Istituto " I Martinitt "

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Lorenzo La Greca

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Jul 28, 2008, 3:11:39 AM7/28/08
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L'ISTITUTO MILANESE MARTINITT E STELLINE

L'Istituto Milanese Martinitt e Stelline, è costituito da una sede centrale sita in via Riccardo Pitteri 56 a Milano e sei comunità alloggio con sedi distaccate sul territorio cittadino.
La sede centrale consta di un vasto complesso formato da quattro ampi padiglioni, un corpo centrale, un giardino interno e un cortile adibito ad area box e parcheggio, una palestra, due campi da calcio, un campo da rugby, un teatro e un edificio attualmente concesso in locazione al Liceo linguistico Manzoni.
Di tali risorse strutturali sono attualmente utilizzate dall'Istituto una parte del corpo centrale, due padiglioni e gli spazi verdi. Le altre strutture sono in disuso o in locazione a terzi.

Nel corpo centrale ha sede la Sezione per la Gestione I.M.M.e.S, costituita dagli uffici amministrativi, dai servizi educativi centrali e dal corpo bandistico dei Martinitt.

Vi sono inoltre ospitati 4 servizi di Prima Accoglienza, un Centro Diurno (attualmente non funzionante), un Pensionato Protetto e un Pensionato Maschile e i laboratori di meccanica, panificazione e informatica.



EVOLUZIONE DELL'ISTITUTO

L'Istituto Milanese Martinitt e Stelline nasce nel 1997 dall'unione dell'Orfanotrofio maschile Martinitt e dell'Orfanotrofio femminile Stelline, antiche istituzioni di beneficenza di Milano, rivolte all'infanzia abbandonata.
Il contesto storico che dà i natali agli orfanotrofi si caratterizza per lo stato di miseria a cui è costretta un'ampia fascia della popolazione, a seguito di guerre e carestie.
La fondazione dell'Orfanotrofio maschile data l'anno 1532 e prende il nome dalla Parrocchia San Martino che offre la prima sede agli orfani raccolti da San Girolamo Emiliani.
La fondazione dell'Orfanotrofio femminile data 1753 e prende il nome dalla Parrocchia de "La Stella" che ha accolto il primo gruppo di bambine.
Nel corso del tempo gli orfanotrofi hanno offerto ricovero, assistenza, istruzione ed educazione ai minori in stato di abbandono, adeguando le forme di intervento all'evolversi della richiesta sociale dei bisogni dei fanciulli.
A partire dagli anni '60 cambiamenti socio - culturali e legislativi hanno portato ad una rapida evoluzione degli Istituti: le riforme normative e le politiche socio - assistenziali individuano prestazioni mirate sempre più al mantenimento dei minori nel proprio nucleo familiare, attraverso sostegni economici ed ausili socio - educativi.
Dal punto di vista della famiglia, le leggi sull'affido e l'adozione contribuiscono anch'esse a contrastare il ricovero in Istituto di bambini orfani.
Ed anche gli istituti stessi devono avviarsi verso un processo di trasformazione volto ad offrire situazioni di accoglienza di tipo familiare che possano garantire ai minori opportunità di crescita il più possibile simili a quelle di una famiglia.
In questo contesto l'Istituto avvia un processo di trasformazione cominciando a dividere in piccoli gruppi i suoi ospiti per giungere poi all'apertura di comunità alloggio situate in appartamenti in condomini della città.

Cambia contemporaneamente il concetto di organizzazione, che cerca sempre più di rispettare il tipo di trasformazione cui va incontro la società, la scuola, la famiglia.
L'Istituto deve integrare la famiglia nell'opera educatrice diretta, ma se la famiglia manca del tutto ne deriva la necessità non di integrare una risorsa in qualche misura carente ma di sostituirla.
Si modifica il concetto stesso di assistenza, basta con le categorizzazioni, basta con l'Istituto per minori abbandonati, per orfani di guerra, per figli di ragazze madri, l'assistenza deve tenere conto solo dei bisogni, indipendentemente dalle carenze.
Con questa nuova filosofia gli Istituti cercano di aggiornarsi per rispondere alle nuove esigenze del territorio con la realizzazione delle prime comunità alloggio.
La prima comunità è aperta il 6 maggio del 1978 con l'obiettivo di superare gli inconvenienti e le limitazioni tipiche di un vasto ambiente convittuale, basare la convivenza su più stretti rapporti interpersonali e sulla massima valorizzazione delle responsabilità individuali, integrare al meglio la comunità con il territorio, stimolare il ristabilire di rapporti nuovi con le famiglie e con la realtà sociale di provenienza.

