Dopo
quelle già pubblicate, Meloni, Tajani, Sangiuliano, Toti, Craxi,
Mattarella, Zelens’kyj ,
Battistini, Vittorio Emanuele, Vannacci , Musk, Nordio, Picerno, Renzi,
Brugnaro, sono pervenute ulteriori candidature: Matteo
Piantedosi, “il ministro degli interni che dimentica di soffermarsi
sulle frasi razziste e apertamente nostalgiche nei confronti di nazismo e
fascismo, pronunciate dai ragazzi di Gioventù
Nazionale”. Aldo
Spinelli, “Scampa alle manette di Mani pulite confessando al giudice una
tangente di mezzo miliardo di lire alla Democrazia Cristiana, abbandona la
protezione del ministro Prandini che gli era valsa la presidenza della società
del traforo del Frejus, cura
assiduamente i rapporti politici con il Psi di Craxi e infine con il Pds e poi Ds di Burlando, approdando padrone del porto di
Genova infine alle Mani pulite di Toti”. Antonio
Tajani, “Vicesegretario del Fronte Monarchico erede del trono di
Berlusconi: «Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo
intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi
razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose
positive per realizzare infrastrutture nel nostro Paese, poi le
bonifiche».”
L’ intera Rassegna dei Premi Attila dal 2004 (pagine
125) è disponibile a chi ne fa richiesta.
Se
è vero, come scrive l’Agenzia europea di difesa, che le spese miliari sono già
arrivate a 279 miliardi di euro nel 2023 e si prevede arriveranno a 326 miliardi
nel 2024 con un rapporto sul Pil che passa dall’1,6 all’1,9%? Si tratta di un
aumento del 30% in poco più di due anni e che colloca la spesa dei 27 Stati Ue
accanto alla Cina (278 miliardi) e molto più avanti della Russia, terza con 102
miliardi di euro. Un rapporto più che vantaggioso che sembra confermato anche
dall’analisi dei mezzi e degli uomini a disposizione. Perchè? vuole attaccare
guerra alla Russia non più per interposta Ucraina? E' un suicidio: commenta la
vignetta di Vauro.
Entrambi con pollice recto.
“Dittatore
senza elezioni, Zelensky farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà
un Paese”. “Un dittatore mai eletto”, “un comico mediocre” che “rifiuta di
indire elezioni, è molto giù nei sondaggi ucraini (4%)e l’unica cosa in cui è
stato bravo è l’aver suonato Biden come un violino”. “Be’, sei stato lì per tre
anni. Avresti dovuto chiuderla dopo tre anni. Non avresti mai dovuto iniziarla.
Avresti potuto fare un accordo”. “Pensateci, un comico di modesto successo ha
convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per
entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto
iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti e Trump, non sarà mai in
grado di risolvere”. Anzi, “Zelensky ammette che metà dei soldi che gli
abbiamo inviato sono mancanti”, “probabilmente vuole mantenere in funzione il
treno della cuccagna”. In passato Donald Trump lo aveva già definito
sarcasticamente come “il miglior piazzista sulla terra: ogni volta che viene in
Usa se ne va con 60 miliardi.
Torna
ad attaccarlo Elon Musk: “Zelensky non può affermare di rappresentare la volontà
del popolo ucraino a meno che non ripristini la libertà di stampa e smetta di
cancellare le elezioni!”.”In America teniamo elezioni presidenziali ogni quattro
anni, anche in tempo di guerra. Abbiamo tenuto elezioni durante la guerra
civile. Abbiamo tenuto elezioni durante la seconda guerra mondiale. Prima che il
presidente Zelensky decida di fare di nuovo la predica al presidente americano,
dovrebbe tenere elezioni anche lui”.
Zelensky
ha replicato dando ad entrambi dei putiniani. L’epiteto era stato ripetuto per
anni nei confronti dei pacifisti che sostenevano trattative, piuttosto che
l’invio di armi di Meloni & Co. per “una guerra fino all’ultimo
ucraino”.
