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Riccardo Ciavolella

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Aug 18, 2006, 9:09:04 AM8/18/06
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So che vi stancherò con questa frase. Ma accettatela per l'ultima volta, queste parole che ormai sono diventate per me un rito. Nouakchott, ancora Nouakchott.
Sono arrivato questa notte. Oggi pomeriggio torno in periferia dove mi aspetta Bébé. Tutta la famiglia è partita al villaggio. Presto dovrò raggiungerla. E finire sta cavolo di tesi. Sto bene. In forma. Morale alto. E' l'ultima volta e sono stanco di vivere queste esperienze come un supplizio. Dovrò pero' scrivere. Scrivere un resoconto di quei due mesi dell'ultimo soggiorno in Mauritania in cui sono stato in silenzio, quasi mi desse fastidio raccontare. Eppure con quei due mesi, con il villaggio, il viaggio e un po' di vomito devo farci i conti prima di ripartire all'interno. Scrivere, evocare e ricordare è un semplice modo per esorcizzare.
Eventi salienti da quando ho lasciato Parigi:
- una mauritana all'aeroporto con velo sul viso. Sul bordo della stoffa la scritta "very italian mode" (d' altronde i tessuti africani -che ci sembrano cosi' tipici - sono ormai monopolio di qualche multinazionale europea).
- esco per strada per la prima volta e incontro il mio amico Barou. Va a Dakar al consolato svedese. Vuole andare a Stoccolma.
- le Birkenstok sono ottime per fare chilometri a piedi. Con l'umidità pero' puzzano.
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