Caro Luigi,
per quanto tu sia animato dalle miglior intenzioni e il sistema che proponi abbia una sua logica (pur se non la condivido appieno), il commissario la cestinerà perché non prevede l’opzione di designazione fondamentale: “la squadra la decide Ezio”. Fine del criterio e tanti saluti, col supino sigillo di un CF di mascalzoni.
Ciao
Marco
Da: arbitri...@googlegroups.com [mailto:arbitri...@googlegroups.com] Per conto di sergio....@vodafone.it
Inviato: mercoledì 23 aprile 2014 11.41
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Oggetto: Re: Proposte operative
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Cari Amici,
vi avevo anticipato delle proposte. Eccole.
Hai pienamente ragione.
Attendo *ardentemente* di essere deferito (per la terza o quarta volta, non ricordo bene): la giustizia federale è sempre così efficiente…
Oppure che sia autorizzata nei miei confronti la sospensione della clausola compromissoria, dal momento che io l’ho chiesta ben tre volte e altrettante è stata negata.
Comunque un collega per cui ho massima stima e sicura amicizia mi faceva notare oggi al telefono che queste missive sono piuttosto sterili, pertanto con questa chiudo.
Da: sergio....@vodafone.it [mailto:sergio....@vodafone.it]
Inviato: mercoledì 23 aprile 2014 12.37
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Oggetto: Re: R: Proposte operative
> Oppure che sia autorizzata nei miei confronti la sospensione della clausola compromissoria, dal momento che io l’ho chiesta ben tre volte e altrettante è stata negata.
> Comunque un collega per cui ho massima stima e sicura amicizia mi faceva notare oggi al telefono che queste missive sono piuttosto sterili, pertanto con questa chiudo.
Ritengo, pertanto, che il futuro designatore (uno o più di uno) dovranno
astenersi dall'autodesignarsi (senza eccezioni e nulla osta). In tal
modo tutte le future accuse di cercare scorciatoie di
carriera/diarie/vacanze cadranno nel vuoto.
Il/I designatori si asterranno, per gli stessi motivi, dal designare
anche gli altri membri CAF.
Inoltre ciò ha il vantaggio di spezzare fili impropri che in futuro
potrebbero creare clientele e fazioni.
La CAF/Fiduciario nominerà con discrezionalità solo sui tornei
istituzionali (le varie finali U16, CGS, CIS, CIA, ecc...). In tali
tornei potrà valorizzare gli arbitri meritevoli e che non hanno avuto
visibilità.
Per i tornei non istituzionali (quelli privati), gli arbitri si
candideranno come avviene ora e gli organizzatori li sceglieranno da una
rosa di candidature equivalenti. Il ruolo della CAF/Fiduciario sarà
quello di assicurarsi che gli arbitri abbiano i requisiti per candidarsi
(frequenza ai corsi di aggiornamento, partecipazione ad eventuali test,
incompatibilità, ecc...). Chi non ha i requisiti sarà escluso
temporaneamente dalle candidature (anche AF ed AI).
Per limitare l'eccessiva attività di alcuni colleghi (su DADI si possono
individuare facilmente), si userà il seguente semplice sistema. Gli
arbitri potranno candidarsi a quanti tornei vorranno. Tuttavia, nel
momento in cui verranno nominati, gli salteranno tutte le candidature
dei tornei che si svolgeranno nei successivi 45 giorni (non importa se
istituzionali o meno). Questo comporterà delle rotazioni automatiche
delle squadre arbitrali, anche nel periodo estivo. L'arbitro desiderato
contemporaneamente da più organizzatori sarà costretto egli stesso a
decidere dove andare (=candidarsi) e a liberare posti senza coinvolgere
la CAF.
Gli arbitri cancellati sarebbero ripescati SOLO in mancanza di arbitri
in un dato torneo.
In effetti è possibile realizzare un
algoritmo che funge da designatore automatico per i tornei non
istituzionali.
A questo punto non vedrei nulla di male se a candidarsi in questo
circuito siano anche i membri CAF e partecipano come tutti gli altri
senza privilegi.
