Newsletter alasinistra.org #90

6 views
Skip to first unread message

robertop...@alice.it

unread,
Dec 24, 2014, 9:35:06 AM12/24/14
to robertop...@alice.it


newsletter di
www.
alasinistra.org
 
Care e cari tutti,
                vi scrivo dopo molti mesi di silenzio di questa newsletter. Lo faccio, soprattutto, per augurarvi buone feste ma anche per dirvi che il sito alasinistra.org ha continuato ad essere aggiornato in questi mesi. Nonostante abbia scelto di non fare più politica attivamente ho iniziato, da luglio, una collaborazione settimanale con il bisettimanale “La nuova Provincia di Biella”. Tutti i mercoledì infatti potete trovare in edicola e poi sul web una mia rubrica che si chiama appunto “alasinistra”.
 
Sperando di fare cosa gradita vi invio tutti gli editoriali che ho scritto da luglio ad oggi e vi auguro ancora Buone Feste e un felice Anno Nuovo.
 
a presto
roberto pietrobon 
 
  • caro Babbo Natale... Caro Babbo Natale, sono ormai molti anni che non ti scrivo più e, nonostante lo facciano adesso i miei figli, sento il bisogno di rivolgermi a te per vedere, se almeno tu, riuscirai a portarmi  qualche “dono”. Mi piacerebbe, caro Santa Claus, che tu facessi qualcosa per il mio territorio. Mi piacerebbe  che riuscissi a dare una speranza. Quella che manca alla stragrande maggioranza degli uomini e delle donne che vivono in queste valli e che, a volte, vengono sopraffatte dal dolore del vivere e non ce la fanno più preferendo la morte alla vita. Sempre di più, ogni giorno di più. Mi piacerebbe che questa speranza, una volta riaccesa passasse dai giovani che scappano appena possono e difficilmente, poi, tornano; mentre gli anziani, che non possono più andare da nessuna parte, vengono trattati come un business per le case di riposo. Ti chiedo, se possibile caro papà Natale, che la natura che ci circonda, così bella e ancora per fortuna selvaggia, non venga continuamente violenta, derubata e offesa con dighe, cave, centrali, centraline e inutili autostrade. Spererei tanto  che la povertà, la disoccupazione, la precarietà e la mancanza di futuro non fossero solo parole per riempire conferenze o convegni e che, anche se li ringraziamo tutti i giorni, ad occuparsi della miseria non fossero solo i preti (continua  cliccando qui)
  • Filoni, un Sindaco con la schiena dritta L’antefatto: nelle settimane scorse il Ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla costruzione della diga in Valsessera. Subito i senatori che sostengono il governo che ha dato quel parere, Susta e Favero, hanno preso posizione. A ruota altri politici insieme all’associazione “Custodiamo La Valsessera” si sono scagliate contro la decisione romana. Tra questi c’è stata anche la dura dichiarazione del sindaco di Mongrando, Antonio Filoni. La voce di Filoni potrebbe essere iscritta tra le altre se non fosse che, Mongrando, è il comune del biellese che, venti anni fa, si è visto costruire, sul proprio territorio, una diga, quella dell’Ingagna, proprio ad opera del Consorzio Bonifica Baraggia che ha presentato anche il progetto per la Valsessera. La presa di posizione di Filoni non è piaciuta però al Consorzio (continua cliccando qui)
  • la politica biellese al bromuro In una situazione economica, come quella attuale che colpisce il nostro territorio ma, più in generale l'Italia e l'Europa, la politica diventa una voce lontana, soprattutto se incapace, come adesso, a dare risposte efficaci. La crisi, con quello che ne consegue in termini di impoverimento e disagio sociale evidenzia, in maniera plastica le carenze, oramai strutturali, nelle quali versa la proposta politica e, di conseguenza, le idee che riesce a mettere in campo. Per questo, mi rendo conto che diviene difficile appassionare  - o anche solo interessare - il grande pubblico su quello che avviene dentro i “palazzi” del potere locale. Prova ne è, per esempio, il silenzio che, in altri tempi avrebbe invece provocato un gran parlare, sulla scelta eretica che, il “grande vecchio” della politica biellese, Luigi Squillario, ha fatto con la nomina dell'ex deputato Sandro Delmastro nel Consiglio di Amministrazione di Biverbanca. Un'eresia solo apparente dove, i vecchi antagonisti di un tempo,  si ritrovano in una comune battaglia per difendere l'ultimo forziere del territorio, attualmente minacciato dai partner astigiani. Qualcuno avrebbe potuto parlare del cedimento al gioco delle banche da parte del vecchio fascista Delmastro o, peggio, dell'incapacità di trovare, da parte del vecchio democristiano Squillario (continua cliccando qui)
