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Riccardo Ciavolella

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Aug 24, 2006, 10:27:36 AM8/24/06
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Mi sveglio alle 7 e 30, due ore di ritardo rispetto a Roma-Parigi. Ho dormito sotto il piccolo colonnato della concessione. Sul tetto stanotte avrei forse avuto freddo con questo vento di sabbia che sceglie tra le nuvole umide e le stelle. La notte non è stata facile. Al riparo dal vento si rifugiano anche le zanzare. Le sento ronzare fino alle 4 e 30 e forse dopo, ma la mia attenzione di dormiveglia si concentra allora sul canto all'alba del muezzin. E non è finita, con quel gruppo di canto religioso che coraleggia al microfono la propria dedizione - tanto piu valorosa quanto notturna -. Il primo mattino è dunque annunciato e alle zanzare fa seguito una nube di mosche. Mi avvolgo nel lenzuolo. La testa dentro. Ormai è finita la notte. Ho dormito quel che ho dormito. Apro gli occhi, il materasso al mio fianco è vuoto. Bébé riappare per i piedi. Alzo lo sguardo e lo vedo fiero in quella sua camicia che porta con tanta dignità quando ha qualcosa di ufficiale da fare. Come ogni mattino se ne va al corso di informatica. Mi metto in moto. Prima cosa, prendersi il tempo per la colazione. Vado alla boutique all'angolo: pane con burro, un sacchetto di zucchero, un altro di latte in polvere, due sacchettini di caffé solubile, il tutto firmato Nestlé. Preparo l'intruglio, su questa bombola a gas che allunga ogni gesto. Accendo la radio, sulle onde di Parigi. E' come se celasse un magico potere la radio, qui dove non tutti sanno leggere i giornali, non tutti possono permettersi la tv o l'elettricità necessaria e internet resta ancora appannaggio del privilegio. Resto solo nel cortile, solo, ma non proprio. Sono quasi tutti partiti verso i rispettivi villaggi, in questi tempi di vacanze e di piogge abbondanti all'interno, in questo momento fugace - per la severità del clima saheliano - di abbondanza di latte. Dicevo che proprio solo non sono. Una bambina di una mezza dozzina d'anni ha preferito farmi compagnia piuttosto che seguire la madre al mercato. Finisco presto il mio lessico. Quasi nulla comprendo di quelle due parole da lei dette tra i denti. Mentre mangio mi passa davanti tre volte. Mi guarda. Rifiuta il cibo e l'intruglio. Sorrido e mi sorride. E cosi', in questo momento in cui scrivo, me la ritrovo di fianco. Mi osserva, semplicemente. Quando la guardo è sempre pronta al sorriso. E cosi' lascio correre il tempo, in un silenzio complice e condiviso, rotto soltanto dalla radio e dai rumori là fuori.
In questi momenti vuoti delle mie giornate, intercalati da qualche intervista o ricerca interessata, mi dedico alla lettura. Ho deciso di cambiare l'ordine delle cose, di fare delle pagine lette e scritte l'unità di base di misura del tempo. Ho portato con me una decina di libri che parlano d'Italia, o meglio di quell'Italia profonda, popolare, nascosta cha ha fatto la nostra intimità culturale e folclorica agli occhi nostri e stranieri, ma che è pur sempre rimasta marginale, subordinata sotto il peso di una storia rivolta solo verso la punta, la cultura alta, la città, l'industria e di una politica strattonata tra ideologie pindariche e pratiche infime. Mi concilia con quel che vivo oggi e che cerco di fare oggetto di studio, questa umanità d'interstizi, qua al margine del deserto, di un continente marginale, di una società emarginata e di uno Stato emarginante. E poi mi riporta ad una mia dimensione di origine. Paradossale, per uno che ha sempre sentito l'andare sulle spiagge nostrane come un non-viaggio, che ha sempre denigrato - senza conoscere - i cantautori nostrani preferendo cantanti di cui non comprendeva le parole, attratto sempre dalla donna straniera in una forma di pregiudizio al contrario. Non si tratta certo della sconfitta dell'esterofilia per un ripiego sul provincialismo. Forse voglio soltanto rintracciare percorsi coerenti in questo orizzonte triangolare che mi sono creato.
Cose importanti da ricordare ( un po' per fare come Fede in viaggio):
- a Nouakchott sono finalmente sbarcate le biciclette, rigorosamente senza freni;
- sono sbarcati anche i motorini, dal Ciao allo Scooter;
- e sono sbarcate anche quelle moto a 4 ruote, con uomini biondi al volante, occhiali sportivi, reazione fisica alla scoperta di petrolio secondo una qualche legge della termodinamica.
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