polemica in meno tra di
noi, ed un motivo di sollievo in più per lo stesso. Quindi ben venga.
In quel punto vedo solo un rafforzamento dell'autonomia della
CAF/Fiduciario e non una sua menomazione.

Un caro saluto,
Luigi

Marco Santandrea

unread,
Apr 6, 2014, 5:18:38 AM4/6/14
to arbitri...@googlegroups.com
Caro Luigi,
con il tuo ultimo post hai toccato alcuni aspetti cruciali.

1°aspetto:
Scrivi che non hai mail vecchie. Beh, almeno 1 l'avevi :-), quella del 21 aprile, alle 14,53 da cui hai tratto i dati che hai pubblicato in precedenza:-).
Non è però questo il punto, non voglio fare polemiche sterili, men che mai con te.
Il punto è che molte delle accuse formulate contro la CAF, molte delle "maldicenze" (uso questo termine, ma dovrei usarne ben altre: calunnie, insulti e diffamazione) che hanno gradualmente investito la CAF sono date da cattiva informazione o da un'opera sistematica di disinformazione fatta da qualcuno. Non certo da te.
Il punto è che la CAF è intervenuta in una situazione priva di qualunque regola e ha stabilito alcune regole, e questo, per alcuni è devastante, perché, se ci sono delle regole devono essere rispettate e chi non è abituato a farlo, reagisce. Per avere il pieno rispetto delle regole, è necessario che siano condivise e comprese.
Il punto è che qualcuno continua tuttora a dire che sono state imposte dalla CAF e mai discusse con arbitri e organizzatori. Non è vero, credo di averlo dimostrato con fatti e date in un post che ho pubblicato sulla pagina FB di Montalbini e che potrei ripetere qui. ma questo è il messaggio che è stato fatto passare ad arte.
Il punto è che la CAF ha sempre cercato di dare alla propria azione la massima trasparenza, sbagliando però, e molto, sul piano della comunicazione. Certo potevamo fare tutto con maggiore gradualità. Vorrei far però notare che le Istruzioni per le designazioni sono entrate in vigore nel 2011 e hanno iniziato ad essere applicate sistematicamente nel 2013. Con maggior gradualità e lentezza, sarebbe stato veramente difficile!
II punto è che, come ho già scritto da qualche parte, ho nel mio pc più di 9000 mail della CAF, che possono chiarirne ogni aspetto dell'attività passata. basta chiedere, anche se poi tutto può diventare un esercizio un po' noioso.

2° aspetto
Quanto scrivi sulle designazioni e sulle variabili che ne sono implicate è molto corretto. Non metto in dubbio che alcune decisioni siano state vissute come un torto. Nemmeno contesto l'idea che ci siano state decisioni sbagliate.
Il punto è che chi si è sentito danneggiato, non ha mai protesto o chiesto chiarimenti alla CAF, che avrebbe risposto e che molti hanno invece preferito lavorare per vie sotterranee. Ti basti sapere che la FSI non ci ha mai, mai detto chi o quanti fossero gli organizzatori che si lamentavano, ma ha preferito tenere tutto nel cassetto, per utilizzarlo strumentalmente all'occasione opportuna. Davvero un comportamento coerente e corretto!

3° aspetto
Pagano: in quella situazione, nessuno l'ha costretto a mettercisi, come nessuno ha mai costretto qualcuno a candidarsi per la CAF. Se ti ci trovi, è una scelta tua. Te ne assumi tutte le responsabilità fino in fondo e accetti tutte le critiche che ti vengono rivolte, purché siano alla luce del sole. Pagano sta agendo male. Ha avuto un pessimo esordio. Ho scritto le mie osservazioni in un post precedente. Credo di conoscere buona parte degli aspetti più complessi connessi alla designazione e non penso che in quelle fino ad ora fatte da Pagano ce ne siano di particolarmente sconosciuti. Ha commesso e continua a commettere errori gravi che mi auguro siano dovuti solo all'inesperienza. Mi auguro che voglia e possa porvi rimedio.

4° aspetto:
il nuovo RSA non prevede un designatore "neutro", leggilo bene. Prevede che il designatore sia messo sotto tutela di una figura nemmeno superiore gerarchicamente (Il fiduciario non risponde gerarchicamente al Presidente del CR, né la CAF al Presidente FSI o al suo segretario) e che non ha alcuna competenza in fatto di designazioni, ma che può esercitare un controllo sul designatore esclusivamente politico. Questo per me è inaccettabile.

A presto
Marco

luigi forlano

unread,
Apr 6, 2014, 6:48:34 AM4/6/14
to arbitri...@googlegroups.com
Caro Marco,

sulle designazioni, dopo aver visto che è il pomo della discordia che ci
ha portato in questa situazione, mi riprometto più avanti di formulare
qualche proposta che possa far fare qualche passo in avanti. Non è
quella che avrei voluto attuare un anno fa se le cose fossero andate
diversamente. Essa nasce dalla nuova situazione di partenza con margini
di manovra inferiori a quelli di un anno fa.
Finora ne ho parlato con alcuni e l'hanno trovata interessante.

Non scommetto un centesimo di convincerti, ma siccome c'è qualcuno che
ci ascolta, magari potrebbe apportare qualche miglioramento o avanzarne
un'altra. Rimanere sulla linea del Piave lascerà Pagano al suo posto in
eterno e questa prospettiva a me non piace.

> /_4° aspetto_/:
> il nuovo RSA non prevede un designatore "neutro", leggilo bene. Prevede
> che il designatore sia messo sotto tutela di una figura nemmeno
> superiore gerarchicamente (Il fiduciario non risponde gerarchicamente al
> Presidente del CR, né la CAF al Presidente FSI o al suo segretario) e
> che non ha alcuna competenza in fatto di designazioni, ma che può
> esercitare un controllo sul designatore esclusivamente politico. Questo
> per me è inaccettabile.