Accanto allo strutturarsi delle comunità alloggio è emersa la necessità di centri di "Pronto Intervento" quali ambiti di accoglienza agili, aperti a segnalazioni immediate di situazioni improvvise di rischio.
Questi servizi devono rispondere innanzitutto ai bisogni primari dei ragazzi trovati in stato di abbandono, 'osservazione sulla loro personalità ed i loro eventuali rapporti con i familiari e prefigurare il successivo programma educativo.
L'Istituto Martinitt e Stelline ha così aperto il primo Servizio di Pronto Intervento nel 1990, presso la sede di via Pitteri.
A partire dall'anno 1992 vengono ospitati sempre più minorenni extracomunitari, giunti clandestinamente nel nostro paese, prevalentemente di origine marocchina o slava, a cui si aggiungono i primi albanesi.
Questo fenomeno ha richiesto un successivo ampliamento dei posti disponibili nei gruppi di Pronto Intervento.

Attualmente i servizi dell'Istituto sono:
  • Comunità Alloggio Martinitt 1: 7 posti - Via Curtatone, 14
  • Comunità Alloggio Martinitt 2: 7 posti - V.le Rimembranze, 15 Linate di Peschiera B. (MI)
  • Comunità Alloggio Martinitt 3: 7 posti - Via Alfieri, 17
  • Comunità Alloggio Martinitt 4: 7 posti - Via Tonale, 8
  • Comunità Alloggio Stelline 1: 7 posti - Via Poma, 48
  • Comunità Alloggio Stelline 2: 7 posti - V.le Campania, 46
  • Comunità di Prima Accoglienza: 8 posti - Via Pitteri, 56
  • Pronto Intervento: 24 posti - Via Pitteri, 56
  • Pensionato Protetto: 12 posti - Via Pitteri, 56
  • Pensionato Maschile: 5 posti - Via Pitteri, 56
  • Centro Diurno: 10 posti - Via Pitteri, 56 (temporaneamente sospeso)



I SERVIZI EDUCATIVI

1) Organizzazione centrale

Si articola in:
  • Dirigente dell'Area Amministrativa
  • Dirigente dell'Area Pedagogica
  • Servizi Centrali


Dirigente Responsabile Sezione Gestione IMMeS
Sovrintende all'attività dell'Istituto e in particolare è responsabile degli atti amministrativi, della gestione economica, della gestione delle risorse umane e degli indirizzi generali.

Dirigente dell'Area Pedagogica
Presiede agli obiettivi dell'Istituto per quanto concerne gli indirizzi educativi e/o assistenziali.
Coordina i Servizi Centrali ed il personale educativo ed è referente per i programmi e le metodologie di intervento.
Predispone - in collaborazione con il Dirigente dell'Area Amministrativa ed i Servizi Centrali - piani di aggiornamento, qualificazione e formazione del personale educativo.
Collabora alla stesura delle convenzioni con gli Enti invianti ed elabora proposte per i nuovi Servizi.

Servizi Centrali
La gestione dei compiti educativi ed assistenziali fanno capo al Dirigente dell'Area Pedagogica che si avvale della collaborazione del Servizio Sociale e del Servizio di Psicologia.
Il Dirigente dell'Area Pedagogica, l'Assistente Sociale e gli Psicologi costituiscono l'équipe centrale che svolge le funzioni di programmazione e di verifica dell'attività educativa con incontri settimanali.
L'équipe centrale interviene nel merito dell'attività dei singoli Servizi e delle Comunità Alloggio e incontra mensilmente le équipe educative, ad eccezione del Servizio di Pronto Intervento dove, per la rapidità delle ammissioni ed il breve tempo di permanenza, le decisioni in merito alle situazioni sono a cura del Coordinatore del Servizio con la supervisione del Dirigente Pedagogico.
Un ulteriore ambito di elaborazione e condivisione degli indirizzi dell'Istituto é costituito dall'incontro mensile dei Coordinatori dei diversi Servizi, sia esterni (le Comunità Alloggio), che interni (Servizi di Prima Accoglienza, Servizi di sostegno all'autonomia, Servizi di orientamento e formazione) con la Direzione Amministrativa, la Direzione Pedagogica ed il Servizio Sociale.

