N° anno VII/162 (2114) - 17 giugno 2026

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Jun 17, 2026, 3:09:58 AM (21 hours ago) Jun 17
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Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Per ascoltare l’audio di oggi, 17 giugno 2026: CLICCA!

Rassegna anno VII/162 (2114)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbam...@gmail.com 

e visita il sito: https://www.anbamed.it

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Causale: Donazione per Anbamed

 

A maggio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 1.085 € (+ 570 €) rispetto al precedente mese di aprile).

Andiamo avanti!

 

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 4.690,00 € per adozioni + per pasti caldi e per il libro “Strega!”; nel solo mese di maggio.

Siamo a 160 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbam...@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Nel 2025, il 5x1000 ad Anbamed ha fruttato: clicca qui. Grazie! Grazie!

Siete ancora in tempo per rinnovare o agire in favore di Anbamed, destinando il contributo nella dichiarazione di quest’anno.

Le notizie

Libano

Gli attacchi dell’esercito israeliano in territorio libanese continuano senza interruzioni, nel tentativo di imporre una diversa narrazione dei fatti. “Hezbollah ha bombardato le nostre truppe nella fascia di sicurezza, rompendo così il cessate il fuoco”. Hanno la faccia come il…

Nei bombardamenti di ieri sono stati uccisi in due attacchi almeno 7 civili.

Hezbollah dall’annuncio dell’imminente accordo tra Iran e Usa non ha più lanciato razzi o droni contro il territorio israeliano, ma si è limitato al diritto alla difesa, colpendo i soldati israeliani invasori in territorio libanese.

A livello politico, dopo la telefonata tra il ministro degli esteri iraniano Araqchi e il presidente Aoun e il premier Salam, è stato annunciato un contatto telefonico tra il presidente del parlamento Berri e il negoziatore iraniano Ghalibaf, presidente del parlamento di Teheran. Berri ha dichiarato che Ghalibaf gli ha assicurato che nelle trattative sarà posto al primo livello il ritiro dell’esercito israeliano dal territorio libanese occupato. La dichiarazione suona come un avviso all’esecutivo di non proseguire la strada delle trattative dirette con Tel Aviv.

Il rapporto del ministero della sanità libanese informa che il numero totale delle vittime è salito ieri a 3826 uccisi e 11.851 feriti.

Genocidio a Gaza

L’esercito israeliano continua i suoi attacchi con caccia, droni e artiglieria. Gli ordini sono quelli di inasprire i bombardamenti e gli attacchi mirati, in una prospettiva di riprendere l’invasione di tutta la Striscia. Gli stop arrivati da Washington hanno fatto cambiare tattica. L’esercito israeliano ha avviato un’operazione di terra per spostare i cubi di cemento colorati di giallo per allargare la zona sotto il proprio controllo e vietata ai civili palestinesi. È l’applicazione del piano di Netanyahu di rioccupare l’80% di Gaza.

Ieri, i soldati hanno proceduto a minare a far esplodere decine di costruzioni che erano ancora in piedi diroccate, ad est di Khan Younis.

Subito dopo queste demolizioni, droni sono entrati in funzione lanciando missili e sparando contro chiunque si azzardi ad entrare nella zona rasa al suolo.

A Nuseirat, un bombardamento israeliano ha ucciso due civili e ferito altri 7. I droni hanno poi sparato contro i soccorritori.

Il numero delle vittime ha superato i 73 mila uccisi: 73.008 e i feriti 172.260.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitaria a Gaza

Le donazioni del sangue sono ridotte al minimo. I volontari sono tantissimi e molti lo vedono come dovere di orgoglio e non solo come azione umanitaria. Ma le unità mediche sono ridotte ad una in tutta la Striscia. Nell’ospedale Shifà, il reparto è carico di lavoro che non riesce a concludere, per la pressione sul personale e la mancanza di attrezzature. La responsabile, dott.ssa Taghreed El-Delou, denuncia che l’esercito israeliano ha distrutto tutti i 12 congelatori e ne è rimasto funzionante soltanto uno.

Il ministero della sanità denuncia che ai valichi di Gaza con l’Egitto sono bloccati, dall’esercito israeliano, tutti gli strumenti sanitari con pretesti risibili sul doppio uso civile-militare.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Aggressione USA-Israele sull’Iran

Il vice Vance ammette che “la bozza di Memorandum è generica e che c’è molto da discutere con la controparte, per arrivare ad un accordo di pace”. Trump sfacciato come sempre ha dichiarato a margine del G/ in Franxcia di non aver mai minacciato l’Iran di “cambio regime”. La risposta dell’ufficio di Netanyahu è stata celere. Una velina distribuita alla stampa israeliana ha elencato tutte le sue dichiarazioni in tal senso, fin dal 14 febbraio, due settimane prima degli intensi attacchi missilistici contro Teheran. «A febbraio Trump indicò che l’obiettivo degli attacchi in Iran era rovesciare il regime e invitò il popolo iraniano a cogliere l’opportunità di prendere il controllo del proprio governo. Disse letteralmente: l’ora della vostra libertà è vicina», ribatte la velina del criminale di guerra ricercato, sbugiardando in diretta il suo maggior protettore.

Il mantra della Casa Bianca per difendersi dagli attacchi è basato su due punti: l’Iran non avrà la bomba atomica e non sborseremo un solo dollaro dalle tasche degli statunitensi.  

