Scappate!

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Maio Parlato

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Jul 12, 2006, 11:12:08 AM7/12/06
to Mediasenzamediatori Perugia
$$$blog: Scene digitali
$$$autore: MAio Parlato
$$$descrizione: Vittoro Zambardino nel suo blog invita gli studenti a fuggire da scienze della comunicazione! E adesso che ne sarà di noi? Dibattito senza esclusione di colpi nei commenti.

--
www.mediasenzamediatori.org
Blog: www.mediasenzamediatori.org/weblog/index.php
My blog: http://e-maio.blogspot.com/
             http://blogcinesi.blogspot.com/

Gianluca Baccanico

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Jul 12, 2006, 12:00:50 PM7/12/06
to MediaSenzaMediatori.org
magari mi odierete pure per questo,
ma ragazzi quello che ha scritto è verissimo

bisogna spaccarsi un po' le ossa quando si è giovani, perché si
reggono meglio i colpi successivi,
e comunicare è talmente divertente che le nostre facoltà di scienze
della comunicazione strabordano di professori showman
ma alla fine quello che vi resterà è quello che avete letto, le
persone con cui vi siete confrontati, anche fino a litigare magari, ma
litigare su un'idea è una cosa sublime ed un lusso che vale sempre la
pena concedersi

jacopo giubilei

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Jul 13, 2006, 7:25:06 AM7/13/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
è una facoltà di massa e come tale segue logiche differenti rispetto a corsi di laurea composti da venti persone.....
non mi sento di poter denigrare (perchè questo alla fine è quello che si prova leggendo quell'articolo) ragazzi laureati che si sono impegnati che hanno studiato e creduto in quel che hanno fatto, che non si sono limitati a passare tutti gli esami con 18 (perchè questa è per noi la vera bocciatura), che questo tanto ambito "mazzo" se lo fanno oltre che sui libri spedendo innumerevoli curriculum e girando tutta italia o estero che sia, in cerca di esperienza e occupazione.
I professori showman mi volete far credere che siano solo a scienze della comunicazione? che a matematica, fisica, ingnegneria etc. tutti siano meritevoli del loro posto? che solo i ragazzi di s.d.c. non sappiano l'inglese? (anche se dovrebbe essere d'obbligo e qui non ci piove!) che la nostra è la facoltà dei furbetti perchè 5 persone su cento passano tutti gli esami con 18 senza studiare? (e sarà di certo il mercato a giudicare le competenze di un ragazzo ing. o dott.in s.d.c. non un articolo).
Ora perchè la maggior parte dei giornalisti non fa altro che remare contro una delle pochissime facoltà che prova ad aprire gli occhi sul mondo della comunicazione? che meccanica razionale non sia uguale a t. e t. del linguaggio giornalistico è vero, ma sono cose diverse studiate da ragazzi che hanno aspirazioni diverse.
S.d.C. è una facoltà di massa e come tale ti lascia solo dal momento della laurea in poi. Questo è il problema non l'incompetenza!
Invece di "scappare" diamo consigli ai futuri giornalisti o pubblicitari o chel che sia.....
......a patto che la nostra furbizia non continui a disturbare chi ci dovrebbe insegnere il mestiere!
 
2006/7/12, Gianluca Baccanico <gianluca....@gmail.com>:

Gianluca Baccanico

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Jul 13, 2006, 12:22:10 PM7/13/06
to MediaSenzaMediatori.org
Tutta l'università italiana è di massa, a giurisprudenza fanno
lezioni in 6/700 persone, ad economia stanno forse peggio.
Ci sono poche facoltà lasciate deserte, come matematica o filosofia
(da cui provengo), ma sono lasciate deserte perché completamente
avulse dal sistema sociale contemporaneo e quindi percepite come
'inutili' dal mercato.

Il problema non è quanti laureati escano da una facoltà o la
percentuale di furbetti che vi si annidano, il problema è aprire un
dibattito sui contenuti e sui metodi, ed è qualcosa che ancora non si
è fatto per una facoltà nuova (e necessaria) come S.d.C.

E' su questo che sono completamente d'accordo.
Uno studente di S.d.C. viene investito da grandi quantità di analisi
ed esposto a molte prospettive diverse sui diversi media presenti e
anche passati. Ma non ho ancora trovato qualcuno in grado di fornire
una 'bussola', un metodo per orientarsi che prescinda le singole
discipline. Si finisce così per essere dei cronisti del pensiero,
quando bisognerebbe essere dei produttori autonomi. Raccontare quello
che pensano gli altri e anche saper comprendere le teorie più
disparate e sofisticate va benissimo, ma a patto che si sappia andare
oltre e si sappia comprendere i meccanismi sui quali quelle teorie sono
state elaborate. E' questo qualcosa in più che viene richiesto ad una
scienza, il saper trascendere i singoli eventi alla ricerca di
dinamiche costanti, di grammatiche comunicative in grado di descrivere
i fenomeni sociali nel loro mutare continuo.

