: [Italia Animalista]Per Vostra informazione: CACCIA: DDL 1552 IN DISCUSSIONE AL SENATO_17 GIUGNO 2026.

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Bianca Lamacchia

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Jun 20, 2026, 4:32:44 PM (2 days ago) Jun 20
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Da: Marcello Giansanti <vend...@yahoo.it>
Date: Sab 20 Giu 2026, 15:18
Subject: Fwd: Fwd: [Italia Animalista] Fwd: Per Vostra informazione: CACCIA: DDL 1552 IN DISCUSSIONE AL SENATO_17 GIUGNO 2026.

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Da: Movimento Antispecista <m...@movimentoantispecista.org>
Date: mer 17 giu 2026 alle ore 21:08
Subject: Per Vostra informazione: CACCIA: DDL 1552 IN DISCUSSIONE AL SENATO_17 GIUGNO 2026.
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https://www.rainews.it/articoli/2026/06/ddl-caccia-il-senato-boccia-pregiudiziali-costituzionalita-saranno-estese-specie-cacciabili-7d69a7f6-6ada-42a2-83ed-ca4a36d127b4.html

 

17 giugno 2026

 

L'Aula del Senato ha concluso la discussione generale sul ddl caccia dopo aver respinto, stamattina, le pregiudiziali di costituzionalità di M5s e Avs. Sono circa un centinaio gli emendamenti al testo che sono stati presentati. L'assemblea di palazzo Madama tornerà a riunirsi alle 16. Intanto le opposizioni danno battaglia contro un provvedimento che ritengono retrogrado e che favorisce gli interessi delle associazioni venatorie. Il testo modifica la precedente legge sulla caccia, la 157 del 1992, e finora è stata contestato da opposizioni e associazioni ambientaliste per via dell'estensione delle specie cacciabili e delle condizioni ambientali in cui è ammessa. Il provvedimento è in discussione in sede redigente al Senato dal 3 luglio 2025 e rappresenta uno dei punti di scontro più significativi tra maggioranza e opposizioni in materia ambientale.

Il provvedimento è piuttosto controverso, tra le molteplici proteste da segnalare la lettera della Lipu a Papa Leone: "È con emozione e gratitudine che abbiamo accolto la risposta del Papa alla nostra nota di preoccupazione circa il disegno di legge 1552 sulla caccia". Lo dichiara la Lipu-Bird Life Italia divulgando una lettera della segreteria di stato vaticano indirizzata a loro. Leone XIV - riporta la Lipu in una nota - pur sottolineando l'indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle "tematiche legislative degli Stati", ha definito il tema "una questione di grande rilevanza sociale e morale", "pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu". Il Papa, prosegue la nota, ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere "il rispetto e la tutela del creato". 

Schlein: “Incostituzionale e antiscientifico. Il governo lo ritiri”

"Il ddl 1552 non è una riforma della caccia: è un tentativo sguaiato e ideologico di frantumare il delicato equilibrio della legge 157. È una resa incondizionata alla frangia venatoria piu' estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l'ecosistema e la biodiversità", così la segretaria del Pd Elly Schlein

"Il ddl trasforma il parere scientifico di Ispra da vincolante a meramente consultivo, sostituendo la scienza con un Comitato tecnico faunistico-venatorio, cioe' con la politica. La stessa Commissione europea avverte che questa trasformazione rischia di compromettere il sistema di protezione stabilito dalla Direttiva Uccelli, aprendo la porta a deroghe adottate anche in contrasto con il parere scientifico", ha proseguito la segretaria del Pd. "E c'è uno scandalo nello scandalo: il governo ha ricevuto la lettera di Bruxelles già a dicembre 2025 e l'ha volutamente tenuta nascosta, mentre il Parlamento discuteva il provvedimento. Non ha mai risposto, su questo, alle nostre interrogazioni. Chiediamo quindi il ritiro immediato del ddl 1552", ha concluso Schlein. 

Conte: “Uno scempio”

"Non si tratta di una modifica tecnica, ma della precisa scelta politica di sacrificare l'interesse generale per soddisfare interessi particolari". Lo dichiara il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che prosegue: "Invece di affrontare le emergenze che preoccupano famiglie e imprese, questa maggioranza decide di intervenire su una normativa che ha contribuito a proteggere il nostro patrimonio naturale. Questo intervento mette a rischio ecosistemi, specie selvatiche e aree protette. Per noi questa scelta è incomprensibile e profondamente sbagliata. Ci siamo opposti in ogni sede utile e continueremo a farlo, dentro e fuori le aule parlamentari. Per noi la difesa dell'ambiente non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità verso i cittadini e le nuove generazioni, per tutelare un bene comune che appartiene a tutti e che non puo' essere subordinato alle richieste di pochi. Per questo ci opporremo con determinazione dentro e fuori dal Parlamento. Siamo stati noi a introdurre nella Costituzione la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Una riforma rivolta al futuro e al diritto delle nuove generazioni a vivere in un ambiente sano. Oggi questa maggioranza vuole fare passi indietro. Noi proveremo in ogni modo a fermare questo scempio", conclude Conte.  