Dall’altra parte, l’ufficio della guida spirituale ha messo in guardia Israele dal bombardare di nuovo Beirut. La precedente operazione israeliana serviva a far saltare l’accordo è fallita, perché Teheran è venuta meno alle sue promesse ai libanesi e non ha bombardato Israele, per salvaguardare l’accordo con Trump. A Beirut molti pensano che anche se il criminale di guerra ricercato tentasse di nuovo a provocare prima di venerdì, la reazione di Teheran sarà zero. “I comunicati di solidarietà non costano nulla”.

Per il momento la firma è confermata venerdì in Svizzera, ma non è chiaro se di presenza oppure in forma digitale. Subito dopo saranno avviate le trattative tra le due delegazioni, una guidata da Vance e quella iraniana da Ghalibaf.

Nella regione si respira un’aria nuova di sollievo. Di fatto lo Stretto ha cominciato a funzionare anche se al contagocce a causa della presenza delle mine e le necessarie misure di prudenza per attraversarlo sotto la guida delle guardie rivoluzionarie iraniane. Il blocco navale Usa sui porti iraniani è terminato, malgrado la permanenza di Navi da guerra Usa nella zona. L’unico timore è una zampata di Netanyahu per far saltare tutto, magari con un attacco contro lo Yemen.

Cisgiordania

Dopo un anno e mezzo di deportazione forzata, un breve ritorno per gli abitanti del campo di Nur Shams, vicino a Tulkarem, in Cisgiordania. Secondo quanto riferito dagli stessi residenti, gli abitanti del campo sono riusciti ad accedervi dopo essersi coordinati con le forze di occupazione israeliane, le quali hanno permesso loro di tornare alle proprie case solo per ispezionarle. Uno spettacolo drammatico si è palesato davanti ai loro occhi. Case rase al suolo, monumenti urbani distrutti, bombe e bulldozer non hanno risparmiato neanche la principale moschea. “Torneremo e ricostruiremo il nostro campo profughi, perché la memoria storica va conservata. Gli israeliani mirano a cancellarci non soltanto fisicamente, ma anche culturalmente e noi resisteremo”, ha detto una signora ai microfoni di una radio palestinese.

Secondo le stime ufficiali dell’ANP, dall'inizio della costruzione del muro di ferro nei campi di Tulkarm, l'occupazione israeliana ha demolito completamente 600 case e parzialmente 2.573, provocando la deportazione di 500 famiglie dai campi di Nur Shams e Tulkarm e lo sfollamento di circa 25.000 persone.

Il ministro fascista Smotrich ha dichiarato che il suo ministero ha strappato all’ANP le funzioni urbanistiche e di edilizia nella città di El-Khalil (Hebron). Questa decisione di fatto annulla un accordo in vigore tra le due parti sin dagli anni '90, in base a Oslo. L'ufficio del presidente palestinese Mahmoud Abbas ha descritto l'appropriazione di questi poteri come un atto che "influenza lo status politico e giuridico di Hebron" e una violazione del diritto internazionale. Smotrich, dal canto suo, l'ha definita un "passo storico" che rafforzerà la sovranità israeliana in Cisgiordania.

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Global Sumoud flotilla

Dei 10 attivisti non si conosce ancora la sorte. Il ministro degli esteri Tajani ha incontrato ieri i familiari dei due italiani, Dina Alberizia e Domenico Centrone. Non ci sono notizie rassicuranti verso una spedita conclusione della trattativa diplomatica. La diplomazia italiana non ha nessuna intenzione di usare pressioni per ottenerne il rilascio. Parla dei tempi lunghi della giustizia libica e assicura che il trattamento riservato ai detenuti internazionali è migliore rispetto a quello dei detenuti libici. Bella consolazione!


Fonti di Anbamed a Bengasi parlano – a condizione di anonimato – che tra le accuse rivolte ai 10 attivisti c’è anche quella grave di “manifestazione politica non autorizzata”. Le altre 3 accuse minori riguardano “ingresso senza visto nella regione orientale libica, ingresso turistico collettivo a Tripoli usato per fini politici e intenzione di attraversare il confine libico egiziano, riservato soltanto ai cittadini dei due paesi”. Tutte accuse campate per aria, che non reggerebbero ad un’attenzione di un giudice onesto; basterebbe una pressione diplomatica decisa, per ottenere il rilascio di tutti gli attivisti, ma il governo delle destre a Roma ha preferito gli interessi economici e gli affari al diritto internazionale e la difesa dei propri cittadini.

Incontro nazionale con Francesca Albanese

Il 19 giugno, tutte le piazze militanti, in solidarietà con la Palestina e con il diritto del suo popolo alla libertà e indipendenza, si incontreranno in un collegamento online con Francesca Albanese. Anbamed ha aderito. leggi tutto!

La scorsa settimana si è tenuto un incontro organizzativo al quale hanno partecipato quasi 100 realtà da tutta Italia. Una nuova rete che si batte per una pace giusta e per la fine dell’occupazione israeliana.

La partecipazione all’incontro è aperta a tutti e tutte. Le associazioni interessate a far parte di questa rete, devono contattare il comitato organizzatore al seguente indirizzo di posta elettronica: mailto:presidiop...@gmail.com

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e due giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 17 giugno 2026 aderiscono i seguenti digiunatori:

Solidarietà/Al-Najdah

Sono stati trasferiti ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291 €. Grazie a tutti i donatori e donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 160. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbam...@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbam...@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbam...@gmail.com

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Grazie per l’ascolto e a domani.

 

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Dal 2 febbraio 2023, infatti, l’associazio.neAnbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed saranno deducibili dalle tasse dei donatori nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione dei redditi).

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