La critica è rivolta ad un miglioramento di una scienza giovanissima e
che in italia non ha ancora avuto un gruppo di intellettuali in grado
di creare una scuola, complice l'italica diffidenza reciproca e il
misto di potere e spettacolo che necessariamente fa parte di questo
campo di studi.

almeno così è come la riesco a vedere io

Silvia IAchetta

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Jul 14, 2006, 4:00:49 AM7/14/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com

L’articolo di Vittorio Zambardino è molto duro, ma sinceramente non posso
che essere d’accordo.
Sono laureata da pochi mesi in S.d.C. e mi rendo conto che quello che ho tra
le mani è veramente solo un pezzo di carta fine a se stesso. Cosa mi ha dato
S.d.C.?
Una base di marketing? Non credo che un semplice esame orale durato 5 minuti
(durata media dei nostri esami) possa permettermi di rivolgermi ad
un’azienda per chiedergli un lavoro, considerando anche la quantità
rilevante di laureati in economia.
Una buona base di giornalismo? Quanti di noi sanno impaginare un giornale?
Una sufficiente conoscenza d’informatica o d’inglese?
Dai, non prendiamoci in giro da soli. Quello che dà la nostra facoltà è
forse un’infarinatura di tutto, ma a cosa serve?
Qualcuno criticamente potrebbe dirmi che avrei dovuto fare qualcosa di più
io, andare oltre il semplice esame facendo magari qualche corso aggiuntivo.
Ma non è l’università che dovrebbe fornirci solide basi in grado di metterci
sul mercato del lavoro? Infondo è per questo che paghiamo le tasse.
La cosa che più mi rattrista è rendermi conto di come siano stati quasi
inutili gli sforzi fatti in tutti questi anni. Ieri sono andata alla sede
RAI di Cosenza. Mi sono presentata di persona con un curriculum in mano, ma
sinceramente senza alcun’illusione. Bene, giunta in portineria ho chiesto di
parlare con qualcuno che si occupasse di stage o di collaborazioni. Mi hanno
fatto parlare telefonicamente con una signora molto gentile. Sinteticamente
mi ha detto che non potevo fare alcuno stage perché la nostra amata
Università di Perugia non ha la convenzione con la Rai e di non sperare in
una collaborazione perché come collaboratori hanno già diversi giornalisti
“precari” iscritti all’albo da diversi anni.
Per dirvene un’altra. Attualmente sto facendo uno stage al “Quotidiano”
della Calabria ma da diversi giorni sono “disoccupata” anche come stagista
perché per ora non c’è il mio tutor e gli altri non sanno che farmi fare,
visto che l’unica cosa che so fare in una redazione è scrivere qualche
articolo. Ma erano necessari 5 anni di S.d.C. per saper scrivere un
articolo? Non credo proprio.
Sono laureata con 110 e lode, ho fatto l’erasmus in Francia per 10 mesi, uno
stage di due mesi ad EuroNews e ho vissuto un mese a Londra. Pensate che mi
servirà a qualcosa?

Rocco Pellegrini

unread,
Jul 14, 2006, 6:12:54 AM7/14/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
devo dire che l'articolo di cui discutiamo è sostanzialmente giusto.
E' un articolo abbastanza chiaro ma vorrei cercare di supportarlo con
qualche esempio preso dal nostro menage, in modo che possiamo
riflettere su noi stessi per vedere concretamente quanto profondamente
vero sia quel che dice l'autore dell'articolo.
Nella sostanza l'aspetto centrale che toglie forza cuturale profonda
all'istruzione media è l'assoluta assenza del pensiero scientifico
dalla fondazione culturale della nostra istruzione.
Perchè non si iscrive nessuno a matematia o fisica?
Baccanico argomenta dicendo che le facoltà scientifiche """sono

lasciate deserte perché completamente avulse dal sistema sociale
contemporaneo e quindi percepite come
'inutili' dal mercato."""
Bene se provate a vedere gli studi delle persone più importanti nella
rete i matematici ed i fisici giocano un ruolo essenziale. Questo lo
dice la statistica ed io lo riporto qui.
Quindi non è un fatto che sta alla base di questa diffusa convinzione.
La gente non si iscrive a queste facoltà perchè arriva all'università
avendo chiuso per sempre con questo tipo di cultura.
Quanti sanno cos'è la classe dei numeri razionali? Ho provato a fare
questa domanda durante gli esami ma dopo cinque sguardi distrutti,
addirittura indignati, come se avessi chiesto loro l'orientamento
sessuale dei fratelli, ho deciso di lasciar stare. Eppure parlavo dei
numeri seguiti dalla virgola.
Faccio un altro esempio.
Convinti con Mezza che fosse opportuno un approfondimento dei
formalimsi di rete, così importanti in quel che succede di nuovo,
avevo cominicato a parlare di XML e tag.
Dalla platea si sono visti sguardi allucinati, terrorizzati e così ho
ripiegato rapidamente.
Più di uno mi ha avvicinato dicendo professore ma questo è tecnico.
Come dire qui si dicono solo parole, parole, parole che disturbavano
anche una nota cantante degli anni 60.
Terzo esempio.
Recentemente ho invitato tutti a dare uno sguardo al web semantico, in
modo semplificato con un programmino che fa tutto lui per creare un
file che rappresenti la comunità.
Uno solo ha risposto mostrando interesse.
Vedete, dunque, che l'articolo on parla di alieni ma pala di noi che
dovremmo essere un'avanguardia.
Come si fa ad essere importanti nel mondo moderno se si preferisce
mantenere un'ignoranza crassa sui fondamenti della modernità?
Certo questo è un prblema che una moderna didattica dovrebbe risolvere
imponendo un cosrso di studi giusto, ma ognuno di noi dovrebbe cercare
di metterci una pezza da solo perchè quando cercherà lavoro non sarà
in gico la facoltà ma lui stesso.
Sono stato chiaro?

