L'ISTITUTO MILANESE MARTINITT E
STELLINE
|

L'Istituto Milanese Martinitt e
Stelline, è costituito da una sede centrale sita in via Riccardo Pitteri
56 a Milano e sei comunità alloggio con sedi distaccate sul territorio
cittadino.
La sede centrale consta di un vasto complesso formato da
quattro ampi padiglioni, un corpo centrale, un giardino interno e un
cortile adibito ad area box e parcheggio, una palestra, due campi da
calcio, un campo da rugby, un teatro e un edificio attualmente concesso in
locazione al Liceo linguistico Manzoni.
Di tali risorse strutturali
sono attualmente utilizzate dall'Istituto una parte del corpo centrale,
due padiglioni e gli spazi verdi. Le altre strutture sono in disuso o in
locazione a terzi.
Nel corpo centrale ha sede la Sezione per la
Gestione I.M.M.e.S, costituita dagli uffici amministrativi, dai servizi
educativi centrali e dal corpo bandistico dei Martinitt.
Vi sono
inoltre ospitati 4 servizi di Prima Accoglienza, un Centro Diurno
(attualmente non funzionante), un Pensionato Protetto e un Pensionato
Maschile e i laboratori di meccanica, panificazione e
informatica.
L'Istituto
Milanese Martinitt e Stelline nasce nel 1997 dall'unione dell'Orfanotrofio
maschile Martinitt e dell'Orfanotrofio femminile Stelline, antiche
istituzioni di beneficenza di Milano, rivolte all'infanzia
abbandonata.
Il contesto storico che dà i natali agli orfanotrofi si
caratterizza per lo stato di miseria a cui è costretta un'ampia fascia
della popolazione, a seguito di guerre e carestie.
La fondazione
dell'Orfanotrofio maschile data l'anno 1532 e prende il nome dalla
Parrocchia San Martino che offre la prima sede agli orfani raccolti da San
Girolamo Emiliani.
La fondazione dell'Orfanotrofio femminile data 1753
e prende il nome dalla Parrocchia de "La Stella" che ha accolto il primo
gruppo di bambine.
Nel corso del tempo gli orfanotrofi hanno offerto
ricovero, assistenza, istruzione ed educazione ai minori in stato di
abbandono, adeguando le forme di intervento all'evolversi della richiesta
sociale dei bisogni dei fanciulli.
A partire dagli anni '60 cambiamenti
socio - culturali e legislativi hanno portato ad una rapida evoluzione
degli Istituti: le riforme normative e le politiche socio - assistenziali
individuano prestazioni mirate sempre più al mantenimento dei minori nel
proprio nucleo familiare, attraverso sostegni economici ed ausili socio -
educativi.
Dal punto di vista della famiglia, le leggi sull'affido e
l'adozione contribuiscono anch'esse a contrastare il ricovero in Istituto
di bambini orfani.
Ed anche gli istituti stessi devono avviarsi verso
un processo di trasformazione volto ad offrire situazioni di accoglienza
di tipo familiare che possano garantire ai minori opportunità di crescita
il più possibile simili a quelle di una famiglia.
In questo contesto
l'Istituto avvia un processo di trasformazione cominciando a dividere in
piccoli gruppi i suoi ospiti per giungere poi all'apertura di comunità
alloggio situate in appartamenti in condomini della città.
Cambia
contemporaneamente il concetto di organizzazione, che cerca sempre più di
rispettare il tipo di trasformazione cui va incontro la società, la
scuola, la famiglia.
L'Istituto deve integrare la famiglia nell'opera
educatrice diretta, ma se la famiglia manca del tutto ne deriva la
necessità non di integrare una risorsa in qualche misura carente ma di
sostituirla.
Si modifica il concetto stesso di assistenza, basta con le
categorizzazioni, basta con l'Istituto per minori abbandonati, per orfani
di guerra, per figli di ragazze madri, l'assistenza deve tenere conto solo
dei bisogni, indipendentemente dalle carenze.
Con questa nuova
filosofia gli Istituti cercano di aggiornarsi per rispondere alle nuove
esigenze del territorio con la realizzazione delle prime comunità
alloggio.
