L'intervento di Susy Erba alla serata di giovedì 9 ottobre

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Redazione Centro Culturale di Lugano

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Oct 15, 2008, 2:18:48 PM10/15/08
to appelloeducazione
xchè ho voluto sottoscrivere l'appello e xchè credo un questo ??

sono una mamma con un figlio di 9 anni, a cui dedico tutte le mie
energie e il mio tempo (con immenso piacere e senza rimpianti) ; a cui
cerco di dare un'educazione che di questi tempi sembra ormai "fuori
moda"! vengo spesso ripresa che sono troppo severa, esigente, ("fuori
moda" appunto) etc etc ; ma poi i risultati si vedono: mio figlio
viene spesso lodato della buona educazione e del buon comportamento
(piace agli adulti e conquista i suoi coetanei).

Ma viviamo in un tempo molto difficile per i bambini e i giovani. Con
tutti i fatti di cronaca (e non c'è bisogno di guardare molto lontano,
bastano i fatti del nostro Ticino e quelli attorno, restando però in
CH) un genitore oggi si pone molte domande e molte sono le paure,
(come ben si potrà capire)

Troppo spesso però sento dire (alla radio, alla tv, in strada) o
leggo, che la società é responsabile, che la scuola è responsabile!
("...che nessuno fa più nulla", "...che i politici non
intervengono!!", che bla bla)

Secondo me invece la partenza è in famiglia; purtroppo oggi sembra che
nessuno abbia più voglia di "investire" nel fare il genitore ...
sembra quasi una perdita di tempo, e quindi si aspettano che la
società, rispettivamente la scuola, faccia tutto !

Ecco perché istintivamente -appena ho letto l'articolo apparso i primi
di settembre sul quotidiano- ho voluto aderire (in genere sono una
persona "schiva" che tende a restare nell'angolo, ma questo è un
argomento a cui tengo molto, in cui credo veramente).

Forse perché spero che si possa far qualcosa per risvegliare la voglia
e la consapevolezza che educare i ragazzi è un compito piacevole e
parte dalla famiglia .... ovviamente con l'aiuto anche della
società .... per diventare infine un'unica grande unità/famiglia dove
si può collaborare e dialogare !! Investire nei nostri ragazzi
dovrebbe essere la cosa più naturale e più spontanea di questo mondo !!

Roberto Laffranchini

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Oct 19, 2008, 8:42:50 AM10/19/08
to appelloeducazione
Cara Susanna,
condivido quanto ha scritto. Io vivo in mezzo ai ragazzi tutti i
giorni e vedo che, come tutti noi, hanno bisogno di essere ascoltati e
accompagnati. Vorrei aggiungere un'osservazione. Nella mia esperienza
come genitore e come uomo di scuola vedo che spesso gli adulti forse
ascoltano i giovani ma senza proporre nulla. Questo è il vero nostro
problema. Per proporre qualcosa bisogna credere in qualcosa; qualcosa
che vada oltre la superficie delle cose, dell'utile, del comodo,
dell'inevitabile. Qualcosa per cui capisco che valga la pena vivere
anche dentro le circostanze che possono essere difficili o dolorose.
Se credi nel valore della persona, nella tua persona anzitutto, puoi
dire anche a un giovane, a un allievo o a un figlio, "hai un valore",
cioè "ci sei perché sei voluto" (anche quando il genitore o il
l'insegnante ti mada a quel paese perché ha perso la pazienza): solo
per questo vale la pena impegnarsi, lavorare e anche fare fatica.
Altrimenti potremo soltanto richiamare i ragazzi alla convenienza di
un risultato: "studia per prendere un bel voto" o "studia per poter
fare un certo lavoro domani"; che è già una bella cosa, ma molto
fragile. E i giovani lo capiscono, e se non gli diamo qualche cosa di
più ti rispondono "ma chi se ne frega del domani" perché giustamente
vogliono avere un motivo per vivere oggi.
A questo proposito volevo dirle che ho vissuto un'esperienza molto
bella lunedì scorso. Nella nostra scuola è venuto il vescovo che
faceva la visita pastorale a Sorengo. Invece di organizzare un
incontro formale, abbiamo pensato di chiedere agli allievi di
formulare le domande che loro sentivano più vive e importanti per la
vita per rivolgerle a questa persona che veniva a incontrarli. Loro
hanno saputo porre domande veramente fondamentali e il vescovo si è
messo in gioco con tutta la sua persona per rispondere, anzitutto a
partire dalla sua esperienza. C'è stato ascolto da parte sua ma anche
la capacità di proporre le convinzioni che via via hanno determinato
la sua vita. Così è nato un vero dialogo, con un grande interesse e
una grande attenzione reciproca.
Talvolta, forse per paura di mancare di rispetto verso l'altro, non
diciamo chi siamo, in che cosa crediamo e questo, giustamente, i
giovani non ce lo perdonano. Non solo vogliono sapere che la vita ha
un senso ma vogliono vedere adulti che vivono, pur sbagliando, per il
senso che la vita ha.
Un caro saluto.
Roberto
On 15 Ott, 20:18, Redazione Centro Culturale di Lugano

