Sul polverone sollevato dalle dichiarazioni di Trump, che ha scaricato
definitivamente il dittatorello dell'Ucraina, sono d'obbligo delle
considerazioni.
La prima è che poco più di un anno fa Zelensky ha messo fuori legge,
nel suo Paese, 11 partiti di opposizione. Ci chiediamo è chiediamo: è
democrazia quella?
Oltre 8 milioni di ucraini sono dovuti scappare dal loro Stato per
sfuggire alla coscrizione obbligatoria che li avrebbe spediti ob torto
collo al fronte di guerra o nelle patrie galere. E' democrazia quella?
A Kiev le poche, timide e sporadiche manifestazioni contro la guerra
sono state represse e nascoste dai media locali, che da tre anni
trasmettono praticamente a reti unificate. E' democrazia quella?
Potremmo seguitare ancora, ma per pietà verso un popolo, quello
ucraino, oppresso da un nazistello che si è creduto Napoleone e che ha
patito sofferenze davvero indicibili, taciamo con rispetto.
Con ciò non vogliamo dire che la Russia non sia un'autocrazia diversa
da quella gialloceleste, intendiamoci. Però, almeno, non lo ha fatto
sulle spalle di altri, come l'Ucraina che ha dissanguato e purtroppo
sta continuando a dissanguare le casse dell'Unione Europea,
riducendola ormai sul lastrico.
Trump dunque ha solo disvelato la vera faccia degli USA, dietro la
maschera dell'ipocrisia.
Un bravo per il coraggio e la coerenza dimostrata in quest'occasione a
Giuseppe Conte, unico leader politico che ieri ha parlato con
sincerità.
Amici Futuro Ieri -
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