Leonello Bosco
unread,Jan 11, 2009, 1:51:51 AM1/11/09Sign in to reply to author
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to Affari Cinesi a cura di Leonello Bosco
Chiude la Iris Ceramiche di Sassuolo, terzo gruppo italiano nel
settore ceramica, uno dei primi al mondo, con 500 milioni di
fatturato, oltre 700 dipendenti a casa. Ho informazioni solo da organi
di stampa, che riportano le motivazioni per la messa in liquidazione
volontaria.
Le ragioni di questa decisione, secondo queste fonti, vengono fatte
risalire alla crisi mondiale e, naturalmente, alla valanga cinese, che
hanno fatto crollare le vendite di oltre il 50%.
Leggo anche, dalle stesse fonti, che si sono recentemente investiti 6
milioni per ristrutturare uno stbilimento dedicato alla produzione del
terzo fuoco (una lavorazione particolare della ceramica, di
particolare pregio e valore).
Essendoci occupati approfonditamente, come Societa', del prodotto
"terzo fuoco" in Cina, per conto di un'zienda italiana del settore, ed
avendo verificato che il costo della produzione cinese del terzo fuoco
va dal 10 al 30% di quello italiano, mi chiedo se investire in questo
settore in Italia avesse effettivamente un significato economico.
Battere la concorrenza cinese in questo settore e' del tutto
improponibile, mentre la si puo' battere (collaborando con i cinesi),
puntando sul vero valore del Made in Italy: lo stile, il design, la
creativita', l'estetica.
Da tempo vado diffondendo il concetto di Italian Style - China Made,
capace di mantenere attive le imprese italiane, valorizzando il Made
in Italy, riconvertendo i dipendenti dalla produzione ai settori
"software" della catena industriale.
Questo concetto richiede alcune riflessioni importanti nel sistema
industriale italiano:
1. Il Made in Italy non significa per forza produrre in Italia. Il
vero valore e' lo stile e la bellezza. Investire in produzione
potrebbe non essere la strada giusta
2. Investire in formazione, riconversione, sviluppo commerciale,
marketing e sinergie internazionali, puo' essere una chiave vincente
3. Riconoscere che il sistema industriale cinese ha fatto passi da
giganti sul piano della qualita' del prodotto, creando una fortissima
concorrenza internazionale. Pochi invece i passi in direzione dello
stile, del design, dell'appeal estetico. Questo ritardo cinese e' ben
noto ai cinesi stessi, sanno che copiare non basta.
Questo ritardo e' uno spazio vitale per le imprese italiane del Made
in Italy, che pero' non sembrano ancora attrezzate per occuparlo.
Cito spesso il caso del settore sportware di Montebelluna (Treviso),
una concentrazione industriale in un distretto verticalizzato (molto
simile a quello di Sassuolo) nel settore della calzatura e
dell'abbigliamento sportivo. La riconversione dalla produzione
(trasferita tutta in Asia) e' iniziata molti anni fa. In questo
periodo il distretto (e la sua occupazione) ha tenuto perfettamente,
mantenendo il marchio di Montebelluna ai vertici mondiali, competendo
alla pari con i grandi competitor mondiali americani e tedeschi.