Il 14/07/06, Silvia IAchetta<iachett...@hotmail.com> ha scritto:


--
sito http://www.mediasenzamediatori.org/
blog condiviso http://www.mediasenzamediatori.org/weblog/
blog personale http://roccopellegrini.blogspot.com

leonardo micheli

unread,
Jul 14, 2006, 7:47:04 AM7/14/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
Mi dite una cosa... quando cinque anni fa mi iscrissi a questo corso di laurea nessuno mi disse quello che ora vedo scritto sul blog di Zambardino...con chi me la dovrei prendere...forse con coloro che mi hanno fatto pagare tasse su tasse...i veri delinquenti sono loro...sono quelli della generazione di Zambardino perchè io ho 24 anni e se mi trovo in questa situazione sono gli stessi Zambardino che dovrebbero ammettere le colpe, di certo io con grande onestà ho sempre sostenuto qualsiasi esame con il massimo dell' impegno...sono quelli che negli anni 60 volvano una società più meritocratica...ci sono molte contraddizioni...basta leggere l' articolo di Zambardino. Io sono orgoglioso di aver fatto questà facoltà...perchè avendo studiato la comunicazione posso ed ho potuto decifrare molti dei segreti che si celano dietro tattiche pubblicitarie e commerciali sia televisive che non...

2006/7/14, Rocco Pellegrini <r.pell...@gmail.com>:

sabi...@alice.it

unread,
Jul 14, 2006, 9:00:18 AM7/14/06
to MediaSenzaMediatori.org
Io ritengo che qui il problema non sia concretamente collegato alla
facoltà di SdC in sè, nè tantomeno alla tipologia di esami da
sostenere nel percorso di studi. L'articolo da cui abbiamo tratto le
nostre critiche e raccontato le nostre esperienze a mio parere sviluppa
un tema sicuramente non errato, ma allo stesso tempo generalizzante.
Io ho scelto SdC perchè al momento della scelta era la sola facoltà
in grado di propormi esami interessanti secondo le mie attitudini e il
mio piacere personale. Non ho scelto questa facoltà perchè avrei
potuto dedicare meno tempo allo studio o sarei entrata facilmente nel
mondo dei media. I miei obbiettivi non erano certo questi, oltretutto
ho scelto la facoltà nel momento in cui nessuno ancora ne parlava e
nessuno ne aveva ancora fatto abbastanza esperienza per trarne delle
concusioni attendibili. Mi sono resa conto con gli anni di aver fatto
la scelta giusta, amo gli esami che sostengo, apprezzo i testi ce mi
vengono proposti e le ore che dedico allo studio. Non mi sono mai
sentita "inferiore" culturalmente parlando, rispetto a chi frequenta
altre facoltà.
Questo perchè so chiaramente che se voglio colmare la mia conoscenza,
se voglio avviarmi nel mondo del lavoro in maniera concreta ed
equilibrata, se voglio estendere e sviluppare le miei attitudini, devo
farlo da sola e solo con la mia volontà. Non condivido le accuse alle
facoltà universitarie, non condivido quando si dichiara che le
facoltà non insegnano abbastanza, che gettano ragazzi impreparati,
come se fosse bestiame in questa arena della vita e del mondo del
lavoro. Ogni facoltà fornisce la preparazione che le spetta fornire,
ogni studente è libero di decidere se approfondire o meno ciò che
studia. Non si può pretendere di uscire laureati e preparati per
affrontare tutto, 3 o 5 anni che siano non sono abbastanza in nessuna
facoltà per saper fare tutto nella vita! Spesso si pretende questo ma
non ci si rende conto che è essenziale sapersi autogestire, è
fondamentale guardarsi sempre intorno e approfondire autonomamente ciò
che più ci interessa, invece di cercare sempre un capro espiatorio e
attribuire le colpe della propria impreparazione al metodo dei docenti
e all'Università in sè.
SdC è a maggior ragione una facoltà da approfondire autonomamente,
perchè gli ambiti in cui spazia sono infiniti, e io proprio per questo
la ritengo un'ottima facoltà, perchè essendo così amplia permette di
scegliere e di approfondire a dovere. La nostra conoscenza ce la
costruiamo noi con le nostre volontà, nessuno ha il dovere di
riempirci la testa di informazioni fino a colmarla, nessuno tranne noi
stessi attraverso la nostra voglia di approfondire. La facoltà
fornisce solide basi per il nostro avviamento professionale, le colonne
e i muri bisogna costruirceli da soli, le finestre e le porte saranno
gli anni a fornirceli. Lo studio universitario è basilare proprio per
questo.
Concludo dicendo che se non conosciamo bene il significato del termine
"subquery" , apriamo un motore di ricerca e indaghiamo invece di
accusare tizio e caio della nostra ignoranza.

