Piazza Curiel: rotonda bocciata
e adesso licenziamo DelmastroLa risposta del Ministero dei Trasporti
sulla rotatoria di Piazza Curiel è la cosiddetta "ciliegina sulla torta" sopra
l'operato assolutamente fallimentare della Giunta Gentile e segnatamente del
suo Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Delmastro. Le palesi lacune progettuali evidenziate
dal Ministero sono la conferma di quello che l'opposizione ha sostenuto,
inascoltata, in tutti questi mesi. A fronte di quanto scritto dal
Dott.Dondolini è evidente che solo un kamikaze potrebbe persistere su questo
progetto e quindi, se così - come ci auguriamo - non sarà, tutto il piano di
investimenti sulla Piazza Curiel sarà stravolto. Esattamente come abbiamo
sostenuto addirittura depositando un referendum consultivo su quel punto
contenuto nel Piano integrato di sviluppo
urbano.(segue cliccando
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Stadio: quando i fatti hanno la
testa duraIeri l'Assessore Delmastro ci dimostrava
plasticamente, con un articolo su "Eco" di essere solo "chiacchiere e
distintivo" come, del resto, avevamo già scritto. Affermare che lo Stadio è in
ottime condizioni è negare l'evidenza, far finta che in questi mesi la società
gestrice non abbia fatto ripetute denunce pubbliche e soprattutto - che
è l'aspetto più grave - provare a farci passare per millantatori e demagoghi
utilizzando il trucco più vecchio del mondo, quello appartenete alla vecchia
politica però, quella che fa della denigrazione dell'avversario l'unico
strumento per coprire le proprie macroscopiche deficienze. Ecco allora che il
demagogo di professione, quello della bomba ambientale, l'Eternit sul tetto
dell'Upim, quello dei Campi Elisi sulla Via Lamarmora si prodiga
nell'insegnarci l'arte del pragmatismo (sic!) Bene caro Delmastro se Sel è
demagogica - come ha affermato su Eco - ci spieghi il senso dei
lavori che in fretta e furia martedì - guarda caso dopo la nostra denuncia -
l'Amministrazione ha cominciato e, come testimonia la foto il allegato, anche
in un locale diverso da quelli oggetto delle nostre
immagini!(segue cliccando
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credere obbedire combattere,
arruolato anche Bersani?Questo con tutta evidenza è un
fascio littorio. Una stilizzazione certo, molto comune
nell'iconografia del Ventennio ma riproposta dalla "fascisteria" nelle sue
varie manifestazioni nei 67 anni successivi. Ultima in ordine di tempo
quella in uso a un gruppettino molto attivo, soprattutto in quel di Roma, i
cui militanti sono stati arrestati per istigazione all'odio
razziale e robettine di questo genere. Il gruppo è "Militia" di quel
"simpaticone" di Boccacci, uno che se l'è fatti tutti i partiti del microcosmo
della fascisteria, fino a transitare pure in quella Fiamma Tricolore alleata
del Signor B. in tempi neanche troppo lontani. La fascisteria c'è chi la
conosce meglio, a sinistra c'è tutta una manualistica a riguardo. Chi scrive
vi ci ha dedicato e ci dedica ancora parecchio tempo nella ricerca e
nell'analisi di queste nuove forme di fascismo, più o meno mascherato. Per
questo o forse per sola conoscenza minina della storia del novecento
ho avuto un sussulto nel vedere il primo manifesto della
campagna per le primarie del Segretario democratico Pigi Bersani.
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inceneritore a Vercelli, chi
"ciurla nel manico"? Leggiamo, non senza stupore, la
risposta al question time della capogruppo regionale di SEL, Monica Cerutti,
dell’Assessore Regionale all’Ambiente Roberto Ravello. L’ex esponente aennino
infatti ha dichiarato candidamente che non esiste nessuna
ipotesi concreta che la Città di Vercelli sia la candidata
predestinata ad ospitare l’impianto di incenerimento per i rifiuti del
cosiddetto quadrante del Piemonte orientale. Bastano le parole di
Ravello per rassicurare i vercellesi e soprattutto le popolazioni del
biellese, del novarese, del verbano e del vercellese che il centro destra
piemontese non ha nelle sue intenzioni di costruire o bonificare gli attuali
impianti? Evidentemente no, si tengono le carte coperte a
volte, come nel caso del tanto citato protocollo d’intesa tra le quattro
province, lo si enuncia addirittura nelle delibere ma, nel concreto, nessuno
l’ha visto e nessuno sa se veramente esiste.
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Tassatori e
tartassati la tassa si dimezza, la tassa
rimane, la tassa? Nessuna tassa siam padani! Questa storia del balzello
sui passi carrai sarebbe una perfetta sceneggiatura per un monologo satirico
se non fosse che centinaia di biellesi continuano a salassarsi per pagarla.
Ecco allora che le indiscrezioni di questa mattina che riferiscono di una
Giunta provinciale che avrebbe deliberato una riduzione del 10% della tassa
sui passi carrai sono il triste epilogo di una sceneggiata che vede gli oramai
ex potentissimi leghisti ridotti a mettere le mani nelle tasche dei cittadini
(dopo aver spergiurato il contrario) per prolungare la loro sopravvivenza
sulle poltrone della Provincia. Perché il punto è solo questo, lo abbiamo
scritto mesi fa e lo ribadiamo ora: questa tassa è l'unico spiraglio per
mantenere in vita artificialmente un ente che altrimenti per incapacità
intrinseca di chi l'ha amministrato fino ad ora, dovrebbe dichiarare banca
rotta. Però questo vorrebbe dire che in un colpo solo ci troveremmo con almeno
sette nuovi disoccupati della politica e, dalla primavera del 2013,
addirittura uno in più (segue cliccando qui)
Stadio cittadino allo
(s)fascio Sentiamo ancora nelle orecchie le frasi
roboanti e solenni che Delmastro, Pella e Gentile lanciarono, nella
primavera del 2009, rispetto alle “magnifiche sorti e progressive” della
“Biellese calcio” e le lodi sperticate al suo, allora Presidente, Older
Tescari. Ricordiamo le promesse per lo sport cittadino, le rassicurazioni alla
società gestrice dello Stadio “Pozzo-Lamarmora” e soprattutto abbiamo viva
memoria del dibattito “civile e pacato” in Giunta in merito alla scelta
dell’Assessore Mello di “investire” 600 mila euro (ridotti fortunatamente a
400 mila) per la pista “olimpionica” interna allo Stadio cittadino. La
gestione del nostro storico simbolo sportivo sono la vera cartina di tornasole
dell’inettitudine e della pochezza di questa amministrazione. Non una promessa
è stato mantenuta: nessun lavoro è andato a buon fine, il Museo per Vittorio
Pozzo non è neppure stato progettato, la pista milionaria dopo 8 mesi non
sappiamo se ha ottenuto l’omologazione, la “Biellese calcio” è scomparsa e,
come è possibile leggere dall’interrogazione e vedere dalle foto, mai la
nostra struttura sportiva aveva raggiunto livelli di così incredibile
degrado(segue cliccando qui)
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