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Gentile
Mariangela,
questa
è una storia
ancora da
scrivere. Una
storia che
parla di
potenziali crudeltà sugli animali e disastri
ambientali,
ma che
possiamo
decidere noi
come va a
finire.
Cinque
anni fa
l’azienda
spagnola di
prodotti
ittici Nueva
Pescanova ha
presentato
domanda
all’Autorità
Portuale di
Las Palmas,
nelle Isole
Canarie, per
costruire il primo allevamento di polpi al
mondo.
Oggi,
se uniamo le
forze, abbiamo
una concreta
possibilità di
fermare questo progetto
crudele e
dannoso sul
nascere.
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Mariangela,
ti spiego cosa
sta succedendo
alle Gran
Canarie e
perché questo
è un momento
cruciale per
prendere
posizione per
proteggere i polpi.
Nueva
Pescanova ha
presentato uno
studio di
impatto
ambientale
semplificato,
che il governo
delle Isole
Canarie ha
ritenuto
insufficiente,
visti i
potenziali gravi rischi ambientali.
All’azienda
è stato quindi
richiesto di
presentare uno
studio
completo, ma
non l’ha
fatto. Ora i tempi sono scaduti e la
legge è
chiara:
l’Autorità
Portuale deve
archiviare la
pratica.
Facciamo in
modo che venga
rispettata!
Mariangela,
schierati con
noi contro
questo
progetto
crudele e
dannoso e chiedi all’Autorità Portuale
di chiudere
subito la
richiesta.
Insieme,
fermiamo
l’avvio del
primo
allevamento di
polpi al
mondo!
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C’è
chi li vede
solo
nell’insalata
di mare. Ma
noi li vediamo
per quello che
sono: creature straordinarie,
intelligenti,
sensibili,
capaci di
emozioni e
comportamenti
complessi.
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Rinchiuderli
in vasche, in
condizioni
artificiali e
spoglie,
significherebbe
condannarli
solo a stress e sofferenza.
E
per nutrirli
negli
allevamenti
servirebbero
grandi
quantità di
mangimi a base
di pesce
selvatico
catturato in
mare: altra pressione su ecosistemi marini
già sfruttati,
altra spinta
alla
sovrapesca.
Per
questo ci
opponiamo da
anni a questo
progetto. Ora
c’è
un’occasione
concreta per
fermarlo, ma
dobbiamo agire
subito.
E
serve anche la tua voce, Mariangela,
prima che sia
troppo tardi.
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Grazie
per avere
preso
posizione in
difesa dei
polpi:
insieme,
possiamo
evitare che
diventino le
nuove vittime
dell’allevamento intensivo.
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Viviana Vignola
Responsabile
Campagne CIWF
Italia
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