Casagrande Roberto

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Oct 20, 2008, 3:32:38 AM10/20/08
to appelloe...@googlegroups.com, susy...@gmail.com
Ho letto solo ora la reazione indignata di Susy Erba che ammonisce di non generalizzare. Suppongo che sia rivolta (anche) al mio intervento. Non voglio fare polemica, perché non serve affatto alla tematica di questo blog. Perciò spero che si cerchi di trarre dai vari interventi degli spunti che possano contribuire ad una discussione costruttiva. Avevo descritto una realtà del mio quotidiano e non intendevo affermare che ciò succede dappertutto, ma credo che una tendenza ci sia. Chi non ha osservato sui mezzi pubblici pieni una mamma in piedi col bimbo in braccio mentre dei giovani adulti restavano comodamente seduti? Ebbene, fino agli anni settanta ciò era impensabile, come era impensabile la maleducazione di molti giovani genitori che ho riscontrata ai buffet in un rinomato villaggio turistico in Italia. Pare che ci sia una tendenza alla maleducazione. Chi osserva delle tendenze generalizza per forza? Se a qualcuno sembra che oggi giorno essere gay (o meglio dichiararsi tale) è di moda si attira l'ira di dio da parte di molti buonisti. Ma la tendenza ad un offuscamento dell'identità maschile e femminile c'è.

Credo che prima di continuare la discussione così complessa di questo blog mi devo mettere a leggere degli studi psicosociali. Sono troppi i fattori che possono causare dei problemi comportamentali tra i giovani. Perché una classe di scuola media 'funziona' a meraviglia mentre la classe parallela è caotica? Mia figlia è stata così bene che alla fine dei quattro anni ha detto che li rifarebbe sull'istante. E guarda caso: quasi tutti gli allievi di questa classe vivono in famiglie intatte e credo anche armoniose. Ora rischio di attirarmi l'ira di alcuni genitori separati e chiudo l'argomento, perché supera le mie competenze in materia.

Cordialmente,
Roberto

susy erba

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Oct 20, 2008, 9:58:30 AM10/20/08
to Casagrande Roberto, appelloe...@googlegroups.com
Egregio Signor Casagrande,
Buongiorno a lei e a tutti i firmatari che leggono.

lungi da me voler "protestare", "ammonire" o sentirmi "indignata" ! 

sicuramente non voleva essere questo il mio intento ! ma se non sono riuscita a farmi capire, mi scuso se qualcuno si è sentito accusare o si è offeso !!

un commento -forse il suo, forse no- mi aveva risvegliato un pensiero ricorrente , che ho di conseguenza semplicemente voluto condividere ... ma mai mi permetterei di "ammonire" qualcuno !
il tema dell'educazione e tutto quello che vi è attorno è molto complesso che non si può certo generalizzare, o fare accuse, o sentirsi nel giusto (e viceversa) !
stiamo tutti provando ad esprimere quello che proviamo o sentiamo ..... e condividendolo con gli altri provare a "tirare fuori" qualche cosa di buono !!!