La prima comunità è aperta il 6 maggio del 1978 con
l'obiettivo di superare gli inconvenienti e le limitazioni tipiche di un
vasto ambiente convittuale, basare la convivenza su più stretti rapporti
interpersonali e sulla massima valorizzazione delle responsabilità
individuali, integrare al meglio la comunità con il territorio, stimolare
il ristabilire di rapporti nuovi con le famiglie e con la realtà sociale
di provenienza.
Accanto allo strutturarsi delle comunità alloggio è
emersa la necessità di centri di "Pronto Intervento" quali ambiti di
accoglienza agili, aperti a segnalazioni immediate di situazioni
improvvise di rischio.
Questi servizi devono rispondere innanzitutto ai
bisogni primari dei ragazzi trovati in stato di abbandono, 'osservazione
sulla loro personalità ed i loro eventuali rapporti con i familiari e
prefigurare il successivo programma educativo.
L'Istituto Martinitt e
Stelline ha così aperto il primo Servizio di Pronto Intervento nel 1990,
presso la sede di via Pitteri.
A partire dall'anno 1992 vengono
ospitati sempre più minorenni extracomunitari, giunti clandestinamente nel
nostro paese, prevalentemente di origine marocchina o slava, a cui si
aggiungono i primi albanesi.
Questo fenomeno ha richiesto un successivo
ampliamento dei posti disponibili nei gruppi di Pronto
Intervento.
Attualmente i servizi dell'Istituto sono:
- Comunità Alloggio Martinitt 1: 7 posti - Via
Curtatone, 14
- Comunità Alloggio Martinitt 2: 7 posti - V.le
Rimembranze, 15 Linate di Peschiera B. (MI)
- Comunità Alloggio Martinitt 3: 7 posti - Via
Alfieri, 17
- Comunità Alloggio Martinitt 4: 7 posti - Via
Tonale, 8
- Comunità Alloggio Stelline 1: 7 posti - Via
Poma, 48
- Comunità Alloggio Stelline 2: 7 posti - V.le
Campania, 46
- Comunità di Prima Accoglienza: 8 posti - Via
Pitteri, 56
- Pronto Intervento: 24 posti - Via Pitteri,
56
- Pensionato Protetto: 12 posti - Via Pitteri,
56
- Pensionato Maschile: 5 posti - Via Pitteri,
56
- Centro Diurno: 10 posti - Via Pitteri, 56
(temporaneamente sospeso)
1) Organizzazione
centrale
Si articola in:
- Dirigente dell'Area Amministrativa
- Dirigente dell'Area Pedagogica
- Servizi Centrali
Dirigente Responsabile Sezione Gestione IMMeS
Sovrintende
all'attività dell'Istituto e in particolare è responsabile degli atti
amministrativi, della gestione economica, della gestione delle risorse
umane e degli indirizzi generali.
Dirigente dell'Area
Pedagogica
Presiede agli obiettivi dell'Istituto per quanto
concerne gli indirizzi educativi e/o assistenziali.
Coordina i Servizi
Centrali ed il personale educativo ed è referente per i programmi e le
metodologie di intervento.
Predispone - in collaborazione con il
Dirigente dell'Area Amministrativa ed i Servizi Centrali - piani di
aggiornamento, qualificazione e formazione del personale
educativo.
Collabora alla stesura delle convenzioni con gli Enti
invianti ed elabora proposte per i nuovi Servizi.
Servizi
Centrali
La gestione dei compiti educativi ed assistenziali fanno
capo al Dirigente dell'Area Pedagogica che si avvale della collaborazione
del Servizio Sociale e del Servizio di Psicologia.
Il Dirigente
dell'Area Pedagogica, l'Assistente Sociale e gli Psicologi costituiscono
l'équipe centrale che svolge le funzioni di programmazione e di verifica
dell'attività educativa con incontri settimanali.
L'équipe centrale
interviene nel merito dell'attività dei singoli Servizi e delle Comunità
Alloggio e incontra mensilmente le équipe educative, ad eccezione del
Servizio di Pronto Intervento dove, per la rapidità delle ammissioni ed il
breve tempo di permanenza, le decisioni in merito alle situazioni sono a
cura del Coordinatore del Servizio con la supervisione del Dirigente
Pedagogico.