  • contro l’odio razziale e chi lo istiga Abbiamo letto, con sconcerto e profonda indignazione, il commento su Facebook del Sindaco di Selve Marcone, esponente di Fratelli d'Italia che, in merito a un riutilizzo del vecchio nosocomio cittadino di Biella come possibile centro di accoglienza per rifugiati richiedenti asilo ha dichiarato: "propongo i clandestini nell'inceneritore". Il suddetto esponente di destra ha successivamente dichiarato che la sua era una provocazione ma che, non si pentiva di quanto scritto. Come cittadini, con un passato recente di amministratori pubblici e di rappresentanti delle nostre istituzioni repubblicane, non possiamo e non vogliamo rimanere indifferenti a questa palese manifestazione di intolleranza e di istigazione all'odio razziale. Crediamo che, al di là di ogni giudizio di merito sul futuro del vecchio degli Infermi e anche delle politiche portate avanti in materia di accoglienza e gestione dell'emergenza profughi quello che dice e afferma (e ribadisce) Delsignore sia in contrasto con i principi Costituzionali che sono alla base di un sistema democratico e chi ricopre cariche pubbliche dovrebbe accettare e promuovere ma, soprattutto, siano convinti che esse siano fuori da qualsiasi elemento di civiltà. Scrivere che degli esseri umani dovrebbero finire dentro un inceneritore ricorda, senza troppo sforzo, un passato recente nel quale "qualcuno" le persone le "eliminava" proprio in questo modo (continua cliccando qui)
  • il vecchio ospedale e la “proposta Faraci” Visto l’assordante silenzio che ha accolto le sollecitazioni che, da queste colonne, ha fatto Giuliano Ramella sul futuro del vecchio Ospedale, provo ad avanzare, timidamente, alcune riflessioni. La  classe politica che governa questo territorio appare totalmente inadeguata (e non da oggi) ad affrontare le criticità e le sofferenze che attanagliano il biellese. Le proposte che vengono avanzate servono, in molti casi, solamente ai diversi protagonisti per avere quella mezz’ora di gloria che un post su internet o sui social network può generare. Invece, la scorsa settimana, proprio sul futuro del vecchio nosocomio di Via Caraccio, c’è stata un’ipotesi di riutilizzo che andrebbe, a mio avviso, approfondita e portata avanti e che, guarda caso, i suddetti politici si sono ben guardati dal farla “rimbalzare”. Il giovane consigliere provinciale Giuseppe Faraci ha dichiarato, in qualità di neo delegato all’Istruzione in Provincia, che da subito (cioè per il prossimo anno scolastico) potrebbero essere trasferite alcune classi dell’Istituto Alberghiero, attualmente a Trivero, nello stabile al centro di Biella (continua cliccando qui)
  • il “tesoretto” di Cordar e le nostre tasche Quindi, in un territorio dove non ci sono più soldi per riparare le strade, per riscaldare le scuole, per tenere aperta la Funivia scopriamo, quasi per caso, che la più grossa società pubblica, Cordar spa, che gestisce il bene comune più prezioso, l’acqua, avrebbe un tesoretto di un milioncino di euro di avanzo dal proprio bilancio. Un milioncino che, in buona parte, deriva dalle bollette che noi biellesi abbiamo versato e che qualcuno, pare, abbia sbagliato a farci pagare così tanto. In un paese serio dovrebbero succedere due cose. La prima: chi potrebbe aver sbagliato i conti dovrebbe prendere atto dell’errore e agire di conseguenza. In realtà (per ben altri motivi) è da settembre che si parla delle dimissioni dell’Amministratore delegato di Cordar le quali sono state congelate, per la solita logica di occupazione delle poltrone pubbliche, in attesa che il PD si metta d’accordo su chi piazzare in quella carica. La seconda: il “tesoretto” di Cordar dovrebbe venire redistribuito a chi lo ha “creato” e cioè a noi cittadini e, magari, decidere di far rispettare l’esito del referendum sull’acqua pubblica del 2011 (continua cliccando qui)
  • ciao Alberto, che la terra ti sia lieve Sono giorni tristi, per la nostra comunità e per l’Italia che affoga nell’incuria e nel dolore soffocato dal cemento degli speculatori e dei politici “distratti”. Giorni dolorosi anche perché si confrontano con la morte che ha colpito giovani vite, come quella di Elisa e di tanti altri e altre. Sembra quasi ci siano momenti nei quali non si fa in tempo ad asciugare le lacrime che subito tornano il dolore e lo sconforto. Quel dolore e quello sconforto che hanno accolto domenica la (ormai) piccola comunità politica della sinistra biellese per la morte di una delle sue persone migliori: Alberto Fappani. Un male incurabile lo ha portato via all’affetto della sua famiglia e ai tanti e tante che gli hanno voluto bene. Perché ad Alberto non si poteva non voler bene. Chi ha anche solo per un poco frequentato le piazze biellesi non può non ricordarlo, perché da almeno 40 anni lui era una presenza costante, cresciuto nel cristianesimo del dissenso, delle comunità di base, con i teologi della Liberazione e con le tante esperienze della sinistra. Il suo volto e la sua presenza erano quasi imprescindibili. Alberto c’era sempre: tanta era la sua fame di giustizia  (continua cliccando qui)