al limite voleva essere solo un invito a non generalizzare -come però vale per infinite altre cose e altri argomenti- ... ma a restare aperti verso tutto e tutti ...

perchè per fortuna , in mezzo a tanti giovani poco educati, ve ne sono altrettanti tanti altri invece squisitamente gentili e cortesi .... 

un cordiale saluto

susanna erba

Redazione Centro Culturale di Lugano

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Oct 20, 2008, 2:42:53 PM10/20/08
to appelloeducazione
Colgo l'occasione di questo scambio per farvi partecipi di una
perplessità che mi persegue dalla sera del 9 ottobre:

La buona educazione è una cosa molto bella.
La questione a mio modo di vedere è che la diseducazione attuale è
alle cose belle, qualunque esse siano, e non in particolar modo alla
buona educazione.

Mi colpisce che uno dei temi nell'appello - che a me paiono
essenziali - non sia ancora emerso (e forse sono stata disattenta io):
la libertà. Cioü che l'educazione è il rapporto drammatico fra la
libertà di chi educa e la libertà di chi è educato. Se io educo,
propongo qualcosa che per me vale, qualcosa che giudico bello e buono
altrimenti non educo, piuttosto addestro un animaletto.
Se la libertà di chi è educato accetta quello che gli propongo, io ci
guadagno perché è come una verifica che quel che andavo proponendo è
davvero bello e amabile; e l'educato ci guadagna, perché prima che io
glielo proponessi di certo quella relatà non sapeva neanche che
esistesse.

Questa dinamica vale dal salutare la mattina con un bel "Buongiorno!"
Fino a non rubare, a non dare dello "sporco negro" a uno che viene da
altrove, fino a non ammazzare la gente che si incontra per caso per la
strada e ce l'attraversa senza chiederci il permesso.

Non so se sono riuscita a spiegarmi. Non è un qualcosa di molto
complesso e difficile, per spiegare il quale sia necessaria la laurea
in psicopedagogia sociale. È qualcosa di molto semplicemente umano: la
libertà si esercita su una proposta di bene, altrimenti avvizzisce e
non resta altro che la reattività la cui misura è la forza bruta.

ida


On 20 Ott, 15:58, "susy erba" <susye...@gmail.com> wrote:
> Egregio Signor Casagrande,Buongiorno a lei e a tutti i firmatari che
> leggono.
>
> lungi da me voler "protestare", "ammonire" o sentirmi "indignata" !
>
> sicuramente non voleva essere questo il mio intento ! ma se non sono
> riuscita a farmi capire, mi scuso se qualcuno si è sentito accusare o si è
> offeso !!
>
> un commento -forse il suo, forse no- mi aveva risvegliato un pensiero
> ricorrente , che ho di conseguenza semplicemente voluto condividere ... ma
> mai mi permetterei di "ammonire" qualcuno !
> il tema dell'educazione e tutto quello che vi è attorno è molto complesso
> che non si può certo generalizzare, o fare accuse, o sentirsi nel giusto (e
> viceversa) !
> stiamo tutti provando ad esprimere quello che proviamo o sentiamo ..... e
> condividendolo con gli altri provare a "tirare fuori" qualche cosa di buono
> !!!
>
> al limite voleva essere solo un invito a non generalizzare -come però vale
> per infinite altre cose e altri argomenti- ... ma a restare aperti verso
> tutto e tutti ...
>
> perchè per fortuna , in mezzo a tanti giovani poco educati, ve ne sono
> altrettanti tanti altri invece squisitamente gentili e cortesi ....
>
> un cordiale saluto
>
> susanna erba
>
> Il giorno 20 ottobre 2008 9.32, Casagrande Roberto <
> roberto.casagra...@lu.unisi.ch> ha scritto:
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