In Italian law, Article 41-bis of the Prison Administration Act, also known as carcere duro ("hard prison regime"), is a provision that allows the Minister of Justice or the Minister of the Interior to suspend certain prison regulations and impose practically a complete isolation upon a prisoner.
"La Dura Legge Del Gol" by 883 is an Italian song that uses soccer metaphors to explore the ups and downs of relationships and life. The lyrics describe the "dura legge del gol" ("the harsh law of the goal"), which refers to the idea that in soccer, if you don't have a good defense, the opposing team will score and ultimately win the game. This concept is extended to relationships and life in general, where if one is not well-prepared or protected, others will take advantage and succeed at their expense.
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L'articolo 41-bis è una disposizione dell'ordinamento penitenziario italiano introdotta dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663, che prevede un particolare regime carcerario.Per la rigidità delle prescrizioni carcerarie è anche noto come "carcere duro".
La norma aveva quindi una finalità preventiva nei confronti di situazioni di pericolo esclusivamente interne al carcere, come ad esempio la rivolta. Questa norma andava così a completare il quadro delineato dall'articolo 14-bis, anche esso introdotto dalla legge Gozzini, che prevedeva il cosiddetto "sistema di sorveglianza particolare", un istituto applicabile a tutti quei detenuti ritenuti pericolosi a causa dei loro comportamenti all'interno del carcere. Il testo è tuttora immutato dal 1986, complice anche il fatto che questa particolare norma, contrariamente a quella dibasso descritta, in realtà non ha praticamente mai avuto alcuna applicazione.
In seguito nel 1992, dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone, all'articolo si aggiunse un secondo comma disposto con il decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 (cosiddetto Decreto antimafia Martelli-Scotti), convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356. Il testo è stato poi modificato a più riprese, in particolare la variazione più incisiva fu nel 2002, quello riportato di seguito è l'originale:
Quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, anche a richiesta del Ministro dell'interno, il Ministro di grazia e giustizia ha altresì la facoltà di sospendere, in tutto o in parte, nei confronti dei detenuti per taluno dei delitti di cui al comma 1 dell'articolo 4- bis, l'applicazione delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge che possano porsi in concreto contrasto con le esigenze di ordine e di sicurezza.
La misura introdotta da questo secondo comma originariamente aveva carattere temporaneo, infatti la sua efficacia era limitata a un periodo di tre anni dall'entrata in vigore della legge di conversione. Tuttavia, fu prorogata una prima volta fino al 31 dicembre 1999, una seconda volta fino al 31 dicembre 2000 e una terza volta fino al 31 dicembre 2002. Il 24 maggio 2002 il Governo Berlusconi II deliberò un disegno di legge di modifica degli articoli 4-bis e 41-bis dell'ordinamento penitenziario, poi approvato dal Parlamento come legge 23 dicembre 2002, n. 279 (Modifica degli articoli 4-bis e 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di trattamento penitenziario), abrogando la norma che sanciva il carattere temporaneo di tale disciplina rendendo il "carcere duro" un istituto stabilmente presente nell'ordinamento penitenziario. Fu previsto inoltre che il provvedimento ministeriale non potesse essere inferiore a un anno né superare i due anni, con eventuali proroghe successive di solo un anno ciascuna, infine il regime di carcere duro venne esteso anche ai condannati per terrorismo ed eversione. La legge 15 luglio 2009, n. 94 ne ha cambiato di nuovo i limiti temporali, tuttora in vigore: il provvedimento può durare quattro anni e le proroghe due anni ciascuna. Secondo le nuove regole i detenuti possono incontrare senza vetro divisore i parenti di primo grado inferiori a 12 anni di età, ma resta il divieto alla detenzione di libri e giornali, tranne particolari autorizzazioni.
La norma prevede la possibilità per il Ministero della giustizia di sospendere l'applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti previste dalla legge in casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza per alcuni detenuti (anche in attesa di giudizio) incarcerati per reati di criminalità organizzata, terrorismo, eversione e altri tipi di reato.
Originariamente la legge non specificava tassativamente il contenuto del provvedimento del 41-bis, il che aveva portato la giurisprudenza a identificarne i limiti nell'articolo 14-quater dell'ord. penitenziario in forza di una lettura sistematica della disciplina. Questo orientamento rimane tutt'oggi valido ma solo per quanto concerne il 41-bis primo comma, che disciplina i casi di rivolta e le situazioni di emergenza interne al carcere.
Fino al 2009 era inoltre possibile la revoca per opera dello stesso Ministro della giustizia nel caso in cui i presupposti che avevano giustificato il carcere duro fossero venuti a mancare, eventualità non più contemplata a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 94/2009.
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È prorogata al 31 dicembre 2021 la possibilita di richiedere l'indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti commessi dal 30 giugno 2005 all'entrata in vigore della legge 122/2016 (23 luglio 2016). Il decreto-legge n. 183/2020 in vigore dal 31 dicembre 2020 ha spostato di un anno il termine per la presentazione delle domande che dovranno essere inviate al prefetto della provincia in cui risiede il richiedente. Qualora alla data del 31 ottobre 2021 non vi siano ancora tutti i requisiti e le condizioni di legge, le domande potranno essere comunque presentate nel termine generale di 60 giorni dall'ultimo atto esecutivo o dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale.
Gli indennizzi, già liquidati alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019, sono rideterminati, nel limite delle risorse, su domanda dell'interessato, da presentare, a pena di decadenza, nel rispetto dei termini di cui al comma 594, sulla base degli importi fissati con il decreto di cui all'articolo 11, comma 3, della legge 7 luglio 2016, n. 122.
Un CRBA, o modulo FS-240, è un documento simile a un certificato di nascita. I figli di cittadini americani nati in Italia acquiscono immediatamente la doppia cittadinanza italiana e americana se almeno un genitore possiede la cittadinanza italiana.
Un cittadino italiano può ottenere la doppia cittadinanza italiana e americana, al contrario di quanto avveniva prima della legge 91 del 1992. Un cittadino americano per nascita può ottenere la doppia cittadinanza italiana e americana se nato da genitori italiani (in alcuni casi, anche se da ascendenti italiani).
I cittadini italiani naturalizzati nel loro paese di adozione prima del 15 agosto 1992, rinunciando implicitamente al loro diritto alla cittadinanza italiana, possono ripristinare tale diritto rientrando in Italia e risiedervi per almeno un anno.
I cittadini italiani che sono diventati cittadini naturalizzati del loro paese di adozione dopo il 15 agosto 1992, hanno conservato la cittadinanza italiana se non vi hanno espressamente rinunciato. In altre parole, dopo il 15 agosto 1992 è possibile avere la doppia cittadinanza.
4. E' altresì consentita la produzione di paste speciali mediante miscelazione di semola di grano duro e/o semolato di grano duro e/o semola integrale di grano duro nel rispetto delle denominazioni di vendita previste dall'articolo 6, comma 3, e dal comma 2 del presente articolo.
La seconda guerra mondiale, con la divisione del Paese, i combattimenti in gran parte della penisola, l'occupazione straniera, inferse un duro colpo all'economia nazionale. La lira si ridusse a un trentesimo del suo valore prebellico (al termine della prima guerra mondiale il valore della lira si era ridotto a un quinto di quello prebellico).
Le aziende evidenziano il più possibile il cibo Made in Italy, perché il prezzo è maggiore del 10-20% e i consumatori comprano volentieri, anche perché spesso convinti di acquistare alimenti di qualità superiore. Per rendersi conto della situazione basti dire che Il Fatto Alimentare ha pubblicato nel luglio 2016 un elenco composto dalle marche di pasta 100% italiana più diffuse.
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