Anche qui io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno. Il CF non ha
voluto calcare la mano. Avrebbe potuto essere più categorico e chiedere
un designatore assolutamente non designabile senza metterlo sotto
tutela. Sarebbe stato meglio?
Magari hanno valutato che per mantenere la licenza FIDE dovrà arbitrare
e che l'escamotage del nulla osta, che poi avrebbe concesso
automaticamente, avrebbe risolto il problema. Se io fossi il designatore
CAF non lo troverei affatto oltraggioso.

D'altra parte, come ricordi a Pagano, nessuno è obbligato a candidarsi
ad un ruolo che fra sei mesi sarà regolato dal nuovo RSA. Pertanto mi
pare un problema superato e qualcuno disposto a ricoprirlo scommetto si
troverà :-)

A presto,
Luigi

Marco Santandrea

unread,
Apr 6, 2014, 5:18:40 PM4/6/14
to arbitri...@googlegroups.com, for...@vegachess.com
Caro Luigi,
ti rispondo sotto.
a presto
Marco


Il giorno domenica 6 aprile 2014 12:48:34 UTC+2, forlano ha scritto:
Caro Marco,

sulle designazioni, dopo aver visto che è il pomo della discordia che ci
ha portato in questa situazione, mi riprometto più avanti di formulare
qualche proposta che possa far fare qualche passo in avanti. Non è
quella che avrei voluto attuare un anno fa se le cose fossero andate
diversamente. Essa nasce dalla nuova situazione di partenza con margini
di manovra inferiori a quelli di un anno fa.
Finora ne ho parlato con alcuni e l'hanno trovata interessante.

Non scommetto un centesimo di convincerti, ma siccome c'è qualcuno che
ci ascolta, magari potrebbe apportare qualche miglioramento o avanzarne
un'altra. Rimanere sulla linea del Piave lascerà Pagano al suo posto in
eterno e questa prospettiva a me non piace.
 
Figurati se la prospettiva di lasciare Pagano al suo posto in eterno piace a me, con tutto quello che sta combinando!
 Se hai una proposta valida, illustrala qui, perché non dovresti convincermi? Poi, in ogni caso non è cosi indispensabile convincere me :-).

> /_4° aspetto_/:
> il nuovo RSA non prevede un designatore "neutro", leggilo bene. Prevede
> che il designatore sia messo sotto tutela di una figura nemmeno
> superiore gerarchicamente (Il fiduciario non risponde gerarchicamente al
> Presidente del CR, né la CAF al Presidente FSI o al suo segretario) e
> che non ha alcuna competenza in fatto di designazioni, ma che può
> esercitare un controllo sul designatore esclusivamente politico. Questo
> per me è inaccettabile.

Anche qui io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno. Il CF non ha
voluto calcare la mano. Avrebbe potuto essere più categorico e chiedere
un designatore assolutamente non designabile senza metterlo sotto
tutela. Sarebbe stato meglio?
Magari hanno valutato che per mantenere la licenza FIDE dovrà arbitrare
e che l'escamotage del nulla osta, che poi avrebbe concesso
automaticamente, avrebbe risolto il problema. Se io fossi il designatore
CAF non lo troverei affatto oltraggioso.

Il CF ha calcato a sufficienza la mano, te lo assicuro:-).
In ogni caso, sì, sarebbe stato preferibile decidere che tutta la CAF non potesse arbitrare, sarebbe stato più logico e coerente. E' quello che ho detto in CF, suscitando una certa sorpresa. Prova a pensare a qualche situazione che potrebbe verificarsi con l'abominio che hanno partorito:
Il designatore, Fiduciario o CAF, chiede il permesso per arbitrare e questo gli viene concesso. A quel torneo partecipa chi ha dato il permesso e l'arbitro deve prendere una decisione su una contestazione che lo coinvolge. L'arbitro darà torto a chi dovrà in seguito decidere su sue future designazioni? 
Il designatore chiede il permesso per arbitrare, ma, nel frattempo l'organizzatore, viste le disponibilità, contatta chi deve decidere, ponendo un veto su quell'arbitro per motivi puramente personali, che nulla hanno a che vedere con le capacità tecniche dell'arbitro. Che farà chi deve decidere? Concederà il nulla osta, provocando un forte malumore in quell'organizzatore, che  organizza importanti tornei, o lo asseconderà, magari celando i veri motivi e scrivendo all'arbitro che non concede il nulla osta perché il numero di giocatori previsti è tale che non è necessaria la sua presenza?
Ti assicuro, credimi, che non sono esempi cosi lontani dalla realtà.
Se si voleva fare un discorso serio, bisognava analizzare assieme e con calma tutte le incompatibilità. te ne cito qualcuna:
Arbitro/istruttore: non crea nessun problema il fatto che un istruttore arbitri i ragazzi che istruisce?
Arbitro/giocatore: io e te ci incontriamo in un torneo e c'è una bella litigata per una scorrettezza commessa da uno dei due. Più facile che la scorrettezza sia mia, come giocatore non sono esemplare:-). In un torneo successivo uno arbitra e l'altro gioca. Se l'arbitro deve intervenire per una contestazione, sarà sufficientemente imparziale?
Arbitro/tesserato per un circolo: sono possibili favoritismi
Componente CAF/giocatore: sto giocando un torneo e devi prendere una decisione su una mia partita, ma hai presentato domanda alla CAF per un passaggio di categoria o dovrai sostenere a breve un esame e sai che l'ultima decisone spetta, come da regolamento, alla CAF. Quale sarà la tua decisione?
Consigliere Federale/giocatore: sicuro di essere sempre in grado di prendere una decisione obiettiva su una contestazione che riguarda il CF?
Presidente FSI/giocatore: ancora peggio.
Organizzatore/Consigliere di Comitato Regionale o Consigliere Federale: vota per assegnarsi le manifestazioni?
e ce ne sarebbero altre.
Tutto questo lungo sproloquio per dire che se si fosse veramente voluto mettere mano alla questione incompatibilità l'approccio avrebbe dovuto essere ben diverso. Non che per forza si debba sempre guardare a cosa fanno gli altri, perché qualcuno deve pur cominciare, ma non ti crea nessun dubbio il fatto che nella marea di incompatibilità teoriche che ci sono nel nostro ambiente, l'unica su cui si dovesse intervenire riguardava la CAF e che la soluzione trovata sia la peggiore e la più ipocrita che si potesse inventare?
Non ti sorprende che questo problema sia stato  sollevato più da organizzatori che da arbitri? Cosa interessa ad un organizzatore se chi arbitra il suo torneo fa parte della CAF o è un Fiduciario o meno?
Non ti chiedi perché nella bozza di Linea guida preparata da Pagano fosse previsto che la preferenza dell'organizzatore diventava vincolante, ripeto vincolante, qualora avesse voluto sostituire un arbitro designato, componente della CAF, con un altro arbitro?
Non senti un odore un po' strano in questo?
Non ti preoccupa un minimo che chi ha partorito un'idea come questa possa adesso, come commissario, mettere mano ai regolamenti senza che più nessuno del Settore Arbitrale abbia voce in capitolo? A me un po' preoccupa.
 