Un ulteriore ambito di elaborazione e condivisione degli
indirizzi dell'Istituto é costituito dall'incontro mensile dei
Coordinatori dei diversi Servizi, sia esterni (le Comunità Alloggio), che
interni (Servizi di Prima Accoglienza, Servizi di sostegno all'autonomia,
Servizi di orientamento e formazione) con la Direzione Amministrativa, la
Direzione Pedagogica ed il Servizio Sociale.
Servizio
Sociale
Il Servizio Sociale é composto da un Assistente Sociale
Coordinatore di ruolo ed opera secondo le indicazioni del Coordinatore
Pedagogico.
Collabora alla realizzazione degli obiettivi educativi,
accoglie, approfondisce e documenta le domande di ammissione alle
strutture educative dell'Istituto e ne relaziona all'équipe dei Servizi
Centrali.
È il referente dell'Istituto per i Servizi territoriali
invianti per tutti gli aspetti sociali dei casi segnalati ed
accolti.
Concorre alla formulazione, attuazione e verifica dei singoli
programmi educativi, all'istruzione ed all'applicazione di particolari
Istituti giuridici (adozione, affidamento, tutela, etc. ...) unitamente ai
referenti dell'Ente affidante.
Predispone le relazioni informative e di
aggiornamento sui singoli casi, nonché gli atti amministrativi ed i
documenti di lavoro.
È riferimento per i programmi di dimissione degli
allievi.
Partecipa alla programmazione dei Servizi ed alla
progettazione di nuovi interventi.
Servizio di
Psicologia
Al Servizio di Psicologia sono assegnati Psicologi
consulenti, iscritti all'Albo, che dipendono funzionalmente dal
Coordinatore Pedagogico.
Il Servizio collabora alla realizzazione degli
obiettivi educativi, effettua accertamenti diagnostici sui singoli minori,
offre interventi di chiarificazione e di sostegno agli stessi ed alle
famiglie.
Valuta l'opportunità dell'invio a presidi
specialistici.
Concorre alla formulazione, attuazione e verifica dei
singoli progetti educativi e delle modalità operative delle singole
strutture.
Esprime parere e partecipa ai programmi di dimissione degli
allievi.
Collabora ai piani di formazione del personale ed allo studio
e proposizione di nuovi interventi.
Offre attività di supervisione alle
équipe educative che lo richiedano.
Reclutamento del personale
educativo
Il personale educativo di ruolo é reclutato mediante
concorso pubblico e selezionato da una commissione composta dalla
Direzione dell'Istituto e da membri esterni designati
dall'Amministrazione.
Il personale educativo non di ruolo, a rapporto
L.P. è selezionato dal Coordinatore Pedagogico che svolge colloqui
conoscitivi con i candidati in possesso dei titoli richiesti dalle
disposizioni Regionali in materia ed inoltra proposta di incarico al
competente Settore Risorse Umane IMMeS PAT
Formazione
Il
percorso formativo del personale educativo si è modulato - nel corso degli
ultimi anni - su un doppio binario: da un lato sono state incentivate
esperienze formative individuali svolte dai singoli educatori presso enti
e agenzie formative del territorio, dall'altro l'Istituto ha organizzato
percorsi formativi obbligatori interni, caratterizzati dal lavoro per
gruppi e dal riferimento alla prassi specifica dei dipendenti
coinvolti.
L'obiettivo della formazione continua resta il punto chiave
dei progetti formativi, in considerazione della necessità di sostenere -
accanto allo sviluppo di competenze tecniche - la motivazione ad imparare,
la capacità di fronteggiare innovazioni e cambiamenti.
Sono stati
quindi formulati piani di intervento modulati sulle esigenze differenziate
dei singoli e dei gruppi operativi, per accrescere le competenze deboli e
favorire l'investimento delle risorse presenti e per facilitare la
trasmissione dei saperi anche all'interno dell'Ente.
L'attenzione si
sposta così dall'insegnamento all'apprendimento, dalla centralità del
docente a quelle del soggetto o del gruppo che apprende.
Le ultime
esperienze realizzate si sono articolate in gruppi a tema, contenitori di
un percorso formativo in parte autonomo (discussione di esperienze,
identificazione di problemi, documentazione bibliografica) e in parte
guidato (docenti, esperti esterni).
Ad integrazione di questo schema il
piano formativo prevede moduli su argomenti specifici, non solo di
carattere educativo, come la gestione del bilancio di comunità, la
responsabilità giuridica, le trasformazioni in materia sociale.
