Fw: [hyperlink] Contributo alla discussione Forum Acqua su Coalizione sociale

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Alberto Orioli

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Apr 28, 2015, 1:02:44 PM4/28/15
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Sent: Tuesday, April 28, 2015 12:24 PM
Subject: [hyperlink] Contributo alla discussione Forum Acqua su Coalizione sociale

Care/i,
come condiviso alla riunione di Coordinamento nazionale di Bologna segnalo di seguito e in allegato un contributo alla discussione in merito al percorso della Coalizione sociale.

Un saluto.
Paolo



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ALCUNE RIFLESSIONI SULLA PROPOSTA DI COALIZIONE SOCIALE



Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua abbiamo cominciato a riflettere sulla necessità di una coalizione sociale già all’indomani della straordinaria vittoria referendaria del giugno 2011.
L’emersione della crisi economico-finanziaria a livello globale e la sua declinazione come crisi del debito pubblico in Italia ci hanno infatti messo subito di fronte al contesto attraverso il quale le elite politico-finanziarie avrebbero potuto prima sterilizzare l’esito referendario per poi riprendere il cammino delle privatizzazioni.
E’ stato per rispondere a questo nuovo quadro che, in tutte le assemblee nazionali e le iniziative del movimento per l’acqua, abbiamo posto il tema dell’allargamento, dell’inclusione e della costruzione di nessi fra le varie conflittualità aperte sui temi dei beni comuni, dei servizi pubblici e della democrazia.
Ci è sembrato da subito chiaro come, senza un salto di qualità di questo tipo, capace di porre a tema anche le questioni della trappola del debito e della necessità di una nuova finanza pubblica e sociale, ciascuna vertenza si sarebbe trovata di fronte il “muro di gomma” del patto di stabilità, dei vincoli monetaristi e del mantra “I soldi non ci sono”.

Oggi ci troviamo di fronte ad un attacco concentrico a tutti i livelli, anche mediante trattati internazionali quali TTIP e TISA: dal mondo del lavoro ai beni comuni, dall’ambiente ai servizi pubblici, con una progressiva espropriazione di democrazia.
Per queste ragioni, pensiamo che la proposta avanzata dalla Fiom di aprire un percorso per la costruzione di una coalizione sociale nel nostro Paese, porti con sé importanti potenzialità: è infatti a tutti evidente come, data la crisi verticale della democrazia e il degrado delle forme di rappresentanza, solo un nuovo ciclo di mobilitazione sociale possa arginare l’attacco portato avanti dalle politiche di austerità, a suon di privazione dei diritti, mercificazione dei beni comuni, privatizzazione dei servizi pubblici, e riaprire spazi per un’inversione di rotta verso un altro modello sociale per uscire dalla crisi.

Abbiamo partecipato alle prime riunioni di questo percorso in maniera costruttiva e propositiva, ma ovviamente non in modo acritico. E, per questo, ci sentiamo di proporre alcune riflessioni, che, in base alla nostra esperienza, riteniamo importante socializzare per contribuire alla riflessione collettiva.

1. La crisi è sistemica e, nel nostro Paese, si innesta dentro un profondo degrado delle istituzioni e della democrazia e dentro un’altrettanto profonda frammentazione delle relazioni sociali: per questo la coalizione sociale è un orizzonte necessario che va visto e praticato come processo e non definito come prodotto. La coalizione sociale va di conseguenza vista come un movimento reale di trasformazione della realtà presente e non come un luogo di rappresentazione dello stesso.
In questo senso, anche il termine di “coalizione sociale” deve essere considerato nella sua dinamicità, essendoci già in campo una pluralità di coalizioni sociali che agiscono e operano nella società (per fare solo l’esempio che ci riguarda, ma senz’altro non il solo, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua è di per sé una coalizione sociale).
In questa direzione, la proposta non può avere l’obiettivo di costruire un luogo che possa sussumere tutte le esperienze esistenti, bensì deve avere la capacità di farle comunicare e di costruire i nessi dentro un confronto condiviso.

2. Riteniamo che il primo compito di questo processo sia quello di definire i temi e i nessi che li legano l’un l’altro. In questo senso, ci sembra che non si possa immaginare un percorso di coalizione sociale che si basi su un tema portante e su una serie di altri temi aggiunti. Diciamo questo perché l’analisi della realtà che abbiamo di fronte ci dice della pervasività delle politiche liberiste e dei grandi interessi finanziari che oggi cercano di mettere sotto scacco non solo l’economia, bensì il lavoro, la società, l’intera vita delle persone e persino la natura.
Non si tratta neppure di giustapporre tutti i temi, facendo l’ennesimo lunghissimo elenco delle rivendicazioni sociali in campo, ma di produrre spazi di analisi, di riflessione e di confronto sui diversi temi e sulle diverse lotte per capirne i nessi e per trovare obiettivi che le rendano reciprocamente più forti e sistemicamente più efficaci nel produrre trasformazioni culturali, sociali e politiche.
A tal proposito diviene anche rilevante porsi l'obiettivo di individuare gli strumenti mediante i quali poter praticare il cambiamento auspicato.

3. Crediamo che, proprio perché la coalizione sociale deve coinvolgere i movimenti reali, l’elemento della territorialità debba configurarsi come il vero motore di questo processo. Non si tratta qui di proporre una discussione stantia sul conflitto centro/periferia o locale/nazionale, bensì di far fermentare dentro i luoghi reali in cui le persone vivono e lottano le possibilità di un’azione comune verso obiettivi e pratiche condivise. Si tratta in qualche modo di mettere “a sistema” le comunità territoriali in quanto tali per produrre percorsi di rivendicazione di un altro modo di produrre, di riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi, di messa in atto di una nuova democrazia partecipativa.

4. Consideriamo dunque la dimensione territoriale e l'individuazione dei nessi e degli obiettivi che intende darsi la coalizione sociale i due punti portanti dell'esperienza cui intendiamo dare corso. Proprio su queste due questioni - generalizzare cioè il progetto della coalizione sociale nei territori e individuare i temi di fondo su cui far coagulare la nostra iniziativa e gli strumenti ad essa connessi (manifestazioni, campagne, eventuali iniziative referendarie) - riteniamo debba incentrarsi prioritariamente la nostra riflessione collettiva, a partire dalle giornate di maggio.

Queste sono le prime riflessioni che abbiamo maturato dentro la nostra esperienza. Ci dicono anche che ogni percorso che voglia essere vero ed efficace nel produrre cambiamento deve sapersi dare i tempi di crescita e maturazione necessari, senza alcuna fertilizzazione artificiale, la quale, se nel breve può dare l’illusione dell’aumento di potenza, in realtà finisce per rendere improduttivo il terreno su cui si è seminato.
Riteniamo che, data l’importanza e la potenzialità della proposta in campo, sia necessaria l’apertura di una discussione ampia e inclusiva, producendo luoghi e momenti che consentano ad ogni realtà di dare il proprio contributo. Per quanto ci riguarda, faremo la nostra parte.


FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA







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Paolo Carsetti

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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