Oggi le AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), a causa di
un precoce invecchiamento dei prodotti, generano volumi di rifiuti ben
superiori ad altri beni di consumo. Mentre un tempo i consumatori
acquistavano un impianto stereo o un televisore nella speranza che
durassero per un decennio o anche di più, allo stato attuale la
crescente evoluzione tecnologica agevola un crescente grado di
consumismo portando ad una elevata produzione di rifiuti. I
consumatori oggi raramente portano a riparare i propri apparecchi
guasti, perché spesso è più semplice, e soprattutto meno costoso,
rimpiazzarli con prodotti nuovi. Ed è evidente che il problema dell'e-
waste (spazzatura elettronica) rischia di raggiunge sempre più
proporzioni critiche a causa della veloce obsolescenza dovuta ad una
tecnologia in continua e rapida evoluzione.
In particolare, i dati relativi alla raccolta differenziata
giornaliera hanno rivelato che più del 50% dei computer dismessi sono
ancora in buone condizioni di funzionamento, ma sono ugualmente
eliminati per fare spazio alle tecnologie più recenti. Nei prossimi
anni si stima che per ogni pc immesso sul mercato un altro diventerà
obsoleto. Inoltre, attualmente in Europa, il 90% dei rifiuti
elettronici viene avviato alla discarica, incenerito o frantumato
senza che sia stato precedentemente trattato. Ad acuire il problema vi
è il fatto che il processo di riciclaggio e smaltimento soprattutto
dei PC, a causa delle sostanze contenute al loro interno, è molto
pericoloso, sia per l'ambiente sia per le persone addette a tali
attività. Secondo il WWF, l’incenerimento dei RAEE (Rifiuti di
Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) emette nell’atmosfera
circa 36 tonnellate di mercurio e 16 di cadmio all’anno, e
contribuisce per più di metà del piombo che si immette negli
inceneritori. Sembra certo poi, che alla fine di questo decennio, il
numero di apparecchi elettronici finiti nelle discariche arriverà a
quota 3 miliardi (cifra che comprende computer, cellulari, televisori,
frigoriferi, stampanti e tutte le periferiche).
Bastano questi pochi e concreti dati per misurare l'urgenza di
delineare a livello tecnico e politico efficaci strategie di
riciclaggio che mirino a sfruttare più volte le risorse già utilizzate
e a contenere al massimo l'uso delle materie prime presenti sul nostro
pianeta, che diventano ogni giorno più preziose perché presenti in
quantità finite e sempre più ridotte.