  • la democrazia a Palazzo Oropa Lo so, parlare delle istituzioni e soprattutto del loro funzionamento è tema noioso oltre l’inverosimile e suscita l’interesse di pochissimi “addetti ai lavori”. Eppure, da come funziona il Parlamento, un Consiglio Regionale o uno Comunale dipendono molte delle considerazioni (negative) che l’opinione pubblica ha sviluppato in merito alla classe politica. Quanti di voi si sono incazzati nel sapere i costi (assolutamente irrisori) di un pranzo a Palazzo Madama a beneficio dei Senatori della Repubblica o di quanto costi dal “barbiere della Camera” farsi fare un taglio di capelli? Oppure sapere che gli “eletti” nei Consigli Regionali disponevano di soldi pubblici senza un reale controllo fino a comprarsi mutande e quant’altro? In fondo però, è anche un po’ colpa nostra: ci domandiamo mai, per esempio, di cosa discuterà il prossimo Consiglio Comunale della nostra città (continua cliccando qui)
  • Piazza, bella piazza Tante e tanti. Davvero. L’emozione che ho provato, entrando in Piazza della Repubblica, è stata enorme. Roma, bella e splendente di un sole caldo, ha accolto e riscaldato un milione di uomini e donne scesi in piazza sabato scorso per la manifestazione della CGIL. Ho riabbracciato amici e compagni di una vita, da quello che oggi, da sinistra, prova in Parlamento a fermare le manovre di Renzi a quello che fa il giornalista free lance, a salario da fame, in un importante quotidiano nazionale. Ma la prima bella sensazione l’ho avuta venerdì notte, salendo su uno dei sei autobus che da Biella avrebbero portato 300 biellesi nella Capitale. Nella mia vita ho fatto molti cortei e molte “partenze” simili a questa, ma la sensazione che ho avuto era che, per una volta, le facce e i volti non erano, in gran parte, conosciuti. C’erano tanti e tante lavoratori e lavoratrici - non il solito “popolo della sinistra” - persone che vivono quotidianamente, sulla propria pelle, la crisi e che sanno che con meno diritti e tutele (così come viene prospettato dal Jobs Act di Renzi) staranno ancora peggio. È questo il concetto che, per esempio, mi diceva Andrea, 28 anni, una laurea in legge e oggi partita Iva nella ditta famigliare del padre a fare tutt’altro: “Scendo a Roma – partecipando, per la prima volta nella mia vita, a una manifestazione - perché sento la necessità di difendere un diritto, l’articolo 18, che magari non utilizzerò mai ma che so che riguarda il mio futuro e quello della mia generazione”. Oppure Roberta, 35 anni, neo insegnante di scuola materna che (continua cliccando qui)
  • i tagli di Renzi e le “supercazzole” dei renziani locali Seicentomila euro per non lasciare, da gennaio, i nostri studenti al freddo nelle aule scolastiche e paesi e frazioni isolati da una possibile nevicata. Questa è la promessa che, venerdì scorso, il Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha fatto al biellese. Questo impegno sarà onorato – ha detto l’ex Sindaco di Torino -  nonostante la “legge di Stabilità” che taglierà ulteriormente i trasferimenti dallo Stato centrale alle Regioni. Non c’è da gioire insomma, perché se momentaneamente la Provincia di Biella è salva, non lo sono i conti degli enti locali, massacrati da una manovra economica che, a detta di molti analisti, fa rimpiangere i cosiddetti “tagli lineari” di Tremonti e Berlusconi. In buona sostanza, il governo del giovane Renzi (continua cliccando qui)
  • “la libertà è sempre la libertà di dissentire” La settimana scorsa si sono prodotti due fenomeni che, casualmente incrociati, parlano di un certo tipo di biellesità ma, anche, di un certo tipo di sinistra. Il primo riguarda il mio corsivo sui #100giorni della Giunta Cavicchioli. In privato (e su questo aspetto tornerò) ho ricevuto pesantissimi attacchi personali, sfociati in un “scrivi robe da leghista”, come se parlare di tariffe delle mense scolastiche o di consumo di suolo fosse un argomento “da leghista”. Il punto però, evidentemente, non è questo. A Biella vige una cultura “ottocentesca” che mischia il cattolicesimo giansenista (prega, lavora, taci) con il “liberalismo” massonico (lavora, accumula, taci) che, nella fantomatica “operosità” di chi non si perde in fronzoli (e cosa c’è di più effimero dello scrivere?), fa del silenzio (tutto il contrario di pubblicare su questo giornale) la sua regola aurea. Per questo, prima ancora del contenuto dello scritto, c’è la violazione della norma che imporrebbe il silenzio pubblico su quanto avviene tra le stanze del potere politico locale. Perché? Perché, a sinistra, si unisce un’altra categoria che è quella del “togliattismo”, quella delle due verità: quella interna, dove - teoricamente - si parla in libertà, e quella pubblica, dove si risponde come un sol uomo. Un po’ quello che, nelle parole di Renzi, avrebbe dovuto avvenire – per l’ennesima fiducia – martedì scorso (continua cliccando qui)