Al fine
di integrare i vari contributi, e gli studi che accompagnano l'iter
formativo, si sta lavorando per la costituzione di un centro di
documentazione.
Questo consentirà di fruire stabilmente dei materiali
formativi e realizzerà le condizioni per una efficace formazione
continua.
Metodologia dell'intervento
educativo
Ammissione
Le proposte di ammissione, ad
esclusione di quelle per il Pronto Intervento, sono valutate dal Servizio
Sociale e dal Dirigente Pedagogico in relazione alle caratteristiche del
minore ed ai posti disponibili e vengono inoltrate al Coordinatore del
Servizio individuato, corredate dalle relazioni del Servizio Sociale
inviante.
Il Coordinatore in sintonia con l'équipe educativa esprime un
parere, e procede quindi ad un approfondimento conoscitivo con il
contributo del Servizio Sociale, dei Servizi Territoriali, ed
eventualmente del Servizio di Psicologia.
Il progetto
educativo
L'intervento educativo mira ad individuare i punti di
forza e di debolezza della personalità del ragazzo quali esito della
storia personale e familiare al fine di mettere in campo gli adeguati
strumenti di intervento, indirizzo e sostegno per una armonica maturazione
psico-sociale.
Il progetto educativo si articola, operativamente, sui
seguenti contenuti:
- scelta e frequenza del percorso scolastico-professionale
e/o di avvio al lavoro;
- cura della salute fisica e psicologica, anche mediante
invio ad interventi psicoterapeutici;
- mantenimento dei rapporti con i famigliari, nei limiti e
con la frequenza stabiliti dal Servizio Sociale inviante ed in
ottemperanza ai dispositivi emanati dal Tribunale per i Minorenni;
- accesso allo sport ed alle attività di tempo libero e di
vacanza.
L'èquipe educativa assume la responsabilità dello svolgimento del
progetto educativo; sorveglia sul rispetto e l'impegno del singolo, lo
aiuta e lo supporta; mantiene i contatti con la scuola, i datori di
lavoro, i medici ed i terapeuti, i familiari e tutti coloro con i quali il
ragazzo interagisce.
Relaziona sistematicamente al Servizio Sociale ed
al Dirigente Pedagogico che provvedono a trasmettere le osservazioni al
Servizio Sociale inviante ed una volta all'anno - al Tribunale per i
Minorenni -, così come richiesto dallo stesso Tribunale.
Ogni Servizio
redige una cartella aggiornata per ogni minore in carico, contenente i
dati personali e quelli relativi all'intervento in corso.
L'équipe
educativa cura l'armonico sviluppo della crescita e maturazione dei
singoli e presidia la buona integrazione del gruppo, nello spirito di una
convivenza rispettosa e favorente legami affettivi
significativi.
Dimissioni
Le dimissioni avvengono - di
norma - su proposta dell'équipe educativa, alla conclusione del progetto,
in accordo con il Servizio Sociale inviante, il Dirigente Pedagogico ed i
Servizi centrali.
2. Le Unità
Operative
Le comunità
alloggio
A chi si rivolgono
Sono destinate a
minori italiani e stranieri di entrambi i sessi, di età
differenziate:
- dai 5 ai 13 anni (Comunità Linate e Poma)
- preadolescenti femmine (Comunità Alfieri)
- adolescenti femmine (Comunità Campania)
- adolescenti maschi (Comunità Curtatone e
Tonale)
Accolgono bambini e ragazzi, inseriti su richiesta dei Servizi Sociali,
con i quali vengono tenuti sistematici rapporti durante tutto il corso
dell'intervento. In sintonia con la loro missione educativa, non accolgono
minori con patologie psichiche conclamate, e soggetti che fanno uso di
sostanze tossiche.
Nelle comunità per adolescenti, in presenza di
Decreti di Prosieguo Amministrativo, è possibile un' ulteriore permanenza
per quei giovani che sono orientati ad un progetto di vita indipendente e
che, non avendo ancora acquisiti gli strumenti e le competenze necessarie,
abbiano ancora bisogno di un supporto educativo e del coinvolgimento
affettivo dell'ambiente comunitario.
