Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica – Vol. 1

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Apr 17, 2026, 6:46:47 AMApr 17
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Care Colleghe, Cari Colleghi,

ho il piacere di annunciare la pubblicazione del volume:

Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica – Vol. 1
 
Dalla percezione al controllo: lo spazio come forma nella musica elettroacustica
 
Presentazione
 
La monografia è intesa come strumento didattico dedicato agli studenti dei conservatori e delle accademie e propone una ridefinizione teorico-operativa della spazialità nella musica elettroacustica, assumendo lo spazio sonoro non come proprietà fisica del segnale ma come costruzione emergente dei processi percettivi. L’esecuzione e l’interpretazione della musica elettroacustica vengono ripensate come pratiche di progettazione dell’esperienza uditiva, in cui i fenomeni psicoacustici diventano parametri compositivi e controllabili. Il lavoro articola una continuità tra teoria della percezione e implementazione computazionale, traducendo modelli cognitivi in ambienti di sintesi e spazializzazione in tempo reale (Cycling '74 Max). Ne deriva una concezione della spazialità come sistema operativo del pensiero acustico.
 
 
Quarta di copertina
 
Come si costruisce lo spazio nella musica elettroacustica? Quale ruolo assume nell’interpretazione? Questo volume propone una risposta chiara e operativa, introducendo il concetto di amplificazione trasparente e la nozione di “fuoco” come centro percettivo del suono nello spazio. La spazializzazione viene così ridefinita non come semplice tecnica di diffusione ma come vero e proprio parametro compositivo e interpretativo. Attraverso un percorso che intreccia teoria, psicoacustica e pratica, il libro guida il lettore dai fondamenti storici della disciplina fino alla costruzione di modelli di controllo dello spazio sonoro con particolare attenzione alla generazione di traiettorie in sistemi multicanale. Il testo è corredato da 33 patch realizzate in Max che rendono immediatamente applicabili i concetti trattati. Rivolto agli studenti di Musica elettronica e ai professionisti del settore, questo primo volume offre strumenti concreti per comprendere e progettare lo spazio del suono.
 
ISBN : 9791222817231
Edizione : 1a
Anno pubblicazione : 2026
Formato : 17x24
Foliazione : 508 pagine
Copertina : morbida lucida
Stampa : colore
 
Il presente lavoro sviluppa un’indagine sistematica sul ruolo della spazialità nella musica elettroacustica, assumendo come ipotesi centrale che lo spazio sonoro non sia una proprietà fisica del materiale acustico, ma una costruzione emergente della percezione. In questa prospettiva, l’esecuzione e l’interpretazione vengono ridefinite non come fedeltà a un testo sonoro, ma come pratiche di costruzione di condizioni percettive, nelle quali la spazializzazione non è una tecnica di diffusione, ma un dispositivo cognitivo e compositivo.
 
La prima parte del volume (Dalla crisi dell’originario alla spazializzazione come forma) ricostruisce la genealogia della spazialità elettroacustica nel secondo Novecento, mostrando come lo spazio, da parametro esterno alla scrittura musicale, diventi progressivamente un campo strutturale attivo della forma. Attraverso le esperienze di Stockhausen, Xenakis, Nono, Berio e Sciarrino, si evidenzia la trasformazione dello spazio in categoria compositiva, strettamente intrecciata ai processi percettivi e tecnologici della produzione sonora.
 
All’interno di questo quadro, il rapporto tra tecnologia e percezione è interpretato come costitutivo dell’esperienza elettroacustica: i sistemi di diffusione, le interfacce e i dispositivi di controllo non si limitano a trasmettere il suono, ma partecipano alla sua formazione percettiva. L’interpretazione emerge così come pratica situata, in cui le scelte tecniche coincidono con decisioni percettive e in cui il confine tra composizione ed esecuzione tende a dissolversi.
 
In questo contesto, l’interpretazione elettroacustica è definita come pratica percettiva attiva, orientata alla costruzione delle unità sonore attraverso la gestione di integrazione, segregazione e gerarchie spaziali. Il confronto tra modelli di diffusione – dal sistema italiano a geometria controllata all’acusmonium francese – evidenzia una duplice concezione dello spazio: come struttura analitica oppure come evento interpretativo e gesto performativo.
 
Il punto di sintesi della prima parte si colloca nella ridefinizione della spazialità come forma della mente. Attraverso i principali fenomeni psicoacustici (mascheramento, segregazione figurale, fusione timbrica, effetto di precedenza, localizzazione virtuale), lo spazio sonoro è inteso come costruzione cognitiva emergente. La spazializzazione diventa così un campo operativo in cui tali processi possono essere esplicitati e resi compositivamente attivi.
 
La seconda parte (Dallo spazio architettonico allo spazio elettroacustico) sposta il fuoco dalla descrizione dei processi percettivi alla loro implementazione operativa nei sistemi di controllo in tempo reale (Max/MSP e ambienti analoghi). I fenomeni psicoacustici vengono qui assunti come parametri direttamente manipolabili, trasformando la spazialità in una variabile compositiva programmabile.
 
In questo quadro, lo spazio acustico è reinterpretato come campo dinamico d’interazioni, mentre la modellazione spettrale e le tecniche di trasduzione formale (fino al vocoder) ridefiniscono il rapporto tra dominio frequenziale e organizzazione percettiva del suono. La spazialità è ulteriormente formalizzata come parametro compositivo continuo, articolato attraverso modelli distributivi e modali.
 
Concetti come amplificazione trasparente e “fuoco” percettivo introducono una concezione dell’interpretazione come gestione di centri instabili dell’ascolto, mentre la modellizzazione delle traiettorie sonore attraverso fasori e sistemi circolari consente di descrivere lo spazio come dinamica continua, in cui il suono non è collocato ma percorso.
 
Nel loro insieme, i capitoli del volume delineano un passaggio coerente dalla teoria della percezione alla progettazione operativa dello spazio sonoro. L’ipotesi centrale è che esecuzione e interpretazione nella musica elettroacustica debbano essere comprese come pratiche di costruzione dell’esperienza percettiva. In questo senso, lo spazio non costituisce un parametro aggiuntivo della composizione, ma la forma stessa attraverso cui il suono diventa organizzabile, interpretabile e controllabile.
 
Un saluto e buon lavoro a tutti,
 
Marco Marinoni
 
AFAM 044 - Conservatorio "O. Respighi" di Latina
Marco Marinoni
Via Mazzini 19/10
17024 Finale Ligure (Sv)
e-mail 2: mari...@conslatina.it 
Mobile: 3420821020
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