Jimmi Fascina

unread,
Jul 19, 2006, 11:27:09 AM7/19/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com

Il dibattito su scienze della comunicazione e sul se sia utile o meno come facoltà, è complesso.

Approfitto dell' argomento per condividere con voi alcune riflessioni, sull' università, l'educazione ed il mondo del lavoro che mi tengo dentro da tempo, e che ora ho l'occasione per esternare.

 

Purtroppo il 99% delle cose scritte nell' articolo di Zambardino, almeno per la mia esperienza, sono vere, specie per la lingua inglese, ma anche per la matematica.

Silvia si domanda giustamente: "Cosa mi sono sforzata a fare per cinque anni, più relativi stage per imparare la lingua, se poi mi chiedono una raccomandazione per lavorare?"

In effetti, provare un po' di tristezza ad un primo sguardo è facile, un dato significativo, fonte è un quotidiano umbro: solo il 4,6% dei laureati tra gli assunti nel 2006.

Su 100 laureati solo 5 trovano lavoro, fa cascare le braccia...però...però...non necessariamente 5 anni passati a studiare S.D.C. si possono dire buttati se uno non trova lavoro come giornalista, la vita è sempre un percorso, ognuno ha il suo e non sai mai dove potrebbe potrebbe portarlo, a volte basta fare una scelta diversa dal solito per cambiare tutta una vita e rivalutare quello che si è fatto finora.

La mia esperienza personale è stata questa: Decisi di fare S.D.C. indeciso tra alcune scelte che avevo in ambito universitario, in quanto avevo ed ho tuttora molti interessi, alla fine optai per SDC, che inizia a Roma.

Poi a causa di gravi problemi famigliari, ho dovuto fermarmi per un pò di mesi e decisi di reiscrivermi a Perugia.

Un pò di anni fa avevo un carattere molto differente da quello che ho ora, ero molto meno indipendente, e sprovvisto di grandi capicità pratiche, ad esempio non sapevo fare le cose più elementari come cucinare, stirare o tenere in ordine una casa. Scegliendo volontariamente di stare abbastanza lontano da casa (Pescara) per non aver voglia di tornare spesso, mi sono costretto a fare tutto da solo. Se non cucinavo non mangiavo, se non lavo i vestiti rimangono li sporchi, non si lavano da soli. Si diventa responsabili solo prendendosi delle responsabilità.

Dovendomi arrangiare tra i fornelli, armeggiando tra uno spaghetto, un pacco di riso, e i primi esperimenti ai limiti della decenza di taglio della cicoria :-) ho scoperto quello che non avrei mai nemmeno pensato, ovvero che cucinare mi piace un sacco, cosi' parallelamente agli studi ho iniziato un percorso da cuoco.

Con questo cosa voglio dire? Non necessariamente chi frequenta una università poi finisce per fare il lavoro di sbocco correlato, sicuramente l'albo non è pronto ad accogliere tutti i "giornalisti" che uscirebbero dalla nostra facoltà. Però se non avessi fatto l' università scegliendo SDC non avrei mai scoperto questa mia passione per la cucina. Magari sarei andato sempre a mangiare ad una delle tantissime mense della facoltà a Roma, e non avrei mai imparato o non me ne sarei mai accorto. E' nei momenti di difficoltà che la persona è costretta a crescere e scoprire cose su di se che non si aspettava, e cosi' facendo cambia, e cambia il suo destino.Ci si rafforza nelle difficoltà.

A me SDC ha dato questo, senza la facoltà non avrei conosciuto Mezza, nè Pellegrini, non ci sarebbe stato questo gruppo, non avrei avuto certe soddisfazioni che ho ottenuto lungo questa mia carriera.

Una cosa che mi sento di suggerire è quella di coltivare le proprie passioni, fermarsi un' attimo e capire cos'è che amavamo fare da bambini o cos'è che non abbiamo mai provato a fare prima d'ora. A volte pensiamo che il nostro sogno sia fare i giornalisti ma non necessariamente è cosi'.

Con questa lunga digressione cosa voglio dire?

Una persona fa uno stage, poi si rende conto che l' unica cosa che gli chiedono di fare è scrivere articoli, e si domanda se fossero necessari 5 anni di Università per scrivere, allora si rende conto che gli serve imparare altro per fare quella professione, oppure che non è quello che realmente voleva fare come lavoro, in entrambi i casi la persona si rimette in modo, ha un obbiettivo e finisce col crescere sia a livello umano che professionale, creando un SUO PERCORSO PERSONALE. Qualunque delle due cose succeda. I rifiuti lungo la strada. le delusioni, gli insegnano la tenacia, l' autocontrollo, il saper reggere nei momenti di difficoltà, e sono queste lezioni che rendono la persona più forte, uno non ha imparato un mestiere con SDC in questo caso, semmai impara ad essere una persona più matura. E questa secondo me è la più importante esperienza che si possa ottenere dall' università. Tutto ciò è quello che era necessario che la persona imparasse, se vuole crescere. Poi nel futuro quando si troverà a fare se non il/la giornalista, un altro mestiere, potrebbe scoprire che quelle nozioni di Teoria e Tecniche della comunicazione di massa o Teorie e tecniche del giornalismo, non sono poi cosi' inutili se deve cercare un informazione per lavoro e deve capire se quella fonte di informazione possa essere valida, insomma potrebbero servirgli in momenti inaspettati....