Ammissioni e
dimissioni
L'inserimento avviene previa conoscenza, da parte della
comunità, del minore, della sua storia e del suo ambiente di vita, per
realizzare un progetto educativo personalizzato. Per i più piccoli, se
possibile, si facilita un contatto preliminare con l'ambiente della
comunità; per gli adolescenti l'inserimento presuppone una iniziale fase
di conoscenza e la condivisione del progetto educativo individuato durante
la stessa.
Le dimissioni sono condivise e organizzate con il Servizio
Sociale inviante. Le destinazioni previste possono essere il rientro in
famiglia, l'avvio di un'esperienza di affido, l'adozione, il passaggio ad
altra struttura educativa adeguata al processo di sviluppo, o la totale
autonomia.
L'intervento educativo
Si attua attraverso
l'accompagnamento scolastico/lavorativo, e l'organizzazione del tempo
libero. Particolare importanza assume la realizzazione di un rapporto di
fiducia tra il minore e gli educatori, per favorire la costruzione di
un'identità positiva e facilitare i rapporti nel gruppo di comunità
tramite la valorizzazione delle potenzialità individuali e lo sviluppo di
relazioni sociali adeguate.
L'intervento educativo si modula in
relazione alla tipologia degli ospiti (bambini, preadolescenti,
adolescenti) per fornire esperienze emotive atte a sviluppare relazioni e
identificazioni durevoli, con l'obiettivo di ripristinare relazioni buone
con adulti che servono come sostituti dei genitori, e che forniscono
l'opportunità di un arricchimento della personalità in formazione. Un
altro obiettivo significativo è quello di rendere il minore capace di
pensare alla propria realtà, sostenendolo nel sopportare la perdita del
contatto quotidiano con l'ambiente familiare.
Particolare attenzione
viene impiegata nella cura delle relazioni con la famiglia, laddove non
esistano ostacoli di natura giuridica. Nelle situazioni in cui sono
problematici i rapporti con i genitori, gli incontri tra il bambino ed i
familiari si svolgono in modo protetto, utilizzando locali dell'istituto
anziché della comunità, ed affiancando all'educatore le figure
dell'assistente sociale o dello psicologo.
I ragazzi sono aiutati a
rielaborare la loro storia personale; quando è previsto il ritorno in
famiglia, al termine dell'esperienza, essi sono guidati ad affrontare
gradualmente i problemi di relazione con i familiari, onde evitare di
restare disorientati in seguito alle dimissioni.
La giornata-tipo vede
gli ospiti coinvolti insieme nei momenti della colazione, dei pasti, della
serata, mentre le attività diurne sono articolate in modo e tempi
individuali, in relazione agli impegni ed alle esigenze di
ciascuno.
Gli operatori
Il personale delle comunità è
costituito da tre educatori professionali, uno dei quali con funzioni di
coordinamento, da un borsista (di norma studente universitario, che
frequentemente alloggia nell'appartamento) e da una collaboratrice
domestica, il cui ruolo sta anche nel promuovere le competenze degli
ospiti relativamente al riordino dei locali, alla cura del loro
abbigliamento, al riassetto dei loro oggetti personali.
In comunità
possono essere presenti anche tirocinanti educatori, volontari ed
obiettori, che collaborano principalmente nelle attività di sostegno
scolastico e per eventuali accompagnamenti, necessari soprattutto per i
più piccoli.
Il lavoro educativo è supportato dall'equipe di consulenza
multiprofessionale dell'Istituto, nella quale si esprimono competenze
pedagogiche, psicologiche e sociali.
L'ambiente
Ogni
comunità costituisce un gruppo di convivenza strutturalmente e
funzionalmente indipendente.
Sono situate in appartamenti all'interno
di palazzi residenziali, ad accezione della Comunità di Linate, situata in
una villetta con giardino.
Dispongono di un budget per le spese
ordinarie, e stabiliscono la propria organizzazione in modo autonomo, nel
rispetto degli indirizzi generali dell'Ente e degli specifici
regolamenti.