Servizio Sociale
Il Servizio Sociale é composto da un Assistente Sociale Coordinatore di ruolo ed opera secondo le indicazioni del Coordinatore Pedagogico.
Collabora alla realizzazione degli obiettivi educativi, accoglie, approfondisce e documenta le domande di ammissione alle strutture educative dell'Istituto e ne relaziona all'équipe dei Servizi Centrali.
È il referente dell'Istituto per i Servizi territoriali invianti per tutti gli aspetti sociali dei casi segnalati ed accolti.
Concorre alla formulazione, attuazione e verifica dei singoli programmi educativi, all'istruzione ed all'applicazione di particolari Istituti giuridici (adozione, affidamento, tutela, etc. ...) unitamente ai referenti dell'Ente affidante.
Predispone le relazioni informative e di aggiornamento sui singoli casi, nonché gli atti amministrativi ed i documenti di lavoro.
È riferimento per i programmi di dimissione degli allievi.
Partecipa alla programmazione dei Servizi ed alla progettazione di nuovi interventi.

Servizio di Psicologia
Al Servizio di Psicologia sono assegnati Psicologi consulenti, iscritti all'Albo, che dipendono funzionalmente dal Coordinatore Pedagogico.
Il Servizio collabora alla realizzazione degli obiettivi educativi, effettua accertamenti diagnostici sui singoli minori, offre interventi di chiarificazione e di sostegno agli stessi ed alle famiglie.
Valuta l'opportunità dell'invio a presidi specialistici.
Concorre alla formulazione, attuazione e verifica dei singoli progetti educativi e delle modalità operative delle singole strutture.
Esprime parere e partecipa ai programmi di dimissione degli allievi.
Collabora ai piani di formazione del personale ed allo studio e proposizione di nuovi interventi.
Offre attività di supervisione alle équipe educative che lo richiedano.

Reclutamento del personale educativo
Il personale educativo di ruolo é reclutato mediante concorso pubblico e selezionato da una commissione composta dalla Direzione dell'Istituto e da membri esterni designati dall'Amministrazione.
Il personale educativo non di ruolo, a rapporto L.P. è selezionato dal Coordinatore Pedagogico che svolge colloqui conoscitivi con i candidati in possesso dei titoli richiesti dalle disposizioni Regionali in materia ed inoltra proposta di incarico al competente Settore Risorse Umane IMMeS PAT

Formazione
Il percorso formativo del personale educativo si è modulato - nel corso degli ultimi anni - su un doppio binario: da un lato sono state incentivate esperienze formative individuali svolte dai singoli educatori presso enti e agenzie formative del territorio, dall'altro l'Istituto ha organizzato percorsi formativi obbligatori interni, caratterizzati dal lavoro per gruppi e dal riferimento alla prassi specifica dei dipendenti coinvolti.
L'obiettivo della formazione continua resta il punto chiave dei progetti formativi, in considerazione della necessità di sostenere - accanto allo sviluppo di competenze tecniche - la motivazione ad imparare, la capacità di fronteggiare innovazioni e cambiamenti.
Sono stati quindi formulati piani di intervento modulati sulle esigenze differenziate dei singoli e dei gruppi operativi, per accrescere le competenze deboli e favorire l'investimento delle risorse presenti e per facilitare la trasmissione dei saperi anche all'interno dell'Ente.
L'attenzione si sposta così dall'insegnamento all'apprendimento, dalla centralità del docente a quelle del soggetto o del gruppo che apprende.
Le ultime esperienze realizzate si sono articolate in gruppi a tema, contenitori di un percorso formativo in parte autonomo (discussione di esperienze, identificazione di problemi, documentazione bibliografica) e in parte guidato (docenti, esperti esterni).
Ad integrazione di questo schema il piano formativo prevede moduli su argomenti specifici, non solo di carattere educativo, come la gestione del bilancio di comunità, la responsabilità giuridica, le trasformazioni in materia sociale.
Al fine di integrare i vari contributi, e gli studi che accompagnano l'iter formativo, si sta lavorando per la costituzione di un centro di documentazione.
Questo consentirà di fruire stabilmente dei materiali formativi e realizzerà le condizioni per una efficace formazione continua.

