N° anno VII/158 (2110) - 13 giugno 2026

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Jun 13, 2026, 3:21:22 AM (5 days ago) Jun 13
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Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Per ascoltare l’audio di oggi, 13 giugno 2026: CLICCA!

Rassegna anno VII/158 (2110)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbam...@gmail.com 

e visita il sito: https://www.anbamed.it

Le vignette sono QUI e Biano  

 

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Causale: Donazione per Anbamed

 

A maggio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 1.085 € (+ 570 €) rispetto al precedente mese di aprile).

Andiamo avanti!

 

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 4.690,00 € per adozioni + per pasti caldi e per il libro “Strega!”; nel solo mese di maggio.

Siamo a 160 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbam...@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Nel 2025, il 5x1000 ad Anbamed ha fruttato: clicca qui. Grazie! Grazie!

Siete ancora in tempo per rinnovare o agire in favore di Anbamed, destinando il contributo nella dichiarazione di quest’anno.

Le notizie

Libano

Ieri, venerdì, due operatori sanitari sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito la città di Selaa, nel distretto di Sour (Tiro), in Libano. L'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese ha riferito che un raid aereo israeliano ha preso di mira un posto della Protezione Civile.

Il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha dichiarato che la forza di pace ONU nel Libano meridionale (UNIFIL) continua a monitorare l'intensa attività militare israeliana in alcune zone del Libano meridionale.

Dujarric ha spiegato ai giornalisti che tale attività comprende "movimenti di mezzi corazzati pesanti, estesi lavori di ingegneria e demolizione e attività logistiche in corso".

Ha aggiunto che l'UNIFIL ha anche segnalato "un'intensa attività aerea che coinvolge aerei da combattimento e vari sistemi aerei a pilotaggio remoto".

Genocidio a Gaza

Venerdì mattina presto, le forze israeliane hanno lanciato un attacco di artiglieria contro una scuola che ospitava sfollati nel campo profughi di Jabalia, ferendo cinque palestinesi. Nel frattempo, l'esercito israeliano continua i bombardamenti e la demolizione di abitazioni nella Striscia di Gaza orientale.

Una fonte dei servizi medici del Ministero dell'Interno ci ha riferito che le ambulanze hanno trasportato cinque persone ferite quando un proiettile di artiglieria israeliano ha colpito la scuola Abu Hussein, che ospitava sfollati nel campo di Jabalia.

A Gaza City, nostri contatti testimoni oculari hanno riferito che droni israeliani hanno aperto il fuoco intensamente e sganciato bombe esplosive nei pressi dell'incrocio di Al-Sanafir, nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città.

I giornalisti palestinesi hanno documentato scene strazianti e momenti terrificanti vissuti ieri sera dagli abitanti dei campi di Maghazi e Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, in seguito ai raid aerei israeliani che hanno colpito abitazioni civili e terreni agricoli.

Questi attacchi hanno mirato ai luoghi pubblici dove c’erano assembramenti di spettatori, che seguivano le partite del mondiale.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitari a Gaza

Migliaia di palestinesi sfollati nei campi della Striscia di Gaza stanno sfruttando i piccoli appezzamenti di terreno disponibili intorno alle loro tende, trasformandoli in mini-orti, nel disperato tentativo di garantire cibo di base ai propri figli e far fronte ai prezzi esorbitanti dei beni di prima necessità.

Queste iniziative individuali si inseriscono in un contesto in cui l'occupazione israeliana impone un rigido blocco che impedisce il flusso di generi alimentari e prodotti agricoli nella Striscia di Gaza.

Le iniziative degli sfollati di coltivare le aree adiacenti alle loro tende nella Striscia di Gaza centrale si inseriscono in una più ampia lotta condotta dai palestinesi di Gaza per rivendicare la propria terra e contrastare le politiche di sottomissione israeliane.

Gli sforzi degli sfollati di Deir al-Balah si intrecciano con quelli degli agricoltori del quartiere costiero di Sheikh Ajlin a Gaza City, che hanno avviato vaste iniziative per bonificare le loro terre, ripetutamente rase al suolo dalle forze israeliane. Non appena i carri armati si ritirano, gli abitanti tornano per dissodare il terreno e riparare le reti di irrigazione, utilizzando strumenti rudimentali per ripiantare i loro vigneti e fichi, riaffermando il loro impegno per l'identità della regione e non dipendere dai prodotti israeliani.

Il piano israeliano sistematico è volto a imporre la dipendenza alimentare ed economica di Gaza. I dati rivelano che l'occupazione ha distrutto e sradicato circa quattro milioni di alberi da frutto dall'inizio dell’aggresione, spazzando via interi oliveti e agrumeti e trasformando Gaza, da un settore autosufficiente nella produzione ortofrutticola, in un'area colpita da una vera e propria carestia.

