Newsletter alasinistra.org #65

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Roberto Pietrobon

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Jun 17, 2012, 4:50:16 AM6/17/12
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  • Piazza Curiel: rotonda bocciata e adesso licenziamo Delmastro La risposta del Ministero dei Trasporti sulla rotatoria di Piazza Curiel è la cosiddetta "ciliegina sulla torta" sopra l'operato assolutamente fallimentare della Giunta Gentile e segnatamente del suo Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Delmastro. Le palesi lacune progettuali evidenziate dal Ministero sono la conferma di quello che l'opposizione ha sostenuto, inascoltata, in tutti questi mesi. A fronte di quanto scritto dal Dott.Dondolini è evidente che solo un kamikaze potrebbe persistere su questo progetto e quindi, se così - come ci auguriamo - non sarà, tutto il piano di investimenti sulla Piazza Curiel sarà stravolto. Esattamente come abbiamo sostenuto addirittura depositando un referendum consultivo su quel punto contenuto nel Piano integrato di sviluppo urbano.(segue cliccando qui)
  • Stadio: quando i fatti hanno la testa dura Ieri l'Assessore Delmastro ci dimostrava plasticamente, con un articolo su "Eco" di essere solo "chiacchiere e distintivo" come, del resto, avevamo già scritto. Affermare che lo Stadio è in ottime condizioni è negare l'evidenza, far finta che in questi mesi la società gestrice non abbia fatto ripetute denunce pubbliche  e soprattutto - che è l'aspetto più grave - provare a farci passare per millantatori e demagoghi utilizzando il trucco più vecchio del mondo, quello appartenete alla vecchia politica però, quella che fa della denigrazione dell'avversario l'unico strumento per coprire le proprie macroscopiche deficienze. Ecco allora che il demagogo di professione, quello della bomba ambientale, l'Eternit sul tetto dell'Upim, quello dei Campi Elisi sulla Via Lamarmora si prodiga nell'insegnarci l'arte del pragmatismo (sic!) Bene caro Delmastro se Sel è demagogica - come ha affermato su Eco - ci spieghi il senso dei lavori che in fretta e furia martedì - guarda caso dopo la nostra denuncia - l'Amministrazione ha cominciato e, come testimonia la foto il allegato, anche in un locale diverso da quelli oggetto delle nostre immagini!(segue cliccando qui)
  • credere obbedire combattere, arruolato anche Bersani?  Questo con tutta evidenza è un fascio littorio. Una stilizzazione certo, molto comune nell'iconografia del Ventennio ma riproposta dalla "fascisteria" nelle sue varie  manifestazioni nei 67 anni successivi. Ultima in ordine di tempo quella in uso a un gruppettino molto attivo, soprattutto in quel di Roma, i cui militanti sono stati arrestati per istigazione all'odio razziale e robettine di questo genere. Il gruppo è "Militia" di quel "simpaticone" di Boccacci, uno che se l'è fatti tutti i partiti del microcosmo della fascisteria, fino a transitare pure in quella Fiamma Tricolore alleata del Signor B. in tempi neanche troppo lontani. La fascisteria c'è chi la conosce meglio, a sinistra c'è tutta una manualistica a riguardo. Chi scrive vi ci ha dedicato e ci dedica ancora parecchio tempo nella ricerca e nell'analisi di queste nuove forme di fascismo, più o meno mascherato. Per questo o forse per sola conoscenza minina della storia del novecento ho avuto un sussulto nel vedere il primo manifesto della campagna per le primarie del Segretario democratico Pigi Bersani. (segue cliccando qui)
  • inceneritore a Vercelli, chi "ciurla nel manico"?  Leggiamo, non senza stupore, la risposta al question time della capogruppo regionale di SEL, Monica Cerutti, dell’Assessore Regionale all’Ambiente Roberto Ravello. L’ex esponente aennino infatti ha dichiarato candidamente che non esiste nessuna ipotesi concreta che la Città di Vercelli sia la candidata predestinata ad ospitare l’impianto di incenerimento per i rifiuti del cosiddetto quadrante del Piemonte orientale. Bastano le parole di Ravello per rassicurare i vercellesi e soprattutto le popolazioni del biellese, del novarese, del verbano e del vercellese che il centro destra piemontese non ha nelle sue intenzioni di costruire o bonificare gli attuali impianti? Evidentemente no, si tengono le carte coperte a volte, come nel caso del tanto citato protocollo d’intesa tra le quattro province, lo si enuncia addirittura nelle delibere ma, nel concreto, nessuno l’ha visto e nessuno sa se veramente esiste. (segue cliccando qui)
  • Tassatori e tartassati la tassa si dimezza, la tassa rimane, la tassa? Nessuna tassa siam padani! Questa storia del balzello sui passi carrai sarebbe una perfetta sceneggiatura per un monologo satirico se non fosse che centinaia di biellesi continuano a salassarsi per pagarla. Ecco allora che le indiscrezioni di questa mattina che riferiscono di una Giunta provinciale che avrebbe deliberato una riduzione del 10% della tassa sui passi carrai sono il triste epilogo di una sceneggiata che vede gli oramai ex potentissimi leghisti ridotti a mettere le mani nelle tasche dei cittadini (dopo aver spergiurato il contrario) per prolungare la loro sopravvivenza sulle poltrone della Provincia. Perché il punto è solo questo, lo abbiamo scritto mesi fa e lo ribadiamo ora: questa tassa è l'unico spiraglio per mantenere in vita artificialmente un ente che altrimenti per incapacità intrinseca di chi l'ha amministrato fino ad ora, dovrebbe dichiarare banca rotta. Però questo vorrebbe dire che in un colpo solo ci troveremmo con almeno sette nuovi disoccupati della politica e, dalla primavera del 2013, addirittura uno in più (segue cliccando qui)
  • Stadio cittadino allo (s)fascio Sentiamo ancora nelle orecchie le frasi roboanti e solenni che Delmastro, Pella  e Gentile lanciarono, nella primavera del 2009, rispetto alle “magnifiche sorti e progressive” della “Biellese calcio” e le lodi sperticate al suo, allora Presidente, Older Tescari. Ricordiamo le promesse per lo sport cittadino, le rassicurazioni alla società gestrice dello Stadio “Pozzo-Lamarmora” e soprattutto abbiamo viva memoria del dibattito “civile e pacato” in Giunta in merito alla scelta dell’Assessore Mello di “investire” 600 mila euro (ridotti fortunatamente a 400 mila) per la pista “olimpionica” interna allo Stadio cittadino. La gestione del nostro storico simbolo sportivo sono la vera cartina di tornasole dell’inettitudine e della pochezza di questa amministrazione. Non una promessa è stato mantenuta: nessun lavoro è andato a buon fine, il Museo per Vittorio Pozzo non è neppure stato progettato, la pista milionaria dopo 8 mesi non sappiamo se ha ottenuto l’omologazione, la “Biellese calcio” è scomparsa e, come è possibile leggere dall’interrogazione e vedere dalle foto, mai la nostra struttura sportiva aveva raggiunto livelli di così incredibile degrado(segue cliccando qui)
 
 
 
 

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