D'altra parte, come ricordi a Pagano, nessuno è obbligato a candidarsi
ad un ruolo che fra sei mesi sarà regolato dal nuovo RSA. Pertanto mi
pare un problema superato e qualcuno disposto a ricoprirlo scommetto  si
troverà :-)

In bocca al lupo per il tuo ruolo futuro:-) :-). 
A presto,
Luigi

forlano

unread,
Apr 7, 2014, 6:32:33 AM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com, for...@vegachess.com
Caro Marco,


In ogni caso, sì, sarebbe stato preferibile decidere che tutta la CAF non potesse arbitrare, sarebbe stato più logico e coerente. E' quello che ho detto in CF, suscitando una certa sorpresa.

Non stento a crederlo.  
 
Se si voleva fare un discorso serio, bisognava analizzare assieme e con calma tutte le incompatibilità. te ne cito qualcuna:

[SNIP]
E' un elenco surreale. Da quell'elenco salvo solo l'incompatibilità arbitro istruttore in manifestazioni di bassa lega essendo frequentati da genitori incompetenti. 
Ho l'impressione che i giocatori siano molto meno impressionabili di noi arbitri. Anche perché sanno che in fondo ce ne stiamo per lo più in disparte ed interveniamo raramente. Queste polemiche non mi pare siano esistite al tempo del quick play finish in cui avevamo talvolta un ruolo attivo, figurati adesso.

e ce ne sarebbero altre.

Infatti. Penso all'incompatibilità che potrebbe sollevare un giocatore straniero che gioca in Italia. L'arbitro italiano favorirà certamente quelli italiani e quindi occorre nominare anche un arbitro col casco blu dell'ONU. :-)
Accetto quell'elenco come mera provocazione e non come base di una seria discussione.
 
Tutto questo lungo sproloquio per dire che se si fosse veramente voluto mettere mano alla questione incompatibilità l'approccio avrebbe dovuto essere ben diverso. Non che per forza si debba sempre guardare a cosa fanno gli altri, perché qualcuno deve pur cominciare, ma non ti crea nessun dubbio il fatto che nella marea di incompatibilità teoriche che ci sono nel nostro ambiente, l'unica su cui si dovesse intervenire riguardava la CAF e che la soluzione trovata sia la peggiore e la più ipocrita che si potesse inventare?

No. Il CF ha posto e risolto un problema nato dalle beghe tra noi arbitri. Non erano coinvolti i giocatori. A me non piace legiferare in maniera preventiva per regolare una realtà che non presenta anomalie.
 
Non ti sorprende che questo problema sia stato  sollevato più da organizzatori che da arbitri?

No. 
 
Non ti chiedi perché nella bozza di Linea guida preparata da Pagano fosse previsto che la preferenza dell'organizzatore diventava vincolante, ripeto vincolante, qualora avesse voluto sostituire un arbitro designato, componente della CAF, con un altro arbitro?

Per evitare di lasciar passare l'idea che un membro CAF avesse l'esclusiva sui tornei di suo gradimento. La trovo molto ragionevole e a tutela dell'integrità di una CAF che deve lavorare al riparo di accuse gratuite. Non conosco casi in cui all'organizzatore si fosse prospettato come unica scelta un membro CAF a causa di sfortunate coincidenze. Ma con le polemiche e le tensioni esistenti mentre si scrivevano quelle regole, prevenire quella possibilità è un segno di lungimiranza proprio a tutela della CAF. 
 
Non senti un odore un po' strano in questo?

No.
 
Non ti preoccupa un minimo che chi ha partorito un'idea come questa possa adesso, come commissario, mettere mano ai regolamenti senza che più nessuno del Settore Arbitrale abbia voce in capitolo? A me un po' preoccupa.

Sono sicuro che farà bene il suo lavoro ed ha già iniziato col piede giusto. Non occorrono linee guida, basta la discrezionalità di una persona/gruppo responsabile che risponderà a fine mandato di quanto fatto.
Ci sono scelte in cui le linee guida non servono. Per esempio, come si esclude un collega noto perché non all'altezza (tecnicamente/caratterialmente) di portare a termine il torneo per il quale si è candidato? Che cosa dicono le linee guida a proposito? e quale ipocrita risposta motivata gli spediamo? Come fai ad escludere il collega che si svende gratuitamente per alcuni tornei?
Sono sicuro che fra sei mesi Pagano avrà mostrato che si può accontentare tutti senza linee guida usando discrezionalità, buon senso e nessuna risposta. Con questo esempio la prossima CAF correrà ad abolirle e a seguire l'esempio con soddisfazione di tutti.
 
In bocca al lupo per il tuo ruolo futuro:-) :-). 

Grazie, auguri anche a te:-)
Luigi

Francesco De Sio

unread,
Apr 7, 2014, 7:58:02 AM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao Luigi.
 
Nel tuo intervento di giovedì 3 aprile, ore 22:11, scrivevi, a proposito del ruolo dell'arbitro in torneo scrivevi:
 
> che sia presente nei rari momenti in cui viene chiamato,
 
Oggi ripeti il concetto con:
 
> Anche perché [i giocatori] sanno che in fondo ce ne stiamo per lo più in disparte ed interveniamo raramente.
 