  • #100giorni di Cavicchioli, un bilancio molto Gentile “Tutto cambia affinché nulla cambi” è, citando il Gattopardo, l’antico vizio della politica italiana. A Biella, invece, hanno deciso di non provare neanche a dare l’impressione che “tutto cambia”. Nonostante il generoso sforzo dei comunicatori della Giunta Cavicchioli, che hanno redatto, per gli internauti, una noticina sui primi #100giorni di governo PD, non riesco proprio a trovare la famosa “svolta” tanto annunciata. Anzi. A scorrere la nota, il tutto potrebbe essere riassunto in un cartello da appendere fuori Palazzo Oropa con scritto “stiamo lavorando per voi”, con al fondo un piccolo asterisco: “intanto continuiamo con il programma Gentile”. Ieri, per esempio, il Consiglio Comunale ha ratificato il piano triennale delle opere pubbliche che, se non fosse per la firma in calce alla delibera, avrebbe potuto benissimo sembrare presentato dall’ex Assessore Delmastro. Un piano che contiene anche il progetto su Piazza Duomo (nel cui merito non tornerò avendone scritto in questa rubrica giusto un mese fa) e che, purtroppo, dimostra che “nulla cambierà” rispetto al progetto del centrodestra  (continua cliccando qui)
  • la “nonna pusher” e il Renzi Kronos Qualcuno dice che a Biella non succede mai niente. Invece, scorrendo i fatti di cronaca cittadina, scopriamo che una nonna, qualche anno fa, aveva portato al nipote detenuto 0,1 grammi di marijuana. Presumibilmente, per permettergli di farsi una sola “canna” tra le mura di Via dei Tigli. Ora, i magistrati hanno condannato l’anziana Maria a otto mesi di reclusione che, vista l’età, per fortuna, non sconterà. Questo fatto mi ha portato a una serie di riflessioni, che partono dal quadro di una società dove gli anziani – ribaltando il mito greco di Enea – portano sulle spalle i propri figli e i propri nipoti.  Lo fanno perché, carne della propria carne,  in un paese con quasi il 50% di disoccupazione giovanile, non hanno nessuna intenzione di vedere la propria progenie finire sotto un ponte o peggio. Situazione, questa, frutto di un ventennio in cui “qualcuno”, a destra come e a sinistra, ha caricato sulle spalle di bambini, ora divenuti adulti, il peso dei fallimenti di una classe politica che, attraverso spese incontrollate e corruzione, ci ha reso tutti debitori senza futuro. Adesso, quelle stesse politiche che hanno precarizzato un’intera generazione, vengono riproposte dai cosiddetti “rottamatori”, per convincerci (come hanno fatto negli ultimi vent’anni) che, da domani, se toglieremo anche gli ultimi diritti residui, staremo tutti meglio, i giovani troveranno magicamente lavoro, e la mia generazione scenderà dalla spalle dei propri genitori e dei propri nonni. Mentono sapendo di mentire. Esattamente - per tornare all’anziana Maria (continua cliccando qui)
  • lasciate in pace la Madonna nera A dispetto di quanto si creda, in questi giorni è tutto un fiorire di discussioni intorno alla Madonna Nera di Oropa. Si parte da una certa retorica “buonista” sull'accoglienza ai profughi nella nostra Città, fino a questioni più “di principio”, come quella che coinvolge il nome del futuro ospedale cittadino. Sono settimane che la politica e il giornalismo locale dedicano attenzione e fiumi di parole e commenti alla Vergine Maria. Addirittura, il partito che nel biellese aveva sempre dominato nelle urne, Forza Italia, si è rinchiuso fra le austere mura del Santuario Mariano per cercare quel miracolo che, a leggere delle scarne e insipide cronache sull'evento, non è – purtroppo per loro – arrivato. A nulla sono servite neppure le presenze di politici che, in passato, avrebbero scatenato ridde di fotografi e giornalisti. Il “partito liquido” si è, definitivamente, liquefatto. Lo vedremo nel “banzai” che pronunceranno gli ultimi sindaci rimasti fedeli al verbo di Arcore, che si suicideranno nel triste spettacolo da Prima Repubblica rappresentato dall'elezione per i futuri organi della nostra Provincia. Per i credenti – quelli di provata fede antiberlusconiana però – potrebbe essere già questo un bel miracolo (visibile cliccando qui)
