Prima la salute poi il business

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Mar 21, 2026, 3:10:37 PM (yesterday) Mar 21
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Tre notizie da sapere.

La prima è che lo scorso 26 gennaio è stato approvato dall'Assemblea Nazionale (la Camera dei Deputati francese) il disegno di legge che vieta l'accesso ai social-network ai ragazzi under 15 al fine di tutelare la loro salute.
La proposta di legge è frutto di anni di discussioni. Se nelle settimane scorse la ministra delegata al digitale, Anne Le Hénanff e la sua omologa alla salute, Stéphanie Rist, hanno dichiarato di sostenere il testo, sono in tanti tra i politici a volerne rivendicare la paternità.
Se adesso il Senato voterà a favore della legge, la Francia sarebbe il primo Paese europeo a imporre un limite di età per l'accesso ai social seguendo così le orme dell'Australia.
Sullo stesso tema è intervenuto il 26 novembre 2025 il Parlamento europeo chiedendo che gli Stati fissino a 16 anni l'età media per l'accesso agli applicativi social. La richiesta del Parlamento europeo si è basata sul fatto che un minore su quattro fa un uso "problematico" o "disfunzionale" dello smartphone o del tablet, ossia presenta dinamiche comportamentali affini alla dipendenza.
Secondo l'Eurobarometro 2025, più del 90 % degli europei ritiene urgente intervenire per proteggere i minori online, in particolare per quanto riguarda l'impatto negativo dei social media sulla loro salute mentale (93%), il bullismo online (92%) e la necessità di strumenti efficaci per limitare i contenuti inadatti alla loro età (92%).
Il tema fa parte dello scontro tra USA ed Europa in ordine alla regolamentazione dei comportamenti delle grandi multinazionali digitali americane, che cercano in ogni modo di non sottostare agli obblighi regolamentari imposti dall'Unione Europea per proteggere i propri cittadini e soprattutto i propri adolescenti.

La seconda riguarda un gruppo di parlamentari della SPD, determinante forza di governo in Germania, che hanno espresso l’intenzione di introdurre nuove restrizioni sull’accesso dei minori ai social media, allineandosi peraltro alle proposte già avanzate da altri partiti.
L’obiettivo è vietare formalmente l’uso delle piattaforme ai ragazzi sotto i 14 anni. In Germania infatti sta crescendo il dibattito sugli effetti negativi dei social sui più giovani e conseguentemente sta aumentando la pressione affinché il Paese segua l’esempio di diversi altri Paesi. Le piattaforme interessate includono tra le altre Meta (Facebook e Instagram), Snap (Snapchat), Twitter (X), TikTok, Google (YouTube). “Non possiamo più evitare regole chiare e restrizioni” ha dichiarato Lars Klingbeil, leader del partito Socialdemocratico e vice cancelliere, al settimanale Der Spiegel.
Nel documento viene proposto di bloccare l’accesso ai minori di 14 anni ai social network e di creare versioni dedicate alle fasce d’età di 14-16 anni, prive di feed algoritmici, contenuti personalizzati e funzioni come lo scrolling infinito e l’autoplay.
Da segnalare che in questi giorni anche in Italia alcuni partiti e movimenti stanno proponendo di vietare i social quantomeno agli under 15. Speriamo non siano solo chiacchiere!

L'ultima viene proprio da oltre oceano ed è che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HSS) ha avviato uno studio sulle radiazioni dei telefoni cellulari, soprattutto di nuova generazione, facendo seguito alle critiche del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr che le collega a danni neurologici e al cancro. Kennedy ha affermato di essere «molto preoccupato» per gli impatti negativi sulla salute delle radiazioni elettromagnetiche (EMR), un termine che comprende sia le radiazioni a radiofrequenza (RF) sia i campi elettromagnetici (EMF). Ha affermato che ci sono «letteralmente oltre dieci mila studi» sulle cartelle cliniche elettroniche che documentano «effetti negativi, tra cui la crescita di tumori cancerosi».
Lo scorso anno, il Dipartimento ha comunicato che 22 Stati americani avevano limitato l'uso dei telefoni cellulari nelle scuole per migliorare la salute mentale e fisica dei bambini.
"La FDA ha rimosso pagine web con vecchie conclusioni tranquillizzanti sulle radiazioni dei telefoni cellulari, mentre l'HHS sta conducendo questo nuovo approfondimento sulle radiazioni elettromagnetiche e la ricerca sulla salute per identificare le lacune nelle conoscenze, in particolar modo con riguardo alle nuove tecnologie, al fine di garantire sicurezza ed efficacia", ha dichiarato il portavoce dell'HHS Andrew Nixon.
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