Che si debba mettere mano alla generale baraonda dell’Università
Italiana è cosa chiara a tutti e, come ogni Ministro del MIUR che si
rispetti, anche Mariastella Gelmini ha presentato il suo disegno di
riforma universitaria.
Il Disegno di Legge è stato approvato dal Governo ad Ottobre 2009, è
passato in Senato a Luglio 2010, è stato approvato con modifiche dalla
Camera a Dicembre 2010 e deve ora ritornare al Senato, dove i
professori universitari sono tanti, forse troppi, e si sono sempre
distinti per un formidabile menefreghismo nei confronti delle
questioni che riguardano l’Università, cioè in definitiva di loro
stessi.
I temi generali delle riforme universitarie sono sempre gli stessi: un
sistema meritocratico per il reclutamento e la promozione di docenti e
ricercatori.
I temi particolari sono anch’essi sempre gli stessi: dove trovare i
fondi per assicurare gli aumenti di stipendio del personale; che fare
con la massa di ricercatori assunti con contratto precario negli
ultimi due decenni e come ridurre l’età media della classe docente.
Questo documento cercherà di analizzare le ragioni delle croniche
problematiche dell’Università Italiana e proporre, dove possibile,
soluzioni pragmatiche attuate con successo da atenei esteri.
https://docs.google.com/leaf?id=0B2DOLByZgbkaNjhjNTg0NzUtNTY3MS00ODM2LTk4NzUtNjgyMzkyNjIxNjhj&hl=en