Cosa prevede il disegno di legge nel dettaglio

Il disegno di legge n. 1552, presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti, non si limita a aggiornare la legge 157 del 1992: la rivoluziona, cambiando radicalmente il paradigma su cui per oltre 30 anni è stata fondata la protezione della fauna selvatica in Italia.

La legge 157/1992, dal titolo "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", aveva come obiettivo primario la tutela della fauna. Il ddl 1552 introduce invece il concetto di "gestione" della fauna, riconoscendo la caccia come tradizione nazionale ed espressione culturale che concorre attivamente alla tutela ambientale. Si tratta di una trasformazione filosofica che sposta l'asse dalla protezione esclusiva alla gestione attiva, con la caccia come strumento di equilibrio ecosistemico.

Il cuore della riforma è l'attribuzione di maggiori competenze alle Regioni. Mentre la legge originale lasciava alle Regioni un'autonomia limitata, con un forte ruolo delle province, il nuovo testo amplia significativamente le loro possibilità di intervento. Le Regioni potranno gestire impianti di cattura, appostamenti fissi e altre forme di caccia con maggiore libertà.

Ma la modifica più discussa riguarda il ruolo dell'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nella legge 157 il parere dell'ISPRA sui calendari venatori e sulle specie cacciabili era vincolante. Con il ddl 1552 le Regioni possono discostarsi da questo parere scientifico, citando come giustificazione "fonti scientifiche europee". Il parere ISPRA non sarà più obbligatorio per estendere la caccia oltre la tradizionale chiusura di fine febbraio, una delle novità che ha sollevato le critiche più forti degli ambientalisti.

Le specie cacciabili si ampliano

Il ddl aggiunge all'elenco l'oca selvatica e il piccione selvatico, mentre nella versione iniziale aveva eliminato lo stambecco. Per i richiami vivi, una delle pratiche più contestate, la riforma cancella i limiti numerici per gli uccelli nati e allevati in cattività, purché inanellati. Il divieto rimane circoscritto alla compravendita di uccelli di cattura, ma l'eliminazione dei numeri massimi per gli allevati rappresenta un'apertura significativa.

Un'altra modifica strutturale riguarda gli appostamenti fissi. La legge 157 stabiliva un numero massimo di autorizzazioni; il ddl 1552 elimina questo limite, permettendo un accesso più liberale a questa forma di caccia. Eliminata anche l'opzione caccia, che obbligava i venatori a scegliere tra vagante, appostamento o altre forme.

La dimensione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) cambia radicalmente. Obbligatoriamente subprovinciale nella legge originale, con il ddl può diventare anche provinciale. Il direttivo degli ATC potrà avere fino a 20 membri, con l'aggiunta di un rappresentante dell'ENCI, l'Ente Nazionale Cinofilia Italiana.

Per la caccia agli ungulati, la riforma liberalizza i visori ottici termici e digitali, escludendo solo quelli militariAncora più controversa è la liberalizzazione della braccata al cinghiale sulla neve, precedentemente vietata. Per i valichi montani, sulle rotte migratorie, il divieto di caccia sarà sanzionato solo per i valichi individuati con decreto interministeriale specifico, mentre sarà possibile caccia alle condizioni stabilite dall'ente di gestione.

Le aziende faunistico-venatorie, che nella legge 157 operavano senza finalità di lucro, potranno con il ddl costituire una forma di impresa con scopo di lucro. La durata della concessione sarà di 10 anni rinnovabili. 

Il controllo della fauna, limitato nella legge originale ai volatili nel cosiddetto bird control, si estende con il ddl a tutte le specie selvatiche e alle specie domestiche inselvatichite. Imprenditori agricoli, guardie private e proprietari fondiari potranno esercitare questo controllo.

Un'altra svolta importante: la caccia sarà consentita sul demanio forestale, precedentemente vietato. Resterà escluso solo il demanio marittimo.

Per il lupo, la specie simbolo del dibattito ambientalistico, la riforma mantiene il divieto di caccia ma introduce la possibilità di abbattimenti in piani di contenimento specifici, una apertura che ha generato forti proteste.

Le sanzioni cambiano radicalmente: eliminata la sanzione per l'opzione caccia, introdotta invece una sanzione per l'ostacolo al controllo della fauna.

La maggioranza e Federcaccia sostengono che aggiornare una norma vecchia di 30 anni sia necessario. Secondo loro, la riforma non allarga le aree di caccia: la fauna rimane patrimonio indisponibile dello Stato e la pianificazione venatoria mantiene i suoi limiti. La riforma recepisce la direttiva europea 147/2009/CE sulla caccia e mira a ridurre il contenzioso giudiziario che ha affollato i tribunali per decenni.


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