Per quanto mi riguarda chi è d'accordo non deve necessariamente scrivere
in questo gruppo, ma può anche scrivermi in privato. Se riceverò
abbastanza feedback positivi li trasmetterò al Commissario per l'uso che
vorrà farne.
Ciao a tutti
Aggiungo delle considerazioni in rosso
> L'esperienza passata ci ha insegnato qualcosa e dobbiamo tenerne conto.
> Ritengo che la futura CAF dovrà essere *blindata* da accuse speciose che
> forniscono il fianco sia ai colleghi che agli organizzatori. Senza questa
> blindatura ci saranno sempre polemiche e qualsiasi azione sarà destinata al
> fallimento. Solo una CAF blindata potrà essere autorevole, in grado di parlare a
> nome dell'intero settore e quindi dovrà necessariamente essere ascoltata da
> tutti.
Non capisco esattamente cosa voglia dire blindata: se blindata da parte degli arbitri (ovvero, fornita di massimo consenso elettorale), se blindata da parte della FSI (ovvero gradita), o se blindata nel senso di insospettabile.
Quanto al primo punto, la CAF precedente era blindata, cioè aveva il consenso della maggior parte degli arbitri, mentre non lo era affatto quanto al secondo.
Se invece per blindata si intende insospettabile, purtroppo temo che un risultato simile non sia in nessun modo raggiungibile. Sebbene, e solo in astratto, una CAF del tutto indesignabile non possa essere sospettata di designare sé stessa, sorgerebbe immediato un secondo sospetto, ossia che la CAF designi solo arbitri graditi e non designi arbitri che ritiene “antipatici”. Tale non è una mia speculazione, ma una contestazione che ci fu già rivolta. È inevitabile che qualsiasi attività che comporti un provvedimento decisorio abbia un margine di discrezione e, quindi, un terreno per far germogliare sospetti se c’è un interesse malizioso a farlo.
>
> Ritengo, pertanto, che il futuro designatore (uno o più di uno) dovranno
> astenersi dall'autodesignarsi (senza eccezioni e nulla osta). In tal modo tutte le
> future accuse di cercare scorciatoie di carriera/diarie/vacanze cadranno nel
> vuoto.
> Il/I designatori si asterranno, per gli stessi motivi, dal designare anche gli altri
> membri CAF.
Questo punto ha delle controindicazioni serie: non arbitrare per 4 anni significa perdere la Licenza FIDE che, in alcuni casi, è molto costosa e la FSI non la rimborsa. Potrebbe significare una fuga di massa degli arbitri titolati dalle cariche dirigenziali, con tutti gli inconvenienti che già notava Mario.
Attualmente far parte della CAF è già un sacrificio, sia in termini di tempo e risorse impiegate, sia in termini di possibilità di arbitraggio (l’unico membro della CAF che aveva un’attività arbitrale ragguardevole era l’attuale commissario, tutti gli altri invece erano ben al di sotto di tutti gli altri arbitri di pari categoria). Chiedere come ulteriore sacrificio l’astensione totale dall’arbitraggio significa stroncare qualsiasi spirito di abnegazione. Del resto, facciamo gli arbitri, non i burocrati.
Ed è una scelta a mio parere non condivisibile anche per un’altra ragione: il deignatore forzatamente inattivo perde il contatto con la realtà di torneo e quindi le sue funzioni subiscono un serio detrimento. Nella Federazione Italiana Pattinaggio i dirigenti del loro “settore arbitrale” *devono* dimostrare un minimo di attività altrimenti non possono nemmeno candidarsi, perché si ritiene molto più negativo un dirigente privo di esperienza che un dirigente vittima di solo teorici conflitti di interesse.
> Una volta blindata la CAF verranno meno i dissidi e le gelosie interne.
Su questo non sarei affatto sicuro. Lo scorso anno designai un arbitro per il 100% delle manifestazioni per cui era disponibile.
Ne ricevetti una telefonata in cui si lamentava che la CAF lo trattava male e lo designava poco.
> La CAF/Fiduciario nominerà con discrezionalità solo sui tornei istituzionali (le
> varie finali U16, CGS, CIS, CIA, ecc...). In tali tornei potrà valorizzare gli arbitri
> meritevoli e che non hanno avuto visibilità.