  • ma perchè Villa Caraccio non la comprano i leghisti? Vi ricordate quando, nei cinque anni appena trascorsi, l’Assessorato ai Servizi Sociali, gestito da una leghista, dava casa e lavoro a tutti i bisognosi di Biella? Vi siete accorti di come l’emergenza abitativa nel biellese sia stata risolta, efficacemente, da quando, un leghista, gestisce l’Agenzia Territoriale della Casa? Avevate visto come, negli ultimi anni - grazie alla presenza di un Ministro leghista agli Interni – i flussi migratori si fossero, incredibilmente, interrotti? Vi eravate resi conto di quanti dirigenti e pubblici amministratori leghisti, anche nel biellese, venivano pagati da noi contribuenti perché facevano gli “staffisti” nella nostra Provincia o nella nostra Regione? Avete beneficiato anche voi della, fondamentale, presenza di un deputato che, mentre faceva il Presidente della Provincia di Biella, risolveva anche il problema della disoccupazione e della precarietà per i giovani del nostro territorio? Avete notato quanto il Piemonte si sia risollevato – nei quattro anni appena passati - grazie alla fondamentale direzione di un Governatore leghista? Se, come immagino, la risposta è negativa, allora meriterebbe provare ad ascoltare, con altre orecchie, gli strilli che – fino ad Oropa – sentiamo levarsi dalle bocche degli uomini in camicia verde. Perché il punto è solo questo e, prima di discutere di immigrazione o sicurezza nella nostra città, non è banale capire chi, su questi temi, costruisce le proprie fortune elettorali (continua cliccando qui)
  • su Piazza Duomo il “dado è già tratto” In politica parlare di partecipazione è sempre un rischio, perché se è una parola che, molte volte, è utile per vincere le competizioni elettorali, poi, alla prova del governo, diventa un tema che si derubrica all’infinito o, peggio, viene storpiata fino a divenire irriconoscibile. In genere, il tema della partecipazione lo utilizza la sinistra, quasi mai riuscendo a tradurlo in azioni concrete. E l’aneddotica potrebbe essere infinita. Proprio in nome della partecipazione, la settimana prossima (o quella dopo ancora) i cittadini e le cittadine di Biella dovrebbero essere chiamati a decidere insieme all’ Amministrazione Cavicchioli in merito al - contestato e costosissimo - progetto di rifacimento di Piazza Duomo. Ciò, nonostante la scelta paia già ampiamente presa. Però, come avveniva con Gianluca Susta, si convocherà un’Assemblea, per rafforzare una scelta già assunta. Nel merito, chi scrive è stato l’unico consigliere comunale che (continua cliccando qui)
  • i primi cento giorni, chi ben comincia... E’ giusto, dopo i primi cento giorni, trarre un primo, sommario e parzialissimo bilancio rispetto a una Giunta eletta, a larga maggioranza, tre mesi fa. Lo farò. Prima, però, mi corre l’obbligo di fare alcune considerazioni sulla genesi della vittoria. Quando la candidatura alternativa al centro destra locale faticava ad emergere, ricordo che spronai l’attuale Sindaco a crederci fino in fondo, a mettere in campo tutto il suo entusiasmo, la sua passione e le sue competenze per costruire quell’alternativa che, poi, si è rivelata vincente. L’attuale Sindaco ha messo insieme una squadra giovane, motivata, allegra, che ama la comunità nella quale vive e che, quando ha deciso di mettersi in gioco, sapeva che l’avrebbe servita in maniera disinteressata.  E infatti, seguendo la loro campagna elettorale da esterno, ho visto crescere la passione, l’entusiasmo ma, soprattutto, la partecipazione della comunità verso quel “pazzo” gruppo di ragazzi e ragazze che voleva cambiare il Comune, e voleva farlo senza nascondere un punto di vista di parte, un approccio esplicitamente di sinistra. La vittoria è stata – come si dice in questi casi – “tonda”, incontestabile, una bocciatura del centro destra ma, soprattutto, una (continua cliccando qui)
  • Pietro Micca, un minatore diventato eroe a sua insaputa Consapevole di iscrivermi d’ufficio tra gli “antipatizzanti”, non riesco proprio a celebrare con tutte le “glorie e gli onori” il povero Pietro Micca, mio concittadino che, fin da bambino, ho letto in ogni angolo di Biella e della Provincia: dalla toponomastica alle scuole, dalle società sportive alle statue che ne magnificano il gesto. Non ce la faccio, prima di tutto, perché il soldato-minatore di Sagliano, non credo avesse intenzione di perdere la propria vita a soli 29 anni. Il “sacrificio” o, come si dice oggi il “martirio”, non era parte della cultura cattolica di allora (e, per la verità, neppure di quella di oggi), per questo propendo a ritenere che Pietro Micca, più che per il sacro fuoco patriottico, fosse stato mosso, nel posizionare l’esplosivo che gli causò la morte, da un più prosaico bisogno di obbedire agli ordini impartiti. Esattamente come avviene per tanti altri “eroi”, che la retorica bellica celebra in ogni angolo del mondo per giustificare l’estremo sacrificio, utile a continuare questa o quella guerra ma che, in verità, sono solo pedine in mano al generale o al graduato di turno. Certo, qualcuno dirà, meglio essere sotto i Savoia che cadere in mano al Re di Francia. Ma la domanda nasce spontanea: ne siete davvero sicuri? (continua cliccando qui)