Metodologia dell'intervento educativo

Ammissione
Le proposte di ammissione, ad esclusione di quelle per il Pronto Intervento, sono valutate dal Servizio Sociale e dal Dirigente Pedagogico in relazione alle caratteristiche del minore ed ai posti disponibili e vengono inoltrate al Coordinatore del Servizio individuato, corredate dalle relazioni del Servizio Sociale inviante.
Il Coordinatore in sintonia con l'équipe educativa esprime un parere, e procede quindi ad un approfondimento conoscitivo con il contributo del Servizio Sociale, dei Servizi Territoriali, ed eventualmente del Servizio di Psicologia.

Il progetto educativo
L'intervento educativo mira ad individuare i punti di forza e di debolezza della personalità del ragazzo quali esito della storia personale e familiare al fine di mettere in campo gli adeguati strumenti di intervento, indirizzo e sostegno per una armonica maturazione psico-sociale.
Il progetto educativo si articola, operativamente, sui seguenti contenuti:

  • scelta e frequenza del percorso scolastico-professionale e/o di avvio al lavoro;
  • cura della salute fisica e psicologica, anche mediante invio ad interventi psicoterapeutici;
  • mantenimento dei rapporti con i famigliari, nei limiti e con la frequenza stabiliti dal Servizio Sociale inviante ed in ottemperanza ai dispositivi emanati dal Tribunale per i Minorenni;
  • accesso allo sport ed alle attività di tempo libero e di vacanza.

L'èquipe educativa assume la responsabilità dello svolgimento del progetto educativo; sorveglia sul rispetto e l'impegno del singolo, lo aiuta e lo supporta; mantiene i contatti con la scuola, i datori di lavoro, i medici ed i terapeuti, i familiari e tutti coloro con i quali il ragazzo interagisce.
Relaziona sistematicamente al Servizio Sociale ed al Dirigente Pedagogico che provvedono a trasmettere le osservazioni al Servizio Sociale inviante ed una volta all'anno - al Tribunale per i Minorenni -, così come richiesto dallo stesso Tribunale.
Ogni Servizio redige una cartella aggiornata per ogni minore in carico, contenente i dati personali e quelli relativi all'intervento in corso.
L'équipe educativa cura l'armonico sviluppo della crescita e maturazione dei singoli e presidia la buona integrazione del gruppo, nello spirito di una convivenza rispettosa e favorente legami affettivi significativi.

Dimissioni
Le dimissioni avvengono - di norma - su proposta dell'équipe educativa, alla conclusione del progetto, in accordo con il Servizio Sociale inviante, il Dirigente Pedagogico ed i Servizi centrali.


2. Le Unità Operative

Le comunità alloggio


A chi si rivolgono
Sono destinate a minori italiani e stranieri di entrambi i sessi, di età differenziate:

  • dai 5 ai 13 anni (Comunità Linate e Poma)
  • preadolescenti femmine (Comunità Alfieri)
  • adolescenti femmine (Comunità Campania)
  • adolescenti maschi (Comunità Curtatone e Tonale)

Accolgono bambini e ragazzi, inseriti su richiesta dei Servizi Sociali, con i quali vengono tenuti sistematici rapporti durante tutto il corso dell'intervento. In sintonia con la loro missione educativa, non accolgono minori con patologie psichiche conclamate, e soggetti che fanno uso di sostanze tossiche.
Nelle comunità per adolescenti, in presenza di Decreti di Prosieguo Amministrativo, è possibile un' ulteriore permanenza per quei giovani che sono orientati ad un progetto di vita indipendente e che, non avendo ancora acquisiti gli strumenti e le competenze necessarie, abbiano ancora bisogno di un supporto educativo e del coinvolgimento affettivo dell'ambiente comunitario.