Questo non è possibile: c’è il parere vincolante del Direttore Nazionale.
Per giunta se un arbitro è rimasto fermo per motivi i più vari non è detto che sia contento di arbitrare U16 e CGS che non danno norme. La rotazione deve esserci anche sui tornei “privati” per consentire a tutti di progredire nella carriera.
> Per i tornei non istituzionali (quelli privati), gli arbitri si candideranno come
> avviene ora e gli organizzatori li sceglieranno da una rosa di candidature
> equivalenti. Il ruolo della CAF/Fiduciario sarà quello di assicurarsi che gli arbitri
> abbiano i requisiti per candidarsi (frequenza ai corsi di aggiornamento,
> partecipazione ad eventuali test, incompatibilità, ecc...). Chi non ha i requisiti
> sarà escluso temporaneamente dalle candidature (anche AF ed AI).
[…]
> A questo punto non vedrei nulla di male se a candidarsi in questo circuito siano
> anche i membri CAF e partecipano come tutti gli altri senza privilegi.
Questo sistema ha un’unica differenza rispetto all’attuale: anziché formare un blocco all’attività sulla base dei “punteggi arbitrali”, lo fa in base a un periodo temporale che scatta in automatico.
Secondo me genera più problemi di quelli che risolve. L’elasticità che c’era nella regola dei punteggi consentiva al designatore di venire incontro in molti casi all’organizzatore designando ancora un arbitro con molti punti, se ciò sembrava indispensabile per il buon esito del torneo.
Per inciso, un automatismo nelle vecchie linee guida c’era: prevedeva che diventasse indesignabile nell’anno solare chi avesse sperato la quota massima di tornei che si potevano arbitrale (i 3 festival). E’ stata la prima cosa che il CF ha cancellato.
Saluti
Marco
>
> Questa è a grandi linee la soluzione che propongo per il futuro. Era anche la
> soluzione che avrei voluto prospettarvi a Prato se ne avessi avuto l'occasione.
>
> Per quanto mi riguarda chi è d'accordo non deve necessariamente scrivere in
> questo gruppo, ma può anche scrivermi in privato. Se riceverò abbastanza
> feedback positivi li trasmetterò al Commissario per l'uso che vorrà farne.
>
> Grazie dell'attenzione,
> Luigi
>
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Ciao a tutti,
Qualche considerazione e qualche proposta.
Le proposte di Luigi Forlano rappresentano, a mio parere, una rivendicazione di ritorno al passato, con qualche aggravante.
In sostanza Luigi lascia alla CAF la designazione degli arbitri per le sole manifestazioni “istituzionali”.
Se analizzassimo bene quali sono queste manifestazioni, potremmo vedere che, come designazione di una certa consistenza, rimangono solo i CIU16, manifestazione giovanile, alla quale molti arbitri sono scarsamente interessati.
Per tutte le altre manifestazioni è l’Organizzatore che sceglie gli arbitri e la CAF si limita a mettere il timbro sulle scelte fatte, verificando esclusivamente l’idoneità degli arbitri prescelti.
Esattamente quanto avveniva in passato.
Questa, però, era solo la prassi, e, in più di un’occasione, la CAF riusciva a “contrattare” la designazione di arbitri di sua scelta. Con la proposta di Luigi, il sistema viene invece rigorosamente stabilito per legge.
Ciò va anche al di là di quanto aveva cercato di fare, riuscendoci solo in parte, il CF, che comunque era ben consapevole del fatto di non poter codificare un siffatto sistema sul quale ritengo che lo stesso CONI avrebbe qualche obiezione.
Emblematica è la definizione che Luigi dà per le manifestazioni non “istituzionali”: tornei “privati”. Ciò che è privato è proprietà di qualcuno; evidentemente i tornei di scacchi sono da considerare proprietà dell’organizzatore che, in questa logica, ne dispone, legittimamente, a suo piacimento.
Ragionando di designazioni c’è tuttavia un aspetto che non si riesce, o non si vuole affrontare, e che sta alla base delle discussioni e dei contenziosi che si sono verificati nel passato, recente o meno.