Secondo l’Associazione Italiana Medici per
l’Ambiente-Isde e l’Associazione Culturale Pediatri-Acp, i
Pfas continuano a essere presenti nei prodotti destinati ai bambini, con il
rischio di gravi conseguenze sulla loro salute. Isde e Acp hanno inviato una
lettera ai ministri della Salute e dell’Economia per chiedere
di vietare
l’uso di Pfas e bisfenoli, già banditi dagli imballaggi alimentari
in diversi Paesi, ma ancora ammessi nei giocattoli. Le evidenze scientifiche
sono schiaccianti: i Pfas sono sostanze che indeboliscono il sistema
immunitario, riducono l’efficacia dei vaccini e aumentano il rischio di malattie
croniche, sono stati rinvenuti nelle urine dei bambini di tutta Europa e sono
associati a problemi di sviluppo, obesità e persino tumori.
La
partita ora si gioca nei palazzi della politica, tra pressioni industriali, in
particolare di Solvay che, nello
stabilimento di Spinetta Marengo, è
l’unico produttore italiano di Pfas. Sono scelte che definiranno il
livello di tutela per le nuove generazioni.
Il tema della “qualità” dell’acqua è
tornato alla ribalta dopo la pubblicazione, da parte di Greenpeace, di una
mappa a livello nazionale della contaminazione da Pfas nelle acque potabili con
prelievi prevalentemente fatti da fontanelle pubbliche: nell’analisi di
Arzignano erano state trovate concentrazioni maggiori rispetto alle altre città
del Veneto prese in considerazione.
A
fronteggiare la situazione l’amministrazione ha installato 27 casette
dell’acqua, che sono provviste di filtri a carbone attivo.
Padelle antiaderenti o in ceramica?
Se
possiamo dare un suggerimento a Greenpeace e a chi ha le disponibilità
finanziarie per farlo, è avviare nelle scuole italiane l’esperienza del Liceo
scientifico G.B. Quadri di Vicenza, nel corso della quale sarà anche affrontato
il caso Miteni e l’inquinamento da PFAS, accompagnato dalla visione di
Dark Waters. Sarà raccontato ai ragazzi l’impatto dell’inquinamento ambientale
legato al caso Miteni di Trissino, un disastro che ha coinvolto profondamente il
territorio vicentino. Grazie alla sua esperienza come giornalista d’inchiesta,
Marco Milioni offrirà una prospettiva unica sul rapporto tra ambiente e
responsabilità collettiva. Il progetto vicentino non solo forma, ma
stimola il pensiero critico e l’interesse per il giornalismo investigativo,
coinvolgendo attivamente studenti e istituti del
territorio.
Clicca
qui.
l
team di ricerca ha utilizzato i dati dell’indagine Ecochill per studiare
l’effetto della concentrazione di PFAS nel sangue della madre nella gravidanza,
dall’inizio alla metà della gravidanza.
Clicca
qui.
Cliccando
sul titolo: La vignetta di Mario Natangelo pubblicata in prima pagina su
Il Fatto Quotidiano e che è stata “rimossa” da Facebook dopo dieci minuti di
pubblicazione per violazione degli alti standard dei contenuti di
Meta.
Non
era bastata la parata di politici per ricordare Bettino Craxi, storico leader
socialista scomparso latitante dopo essere fuggito dai processi di Tangentopoli
(che comunque gli sono costati condanne definitive per corruzione e
finanziamento illecito). Ora si scopre che per portare gli omaggi a Craxi ad
Hammamet, in Tunisia, è stato utilizzato il volo di Stato, cioè l’aereo blu
pagato con i soldi dei contribuenti. Lo ha fatto, come certifica
il database dei voli di Stato della Presidenza del
Consiglio, il 18 gennaio scorso il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio
Tajani. Quest’ultimo il 17 e 18 gennaio era partito per Berlino per partecipare
a un ricevimento all’ambasciata italiana e a un vertice del Ppe, per poi fare
scalo ad Hammamet il giorno successivo, poi a Catania per assistere alla prima
del teatro Bellini e tornare a Roma. A colpire è il passaggio in Tunisia per il
25esimo anniversario dalla morte di Craxi. Obiettivo: portare “il saluto del
governo e rendere omaggio a un grande italiano che è stato protagonista della
nostra vita politica, ingiustamente criminalizzato”. E ancora, il tocco
poetico: “Craxi, Andreotti e Berlusconi sono stati i grandi strateghi di
politica estera”.