Non sono d'accordo praticamente su nulla delle cose che hai scritto a partire da giovedì scorso, anzi alcune di esse le ritengo vere e proprie "cappelle" :-), ma siccome sono idee legittime che rientrano nell'ambito della sfera del pensiero personale, le rispetto e non mi interessa contestarle.
 
Diverso è per le frasi che ho riportato.
Qui si sta dando una descrizione errata e fuorviante dei doveri arbitrali, cui la grande maggioranza invece si attiene, e quanto scrivi può (potrebbe) influenzare negativamente chi ha ancora poca esperienza e giustifica recenti scelte federali sbagliate sul rapporto arbitri/giocatori.
 
Se sono un giocatore e sto prendendo parte a un torneo ben organizzato e ben gestito, mi aspetto che, a turno in corso, l'arbitro sia il più possibile tra i tavoli per:
- evitare che il papà del mio giovane avversario continui a scattare foto, seppur senza flash;
- evitare che i compagni di Circolo del mio avversario ci tolgano luce e aria;
- evitare che il mio avversario continui a martellare fastidiosamente sull'orologio;
- controllare il gioco quando siamo in zeitnot;
- evitare che debba alzarmi per cercarmi un formulario nuovo;
- ecc. ecc.
 
Insomma, far si che la sola presenza dell'arbitro che gira tra i tavoli funga da deterrente per qualsiasi episodio di scorrettezza e/o disturbo.
 
Non è una opinione la mia, ma il preciso dovere di un arbitro. Infatti il regolamento lo prescrive chiaramente:
 
"Article 12: The role of the Arbiter (see Preface)

12.1 The arbiter shall see that the Laws of Chess are strictly observed.
12.2 The arbiter shall
a) ensure fair play.
b) act in the best interest of the competition.
c) ensure that a good playing environment is maintained.
d) ensure that the players are not disturbed.
e) supervise the progress of the competition.
f) take special measures in the interests of disabled players and those who nee medical attention.
12.3 The arbiter shall observe the games, especially when the players are short of time, enforce decisions he has made, [...]"

 

Ho copincollato il regolamento che verrà, ma quello in uso recita gli stessi concetti.

Anzi, a proposito di regolamento che verrà - tra 3 mesi - ivi si legge ancora:
 
"During play, a player is forbidden to have a mobile phone and/or other electronic means of communication in the playing venue. If it is evident that a player brought such a device into the playing venue, he shall lose the game. The opponent shall win."
 
La facciamo rispettare pure questa da seduti al computer, casomai a fare un solitario?
Stai di fatto dando ragione a quelli che sostengono che gli arbitri si scelgono torneo e luogo di vacanza?
Può darsi che qualcuno lo faccia. Sicuramente la maggioranza no.
 
Ciao
Franco

Marco Biagioli

unread,
Apr 7, 2014, 9:31:57 AM4/7/14
to Gruppo Arbitri di Scacchi

Sono sicuro che farà bene il suo lavoro ed ha già iniziato col piede giusto. Non occorrono linee guida, basta la discrezionalità di una persona/gruppo responsabile che risponderà a fine mandato di quanto fatto.

[…]

Sono sicuro che fra sei mesi Pagano avrà mostrato che si può accontentare tutti senza linee guida usando discrezionalità, buon senso e nessuna risposta. Con questo esempio la prossima CAF correrà ad abolirle e a seguire l'esempio con soddisfazione di tutti.

 

Pagano non ha affatto iniziato con il piede giusto.

L’unica designazione di rilievo  operata fino ad ora è stata quella del GSS, in cui non ha dimostrato né buon senso né responsabilità (e nemmeno discrezionalità, ut infra).

Lo staff designato ha una rappresentanza geografica bassissima (solo Sicilia, Calabria e Trentino – più che bassissima, prossima allo zero), un tasso qualitativo molto basso rispetto a quelli degli anni precedenti, e una clamorosa mancanza di esperienza (la metà o più degli arbitri è alla prima finale nazionale del GSS e ci sono diversi AR al primo torneo in assoluto: pura follia. Peraltro noto che la presenza al CI16 di UN SOLO AR al primo torneo fu usato come argomento – al solito pretestuoso – lo scorso anno per denunziare la incompetenza della CAF nelle designazioni… Beata coerenza!)

In effetti però ci sono due persone che sono state accontentate: Montalbini, la cui lista dei proscritti è stata interamente rispettata, e l’organizzatore che ha ottenuto che la sua lista di preferenze fosse copincollata nelle designazioni in modo talmente preciso che l’unico designato che lui non aveva indicato è stato revocato il giorno dopo con motivi abbastanza grotteschi.

Peraltro il Commissario, essendo un organo “extraneus” non risponde all’ente commissariato, a fine mandato, ma al mandante del commissariamento, cioè al CF (quindi a chi gli sta dietro), che naturalmente saranno entusiasti.

Marco

 

 

In bocca al lupo per il tuo ruolo futuro:-) :-). 

 

Grazie, auguri anche a te:-)

Luigi

--

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---
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luigi forlano

unread,
Apr 7, 2014, 1:25:33 PM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao Franco,

accetto volentieri la tua tirata d'orecchi.
Quello che dici è sacrosanto e se ho lasciato intendere il contrario
hai fatto benissimo a farlo notare.