I Servizi di Prima
Accoglienza
Pronto Intervento
Accoglie minori,
prevalentemente stranieri, che necessitano di una immediata collocazione,
inviati dei Servizi Sociali di Pronto Intervento del Comune di Milano o
accompagnati dalle Forze dell'Ordine. Si tratta di situazioni di
abbandono, di minori anche clandestini privi di riferimenti adulti e senza
dimora. Il Servizio è organizzato in tre gruppi che si differenziano per
le modalità di accoglienza, le attività e gli obiettivi:
- Accoglienza Immediata: offre una risposta ai bisogni
primari, effettua una prima osservazione e predispone una ipotesi di
intervento in tempi medio - lunghi.
- Gruppo di preparazione ed orientamento: accoglie minori
stranieri in età scolare, provenienti dal gruppo di accoglienza
immediata con l'obiettivo di adempiere all'obbligo scolastico ed avviare
una qualificazione professionale
- Gruppo di inserimento al lavoro: accoglie minori
stranieri provenienti dai due precedenti servizi, che hanno già
sviluppato un percorso professionale e sono pronti sia per tirocini che
per l'inserimento lavorativo.
Comunità di Prima Accoglienza
Accoglie minori italiani o
stranieri che necessitano di inserimento in una struttura residenziale in
tempi brevi, segnalati dai Servizi Sociali territoriali, previa
valutazione dei servizi centrali dell'Istituto
L'intervento è
focalizzato sull'osservazione e la conoscenza del minore e del suo ambito
di provenienza, allo scopo di formulare un progetto educativo e di
coinvolgere il ragazzo stesso nel percorso futuro.
La presa in carico
prevede una permanenza massima di un anno.
I Servizi di
sostegno all'autonomia
Pensionato Protetto
E'
destinato a giovani minorenni e maggiorenni e ospita 12 ragazzi di età
compresa tra i 17 e i 21 anni.
Accoglie italiani e stranieri,
generalmente provenienti da strutture comunitarie che hanno acquisito
discrete autonomie e richiedono una relativa indipendenza, senza essere
ancora attrezzati e pronti per una vita completamente autonoma e
autosufficiente.
L'inserimento avviene a seguito di segnalazione del
Servizio Sociale e su precisa richiesta del giovane. Costituisce requisito
indispensabile avere avviato un iter lavorativo - eccezionalmente
scolastico - stabile ed accettare le regole che governano la
convivenza.
Le dimissioni avvengono con l'accordo del Servizio Sociale
o con il termine dell'intervento assistenziale o su scelta del giovane
stesso.
Pensionato Maschile
Offre un'opportunità
abitativa per 5 giovani provenienti prevalentemente dal Pensionato
Protetto, già autonomi, quindi in grado di mantenersi e pagare
l'affitto.
I Servizi di orientamento e formazione
Sono
temporaneamente sospesi.
Si sono realizzati mediante attività
strutturate in un Centro Diurno per la formazione professionale e
l'orientamento al lavoro che può accogliere al massimo 10 ragazzi italiani
e stranieri di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in carico all'Ente
Locale o al Ministero di Grazia e Giustizia.
Il Centro Diurno inoltre
ha organizzato corsi professionali finanziati con i contributi del FSE ed
attività per il recupero culturale e per il conseguimento dell'obbligo
scolastico, utilizzando i propri laboratori di informatica, panificazione
e meccanica e le aule didattiche.
Il Centro Educativo Diurno è
inoltre accreditato presso la Regione Lombardia quale Centro di Formazione
ed è in possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO
9001:94.
La
Banda dei MartinittIl corpo bandistico dell'Istituto si
compone di 37 musicisti professionisti, una mazziera e un maestro,
dipendente dell'Ente.
La banda effettua in un anno 40 prove d'assieme e
un minimo di 20 concerti richiesti da amministrazioni pubbliche, Enti,
associazioni private. Presenzia inoltre a tutte le manifestazioni
istituzionali promosse dalle diverse strutture dell'Ente (IMMeS, Frisia,
Principessa Iolanda, PAT).
Affittanze temporanee e
ospitalitàUn'attività collaterale e saltuaria effettuata
all'interno dell'Istituto è quella delle affittanze temporanee a pagamento
offerte a Enti ed associazioni pubbliche e private per lo svolgimento di
corsi, convegni, incontri, assemblee, spot pubblicitari, riprese
televisive e cinematografiche presso gli spazi di volta in volta
disponibili.
Vengono inoltre accolte richieste da parte di Enti e
Associazioni per ospitare gruppi di giovani provenienti da varie parti del
mondo.