  • se nulla importa Provo una certa difficoltà a scrivere questo pezzo, perché nasce da un disagio personale, perché coinvolge i sentimenti e il modo nel quale si fa informazione. Mercoledì scorso, vedendo lo “strillone” fuori dall’edicola e, poi, aprendo questo giornale, sono rimasto molto turbato: la notizia che una donna molto conosciuta, Milaydys Mesa Solis, colpita da aneurisma il sabato precedente e data ormai per clinicamente morta, potesse, miracolosamente, riprendersi (come scriveva questa testata in base alle dichiarazioni del responsabile della struttura sanitaria che l’aveva in cura), l’ho trovata di cattivo gusto. Probabilmente, c’è stata buona fede nell’affidarsi al parere di quel solo referente o, forse, la necessità di non perdere la speranza o, più prosaicamente, la volontà di attirare lettori. In tutte queste possibili interpetazioni, io non avrei “sparato” la notizia in prima, non ci avrei dedicato la locandina e, soprattutto, sarei stato molto più “sobrio” nell’affidarsi a quell’unica voce, che (continua cliccando qui)
  • il Mr. Wolf della politica biellese Quando ho letto che il futuro Presidente di quell’ente abolito (in verità solo più a-democratico) che sta per divenire la Provincia di Biella sarebbe potuto diventare Emanuele Ramella Pralungo sono stato  francamente, molto contento. Non so se il mio apprezzamento per il Sindaco di Occhieppo Superiore derivi dalla lontana militanza comune ai tempi del Liceo, quando entrambi appartenevamo all’organizzazione giovanile di Rifondazione, oppure, più semplicemente, dal suo temperamento deciso e battagliero, magari frutto proprio di quella militanza. Unico Sindaco nella passata legislatura che ha tenuto testa e si è opposto, con intelligenza e impegno, alla famelica e arrogante volontà usurpatrice del centro destra biellese, che, negli enti e nelle società partecipate, pareva voler fare (e in buona parte ha fatto) tutto quello che credeva. Purtroppo (continua cliccando qui)
  • restiamo umani Jehad e David vivono e abitano a Biella. Il primo è un architetto e fa l’agente immobiliare, il secondo è un professore di inglese e negli ultimi anni (e ancora per pochi giorni) è stato Preside di diversi Istituti scolastici cittadini. Jehad Akhdar è nato a Hebron, in Palestina e, a vent’anni, ha deciso di venire in Italia per studiare e laurearsi; David Coen Sacerdotti è nato invece a New York City, ma proviene da una famiglia di ebrei italiani e qui - dopo alcuni anni -  è ritornato. Entrambi hanno avuto dei figli che sono cresciuti, o stanno crescendo, a Biella. David e Jehad in questi mesi hanno condiviso insieme a molti altri e altre la campagna elettorale per le amministrative a Biella, sostenendo Marco Cavicchioli e candidandosi direttamente alla carica di consigliere comunale nella stessa lista civica, “I Love Biella”. Jehad e David dovrebbero odiarsi perché è quello che, in questi giorni, noi tutti vediamo avvenire in terra di Palestina. Per la verità avrebbero dovuto odiarsi già prima di nascere, perché quello è il destino per gli uomini e le donne che, israeliani o palestinesi, hanno la “sfortuna” di nascere e crescere in quel lembo di terra (continua cliccando qui) 
  • dalla Tari all’inceneritore, è il tempo delle scelte A mezza bocca, qualcuno ha sostenuto che la tassa sui rifiuti, che quest’anno penalizza con rincari quasi superiori al 100% rispetto all’anno scorso i ristoratori cittadini, sia una strana forma di “giustizia sociale”, perché a trarre beneficio dal salasso di bar e ristoranti saranno soprattutto tutti gli altri cittadini. Forse, questo ragionamento è stato all’origine della delibera di aprile che la vecchia giunta Gentile ha “regalato” ad oltre 300 commercianti. Se solo in questo mese e mezzo avessimo sentito una sola sillaba da parte di Gentile o dei suoi (ex) Assessori in merito, potremmo avanzare qualcosa di più che una congettura, ma, sia come sia, ora la tassa è da pagare e la Giunta attuale non ha ancora detto una parola definitiva al riguardo. Lo hanno fatto, invece, le associazione di categoria, che, in un singolare tenzone, si stanno facendo una piccola guerra per accreditarsi come i più “equi” nel trovare la soluzione giusta. Ho cercato anch’io di capirci qualcosa e (continua cliccando qui)