Permettitimi solo di motivare le mie *cappelle*. :-)
Esse sono frutto di un discorso in cui avevo in mente esclusivamente
l'aspetto del gioco, cioè limitato alla scacchiera ed alle mosse.
Quando si rinfacciano le incompatibilità dell'arbitro si rischia di
lasciare intendere che egli di punto in bianco possa intervenire nel
gioco e dichiarare la partita persa per fini inconfessabili in palese
contrasto al regolamento e farla franca. Ero solo interessato a
dimostrare che ciò è un discorso specioso e che non ha riscontro nella
realtà.
A mia memoria, e ne ho sentite di tutte i colori, nessun giocatore ha
mai inteso polemizzare con gli arbitri per questioni legate ad
appartenenza a circoli, città, regioni, associazioni, fede religiosa o
perché giocatori. Se mai c'è stata polemica è avvenuta tra i supporter
dei giocatori, in genere ragazzini che giocavano meglio dei loro tifosi.
Per dirla tutta, i giocatori si sentono meglio tutelati da arbitri che
sono/erano anche giocatori. Maggiore è il loro rating maggiore è la
fiducia riposta nelle loro decisioni.
Se quindi il problema non esiste per i giocatori che sono i destinatari
delle nostre azioni, non capisco perché dobbiamo farci del male tra di
noi sollevando simili obiezioni.

Quindi sottoscrivo quanto hai detto. Da ex organizzatore so
perfettamente che se un torneo si svolge senza incidenti non è MAI per
caso, ma è merito dell'arbitro sempre attivo e presente capace di
prevenire i momenti di tensione.

Mi scuso di nuovo con tutti.
Ciao e grazie,
Luigi
> "**Article 12: The role of the Arbiter (see Preface)

i3hev, mario

unread,
Apr 7, 2014, 3:54:57 PM4/7/14
to Arbitri di Scacchi
Ciao Luigi e tutti,

forlano wrote:

> ... E' un elenco surreale. ...

a dire il vero no, non lo sarebbe affatto: quella che semmai è realmente
surreale è la particolarità del nostro ambiente, nel quale le più
eclatanti incompatibilità sono considerate come dati di fatto
accettabili ed accettati. Negli altri sport le cose vanno in maniera ben
diversa... ad esempio, quando qualcuno cerca di influenzare le
designazioni arbitrali, normalmente quel qualcuno finisce radiato o, se
proprio la va bene, squalificato o retrocesso >:)

> ... Non occorrono linee guida, basta la discrezionalità ...

Luigi, sono stupito e costernato, e spero proprio sinceramente che tu
non abbia sufficientemente meditato ciò che hai scritto: di fatto stai
sostenendo la superiorità della dittatura illuminata rispetto alla
prassi normativa codificata e trasparente :o(

Se per assurda ipotesi fosse proprio ciò che intendevi, allora me ne
dispiacerebbe molto, e non potrei mai e poi mai essere d'accordo. La
legge (norme, regole o linee guida che siano) è ciò che difende il
debole dalla prepotenza, dall'abuso e dal sopruso: senza la legge
saremmo semplicemente ridotti ad uno stato incivile.

Ti prego, rassicurami, dimmi che nella fretta ti sei espresso male...

Ciao,
mario

i3hev, mario

unread,
Apr 7, 2014, 4:12:52 PM4/7/14
to Arbitri di Scacchi
luigi forlano wrote:

> ... Per dirla tutta, i giocatori si sentono meglio tutelati da
> arbitri che sono/erano anche giocatori. Maggiore è il loro rating
> maggiore è la fiducia riposta nelle loro decisioni. ...

scusa, ma ha un qualche fondamento sostanziale, questa affermazione?

A mia personalissima esperienza non è affatto così: i giocatori che vedo
io tendono a riporre maggiore fiducia nelle decisioni degli arbitri che
vedono costantemente presenti e sempre inappuntabili, e che al bisogno
spiegano serenamente e chiaramente le proprie decisioni, e non si
preoccupano affatto del loro livello di gioco. Peraltro, l'esperienza mi
porta anche a rilevare che i giocatori abbastanza forti sono talvolta
arbitri piuttosto "distratti", che si soffermano troppo spesso a
guardare la posizione o il finale interessanti (quando non spariscono
addirittura in sala analisi) invece di tenere sott'occhio orologi,
formulari e scassapalle in sala...

Ciao,
mario

Roberto Ricca

unread,
Apr 7, 2014, 4:34:46 PM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com
} -----Original Message-----
} From: arbitri...@googlegroups.com
} [mailto:arbitri...@googlegroups.com]
} On Behalf Of luigi forlano
} Sent: Monday, April 07, 2014 19:26

} A mia memoria, e ne ho sentite di tutte i colori, nessun
} giocatore ha mai inteso polemizzare con gli arbitri per
} questioni legate ad appartenenza a circoli, città, regioni,
} associazioni, fede religiosa o perché giocatori.

Allora io sono il fortunato che li trova tutti :-) perche' non una
ma ben due volte (Saint Vincent, luglio 2007; Torino, dicembre 2008)
una mia decisione venne contestata (anche pesantemente) dicendo che
avevo favorito il giocatore torinese (anzi, nel primo caso, del mio
stesso circolo!) nei confronti del giocatore di altra regione.

Ad maiora,
Roberto


Roberto Ricca

unread,
Apr 7, 2014, 5:06:11 PM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com
} -----Original Message-----
} From: arbitri...@googlegroups.com
} [mailto:arbitri...@googlegroups.com] On Behalf Of i3hev, mario
} Sent: Monday, April 07, 2014 22:13
} luigi forlano wrote:

}> ... Per dirla tutta, i giocatori si sentono meglio tutelati da
}> arbitri che sono/erano anche giocatori. Maggiore è il loro
}> rating maggiore è la fiducia riposta nelle loro decisioni. ...
} scusa, ma ha un qualche fondamento sostanziale, questa
} affermazione?

Si` :-)

Ricordo un giocatore che fece una pesante contestazione al mio
eccellente capo arbitro (FA) criticando espressamente la sua
categoria OTB (3N), ma che si sciolse quando la stessa identica
spiegazione gliela diedi io (a quei tempi novello AN), soltanto
perche' si ricordava dello stratosferico rating che avevo raggiunto
anni prima e credeva quindi che fossi un buon giocatore.

