Provincia: e perché non con
Ivrea?L’estate volge al termine come del
resto il dibattito sul futuro delle province. In questa torrida estate abbiamo
visto fronteggiarsi due noti schieramenti per portare il
territorio biellese o all’antico con Vercelli oppure dentro un’ipotesi di
quadrante con capoluogo Novara. Come abbiamo già avuto modo di scrivere,
il dibattito nel biellese è apparso asfittico e chiuso dentro a poco
nobili interessi di bottega politica. Il ragionamento dei detrattori
del ritorno con Vercelli sono fondati: unire due debolezze in
una nuova entità appena sopra i parametri minimi previsti dal Governo
Montiservirà solamente a “passà ‘a nuttata” ma lascerà sul tappeto tutti i,
noti, problemi che attanagliano tanto il biellese che il vercellese.Diverse le
argomentazioni che non vorrebbero “consegnarci” a Novara: rischio di
marginalità, di novaracentrismo e di sbilanciamento eccessivo verso
la Lombardia e, le riforme in ambito sanitario, dimostrano che è più che un
pericolo. Abbiamo
in quest’ultimo mese provato a inserire nel dibattito un terzo elemento che
per noi è comunque centrale: chi decide e per chi. Di fatto
da giugno ad oggi la discussione si è risolta in un eterno ping-pong
tra gli eletti illustri del Parlamento e del Consiglio regionale di PDL-PD e
Lega. Ecco perché nell’ultima riunione del Consiglio Comunale della
Città di Biella del 17 luglio scorso, abbiamo chiesto un impegno formale al
Sindaco Gentile per convocare entro agosto un’apposita assise per discutere il
“riordino”. Il Sindaco Gentile aveva promesso, solennemente, che entro
ferragosto avrebbe convocato il Consiglio mentre, invece - e solo dopo
ripetute sollecitazioni - riusciremo a discuterne il 18 settembre e così
avverrà nel resto dei comuni della provincia. Il “tempo perso” ha permesso però di
approfondire e chiarire alcuni aspetti di questa legge - che continuiamo a non
capire e a non condividere – ma che impone, a tutti coloro che ritengono
necessario governare i processi, non più eludibile la
formulazione di una proposta credibile. Ecco perché abbiamo lanciato, prima
provocatoriamente e poi approfondendo direttamente altri e possibili
scenari fuori e oltre quelli disegnati dal dualismo
Vercelli-quadrante. In un primo tempo avevamo ipotizzato una provincia a
“quattro teste” con Biella, Vercelli, Ivrea e Casale; il
dibattito che si sta sviluppando nel monferrato sulla “Provincia del Vino” con
Asti, Bra e Alba rende difficile considerare della partita Casale.
Ecco perché,
accogliendo le obiezioni sulla nuova “provincia piccola” Biella-Vercelli,
abbiamo deciso di avanzare, formalmente, nella seduta del Consiglio Comunale
del prossimo 18 settembre l’ipotesi di provincia policentrica anche
con Ivrea (segue cliccando qui)
le doppiette in Piemonte
restano a casala notizia è di quelle
che riempiono il cuore di gioia. Il TAR del Piemonte ha accolto il ricorso presentato
contro il calendario venatorio 2012/2013 del Piemonte dalle associazioni LAC-
Lega per l'abolizione della caccia, Pro Natura, Fondazione per
l'Ecospiritualità - Commissione SOS Gaia e sospeso l'efficacia del Calendario
venatorio 2012/2013 nonché di tutti gli atti presupposti, antecedenti,
consequenziali, successivi e comunque connessi al predetto provvedimento.
