Regione Lazio, Donatella Bianchi: "Mi appello ai delusi: sarò la loro voce"
È stata una campagna elettorale diversa da quella dei miei avversari,
articolata sui territori, tra la gente, incontrando i cittadini e
ascoltando le loro richieste, paure, speranze. La sanità è in crisi,
la gente non riesce a curarsi e migra in altre regioni, non esiste
medicina territoriale e i nostri anziani non riescono ad accedere alle
cure domiciliari. Manca il lavoro, aumentano povertà e disuguaglianze,
non c’è rispetto per i pendolari e si ascoltano poco i giovani, il
caro vita morde le famiglie e tanti cittadini ancora aspettano di
vedere le bonifiche promesse nelle zone contaminate. È evidente che
serva un’aria nuova. E siamo noi.
Il centrosinistra ha scelto come compagni di merende il duo
Renzi-Calenda distanti anni luce dal mondo che D’amato e il Pd
vorrebbero rappresentare. Come può costruire un programma realmente
progressista se all’interno della sua coalizione si spazia da chi
vuole abrogare il Reddito di cittadinanza con un referendum a chi
vuole nuove centrali nucleari, agli ultras dell’inceneritore, ai fan
delle trivelle, fino agli ambientalisti della domenica?
Noi vogliamo vincere e governare. E per questo mi sono candidata. Il
M5S con Giuseppe Conte sta cercando nuovamente di evolvere la politica
e per questo ho accettato questa sfida. Credo nella politica di
prossimità, tra la gente e per la gente, ed è la stessa visione che ha
Conte: il nuovo corso del Movimento. Abbiamo speso pochissimi soldi,
ci siamo prevalentemente autofinanziati, abbiamo deciso di stare in
mezzo alla gente lasciando cocktail e salotti a Rocca e D’Amato.
Mi sono candidata per guardare a chi non va a votare, a chi si
astiene, ai delusi, agli arrabbiati. Noi siamo coerenti, lo siamo
stati sempre. A noi non interessano poltrone o accordi vari. Ho girato
la Regione da Nord a Sud per confrontarmi con le migliaia di persone
che a votare non ci vogliono più andare o non ci vanno più da anni.
Noi siamo l’aria nuova. E io sono la testimonianza di tutto ciò: una
delusa da un certo tipo di fare politica che si candida oggi con il
M5S di Giuseppe Conte per dare voce a chi voce non ha.
{da
lanotiziagiornale.it} Futuro Ieri