Fw: [Forummedioadriatico] Fwd: [stopbiocidioabruzzo] Ombrina, dopo inquietanti notizie ministri non firmino

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Alberto Orioli

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Mar 21, 2015, 9:35:00 AM3/21/15
to acqua-...@googlegroups.com
Un mare d'acqua bene comune...
 
 
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Sent: Saturday, March 21, 2015 1:30 PM
Subject: [Forummedioadriatico] Fwd: [stopbiocidioabruzzo] Ombrina, dopo inquietanti notizie ministri non firmino


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From: Augusto De Sanctis <augustod...@gmail.com>
Date: 2015-03-21 14:13 GMT+02:00
Subject: [stopbiocidioabruzzo] Ombrina, dopo inquietanti notizie ministri non firmino
To: "stopbioci...@lists.riseup.net" <stopbioci...@lists.riseup.net>


Forum Abruzzese dei Movimenti dell'Acqua

Zona22

Coordinamento No Triv Abruzzo

Nuovo Senso Civico

COMUNICATO STAMPA DEL 21 MARZO 2015

Ombrina, i ministri Galletti e Franceschini non firmino il Decreto.

L'Inchiesta de Il Fatto Quotidiano e due interrogazioni fanno emergere gravissimi dubbi su alcuni membri della Commissione V.I.A. nazionale.

La Regione, gli enti locali e tutte le organizzazioni intervengano sul Governo.

Progetto petrolifero Ombrina mare: associazioni e movimenti chiedono ai Ministri di non firmare il Decreto di compatibilità ambientale dopo le gravissime informazioni emerse su alcuni componenti della Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale che ha dato parere favorevole al progetto lo scorso 6 marzo.

Abbiamo infatti appreso ieri dalle pagine de Il Fatto Quotidiano della presentazione di un'interrogazione parlamentare del M5S (On. Daga) che ha sollevato pesantissimi dubbi su alcuni membri della Commissione. Un'altra interrogazione è stata presentata sullo stesso tema anche all'europarlamento del gruppo del GUE (Europarlamentare Forenza).

Da quanto abbiamo potuto leggere, anche in una nota di agenzia che riporta ulteriori informazioni sull'interrogazione del M5S, un membro sarebbe stato definito dalla Prefettura di Reggio Calabria, nella relazione in cui chiedeva lo scioglimento del Comune di Gioia Tauro nel 2008 per infiltrazioni mafiose, poi ottenuto dal Consiglio dei Ministri, addirittura “fortemente sospettato di essere asservito agli interessi della cosca Piromalli”. Nella commissione c'è un ingegnere ottantacinquenne (che sarebbe stato iscritto alla P2 secondo l'interrogazione) e figurano diversi membri che avrebbero, sempre secondo i parlamentari del M5S, conflitti di interesse sulle decisioni della Commissione e accuse di corruzione (con Dell'Utri!), anche su progetti collegati agli idrocarburi. Ricordiamo che due membri della Commissione VIA nel 2014 furono sostituiti in quanto arrestati, uno nel primo stralcio dell'inchiesta sulla TAV di Firenze e uno per una bonifica a Milano (questa persona era stato il capo di gabinetto del Ministro Prestigiacomo).

Aspettiamo di conoscere il contenuto integrale delle interrogazioni, su cui ovviamente bisognerà attendere tutte le risposte dagli organi competenti nelle sedi opportune, ma è del tutto evidente che il futuro dell'Abruzzo e dell'Adriatico per i prossimi decenni non possono passare per valutazioni di questa commissione non solo per le vicende sopra riportate ma anche per gli effetti negativi di questo intervento sull'economia e sull'ambiente.

Tra l'altro ricordiamo che la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che l'organo politico nell'ambito delle procedure di V.I.A. non deve per forza seguire pedissequamente una valutazione di tipo tecnico proprio perché si tratta di scelte che riguardano la destinazione di interi territori con conseguenze importanti per i cittadini. Pertanto vi è spazio per scelte di carattere politico per bilanciare gli interessi in gioco1 . Pertanto sia Franceschini che Galletti non possono neanche sostenere di dover seguire per forza le valutazioni tecniche della Commissione. Ci chiediamo, anzi, come sia possibile non attuare la volontà del popolo abruzzese che quasi all'unanimità (tranne Confindustria) si è espressa contro il progetto nella più grande manifestazione mai realizzata nella nostra storia, con diocesi, decine di enti locali e la stessa regione.

Per questi motivi, non appena saranno note integralmente le due interrogazioni, il Forum dell'Acqua, Nuovo Senso Civico, il Coordinamento No – Triv e Zona22 scriveranno una nota ai Ministri dell'Ambiente e dei Beni Culturali, a cui è demandata la firma del Decreto di Compatibilità Ambientale, per chiedere di non emanare alcun decreto e anzi di esprimersi in senso negativo.

Riteniamo che Regione ed enti locali, assieme alle organizzazioni che condividono questa lotta, debbano intervenire presso i due ministri evidenziando tutte le criticità sopra riportate, sia per quanto riguarda i dubbi sollevati su alcuni membri della Commissione sia per quanto attiene agli aspetti di contenuto.

Alla Regione Abruzzo ribadiamo con forza la richiesta di costituire immediatamente un gruppo di lavoro permanente assieme con i comitati per affrontare per tempo tutte le vicende connesse alla deriva petrolifera che il Governo Renzi vuole imporre al nostro territorio.

Ricordiamo, infine, che a San Vito chietino si terrà domenica prossima 29 marzo alle ore 17:30 presso Zona22 un'assemblea pubblica per decidere le prossime mobilitazioni.

1dalla sentenza della Corte Costituzionale 81/2013 in cui un tribunale amministrativo aveva chiesto alla Corte di decidere sulla legittimità di una legge regionale sulla VIA della regione Sardegna “Con la disposizione censurata (si riferisce al ricorso contro la legge regionale della Regione Sardegna che attribuisce alla Giunta la decisione finale sui procedimenti di VIA regionali, ndr.), il legislatore regionale ha attribuito alla Giunta il potere di decidere sulla valutazione di impatto ambientale di interesse provinciale o regionale; tuttavia, tale potere decisionale deve tener conto, per espressa previsione legislativa, dell’attività istruttoria svolta dai dirigenti regionali. La scelta realizzata dal legislatore regionale determina una divisione di competenze tra la Giunta e i dirigenti regionali che non appare irragionevole, anche in considerazione della particolare complessità della VIA. In quest’ultimo atto, infatti, a verifiche di natura tecnica circa la compatibilità ambientale del progetto, che rientrano nell’attività di gestione in senso stretto e che vengono realizzate nell’ambito della fase istruttoria, possono affiancarsi e intrecciarsi complesse valutazioni che – nel bilanciare fra loro una pluralità di interessi pubblici quali la tutela dell’ambiente, il governo del territorio e lo sviluppo economico – assumono indubbiamente un particolare rilievo politico. In ragione di ciò, il riparto di competenze previsto dalla disposizione censurata, in un ambito caratterizzato da un intreccio di attività a carattere gestionale e di valutazioni di tipo politico, non viola l’art. 97 Cost.



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