  • interessi in conflitto Giusto un mese fa su alasinistra.org - prima di trasferirmi su queste colonne – scrivevo, commentando la nuova Giunta Cavicchioli : “ (…) nel paese con il più alto tasso di conflitti d’interesse dell’occidente, doversi occupare di lavori pubblici, avendo una professione che si interseca con questa delega, può costituire - in primo luogo per l’Assessore Varnero - un problema”. L’interrogazione leghista in merito all’affidamento professionale all’Architetto Varnero del PEC di Via Rosselli, che, tra parentesi, aumenterà nuovamente i mostri di cemento armato adibiti a supermarket in città, pone al Sindaco Cavicchioli, ed alla sua maggioranza, una gigantesca questione. Lo dico subito, di modo che si possa evitare quanto è avvenuto a Vercelli, in una situazione pur diversa, ma con riferimenti normativi analoghi, che ha esposto il neo Sindaco, Maura Forte, ad un mese di bombardamento mediatico dell’opposizione, finito con le dimissioni spontanee (spintanee?) dell’Assessore ai lavori pubblici Emanuela Fornero, giusto una settimana fa. Spero che non si debba arrivare anche a Biella alle dimissioni di Valeria Varnero. Me ne dispiacerei molto, sia umanamente che politicamente, perché so, essendo l’unica esponente di area “renziana” in Giunta, che a problema si sommerebbe problema  (continua cliccando qui)
  • se una notte d’estate un sognatore Questa pazza estate biellese riserva sempre sorprese e, così, la notte scorsa - complice una straordinaria luna piena - ho fatto un sogno (forse) premonitore. In questo viaggio onirico l’ex Sindaco di Biella, Donato Gentile, tornava alla origini e aderiva al Partito Democratico. Chi ha avuto modo di parlargli in campagna elettorale ricorderà che il buon Dino – magari consapevole dello tsunami Renzi che si stava abbattendo anche nelle urne biellesi – andava ripetendo che lui era più renziano di Cavicchioli. Ecco, forse, perché il nostro è stato così generoso di “baci&abbracci” la notte della vittoria del centro-sinistra verso il nuovo primo cittadino ed ecco perché, in questo primo mese, Forza Italia e le sue appendici civiche sono rimaste silenti: non una parola sul pasticcio della Tari - almeno per provare a difendere una scelta fatta giusto tre mesi fa dall’ex Sindaco/Assessore -, non un filo di voce per commentare le prime, timide, proposte dell’Esecutivo Cavicchioli; ma, soprattutto, ecco perché - in puro stile nazionale ed europeo “larghintesista” - tutti i sindaci (compresi ovviamente i “berluscones”) hanno votato un uomo del PD, nella prima nomina utile, alla Presidenza dell’Azienda Turistica Locale. Gli “amorevoli sensi” che si sono prodotti nel primo Consiglio Comunale di giugno tra Gentile e Cavicchioli poi,  se per Marco  sono un’autostrada spianata per attuare il proprio programma senza intoppi e opposizioni, per l’ex Sindaco potrebbero essere un’ottima strategia per il riposizionamento (visibile cliccando qui)
  • alasinistra diventa una rubrica settimanale su “La nuova Provincia di Biella”  “Siamo angeli con un’ala soltanto  dobbiamo abbracciarci per poter volare”.  Questa frase di don Tonino Bello, prete pacifista pugliese, mi ha ispirato quando, un paio di anni fa, ho dato vita, e nome, ad un sito (alasinistra.org) e che oggi trasporto in questa inedita avventura su “La nuova Provincia”. L’ala sinistra, quella che manca in questo paese, ma anche a Biella. Forse  – come direbbe Gaber – non abbiamo più neanche l’intenzione del volo e abbiamo deciso di stare a rasoterra, di accontentarci del noto e del conosciuto, di bollare come “estremista” e “radicale” tutto ciò che non è omologato, che non è in linea con il pensiero unico dominante. Invece, essere “radicali” vuol dire essenzialmente andare alla radice delle questioni, affrontare i problemi nella loro complessità, non accontentarsi di stare nella parte “giusta” della Storia. Penso che questo sia essenzialmente il motivo per il quale il direttore di questo giornale, Massimo De Nuzzo, ha deciso di propormi questa collaborazione affidandomi una rubrica che, settimanalmente, il mercoledì, uscirà su La nuova Provincia. Con Massimo abbiamo incrociato spesse volte la penna, ma, a differenza di chi, alle critiche, preferisce rispondere con querele e minacce, entrambi abbiamo deciso sempre di preferire lo scontro, anche aspro, piuttosto che l’incomunicabilità di un’aula di Giustizia. Perché – parlo almeno per me – solo dal confronto dialettico c’è arricchimento; solo gli stolti sono convinti che la verità sia solo la propria. Per questo, spero che la rubrica possa generare dibattito, possa interessare i lettori