I dati dell'Ufficio Stampa del Governo di Gaza indicano che l'occupazione ha distrutto oltre il 94% dei terreni agricoli, pari a circa 178.000 dunam, provocando un crollo della produzione agricola da 405.000 tonnellate annue a sole 28.000 tonnellate circa.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Aggressione USA-Israele sull’Iran

Dopo 106 giorni di aggressione USA-Israele contro l’Iran, forse c’è uno spiraglio di speranza per la firma di un accordo. Tutti si dichiarano vincitori, anche il criminale di guerra ricercato Netanyahu.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti comprende attualmente 14 articoli e rappresenta la prima fase di 60 giorni di negoziati per discutere questioni controverse, incluso il programma nucleare.

Araqchi ha avvertito che se l'altra parte non rispetterà gli impegni previsti dal memorandum entro i 60 giorni, i negoziati sulle questioni rimanenti non proseguiranno.

Araqchi ha sottolineato che la fine della guerra, come stabilito nel memorandum, implica anche il ritiro delle forze israeliane dai territori libanesi occupati.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ritwittato la dichiarazione di Araqchi secondo cui il "Memorandum d'intesa di Islamabad" è più vicino che mai.

I media statunitensi hanno riportato che l'amministrazione Trump sta procedendo con i piani per una cerimonia di firma a Ginevra, probabilmente questo fine settimana.

A Islamabad, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato che è stato raggiunto un accordo sul testo definitivo dell'accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.

India/USA

India ha condannato gli attacchi statunitensi contro navi mercantili al largo delle coste dell'Oman, avvenuti questa settimana, in uno dei quali sono stati uccisi tre marinai indiani, definendoli un atto "ingiustificato".

Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha dichiarato di aver parlato telefonicamente con il Segretario di Stato americano Marco Rubio in merito agli attacchi. In precedenza, l'India aveva convocato per la seconda volta in due giorni l'incaricato d'affari statunitense per protestare contro l'attacco.

In 4 giorni, dall’8 all’11 giugno, caccia Usa hanno colpito e messo fuori servizio tre navi nel Golfo di Oman, provocando morti e feriti oltre ai danni economici. Pirateria navale che non ha trovato un’eco di protesta internazionale dall’incivile “mondo civile”.

Cisgiordania

Le autorità di occupazione israeliane non hanno interrotto la loro politica di espansione degli insediamenti in Cisgiordania; al contrario, l'hanno intensificata significativamente nell'ambito di un incessante sforzo per imporre la "piena sovranità" sui territori palestinesi.

Il dibattito in Israele sull'annessione della Cisgiordania non è nuovo, ma risale al periodo successivo alla sconfitta del 1967, quando Israele, ai tempi dei governi laburisti, iniziò a sollevare la questione come parte di una strategia volta a creare un fatto compiuto in cui la Cisgiordania fosse considerata parte integrante dello Stato israeliano, motivata da ragioni di sicurezza e da altre giustificazioni ideologiche di natura religiosa.

Il termine "annessione" o "imposizione di sovranità" si riferisce a una dichiarazione unilaterale con cui la potenza occupante considera territori internazionalmente riconosciuti come occupati e parte del proprio territorio sovrano, senza ricorrere a negoziati o accordi di pace con la parte occupata.

Gli esperti legali confermano che l'applicazione della legislazione israeliana ai territori palestinesi sotto controllo israeliano costituisce, in sostanza, una forma di "imposizione di sovranità", che di fatto equivale ad "annessione".

Turchia/Arabia Saudita

Turchia e Arabia Saudita stanno promuovendo la creazione di un corridoio terrestre per il trasporto e il commercio che colleghi gli stati del Golfo all'Europa attraverso Siria e Giordania. Questo progetto aggira Israele e si pone in concorrenza con il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), sostenuto da Tel Aviv.

Il progetto proposto consentirebbe il trasporto di merci tra Asia ed Europa attraverso il territorio siriano e giordano fino in Turchia, senza passare per Israele o dipendere dal porto di Haifa, elemento chiave del progetto IMEC.

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Incontro nazionale con Francesca Albanese

Il 19 giugno, tutte le piazze militanti, in solidarietà con la Palestina e con il diritto del suo popolo alla libertà e indipendenza, si incontreranno in un collegamento online con Francesca Albanese. Anbamed ha aderito. leggi tutto!

La scorsa settimana si è tenuto un incontro organizzativo al quale hanno partecipato quasi 100 realtà da tutta Italia. Una nuova rete che si batte per una pace giusta e per la fine dell’occupazione israeliana.

La partecipazione all’incontro è aperta a tutti e tutte. Le associazioni interessate a far parte di questa rete, devono contattare il comitato organizzatore al seguente indirizzo di posta elettronica: mailto:presidiop...@gmail.com


Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 29 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 13 giugno 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: clicca qui per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 160. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbam...@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbam...@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbam...@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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Grazie per l’ascolto e a domani.

 

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Dal 2 febbraio 2023, infatti, l’associazio.neAnbamed, aps per la Multiculturalità” è registrata nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nell’elenco delle associazioni di promozione sociale. Questo significa che tutte le donazioni versate sui conti correnti di Anbamed saranno deducibili dalle tasse dei donatori nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo) e si potrà destinare il 5 per mille (sempre nella dichiarazione dei redditi).

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