Ammissioni e dimissioni
L'inserimento avviene previa conoscenza, da parte della comunità, del minore, della sua storia e del suo ambiente di vita, per realizzare un progetto educativo personalizzato. Per i più piccoli, se possibile, si facilita un contatto preliminare con l'ambiente della comunità; per gli adolescenti l'inserimento presuppone una iniziale fase di conoscenza e la condivisione del progetto educativo individuato durante la stessa.
Le dimissioni sono condivise e organizzate con il Servizio Sociale inviante. Le destinazioni previste possono essere il rientro in famiglia, l'avvio di un'esperienza di affido, l'adozione, il passaggio ad altra struttura educativa adeguata al processo di sviluppo, o la totale autonomia.

L'intervento educativo
Si attua attraverso l'accompagnamento scolastico/lavorativo, e l'organizzazione del tempo libero. Particolare importanza assume la realizzazione di un rapporto di fiducia tra il minore e gli educatori, per favorire la costruzione di un'identità positiva e facilitare i rapporti nel gruppo di comunità tramite la valorizzazione delle potenzialità individuali e lo sviluppo di relazioni sociali adeguate.
L'intervento educativo si modula in relazione alla tipologia degli ospiti (bambini, preadolescenti, adolescenti) per fornire esperienze emotive atte a sviluppare relazioni e identificazioni durevoli, con l'obiettivo di ripristinare relazioni buone con adulti che servono come sostituti dei genitori, e che forniscono l'opportunità di un arricchimento della personalità in formazione. Un altro obiettivo significativo è quello di rendere il minore capace di pensare alla propria realtà, sostenendolo nel sopportare la perdita del contatto quotidiano con l'ambiente familiare.
Particolare attenzione viene impiegata nella cura delle relazioni con la famiglia, laddove non esistano ostacoli di natura giuridica. Nelle situazioni in cui sono problematici i rapporti con i genitori, gli incontri tra il bambino ed i familiari si svolgono in modo protetto, utilizzando locali dell'istituto anziché della comunità, ed affiancando all'educatore le figure dell'assistente sociale o dello psicologo.
I ragazzi sono aiutati a rielaborare la loro storia personale; quando è previsto il ritorno in famiglia, al termine dell'esperienza, essi sono guidati ad affrontare gradualmente i problemi di relazione con i familiari, onde evitare di restare disorientati in seguito alle dimissioni.
La giornata-tipo vede gli ospiti coinvolti insieme nei momenti della colazione, dei pasti, della serata, mentre le attività diurne sono articolate in modo e tempi individuali, in relazione agli impegni ed alle esigenze di ciascuno.

Gli operatori
Il personale delle comunità è costituito da tre educatori professionali, uno dei quali con funzioni di coordinamento, da un borsista (di norma studente universitario, che frequentemente alloggia nell'appartamento) e da una collaboratrice domestica, il cui ruolo sta anche nel promuovere le competenze degli ospiti relativamente al riordino dei locali, alla cura del loro abbigliamento, al riassetto dei loro oggetti personali.
In comunità possono essere presenti anche tirocinanti educatori, volontari ed obiettori, che collaborano principalmente nelle attività di sostegno scolastico e per eventuali accompagnamenti, necessari soprattutto per i più piccoli.
Il lavoro educativo è supportato dall'equipe di consulenza multiprofessionale dell'Istituto, nella quale si esprimono competenze pedagogiche, psicologiche e sociali.

L'ambiente
Ogni comunità costituisce un gruppo di convivenza strutturalmente e funzionalmente indipendente.
Sono situate in appartamenti all'interno di palazzi residenziali, ad accezione della Comunità di Linate, situata in una villetta con giardino.
Dispongono di un budget per le spese ordinarie, e stabiliscono la propria organizzazione in modo autonomo, nel rispetto degli indirizzi generali dell'Ente e degli specifici regolamenti.