La vita è ingiusta, per fortuna. Se fosse giusta, il destino di ognuno sarebbe completamente predeterminato, e non avremo possibilità di scelta. Invece proprio perché è ingiusta possiamo cambiare il nostro destino.

 

Qualcuno dirà: " Certo sono delle belle parole, ma in pratica cosa posso fare?"

Nel pratico, basterebbe avere un metodo, che spesso non viene insegnato.

Uno dei metodi (tra i tanti), è rendersi conto che fare il giornalista è un obiettivo, e un obiettivo non è altro che un sogno con una data di scadenza, ovvero che si realizza un in tempo determinato.

Una persona si ferma mai per un attimo a chiedersi realmente cosa ama per davvero? O che cosa sia bravo a fare o a che cosa vuole realizzare nella propria vita? E si chiede quali sono gli ostaccoli che lo bloccano per identificarli e vincerli?

Molte persone non lo fanno, si perdono nel pensare a quello che dovrebbero fare rispetto a quello che VOGLIONO fare.

Prendete un foglio e scrivete su una prima colonna a sinistra nella quale inserirete di getto i vostri sogni ed obiettivi, cosi' come vi vengono senza censurarli, cancellarlarli, senza pensare a "tanto non si realizzarebbe mai".

Fatto? Bene, in una seconda colonna accanto a quella che avete già scritto, inserite una lista di cose che vi fanno sentire estasiati e contenti, i risultati, le persone, e le cose che vi smuovono dentro e vi emozionano, dal cinema, ad una persona che conoscete e ritenete in gamba. Quali sono gli hobby che vi fanno fremere mentre li praticate al punto che non vi rendente conto del tempo che vola via facendole?

Quando avete scritto le due liste, fermatevi un attimo a riflettere sulle possibilli intersezioni tra alcuni elementi della prima lista con alcuni della seconda, cercate di trovare un filo conduttore, un qualcosa che vi dia uno scopo o una direzione da intraprendere.

 

Ok, passiamo al passo successivo, parlate con le persone che vi conoscono e che sono in grado di vedere i vostri punti di forza come le vostre debolezze.

Chiedetegli che vi indichino in modo più sincero possibile, sia cos'è che ammirano di voi, sia le aree del vostro modo di assere che potreste migliorare e delle quali avete bisogno di aiuto.

Dopo poco tempo, gli imput informativi ottenuti dal guardarvi dentro con le liste e dai consigli esterni delle altre persone, saranno sufficenti per ottenere giungere a delle solide conclusioni su quale potrebbe essere la vostra missione nella vita o su cosa volete davvero fare.

Bene, ora sempre sullo stesso pezzo di carta, avete stabilito alcuni dei vostri obiettivi bisogna quindi metterci una data di scadenza.

Divide il foglio in 3 colonne, nella terza colonna più a destra mettere quello che volete realizzare dell' obiettivo entro i prossimi 3 anni.

Qualcuno ci scriverà ad esempio: diventare giornalista.

Ok, nella seconda colonna quello che volete realizzare dell' obiettivo in un anno.

Nella prima invece cosa realizzate in 3 mesi.

 

Sotto dividete di nuovo il foglio in 3 colonne, e dividetele in frammenti temporali identici alle 3 colonne precedenti.

Questa volta inserirete nella colonne i nomi delle persone che possono aiutarvi a farvi fare un passo in avanti verso il completamente del vostro obiettivo.

Una volta che avete completato questo lavoro, fatene alcune fotocopie ed appendentele in posti che vi forzano a rivedere il foglio frequentamente, ad esempio nel comodino del vostro letto, in bagno, sul retro della porta di casa, sul tavolo dove mangiate,ecc.

I vostri obiettivi devono essere specifici, non vaghi, concreti e dettagliati, dovete sapere quali passi sono necessari compiere per realizzare l'obiettivo, entro quanto tempo, come misurare se ci sono dei progressi o no nel tempo.

I vostri obiettivi devono essere credibili, se non credete realmente che potete realizzarli, allora non lo farete.

I vostri obiettivi devono stimolarvi a mettervi in gioco, ed essere esigenti.

Dovete lasciare la vostra zona di confort, stabilite degli obiettivi che richiedano un certo margine di rischio e di incertezza e quando realizzate un obiettivo, stabilitene immediatamente un altro, e poi ricordatevi di festeggiare quando ci riuscite J

E poi il passo più importante: Datevi da fare! Quindi stabilite gli obiettivi, conoscete persone nuove, leggete, formatevi.

 

Proseguite facendo una lista delle persone che potrebbero aiutarvi nel vostro cammino, farvi da mentori e supervisori, o che potrebbero motivarvi nel raggiungere l'obiettivo. Ad esempio un familiare, alcuni vecchi amici, un professore delle superiori, un ex capo, un collega, ecc.

Costruirsi delle relazioni con delle persone che potrebbero aiutarvi è fondamentale., ad esempio sareste in grado di dire dove vanno abitualmente le 10 persone più importanti od influenti nel tipo di carriera che volete intraprendere, ad esempio nel caso del giornalismi, i 10 editori più importanti, o i 10 giornalisti più influenti.

