Ciao
parlo da diretto interessato (in quanto musicista professionista) e vi dico che purtroppo il più grande intoppo alla musica dal vivo in Italia, oltre al basso livello di cultura musicale della popolazione (leggi sistema scolastico terribile sotto questo profilo +potere televisivo della musica spazzatura e di sottofondo), è quella immensa mafia succhia soldi chiamato SIAE... che arrichisce solo una parte minima dei suoi soci (i vari Gino Paolo, Mogol, Morricone e altri "compagni" di sti cazzi...) a discapito dei piccoli che quando suonano in un locale percepiscono pochi centesimi di diritti d'autore a suonare propria musica, a fronte, per il locale di spese ingenti di minimo 55,60 euro a serata... il che poi riduce il già risibile cachet del musicista, che oltre a esser una figura priva di qualsivoglia protezione previdenziale (salvo l'altro discutibilissimo ente ENPALS), non gode di alcun sindacato o riconoscimento istituzionale come professione a tutti gli effetti (questo non vale per gli orchestrali, ma solo per i musicisti free lance come me che sono comunque in numero ben maggiore)
Il discorso diciamo è molto complesso, e dunque questo provvedimento (all'inizio si gridava al miracolo della liberalizzazione siae), in realtà non risolve molto... il piccolo locale deve comunque andare in siae, chiedere e pagare salatamente il bordero e sperare che tutto vada liscio... perchè per un piccolo errore le multe possono superare i 1000 euro... una mafia la SIAE in cui i soci maggioritari hanno deciso le regole proteggendo i propri ricchissimi interessi a discapito delle centinaia di migliaia di soci piccoli che in sostanza con le loro quote annuali (che all'estero non esistono) pagano i riscontri di milioni di euro all'anno di diritti d'autore di questi compagni di una volta.
Bello no?