e le lettrici, ma, soprattutto, possa essere vissuta come il tentativo di voler continuare - dopo dieci anni al servizio della mia città dai banchi del Consiglio Comunale -  a “prendermi cura” di Biella. Sono “partigiano” perché – come diceva Antonio Gramsci – “odio gli indifferenti, odio chi non parteggia” e per questo la mia visione sarà così, da sinistra, senza fare sconti a nessuno, soprattutto alla parte politica dalla quale provengo. L’otto giugno qualcuno ha scritto che è nata a Biella “l’Era Cavicchioli”; per la prima volta dal 1948 la nostra città ha un sindaco dichiaratamente di sinistra e questo dovrebbe essere già sufficiente per dire che molte cose cambieranno nel governo cittadino. Innanzi tutto, userei – da storico mancato – con più attenzione il termine “Era”, perché le ere hanno sempre contraddistinto fasi lunghe della Storia e cambiamenti profondi nella società. Per questo, con tutta la speranza che posso riporre nel nuovo Sindaco, poiché conosco i poteri limitati e le scarse risorse delle quali può disporre l’Amministrazione di Biella, non posso ritenerla di certo un’ Era futura. Però è evidente che il vento è cambiato, qui come nel resto del paese. Se a livello nazionale  il “renzismo” è un’inedita formula di populismo di governo – dal linguaggio giovanilistico agli 80 euro – che fa innamorare molti (per convenienza più che per convinzione) a Biella, almeno in campagna elettorale, abbiamo provato a utilizzare nuovi linguaggi e modalità comunicative, fresche e veloci, con la pragmaticità del poter fare, concretamente, ciò che si prometteva. A neanche un mese dell’insediamento – non siamo nemmeno a metà dei fatidici primi 100 giorni – sarebbe ingeneroso oltre che stupido trarre un bilancio; avremo nelle settimane e nei prossimi mesi  modo e occasioni per farlo. Come ha detto l’ex Sindaco Gentile, la situazione che eredita Cavicchioli è quasi disastrosa: dalla mancanza di lavoro, alla carenza di infrastrutture di collegamento, dall’assenza di risorse, ai temi scottanti come l’ente Provincia e il nuovo Ospedale.  Siccome da Berlusconi a Renzi, da Scanzio a Susta, ho sempre combattuto l’idea dell’uomo solo al comando, dico a Marco Cavicchioli che dovrebbe rifuggire - come la peste - da questo nefasto modello. La formazione della Giunta, però, ha risentito di questa tendenza, nella distribuzione delle deleghe soprattutto, ma anche nell’assenza di un criterio largamente comprensibile nella scelta dei vari Assessori. Anche di questo avremo modo di scriverne in futuro, ma l’aver deciso di marcare una sorta di continuità con il passato, attribuendo l’urbanistica a Diego Presa, che ha rivendicato - come da lui stesso dichiarato giusto una settimana fa – scelte, a mio giudizio sbagliate, come il CDA e gli Orsi, porta ad interrogarsi sul reale concetto di “svolta” che tanto si è utilizzato in campagna elettorale. Di qui in poi, intendo affrontare queste, e le questioni che verranno, “alla radice”, mantenendo un atteggiamento che preferisce “dire”, piuttosto che “suggerire”: è questo lo spirito con cui mi appresto ad intraprendere questa nuova avventura. E ringrazio il Direttore per questa opportunità, che vedrà la mia libertà di espressione totale e garantita. Perché questa è stata la premessa di Massimo. Perché questa è stata la mia unica condizione.
 
 

INFORMATIVA AI SENSI DELL'ART. 13 DEL D. LGS N. 196/2003
Questo indirizzo si trova nel database di Roberto Pietrobon Strada Novella 5/5 13900 Biella. i  dati saranno trattati nel rispetto delle modalità previste dal Codice della Privacy con particolare riferimento alla riservatezza e alla non divulgazione. E' possibile verificare o modificare i propri dati scrivendo a: roberto
@alasinsitra.org.
Questo messaggio viene inviato in modo automatico a tutti gli iscritti alla newsletter.
In mancanza di detta comunicazione si intenderà rilasciato il consenso alle spedizioni di questa newsletter. A norma della legge sulla privacy, questo messaggio non è da considerarsi Spam poichè reca un'opzione di cancellazione. Nel rispetto della legge 675/96 sulla privacy, a tutele di persone e altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, il tuo indirizzo e-mail proviene da richieste di informazioni o da elenchi (newsgroup).  
Per cancellarsi invia una email con oggetto cancella
--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Ala Sinistra" di Google Gruppi.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo e non ricevere più i suoi messaggi, invia un'email a ala-sinistra...@googlegroups.com.
Per ulteriori opzioni, visita https://groups.google.com/groups/opt_out.
 
 
Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages