le ironie della
StoriaIronie della Storia, il
"povero" Assessore Delmastro che tanto contava nel ridare agli onori del mondo
la vecchia casa della Gioventù Italiana del Littorio è inciampato proprio
sulla ristrutturazione della stessa. Nonostante il solito piglio arrogante con
il quale liquida il diritto/dovere dell'opposizione di esercitare il proprio
ruolo, dando non si sa bene a chi dei "delatori" e altre aggettivazioni che ne
qualificano il personaggio, nella sostanza non nega che ci siano problemi. E
da quello che sappiamo noi, pure abbastanza seri. Ma se lui è convinto che noi
stiamo solo gufandogli contro, faccia pure. Dopo essere stato bellamente
esautorato da Gentile sulla rotonda di Piazza Curiel e quindi su un punto
fondamentale della risistemazione della stessa piazza, aggrapparsi al resto
dei progetti in una febbrile (e non si sa quanto fruttuosa) trattativa con la
Soprintendenza segnala solamente un "accanimento terapeutico" che
probabilmente marchierà, in negativo, la sua esperienza amministrativa. Se a
lui sta bene così, faccia pure
(segue cliccando qui)
mense e asili nido: le solite
promesse pocoGentiliVe la ricordate la
favoletta per zittire genitori e opposizione sul "quoziente famigliare" che
avrebbe "riequilibrato” i tanto contestati aumenti dei servizi scolastici?
Dopo una settimana - come era scontato - non vi è deliberazione ne tantomeno
comunicazione alla famiglie in merito. Ecco quindi la nostra interrogazione
presentata, per la verità, il primo giorno di inizio scuola, mercoledì scorso
ma, con i problemi che abbiamo avuto con il sito riusciamo a pubblicarla solo
ora. (segue cliccando qui)
uno sguardo oltre la
Serra“Ah, ho
letto la tua proposta su Ivrea, beh sì in effetti è ragionevole, io sono
d’accordo” - “Allora firmi l’emendamento?”- “Ma no, sai, ne abbiamo discusso
al partito, mi hanno detto che ad Ivrea non sono mica d’accordo…” - “Ah sì?
Cioè tu sai che ai cittadini e alle cittadine di Ivrea gli è stata chiesta
questa cosa?” -“Ma no, l’ha detto il Sindaco…” -“Ah, ho capito e quindi se
fosse successo a parti inverse, e Gentile avesse espresso parere contrario tu
ti saresti sentito rappresentato e avresti accettato la sua opinione come
quella della Città di Biella” -“Ma no che c’entra, a Ivrea il Sindaco è del
PD!”- “Ah, ecco, ho capito, quindi non firmi e, immagino, non voterai nemmeno
l’emendamento…”- “Eh, no, però poi vediamo…” Questa è la sintesi di uno
dei colloqui che ho avuto con colleghi e amici del PD in questi giorni. Vi
assicuro che analoghi ragionamenti mi sono arrivati dal PDL. Quindi martedì a
presentare la proposta per una Provincia tripartita Biella, Ivrea e Vercelli
saremo solo noi e l’Api di Canuto nonostante abbia inviato a tutti i
consiglieri comunali (di maggioranza e di opposizione) la richiesta di
condividere, e nel caso correggere, il nostro emendamento. Eppure gli
attestati di condivisione rispetto a questa posizione ci sono stati, mi hanno
contattato Sindaci del biellese, esponenti politici di partiti non presenti in
Consiglio e, oggi, la nostra proposta viene rilanciata a Ivrea con questo
articolo che compare a pagina 5 della Sentinella del
Canavese. (segue cliccando
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la foto che
mancaIn
queste ore, a sinistra e non solo, si fa un gran parlare della nuova
foto che ha immortalato, martedì, i promotori dei referendum sociali.
La foto vede (ri)uniti gli ex alleati della Sinistra Arcobaleno, la sinistra
della CGIL e l’Italia dei Valori. Tutti, purtroppo, si stanno concentrando in
interpretazioni, ironie, distinguo, ultimatum rispetto a quelle che saranno le
alleanze elettorali per le politiche del 2013. Pochi, invece, si sono
concentrati sul messaggio che, al contrario, comunica quella
foto e, soprattutto, la proposta che l’ha generata. L’articolo 8 di
berlusconiana memoria che ha introdotto la possibilità per imprese e sindacati
di stringere accordi aziendali in barba alla contrattazione nazionale e,
ancora di più, la manomissione operata dal Governo Monti sull’art. 18 dello
Statuto dei lavoratori che renderà ancora più facile i licenziamenti sono due
pezzi del medesimo disegno: smantellare le conquiste del movimento
operaio italiano. Era necessario, come si fece nel 2002, mettere in
campo tutte le (poche) energie rimaste a sinistra solo per questa battaglia?
Forse, ma, c’è una domanda inevasa che ci interroga sull’oggi
ma soprattutto sul domani. Io ero al Circo Massimo nel 2002, ho raccolte le
firme per il referendum che voleva estendere l’articolo 18 e mi sono
mobilitato contro le scelte antisociali dei Governi Berlusconi e Monti.
Ricordo però che, nel lontano 1998 pochi, davvero pochi, si mobilitarono
contro quella che diventerà l’inizio della fine dei diritti per un’intera
generazione: il pacchetto Treu. Da lì, da quella scelta
è nato il precariato, le forme subordinate e para subordinate
nelle quali la mia generazione e quelle dopo la mia stanno
affogando da un quindicennio. Il peggioramento operato dalla legge 30
è solo, se possibile, un inasprimento di quella che è stata la declinazione
italiana della cosiddetta “terza via”, più flessibilità, meno diritti, più
potere all’impresa, meno tutele. Siccome è da un quindicennio che sento
ripetere che la sinistra con o senza centro farà di tutto per cancellare le
leggi sul precariato e lo dice e lo scrive in ogni campagna elettorale e,
siccome mi sono stancato di raccontarla anch’io questa “favoletta”, mi chiedo
perché non sia possibile finirla qui e dire che l’unico modo per
combattere il precariato, davvero, è attraverso un reddito di
cittadinanza per tutti e tutti. Un reddito, soldi veri, tangibili e
che permettano non solo di vivere ma anche di non essere sotto il continuo
ricatto del contratto a progetto di turno che ti sfrutta e che, comunque, non
ti fa vivere (segue
cliccando qui)
-> lunedì 24
settembre alle ore 21 presso l’aula magna dell’IIS “Q.Sella” di
Via Rosselli a Biella, Fausto
Bertinotti e Dario
Danti presentano il loro libro “Le occasioni
mancate”
cliccandoqui trovate tutte le info
sulla serata
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