Cimiteri degli animali gestiti da... ristoratori, ma le garanzie per la sicurezza igienica sono garantite?

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Federazione provinciale di Alleanza nazionale Alto Adige

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Nov 5, 2007, 9:25:13 AM11/5/07
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Federazione provinciale di Alleanza nazionale

COMUNICATO STAMPA

 

Cimiteri per gli animali gestiti nell’ambito di punti di ristoro aperti al pubblico, da parte degli stessi ristoratori

 

Urzì: “Le garanzie di sicurezza sono sempre garantite? E chi vigila su queste strutture anche per quanto riguarda il rispetto degli accordi con i proprietari degli animali defunti oltre che sul piano dell’igiene?”

 

Quali verifiche sono garantite, per quanto riguarda non sono l’igiene pubblica, ma anche per quanto riguarda un corretto rapporto di tutela della memoria degli animali defunti affidati dai proprietari ai gestori dei cosiddetti cimiteri degli animali domestici?

Quale tipo di prescrizione sono chiamati ad osservare i gestori di tali strutture?

Interrogativi d’obbligo in relazione ad una serie di segnalazioni giunte ad Alleanza nazionale e che ora impongono risposte chiare atte a sgombrare il campo da ogni sorta di dubbio circa questa particolare attività… commerciale.

Attività peraltro redditizia, considerate le tariffe applicate e regolarmente oggetto di ricevute, con scontrini intestati un po’ a sorpresa a “punti di ristoro”.

Da questi fatti e da alcune segnalazioni prende le mosse una richiesta di chiarezza sulle regole che disciplinano questo particolare settore in Alto Adige.

Particolare e delicato, se solo si pensa ai risvolti legati alla salute pubblica ed all’igiene.

Il consigliere provinciale Alessandro Urzì si è rivolto al presidente della giunta provinciale per sapere quali siano in Alto Adige i cosiddetti “cimiteri degli animali” (ossia aree in cui vengono sepolti animali domestici in cambio dell’impegno alla preservazione del sito e la conservazione in terra delle carcasse per un certo periodo di tempo, ovviamente dietro corresponsione di cifre di denaro) e chi siano i gestori di tali strutture.

Anche per fare chiarezza su un aspetto, ossia se oltre alle aree riconosciute o perlomeno note ne esistano o ne possano esistere altre in terreno privato in cui questa pratica venga esercitata in via “riservata”.

Ma i quesiti più significativi posti da Urzì riguardano il rispetto delle più elementari norme igieniche: esistono prescrizioni definite da parte della legge provinciale in questo campo? Su tutto questo viene richiesta chiarezza, come sul fatto se siano stati svolti accertamenti o controlli e da quali uffici per verificare che effettivamente l’impegno alla conservazione dei corpi degli animali, sotto terra, sia garantito per il tempo concordato con i proprietari degli animali e che la turnazione non sia invece effettuata con maggiore frequenza rispetto agli impegni contrattuali.

Un dubbio sollevato da alcune persone interessate, in considerazione dell’assenza di informazioni ricevute all’atto della “tumulazione” del proprio animale domestico.

Ma è soprattutto l’interrogativo sulla destinazione che avranno i resti degli animali allo scadere del periodo contrattuale di conservazione sotto terra, e quale sia la procedura prevista, a tutela dell’igiene pubblica, che si pone come necessario.

Perché risulta che questo genere di servizio sia svolto in Alto Adige anche nelle pertinenze di “punti di ristoro”, anzi siano una branca stessa dell’attività di aziende dedite alla ristorazione. Insomma funerali di gatti e cani (con tanto di ricevuta intestata allo… Jausenstation) ma allo stesso tempo pranzi veloci serviti al tavolo.

Non si può escludere che le norme di sicurezza e di igiene siano garantite (ma su questo sono state richieste precise garanzie al presidente Durnwalder) anche se è evidente che qualche perplessità è stata sollevata da alcuni frequentatori di questi esercizi. Probabilmente manca solo una adeguata informazione ma è bene che allora sia fornita…

Sarebbe davvero sconcertante, sostiene Urzì, se una pratica tanto delicata non fosse tenuta costantemente monitorata dalla Provincia.

 

Ufficio stampa del Consigliere provinciale di Alleanza nazionale Alessandro Urzì


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