Quindi - come scrivono gli amici della LAC - domenica 16 settembre 2012 i
cacciatori possono dormire fino a tardi. Tre sostanziali le ragioni del
provvedimento: a) manca il Piano Faunistico venatorio regionale (cosa ad
avviso delle associazioni aggravata dall'abrogazione della LR 70/96 effettuata
al solo fine di evitare il referendum); b) manca la Valutazione d'incidenza
prevista per la rete Natura 2000 c) non è stato rispettato il parere dell'
ISPRA per quanto riguarda i periodi della caccia. Questo è un primo,
importantissimo, risultato che mi auguro preannunci uno ancora più fragoroso
sulla legge "scippa referendum" che Cota, Sacchetto e compagnia hanno
confezionato per impedirci di votare il giugno scorso (segue cliccando qui)
chi comanda il
Comandante? Questo è il pezzo uscito oggi su "Eco",
analogo articolo è stato pubblicato ieri su "il Biellese". La vicenda è molto
semplice: il Comandante dei Vigili Urbani è subordinato al Segretario
Comunale, scelta operata da questa Amministrazione che però contrasta con una
serie di sentenze del TAR Piemonte e del Consiglio di Stato. Abbiamo provato
quindi a capirne di più, presentando l'interrogazione in allegato e sollevando
la questione perchè la ratio della vicenda è che, avendo il Comando dei VV.UU.
anche funzione di polizia ispettiva potrebbe trovarsi nella "spiacevole"
situazione di dover accertare atti e comportamenti che rispondono direttamente
alla funzione dirigenziale alla quale è sottoposto il corpo (segue cliccando
qui)
chiusura degli sportelli delle
Poste e il silenzio di
GentileAbbiamo letto le dichiarazioni della CGIL in merito alla chiusura
degli sportelli delle Poste nel biellese. Quando per primi ci siamo mobilitati
contro la chiusura degli sportelli di Pavignano e Vandorno in molti ci
dicevano che nulla era deciso, che le indiscrezioni stampa erano infondate.
Sarà per questo che da due mesi (la nostra interrogazione è del 12 luglio) il
Sindaco di Biella non ha minimamente ritenuto di proferir parola in merito a
queste sempre più probabili chiusure. E’ inqualificabile non solo il silenzio
con il quale Gentile ha affrontato la questione ma il dato, ancora più grave,
che egli nei fatti stia condividendo questa “razionalizzazione” delle Poste
Italiane spa. Un Sindaco che, non solo ritiene di non considerare le
iniziative istituzionali prodotte in seno al consiglio comunale (oltre la
nostra interrogazione c’è una petizione popolare promossa dai consiglieri
Favero e Desirò) ma che dimostra di essere sdraiato sulle posizioni di Poste
italiane, è quanto di più distante si possa chiedere a un primo cittadino che
dovrebbe fare gli interessi della propria comunità(segue cliccando qui)
gli “amori” di
CotaQuesta è la
replica alla lettera pubblicata su "il Biellese" di martedì scorso a firma del
Governatore del Piemonte Roberto Cota che potete leggere sul sito.
Cota non ce l’ha con il
biellese perché, secondo l’arguta argomentazione del Governatore del Piemonte,
il nostro territorio è cosa sua, o meglio del suo partito in quanto esprime il
Presidente della Provincia. E poco importa
se la Lega non ha mai superato il 15% e che la candidatura di Simonetti sia
stata partorita con il Manuale Cencelli proprio da Cota nella villa di Arcore
in barba alle decisioni del centro destra biellese. E siccome l’On. Simonetti è Presidente della Provincia
ed è della Lega, allora elencare tutte le mancanze della Regione rispetto al
nostro territorio “non regge”…Sarà per questo che il 60% delle risorse
regionali che vengono spese in materia sanitaria, Cota per quanto riguarda il
biellese, le liquida in poche righe (segue
cliccandoqui)
Palazzo Pella chi è il “merito”
dello squallore?Dopo la nostra
denuncia dello scorso anno sullo stato di totale abbandono in cui versava (e
in buona parte versa ancora) il comando dei Vigili urbani di Biella, proprio
oltre quel muro vediamo un'altra indecente situazione presso il palazzo che
ospita assessorati e uffici comunali. E non c'è bisogno di nessun miracolo
invocato a Lourdes per risolvere questa situazione, basterebbe solo la volontà
politica che, evidentemente, a questa Giunta manca del tutto. L'immagine sul
sito è copia dell'articolo uscito oggi su "La Stampa" mentre di seguito potete
leggere la nostra interrogazione in merito (segue
cliccandoqui)
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