Ci si troverà prima o poi inevitabilmente nella situazione in cui l’Organizzatore vorrà, per motivi che lui valuta assolutamente legittimi, che sia presente l’arbitro X. Chi designa vorrà invece, con motivazioni che lui valuta assolutamente legittime, che quella manifestazione sia arbitrata dall’arbitro Y.
La domanda che dobbiamo porci e alla quale dovremmo rispondere, prima di avanzare qualunque proposta è: in questa situazione, una volta che si sia verificato, dopo tutte le discussioni e le mediazioni possibili, che permangono due opzioni differenti, dovrà essere designato l’arbitro X o l’arbitro Y, ovvero, a chi spetta la decisione finale?
La mia risposta è: a chi designa (CAF o Fiduciario). La risposta che mi sembra implicita, anche se non dichiarata, nella proposta di Luigi è: alla CAF per le manifestazioni istituzionali, all’Organizzatore per quelle “private”.
Proviamo a rispondere a questa domanda. Dopo di ciò, decidere come fare le designazioni sarà solo una scelta tecnica, che dovrà necessariamente essere il più possibile condivisa, ma non sarà particolarmente complessa, se sono chiari i presupposti.
Vorrei però cercare di portare la discussione su piani differenti. Ritengo infatti che continuare a discutere in questo modo di designazioni e quasi solo di designazioni, con proposte le più svariate, allontani da quelli che dovrebbero essere gli aspetti più importanti e le priorità da affrontare, tra di noi e con il CF.
Le priorità, in questo momento, non sono le designazioni.
La priorità prima è l’autonomia del Settore Arbitrale.
Non è mia intenzione discutere qui sulla legittimità o meno delle decisioni assunte dal CF nelle riunioni di luglio e settembre 2013 e marzo 2014, che hanno limitato drasticamente l’autonomia e i poteri di autogoverno del Settore Arbitrale, .
Ci sono interpretazioni differenti, ma si tratta di una discussione poco produttiva, né si può impostare un qualunque confronto chiedendo preliminarmente a qualcuno un passo indietro.
Credo dovremmo riflettere su quale livello di autonomia vogliamo per il Settore Arbitrale e, posto che tale autonomia non può essere incondizionata, da chi, in che modo e in quali forme può e deve essere limitata.
Dovremmo chiederci se vogliamo essere interpreti attivi o spettatori più o meno passivi di scelte e decisioni che riguardano la nostra attività.
Queste sono, a mio modo di vedere, le vere questioni che dovremmo porci.
Anche in questo caso, se sono chiari i presupposti, il resto ne viene come conseguenza.
Le modalità con le quali in futuro saranno designati gli arbitri sono funzione del grado di autonomia che riusciremo ad ottenere.
La mia proposta, che ho già esposto in un altro post e che qui riassumo a grandi linee, senza articolarla nei dettagli, è che il settore Arbitrale deve poter esercitare i compiti definiti dall’RSA con un’autonomia molto ampia, limitata dalla possibilità di esercizio, da parte del CF, di una sorta di “diritto di veto” che deve però essere precisato nei sui limiti e nelle sue motivazioni, e che non può essere preventivo.
In questo modo l’autonomia del Settore Arbitrale non viene intaccata, ma è sottoposta ad alcuni vincoli ben definiti e condivisi.
L’altra priorità riguarda il pagamento delle diarie.
Anche su questo aspetto ho avanzato qualche proposta in un precedente post.
Credo che dobbiamo essere in grado di mettere in campo ipotesi percorribili o, quantomeno, ottenere che il CF ponga la questione all’ordine del giorno.
In definitiva e in sintesi ritengo che, i nostri sforzi e i nostri ragionamenti dovrebbero concentrarsi su tre direzioni:
Autonomia del Settore Arbitrale
Titolarità del pagamento delle diarie
Titolarità della decisione ultima sulla designazione degli arbitri.
Credo che, se su questi tre punti riusciremo ad avere un dibattito approfondito e a costruire proposte unitarie o quantomeno condivise da una larga maggioranza di noi, e sono convinto che lo si possa fare, potremo uscire in maniera più che soddisfacente per tutti dalla situazione nella quale ci troviamo.
Un saluto a tutti.
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