Da notare che si trattava di una questione di abbinamenti, dove la
categoria OTB c'entrava come i cavoli a merenda :-)

Ad maiora,
Roberto

i3hev, mario

unread,
Apr 7, 2014, 5:21:56 PM4/7/14
to Arbitri di Scacchi
Roberto Ricca wrote:

> } ... scusa, ma ha un qualche fondamento sostanziale, questa
> } affermazione? ...
>
> Si` :-)
>
> Ricordo un giocatore che fece una pesante contestazione al mio
> eccellente capo arbitro (FA) criticando espressamente la sua
> categoria OTB (3N), ma che si sciolse quando la stessa identica
> spiegazione gliela diedi io (a quei tempi novello AN), soltanto
> perche' si ricordava dello stratosferico rating che avevo raggiunto
> anni prima e credeva quindi che fossi un buon giocatore. ...

vabbe', quello però era *un* giocatore, e la logica da secoli ci mette
in guardia contro il ragionamento induttivo... insomma, un fesso non fa
primavera! >:)

Ciao,
mario

for...@vegachess.com

unread,
Apr 7, 2014, 6:57:35 PM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao Mario,

non sono infallibile e mai ho dato ad intenderlo.
Poi qui si discute di questioni politiche, ovvero di soluzioni.
Nella ricerca di soluzioni credo che uno non debba imporsi troppi
vincoli e non deve avere paura di essere troppo originale. Nella
fattispecie poi alcuni suggerimenti arrivano da esperienze positive di
altre federazioni straniere.
Positive per chi? Per il sistema nella sua interezza in cui ciascuna
sua parte aiuta l'altra.

> a dire il vero no, non lo sarebbe affatto: quella che semmai è
> realmente surreale è la particolarità del nostro ambiente, nel quale le
> più eclatanti incompatibilità sono considerate come dati di fatto
> accettabili ed accettati. Negli altri sport le cose vanno in maniera
> ben diversa... ad esempio, quando qualcuno cerca di influenzare le
> designazioni arbitrali, normalmente quel qualcuno finisce radiato o, se
> proprio la va bene, squalificato o retrocesso >:)

E' esattamente quello che dici. E' estramamente particolare il nostro
ambiente.

Invocare come al solito gli altri sport, basati su regole che hanno
una logica adatte a sport in cui circolano ingenti capitali, pubblico
pagante anche violento, scommesse sportive, può essere un utile
esercizio dialettico per alimentare gli animi nel nostro settore. Ma
non puoi sperare di far breccia nel resto del movimento.

Se valessero tutte quelle incompatibilità non esisterebbe più un
movimento scacchistico in Italia. Credo che usciremmo pure dal CONI ed
anche rapidamente. Tra l'altro ricordo che ci entrammo anni fa spinti
dalla speranza di ricevere soldi.

Tutte le volte che dietro un ragionamento fa capolino il CONI allora è
evidente che le argomentazioni sono finite. Si cerca di trarre
legittimità da fattori esterni alla natura del nostro gioco/sport.
Rischiamo di diventare speciosi. Citare il CONI è un segno di
debolezza delle nostre argomentazioni.

Se vogliamo essere ascoltati credo dobbiamo percorrere un'altra via.
Dobbiamo dimostrare a chi ci ostacola che il movimento scacchistico
potrà sicuramente evolvere in meglio se ci accordano quello che
giustamente chiediamo. Le nostre richieste devono avere una forza
intrinsica che deve prescindere dal CONI.
Se non ci fosse il CONI non avremmo comunque ragione a chiedere le
stesse cose?

>> ... Non occorrono linee guida, basta la discrezionalità ...
> Luigi, sono stupito e costernato, e spero proprio sinceramente che tu
> non abbia sufficientemente meditato ciò che hai scritto: di fatto stai
> sostenendo la superiorità della dittatura illuminata rispetto alla
> prassi normativa codificata e trasparente :o(

Mario, sono costernato di deluderti. Se mai ho detto una cosa sensata
nella mia vita è proprio questa.

Sostengo che la presunta trasparenza ha portato a polemiche tra gli
stessi arbitri e ci hanno paurosamente indeboliti.

La realtà è che, non mi stancherò di ripeterlo, il compito è
semplicemente impossibile da portare a termine con delle linee guida
dettagliate e con condizioni al contorno così variegate. Se sono
arrivato a questa conclusione non è certo al miglioramento delle linee
guida che guardo. Sono loro la causa dei nostri mali.

Mi aspetto che in futuro i candidati interessati dicano
preventivamente se sono disposti a ricoprire il ruolo di designatore.
Se uno o più di essi venissero eletti dovremmo essere disposti a
dargli fiducia e a non legargli le mani.
Possibile che alcuni eleggono un presidente capace di far scoppiare
una guerra nucleare e solo noi arbitri abbiamo paura di affidarci ad
un designatore?