I Servizi di Prima Accoglienza

Pronto Intervento
Accoglie minori, prevalentemente stranieri, che necessitano di una immediata collocazione, inviati dei Servizi Sociali di Pronto Intervento del Comune di Milano o accompagnati dalle Forze dell'Ordine. Si tratta di situazioni di abbandono, di minori anche clandestini privi di riferimenti adulti e senza dimora. Il Servizio è organizzato in tre gruppi che si differenziano per le modalità di accoglienza, le attività e gli obiettivi:

  • Accoglienza Immediata: offre una risposta ai bisogni primari, effettua una prima osservazione e predispone una ipotesi di intervento in tempi medio - lunghi.
  • Gruppo di preparazione ed orientamento: accoglie minori stranieri in età scolare, provenienti dal gruppo di accoglienza immediata con l'obiettivo di adempiere all'obbligo scolastico ed avviare una qualificazione professionale
  • Gruppo di inserimento al lavoro: accoglie minori stranieri provenienti dai due precedenti servizi, che hanno già sviluppato un percorso professionale e sono pronti sia per tirocini che per l'inserimento lavorativo.


Comunità di Prima Accoglienza
Accoglie minori italiani o stranieri che necessitano di inserimento in una struttura residenziale in tempi brevi, segnalati dai Servizi Sociali territoriali, previa valutazione dei servizi centrali dell'Istituto
L'intervento è focalizzato sull'osservazione e la conoscenza del minore e del suo ambito di provenienza, allo scopo di formulare un progetto educativo e di coinvolgere il ragazzo stesso nel percorso futuro.
La presa in carico prevede una permanenza massima di un anno.


I Servizi di sostegno all'autonomia

Pensionato Protetto
E' destinato a giovani minorenni e maggiorenni e ospita 12 ragazzi di età compresa tra i 17 e i 21 anni.
Accoglie italiani e stranieri, generalmente provenienti da strutture comunitarie che hanno acquisito discrete autonomie e richiedono una relativa indipendenza, senza essere ancora attrezzati e pronti per una vita completamente autonoma e autosufficiente.
L'inserimento avviene a seguito di segnalazione del Servizio Sociale e su precisa richiesta del giovane. Costituisce requisito indispensabile avere avviato un iter lavorativo - eccezionalmente scolastico - stabile ed accettare le regole che governano la convivenza.
Le dimissioni avvengono con l'accordo del Servizio Sociale o con il termine dell'intervento assistenziale o su scelta del giovane stesso.

Pensionato Maschile
Offre un'opportunità abitativa per 5 giovani provenienti prevalentemente dal Pensionato Protetto, già autonomi, quindi in grado di mantenersi e pagare l'affitto.

I Servizi di orientamento e formazione
Sono temporaneamente sospesi.
Si sono realizzati mediante attività strutturate in un Centro Diurno per la formazione professionale e l'orientamento al lavoro che può accogliere al massimo 10 ragazzi italiani e stranieri di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in carico all'Ente Locale o al Ministero di Grazia e Giustizia.
Il Centro Diurno inoltre ha organizzato corsi professionali finanziati con i contributi del FSE ed attività per il recupero culturale e per il conseguimento dell'obbligo scolastico, utilizzando i propri laboratori di informatica, panificazione e meccanica e le aule didattiche.
Il Centro Educativo Diurno è inoltre accreditato presso la Regione Lombardia quale Centro di Formazione ed è in possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:94.


ATTIVITA' COLLATERALI

La Banda dei Martinitt
Il corpo bandistico dell'Istituto si compone di 37 musicisti professionisti, una mazziera e un maestro, dipendente dell'Ente.
La banda effettua in un anno 40 prove d'assieme e un minimo di 20 concerti richiesti da amministrazioni pubbliche, Enti, associazioni private. Presenzia inoltre a tutte le manifestazioni istituzionali promosse dalle diverse strutture dell'Ente (IMMeS, Frisia, Principessa Iolanda, PAT).

Affittanze temporanee e ospitalità
Un'attività collaterale e saltuaria effettuata all'interno dell'Istituto è quella delle affittanze temporanee a pagamento offerte a Enti ed associazioni pubbliche e private per lo svolgimento di corsi, convegni, incontri, assemblee, spot pubblicitari, riprese televisive e cinematografiche presso gli spazi di volta in volta disponibili.
Vengono inoltre accolte richieste da parte di Enti e Associazioni per ospitare gruppi di giovani provenienti da varie parti del mondo.
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