Matematica

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da leggere,
16 ago 2009, 13:38:0116/08/09
a Approfondimenti
Ho avuto modo di leggere "Processo agli economisti" di R.Petrini. Non
l'ho trovato un libro importante; lo sarebbe stato se fosse stato
scritto anni fa ma nel 2009, dopo tutto quello che e' stato scritto e
detto riguardo la crisi attuale (specialmente nei siti di
controinformazione) non fa piu' molto effetto.

Una cosa pero' mi ha colpito. Pare che la deriva che l'economia
mondiale ha preso da qualche decennio a questa parte sia da imputare
all'uso indiscriminato e prepotente della matematica che ne ha
"snaturato" i precetti fino a prima in uso. Keynes stesso nella sua
"Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta" (il
testo che, secondo molti, determino' l'uscita dalla crisi del '29) non
uso' una sola formula matematica. Via via che la finanza comincio' a
dominare l'economia, la matematica inizio' a farla (e la fa ancora) da
padrona, al punto che alcuni Nobel per l'economia sono andati agli
inventori di formule complicatissime "simili a quelle dei fisici
nucleari" si legge.

Nel libro viene citato Paolo Sylos Labini che accusa la finanza di
usare "formalizzazioni astratte, eleganti ma inadatte ad interpretare
la realta'". E Giorgio Fua', il quale denunciava costantemente le
"insidie dei numeri". Sylos prosegue con un'interessante quesito: dato
che gli scacchi rappresentano un'esercizio di intelligenza, un grande
scacchista -si chiede- migliora il mondo? In altri termini:
l'intelligenza matematica porta necessariamente a dei miglioramenti
diffusi, oppure e' solo un esercizio fine a se' stesso?
E ancora: a chi o cosa e' da imputare lo spostamento dell'asse su cui
precedentemente poggiavano gli studi economici da terreni discorsivi
verso terreni sempre piu' astratti e quindi lontani dalle necessita'
sociali?

Giusto per fare un esempio pratico: i CDS (credit default swap) sono
assicurazioni contro il fallimento. Il valore futuro di questi
prodotti derivati, ovvero di un titolo il cui valore deriva da un
altro come nelle scatole cinesi, e' calcolabile tramite modello
matematico. Lo potete vedere anche su wiki. All'inizio dell'anno
corrente i CDS rappresentavano il 1300% del PIL mondiale. In pratica
hanno assicurato anche cio' che non esiste, grazie a quei modelli
matematici. E cosi' succede che interi paesi come l'Islanda siano in
bancarotta conclamata e diversi altri siano sull'orlo del baratro
default (fallimento).
Counterpunch ci informa che "l'AIG si è sputtanata parecchie migliaia
di miliardi di dollari in prodotti finanziari, tenuti insieme da
aristocratici geniacci della matematica e campioni dell'arte arcana
dell'arbitraggio"
http://doppiocieco.splinder.com/post/21112563#more-21112563

Ripeto la domanda: l'intelligenza matematica porta necessariamente a
dei miglioramenti diffusi, oppure e' solo un esercizio fine a se'
stesso?

Da epicureo dantan queste domande non possono che farmi piacere.
Epicuro amava ricordare che nel pensiero logico e deduttivo basta un
assioma sbagliato, un passaggio logico fuori luogo che tutta
l'impalcatura cade. Alle volte rovinosamente per tutti noi, come
l'attuale crisi testimonia. Molto meglio fidarsi dei propri sensi,
insegnava.
Certo che di trappole astratte la matematica ne offre, e neanche
poche. A partire da quell'otto coricato che per taluni simboleggia
l'infinito dei guadagni borsistici, l'infinito della crescita
dell'economia e della finanza. Tutte cose che nella finitezza del
nostro pianeta non dovrebbero trovare spazio alcuno di discussione
(figuriamoci di dimostrazione).
E invece sono li': modelli Ponzi divenuti oggetto di premi Nobel da
decenni.

Epicuro: "non bisogna infatti ragionare sulla natura per enunciati
privi di riscontro oggettivo e formulazione di principi teorici, ma in
base a ciò che l'esperienza sensibile richiede". Altri tempi: correva
l'anno 300AC, e Merton e Scholes non avevano ancora ricevuto il Nobel
per la matematica dei derivati.

A difesa della categoria interviene il "solito" Odifreddi che nel suo
"Il matematico impenitente" ci informa che "in fondo sono un logico, e
credo che (...) la scienza abbia ragione, anche e soprattutto per il
suo metodo, che consiste nel basarsi su esperimenti verificabili e
dimostrazioni comprensibili" (pg102)
L'"esperimento" di mandare in malora l'economia mondiale grazie alle
costruzioni sugli specchi dei derivati mi sembra perfettamente
riuscito dal punto di vista della verifica (e l'economia rimane pur
sempre una scienza,no?), e la "dimostrazione" della validita' dei
derivati finanziari mi sembra che ci abbia lasciato tutti con gli
occhi sgranati.
E col culo per terra.
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