A presto,
Luigi

Marco Santandrea

unread,
Apr 7, 2014, 7:51:26 PM4/7/14
to arbitri...@googlegroups.com, for...@vegachess.com
Caro Luigi,
scusami la finezza, ma questa volta l'hai proprio fatta un po' fuori dal vaso, e qualcuno te l'ha già fatto notare, anche per altro che hai scritto.
Mi rendo conto che molte tue considerazioni nascono dal diverso ruolo che noi due attribuiamo all'arbitro. tu lo vedi come un burocrate che se ne sta seduto comodo e interviene solo se qualcuno lo chiama. Io sono uno di quei famigerati "arbitri sceriffi", come tu avevi parecchio tempo fa denominato, in modo efficace per la verità, quegli arbitri che preferiscono girare per la sala, per cercare di prevenire i problemi, piuttosto che starsene dietro una scrivania a giocare con il pc. Due interpretazioni del ruolo, entrambe, credo, lecite, ma difficilmente conciliabili.
Ma veniamo all'argomento del nostro post.
il mio elenco non è cosi surreale come sembra. Forse un po' provocatorio, ma neanche cosi tanto.
Mi sai indicare una Federazione sportiva dove il Presidente o un dirigente federale è anche giocatore?
Mi sai indicare una federazione sportiva dove un arbitro è istruttore  e può arbitrare in una manifestazione ufficiale i suoi allievi?
Gli scacchi, hanno le loro specificità, ma non sono un'isola felice. Non possiamo sempre affermare che siamo in pochi e quindi dobbiamo fare un po' di tutto. Poi spiegami una cosa, perché, a tuo parere, posso arbitrare i ragazzi che istruisco, ma non posso essere arbitro attivo se sono consigliere di un circolo che ha magari 15 iscritti e che non ha mai organizzato un torneo valido per l'Elo o un rapid/lampo? C'è una logica in ciò?
Quello che voglio dire, e lo ripeto, è che se vogliamo parlare di incompatibilità, le esaminiamo tutte, valutiamo quelle che sono davvero ostative e quelle che non lo sono. Se, al termine di questo percorso, decidiamo che  la CAF non può arbitrare, io sono pienamente d'accordo. In linea di principio nulla da eccepire.
Ma se non facciamo nessun approfondimento di questo tipo, se solamente limitiamo le prerogative della CAF, tu sentirai magari un profumo inebriante di primavera, io sento un puzzo disgustoso di marcio e interpreto ciò solo come una risposta che un CF privo di autonomia e prono, doveva ineluttabilmente dare alle richieste di chi lo controlla,
Il CF non ha posto e risolto un problema nato dalle beghe di noi arbitri. Il CF ha risolto nel modo peggiore un problema creato, con grande strumentalizzazione, da chi, per ragione di ordine politico ed economico, ha più influenza del Settore Arbitrale.
E, ti assicuro, non credo di essere né un ingenuo né uno sprovveduto. Non mi scandalizzo per il fatto che gli organizzatori, o qualche organizzatore sia molto ascoltato. Sono consapevole del fatto che gli organizzatori svolgono un ruolo fondamentale e devono essere ascoltati. Quello che però mi indigna è che si strumentalizzino i problemi e ci si rifiuti di affrontarli nella loro reale dimensione.
Ci sono casi in cui all'organizzatore è stato proposto un unico arbitro, componente CAF, pur in presenza di più disponibilità. Un esempio è il torneo di Cortina 2013. E' stato proposto e successivamente designato Biagioli, perché quella era l'ultima possibilità che aveva di arbitrare un torneo estivo di competenza CAF, pur a fronte di numerose disponibilità date.
L'organizzatore ha annullato il torneo e, solo dopo molte titubanze ha scritto, alla CAF e alla FSI, i documenti esistono, che annullava il torneo, perché Montalbini, che non era organizzatore, ma solo il gestore delle scacchiere elettroniche, non avrebbe autorizzato l'utilizzo delle scacchiere stesse.
E' questo che vogliamo? Spero di no. Eppure il Procuratore Federale, cui è stato portato il caso ha archiviato, in quanto, a suo parere, le scacchiere elettroniche sono proprietà privata e chi le possiede può farne ciò che vuole quindi, interpreto, anche scegliere gli arbitri.
E' questo che vogliamo? Spero di no, eppure la CT, presieduta da Pagano, nella bozza di linea guida inviata alla CAF il 2 settembre 2013, aveva prescritto (poi fortunatamente siamo riusciti a non far passare quell'obbrobrio) che la preferenza dell'organizzatore era vincolante se avesse voluto sostituire un componente della CAF con un altro arbitro. Che casuale coincidenza! Che profumo di primavera!
Poi, finalmente, indichi il tuo vero obiettivo: abrogare qualunque linea guida, qualunque regolamento.
Scrivi, in un post che leggo adesso, di presunta trasparenza e questo, consentimelo è inaccettabile e piuttosto offensivo. Certo meglio non far sapere nulla. Certo meglio operare nel torbido di chiuse stanze, stipulando accordi che non devono essere rivelati, non dover rendere conto a nessuno, tenere tutto nascosto, che spiegare le proprie decisioni e dare a chiunque lo desideri, la possibilità di capire e, se necessario, di criticare.
A un collega non all'altezza o che si svende, semplicemente indichiamo i motivi per cui non lo designiamo. La famosa e vituperata e inconcepibile discrezionalità. Glielo diciamo, caro Luigi. Non nascondiamo nulla sotto il tappeto, per tiralo fuori quando meno se lo aspetta e sputtanarlo. Usiamo trasparenza, caro Luigi. La presunta trasparenza.
Aboliamo tutto invece, lasciamo che un designatore decida senza alcun controllo, che paura dobbiamo avere? Bastava saperlo che questo era ciò che volevano gli arbitri avveduti e gli organizzatori illuminati. Ti assicuro che Marco ed io avremmo lavorato in maniera molto più attenta e corretta di quanto sta facendo il commissario. Ma, dimenticavo, è importante che il designatore sia persona proba, non due cialtroni attenti solo ai propri interessi e a danneggiare arbitri e organizzatori ostili come eravamo noi.
D'altra parte noi pur rendendo tutto pubblico eravamo in evidente malafede, mentre il commissario che scrive una motivazione fasulla ad un arbitro, è integerrimo. D'altra parte è inutile insistere, l'atto di fede che hai espresso nei confronti del commissario è intaccabile da qualunque evidenza. Soprattutto, fondamentale, nessuna risposta.
Certo mi rendo conto: se si stabiliscono alcune regole poi, bene o male, bisogna in qualche modo rispettarle e,  per chi la sola idea di dover rispettare una qualsivoglia regola che non sia funzionale ai suoi interessi fa venire l'orticaria, come sarà mai possibile?
Quanta strada dobbiamo ancora fare, caro Luigi e, mi spiace davvero dirlo, quanto mi deludi.
Marco

i3hev, mario

unread,
Apr 8, 2014, 7:12:08 PM4/8/14
to Arbitri di Scacchi
Ciao Luigi,

for...@vegachess.com wrote:

> ...qui si discute di questioni politiche, ovvero di soluzioni.
> Nella ricerca di soluzioni credo che uno non debba imporsi troppi
> vincoli e non deve avere paura di essere troppo originale. ...

d'accordo, il pensiero laterale aiuta; però per ciascuno di noi ci sono
dei paletti che, dettati dalle proprie fondamentali convinzioni
filosofiche, con tutta l'elasticità possibile risultano insuperabili...
l'irrinunciabilità, assoluta e totale, dei principi democratici per me
è uno di questi.