Potete anche cercare tra le conoscienze che già avete oltre che cercarne di nuove: Ad esempio chiedete agli amici dei vostri amici, agli amici dei vostri colleghi di lavoro, ai vostri fratelli, compagni, i contatti dei vostri genitori, gli zii, il vostro vescovo (per chi frequenta le chiese), il vostro dottore, gli amici del vostro avvocato,i vostri vicini, le persone con cui avete lavorato in passato, e cosi' via.

Stendete una lista di queste persone.

Chiedetegli se conoscono qualcuno che potrebbe aiutarvi a realizzare un vostro sogno.

Poi create anche una lista parallela, che chiameremo: la lista degli influenti e ispiratori:

In questa lita andranno inseriti i nomi di persone che probabilmente in questo momento non conoscete personalmente, come ad esempio i pionieri nel campo che vi interessa, i primi giornalisti ed analisti che hanno parlato del fenomeno,ecc.

Poi fate una lista dei potenziali clienti o persone che potrebbero essere interessate ai vostri servizi.

Quando stenderete queste liste, è importante che mettiate per iscritti i nomi delle persone che prendono le decisioni e non i semplici collaboratori o i membri.

In principio concentratevi sulle persone che fanno parte del vostro circolo sociale, poi pian piano espandetelo con persone nuove.

Mettete anche i nomi delle persone che vorreste conoscere.

Stendete una lista dei problemi che le persone che vorreste conoscere hanno.

Vendere (e vendersi) in essenza è risolvere i problemi di un'altra persona.

Risolvete nel tempo i suoi problemi e vendere i vostri servizi non sarà un grosso problema.

 

Pian piano noterete come avere una lista dei vostri obiettivi, una pianificazione dei tempi precisa in frammenti, ed una lista delle persone che potrebbero aiutarvi nel vostro cammino siano tutti eventi collegati.

Il resto sta a voi, e all'impegno che ci metterete. Buona fortuna.

Il 99% dei lavori hanno una cosa in comune ovvero quello di saper trattare con le persone, questo unito ad una buona audacia personale e ad un pò di fiuto permettono di andare avanti.

 

 

Le persone che ammiriamo spesso sono quelle che hanno avuto il coraggio di seguire le proprie passioni fino in fondo, mi viene in mente il discorso di Steve Jobs, che ha dovuto reinventarsi molte volte, ed è riuscito a farlo perché ebbe il coraggio e l'audacia di seguire un corso di calligrafia.

 

 

Ricordo che quando ascoltai per la prima volta una lezione di Mezza rimasi molto colpito dalla sua competenza in materia, mi era sembrato uno dei pochi docenti che sapesse di cosa parla e che fosse al passo coi tempi. La mia intuizione è stata sapergli proporro alcuni argomenti ed informazioni che ritenevo trovasse interessenti e poi la forza d' animo di farmi avanti proponendo una collaborazione, vincendo quella soggezione che troppo spesso prende corpo in molti studenti quando devono relazionarsi con un docente, ed hanno paura che questi li prenda in antipatia rendendogli impossibile passare un esame.

 

 

Sicuramente l' università nello specifico e la società in generale hanno qualcosa che non va.

Si studia, si da superano gli esami, però nella facoltà non c'è collegamento tra quello che lo studente fa e quello che dovrebbe farlo progredire.

A nessuno dentro la facoltà interessa realmente se apprendete qualcosa, o se migliorate, problema dovuto anche al largo numero di studenti.

Nessuno si preoccupa di guidarvi, dirvi come fare una tesi, quali passi fare immediatamente dopo esservi laureati, non c'è nessuno che si preoccupi di tenere una lista di contatti o potenziali clienti interessati ai giovani più talentuosi che escono dalla facoltà. Nella facoltà di SDC della Sapienza ogni tanto venivano persone come Maurizio Costanzo a fare lezione, da noi nessuno in particolare. Il tutto mi da un senso di scollegato dalla realtà, da quello che accade al di fuori.

Abbiamo docenti che ci insegnano teorie sulla comunicazione, dovrebbero essere i primi a conoscere le tecniche più efficaci in quei campi, gli ultimi ritrovati. Se studio SDC vorrei sapere cosa devo dire a qualcuno se voglio essere abbastanza sicuro di vendergli qualcosa. Vorrei sapere come capire quali sono i suoi bisogni e no, per farlo non serve a nulla fare "l' osservatore partecipante" come studiato nell'esame di metodologia della ricerca sociale. Che cosa diavolo ci insegnano?