Clicca
qui il programma. In particolare, per il CASO PFAS: sabato 22
Vincenzo Cordiano e Vitalia Murgia (ISDE); domenica 23 Comitato mamme no pfas,
Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

“Auspico
che la Russia torni a svolgere un ruolo di rilievo nel rispetto della sovranità
di ogni Stato, della carta dell’Onu e del diritto
internazionale”: giuste parole ma non sulla bocca di
Sergio Mattarella. Nel 1999 un governo da lui vicepresieduto bombardò per
78 giorni Belgrado con la Nato e contro l’Onu, il diritto internazionale e la
sovranità di uno Stato: la Serbia alleata di Mosca. Undici settimane di
massacri, dai 1.200 ai 2.500 morti quasi tutti civili, fiumi di profughi,
distrutta l’ambasciata cinese, polverizzati ospedali, scuole, zone residenziali,
treni passeggeri, convogli di fuggiaschi, autobus, mercati, ponti affollati e
gli studi della tv RTS (uccisi 16 fra registi, giornalisti e tecnici). Ma la
Nato non la chiamò guerra, bensì “ingerenza umanitaria”. Quella brusca rottura
della pace europea dopo 44 anni spalancò la strada a un’altra gravissima lesione
del diritto: lo smembramento della Serbia col riconoscimento dell’indipendenza
del Kosovo contro la risoluzione dell’Onu n. 1244, che vi confermava la
sovranità di Belgrado.
La
scena si ripeté con le guerre illegali della Nato in Afghanistan (“lotta al
terrorismo”), in Iraq (“esportazione della democrazia”) e in Libia (“sostegno
alle primavere arabe”). Mattarella non fece mai paragoni col Terzo Reich.
Lo fa ora dopo che fra il 2014 e il 2022 fu proprio lui a insignire delle
massime onorificenze della Repubblica Italiana ben 30 ministri, funzionari e
oligarchi putiniani, alcuni già sanzionati per la Crimea. Il tutto anni dopo le
guerre russe in Cecenia e in Georgia e i bombardamenti in Siria. Anzi, sul petto
di Dmitry Peskov portavoce di Putin nel 2017 Mattarella appuntò la stella di
Commendatore della Repubblica a Mosca.
Il
nuovo pacchetto di riforme scolastiche proposto dal governo Meloni, guidato dal
Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, hanno sollevato
critiche da più parti. Le riforme, che includono il voto di condotta come
strumento punitivo, l’accelerazione dei percorsi tecnici e l’alternanza
scuola-lavoro obbligatoria, hanno sollevato un acceso dibattito e numerose
proteste.
Meloni
e Valditara promettono “di rivoluzionare il sistema educativo”, ma
rischiano di trasformare le aule in campi di battaglia. Tra voto di condotta
usato come arma, istituti tecnici accelerati e piegati agli interessi delle
aziende e alternanza scuola-lavoro obbligatoria, il pacchetto di misure divide
il Paese, scatenando proteste da parte di docenti e
studenti.
Clicca
qui.
Il
futuro della nuova diga foranea del porto di Genova, la più costosa opera
portuale mai realizzata in Italia (1,3 miliardi tutti pubblici, di cui 500 dal
fondo complementare al Pnrr e oltre 250 dalla Banca europea degli investimenti)
si fa ancora più nebuloso: la trasparenza sui fondi e le incognite sulla
progettazione.
L’incognita
principale, emersa durante la progettazione e fulcro delle incongruenze
dell’appalto cui sta lavorando la Procura, attiene alla tenuta dei fondali (93)
su cui, a profondità da record, si intende far correre i 6 chilometri della
diga: realizzati in cemento armato, sono veri e propri giganti, grossi come
palazzi, vengono posati uno accanto all’altro sul basamento sommerso.
La
nuova Diga foranea è progettata per consentire al Porto di Genova di ospitare in
sicurezza navi più grandi, senza limitare gli accessi e le manovre verso gli
accosti, e adeguandosi alle esigenze delle maggiori compagnie di navigazione.
Senza questo intervento, il Porto di Genova perderebbe progressivamente parte
del traffico attuale e non sarebbe in grado di intercettare nuovo traffico. Si
obietta che il traffico di container ristagna in Italia da 15 anni, e dove già
si possono accogliere le mega-navi di ultima generazione (Vado Ligure, Genova
Pra’, Trieste) i tassi di utilizzo dei terminal oscillano fra il 25 e il
65%.