> E' esattamente quello che dici. E' estramamente particolare il nostro
> ambiente. ...

tutti gli ambienti sono particolari, e tutte le esigenze sono
specifiche. Ad esempio, il guidatore di professione, che sulla strada ci
lavora e guadagna il pane, afferma spesso di non poter rispettare i
limiti di velocità e di non potersi fermare ad ogni precedenza o
semaforo rosso... che si fa, facciamo un codice della strada diverso per
lui? La legge *deve* essere uguale per tutti, altrimenti qualcuno
diverrà immediatamente un po' più uguale degli altri, e tanti saluti. E'
per questo che citare il CONI non è un segno di debolezza ma di forza
delle argomentazioni, e ben lo sa il nostro Presidente che, assai
giustamente, ne sente il parere prima di decidere.

> Mario... Se mai ho detto una cosa sensata
> nella mia vita è proprio questa.
>
> Sostengo che la presunta trasparenza ha portato a polemiche...
> ... non è certo al miglioramento delle linee
> guida che guardo. Sono loro la causa dei nostri mali. ...

anche ad Hammurabi probabilmente qualcuno contestò che senza leggi si
amministrava meglio; il dibattito parlamentare prolunga i tempi di
promulgazione delle leggi; e tutti sanno che durante il fascismo i treni
arrivavano in orario... Mi spiace, non sono, ne' potrò mai, essere
d'accordo su questo tuo presupposto: la dittatura, sotto qualunque
forma, mi fa semplicemente orrore - indipendentemente da chi sia scelto
ad esercitarla, e da quanta stima io possa nutrire per la persona.

Chi vuole rappresentare me, dovrà sempre e comunque muoversi all'interno
di ben precisi limiti normativi - se non lo farà, non mi rappresenterà.
Non sarà un gran male, potrai dire. E' vero, non sarà un gran male. E
probabilmente non interesserà a nessuno. Ma se tutti negassero la
rappresentatività a chi non ha regole da rispettare, il mondo sarebbe
decisamente migliore.

> Possibile che alcuni eleggono un presidente
> capace di far scoppiare una guerra nucleare ...

che alcuni si eleggano un presidente di questo genere lo ritengo non
solo impossibile, ma addirittura pazzesco. Il fatto che qualcuno
effettivamente lo faccia dimostra solo che il mondo non è granché bello,
ma in cambio è molto, molto avariato.

Ciao,
mario

Marco Santandrea

unread,
Apr 9, 2014, 6:39:00 PM4/9/14
to arbitri...@googlegroups.com
Ciao Mario e ciao a tutti,
trovo molto condivisibile quanto hai scritto, in particolare la frase: "Chi vuole rappresentare me, dovrà sempre e comunque muoversi all'interno di ben precisi limiti normativi - se non lo farà, non mi rappresenterà. Non sarà un gran male, potrai dire. E' vero, non sarà un gran male. E probabilmente non interesserà a nessuno. Ma se tutti negassero la
rappresentatività a chi non ha regole da rispettare, il mondo sarebbe decisamente migliore
."
Vorrei però evitare di parlare di massimi sistemi e calare questa tua frase nel nostro piccolo mondo e nei piccoli problemi della nostra categoria di arbitri di scacchi.
Quello che in questo momento ha deciso di fare il commissario è esattamente quanto tu deprechi. Il comunicato pubblicato sul sito del Settore Arbitrale può, a mio parere ovviamente non necessariamente condivisibile, essere interpretato in un unico modo: la volontà del commissario di agire al di fuori e al di sopra di regolamenti e delibere approvate dal CF, di cui egli è parte e di decidere sulla base di una sua assoluta, insindacabile discrezionalità.
Immagino, spero, che il comunicato sia stato concordato con la dirigenza federale, nondimeno ritengo che non sia questo il mandato del commissario, precisato nel verbale del CF del 29 marzo, né che abbia la legittimità per farlo. Un commissario, per quanto dotato di poteri straordinari, non può muoversi ed agire al di fuori delle regole stabilite e accettate, perché ciò non sarebbe discrezionalità, ma arbitrio.
Se a questo aggiungiamo quello che a me sembra un palese monito a tacere e a non esprimere critiche, contenuto nell'ultimo punto del comunicato, le mie perplessità e i miei dubbi, non possono che aumentare.
Io credo che di fronte ad atteggiamenti di questo tipo non possiamo rimanere inerti ad attendere gli eventi. Donato in un altro post si chiede cosa succederebbe se gli arbitri fermassero la loro attività. Sono convinto che succederebbe molto, che l'impatto sarebbe notevole e dimostrerebbe che qualcosa contiamo anche noi. In questo momento credo però che non sussistano le condizioni per simili iniziative.
Tra l'assistere senza fare nulla, aspettando e gesti di forte impatto, credo però esistano molte scelte intermedie che possono avere ugualmente efficacia.
Anche se il dibattito in questa sede è decisamente partecipato, io credo che, fondamentalmente stiamo dando un segnale di debolezza: una categoria che, pur con molte ottime idee, non riesce ad arrivare ad una sintesi efficace.
In questo momento non possiamo fare molto ma, a mio parere, il comunicato del commissario dovrebbe avere una risposta da parte di un gruppo di arbitri che, non importa, in questa fase, se maggioritario o minoritario, purché di una certa consistenza, faccia capire a chi di dovere, che il rispetto delle regole e dei regolamenti è per noi, come deve essere, prioritario e ragione stessa della nostra esistenza e che non possiamo sottostare a tentativi di mettere un bavaglio all'espressione delle nostre opinioni. Non è molto, né una presa di posizione particolarmente forte, ma avrebbe il significato di manifestare in maniera chiara e palese, la nostra costante attenzione verso quanto sta accadendo e la nostra voglia di esercitare un costante controllo su scelte e decisioni che ci coinvolgono profondamente.
Un saluto a tutti
Marco Santandrea
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