Se voglio imparare a vendere bene, dovrebbero affiancarmi a chi è un eccellente venditore e farmi formare da lui, insegnarmi cosa chiedergli per capire come fa bene quello che fa. Solo che questo non lo insegnano. Se voglio farlo devo fare dei corsi di PNL (Programmazione Neurolinguistica, per chi non sapesse cos'è si legga la relativa voce su Wikipedia) nei quali mi insegano le precise strategie di vendita e negoziazione dei migliori veditori del mondo. Da chi vorreste imparare se non dalle persone più eccellenti in quel campo

Questi corsi costano però. Purtroppo è diventato normale non insegnare quello che è davvero importante e far pagare carissimo quello che ci dovrebbe invece essere insegnato normalmente per vivere, facendoci impazzire per trovare una guida. Al massimo uno si cerca attorno, mio padre è uno dei venditori più esperti e di successo della mia città, sono fortunato, ma chi non è cosi' fortunato che fa? E poi tanto con i genitori noi giovani non ci parliamo nemmeno più e non ci vogliamo far insegnare niente, e grazie alla magia della moderna società loro non hanno più tempo per insegnarci nulla o sono troppo stanchi per farlo a fine giornata.

Vuoi vedere che la soluzione è fare come si faceva fino a 60 anni fa quando il giovane andava molto presto a fare apprendistato da cului con cui doveva e voleva lavorare?

Nella nostra facoltà , dovrebbero insegnare come impaginare un giornale, cosi' si evitano scene come quella capitata in una lezione con me e Rocco dove uno studente si è alzato ed ha detto "Io non diventerò mai giornalista perché nessuno mi ha mai insegnato ad impaginare". Certo dovrebbe impararlo da solo, se vuole andare avanti, l'autoformazione è fondamentale, però che razza di scuola o università pretende arrogantemente di chiamarsi cosi' se non fa vera formazione? Vergogna!

Se chi dovrebbe farmi da insegnante non conosce la propria materia, allora la smetta di mettersi dietro ad una cattedre pensando di insegnare senza farlo realmente, stia zitto e mi lasci libero di formarmi autonomamente perché non ho bisogno di lui, con che diritto dovrebbe una persona valutarmi?

 

Una piccola preghiera per i docenti: Se un professore comprende che uno studente è capace, dovrebbe parlarne a tutto quelle persone che conosce nel suo circolo sociale lavorativo che potrebbero essere interessati a quelle competenze dello studente in questione, se no cosa sta li ad insegnargli a fare se non gli passa le competenze concrete e necessarie per imparare il lavoro che insegna? Se non ha il piacere di inserire qualche giovane nella propria professione, che rispetto ha per quella professione che pensa di amare?

Come mai si dimentica tutte le difficoltà che lui stesso ha dovuto affrontare quando cominciava?

Ricordo che quando ascoltai per la prima volta una lezione di Mezza rimasi molto colpito dalla sua competenza in materia, mi era sembrato uno dei pochi docenti che sapesse di cosa parla e che fosse al passo coi tempi. Ho avuto il coraggio di  proporgli alcuni argomenti ed informazioni che ritenevo trovasse interessenti e poi la forza d' animo di farmi avanti proponendo una collaborazione, vincendo quella soggezione che troppo spesso prende corpo in molti studenti quando devono relazionarsi con un docente, ed hanno paura che questi li prenda in antipatia rendendogli impossibile passare un esame.

Bisognerebbe fermarsi e chiedersi cos'è davvero importante, siamo immersi dalla tecnologia, sommersi dai servizi, bombardati dalle informazioni, eppure l'uomo moderno è sempre di più ossessionato da dei bisogni basilari: Avrò una casa? Riuscirò a mangiare? La mia salute rimarrà buona con tutte le malattie che ci sono? Riuscirò a trovarmi un/a compagno/a?

 

Ci si è persi totalmente sul modo di fare educazione e di apprendere.

Uno dovrebbe chiedersi cos'è realmente importante.

Una volta la formazione era qualcosa che avveniva in una comunità ben precisa in spazi più piccoli, ci si formava per la comunità facendo un servizio che poi sarebbe risultato utile a tutti, c'erano maniscalchi, artigiani, contadini, sarti, si c'erano anche i giornalisti, che informavano su quello che accadeva localmente e nei paesi vicini. C'era un senso di coesione di comunione con un gruppo. I giovani veniva formati fin da piccoli nel fare un po' di cose pratiche, cosi' che crescendo sapessero essere realmente autonomi, ed indipendenti, sapevano come cucinare, sapevano le basi per ripararsi un vestito se si rompeva, o coltivare un po' la terra per essere sicuri di avere di che mangiare, probabilmente erano anche in grado di costruirsi da soli una casa almeno in Italia fino a 150 anni fa o poco meno. E cosi' potevano poi decidere una volta adulti la loro professione continuando a far parte della comunità. Perché solo facendo un lavoro che ci permette di riunirci e di avere il senso di appartenenza ad un gruppo e che beneficia anche gli altri riusciamo a sentirci appagati nel tempo.

 

 

Certo lo scenario è cambiato, le città si sono ingrandite, c'è la globalizzazione, ecc, però perché non siamo più felici? Perché siamo ossessionati dalla paura di non trovare lavoro, casa, mangiare quando pochissime generazioni fa l'ultima cosa di cui dovevamo preoccuparci era la paura di non trovare casa lavoro mangiare??

Alla fine per molti studenti della nostra facoltà e non solo, quello che rimane e trovare il modo di essere indipendenti e lavorare per conto proprio.

Come esempio virtuoso, ho citato più volte nella breve vita del gruppo Luigi Canali de Rossi, gestore del sito

www.masternewmedia.org esperto di nuovi media che si è reso conto da molto tempo che non c'era futuro nel lavorare nel vecchio sistema dei media e nemmeno nelle università specializzate, cosi' ha aperto un sito, scrivendo tutti i giorni articoli pionieristici sui nuovi media, recensendo servizi, programmi, offrendo le sue competenze ed i suoi talenti specifici a chi ne ha bisogno in questo campo, parlando di formazione per mezzo dei nuovi media, e di come questi possano avere un impatto pratico nella vita di tutti i giorni, scoprendo nuovi servizi utili per i suoi lettori, diventando in brevissimo tempo LA FONTE per chi è appassionato hai nuovi media.

Vale la pena di visitare questo sito perlomeno per avere un idea di cosa l'intraprendenza individuale possa realizzare se unita a passione, autoformazione e talento.

Oppure seguire una propria passione e portarla avanti fino in fondo, per me è stato cosi'.

Ho imparato l'inglese da solo senza fare corsi perché mi serviva conoscere la lingua per comprendere ed avere accesso alle informazioni migliori che potevo ottenere e che erano in lingua inglese.

Non sapevo usare un computer molti anni fa, ho dovuto passare un anno solo a leggermi testi sull'argomento e riviste specializzate e poi ho fatto migliaia di errori per apprenderlo l'uso, ho chiesto e speso ore con chi era più bravo di me per farmi insegnare.

E lo stesso processo lo ho seguito nella vita.

Due anni fa mi sono comprato una macchina fotografica digitale, dopo 10 anni che non fotografavo più nulla.

Le prime foto erano orribili, le conservo ancora come ricordo. Ho scattato e scattato, fatto prove su prove, di angolature, di luci, cercando i limiti della mia macchina, testando, cancellando, riprovando, oggi chi guarda alcune delle foto che scatto mi fa i complimenti e mi dice che sono belle (Allego una foto che ho scattato domenica in una scampagnata)

Ciò vuol dire che farò il fotografo? No, però sto facendo una cosa che amo, e non si sa mai, se diventassi giornalista un giorno potrebbe servirvi far fotografie per bene…

Buone vacanze a tutti,

Jimmi

Ps: Ho deciso recentemente che non voglio diventare un giornalista, o almeno non quello iscritto all'albo, perché non voglio compromettermi, non voglio che un giorno qualcuno venga nel mio ufficio a dirmi: questa foto non la puoi pubblicare, perché da fastidio a quel politico, o quello sponsor smetterà di finanziare il giornale se pubblichi quel pezzo. Non posso accettarlo. Qualcuno mi dirà che sono un idealista. Bene, signori sarò un idealista ma ho una deontologia morale e personale, e non intendo farmela calpestare come invece fanno i nostri più altolocati colleghi iscritti all'albo tutti i giorrni. Se scrivo un articolo è alle mie condizioni. Ed oggi ho i mezzi per farlo.
Ad ogni modo vivere a Perugia nel bene e nel male mi ha dato tanto.

 

Il 14/07/06, Silvia IAchetta < iachett...@hotmail.com> ha scritto:
Il lago di Scanno D'abruzzo.JPG

Sara

unread,
Jul 19, 2006, 2:55:20 PM7/19/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
Grazie Jimmi per le tue parole.
Condivido in gran parte il tuo pensiero, non credo pero' alla storia delle liste di obiettivi e cose varie...se uno ha le idee chiare non ha bisogno di rimandi costanti a quelli che sono gli obiettivi che uno si e' prefissato. Inoltre il termine di 3 anni mi sembra troppo ampio..possono cambiare tante cose in tre anni..le tue stesse parole lo dimostrano,
 
E' indubbio che oggi l'universita' non dia cio' che gli stidenti cercano, ma come tutte le cose nella vita, bisogna cercare, lavorare e informarsi da se! Se si vuol crescere e imparare tutto dipende da noi stessi, non certo dall'universita' che si sceglie.
Il nostro futuro, quello che Jimmi chiama il nostro percorso personale, ce lo costriuamo noi stessi e basta.
 
E allora forza ragazzi, smetttiamola di "lamentarci" dei professori incapaci o di una universita' senza contatti col mondo del lavoro..rimbocchiamoci le maniche e costriuamo la nostra vita il piu' possibile vicina ai nostri desideri e obiettivi.
 
Sara
 
ps x Jimmi: unico appunto...mi ci e' voluta piu' di mezzora a leggere la tua email..un po' lunghina, no? :) ... stai attento alle ripetizioni, hai ripetuto (pari pari) due volte il paragrafo sulla prima lezione di Mezza.. :)
--
Sara Cirulli
Sito: http://mediasenzamediatori.org
Blog del Sito: http://mediasenzamediatori/weblog/index.php
mio blog:  http://saracirulli.blogspot.com/

Jimmi Fascina

unread,
Jul 20, 2006, 11:24:40 AM7/20/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
Non sono daccordo Sara,
So che le tue parole sono dettate in prevelenza dalla tua esperienza personale.
Nel tuo caso dopo la laurea, sapevi cosa fare, avevi un lavoretto all'estero,  ma molti studenti, invece o non sanno cosa fare, o non gli insegnano cosa fare o gli bloccano la strada chiedendogli chi conoscono.
Proprio a quelle persone il metodo di cui parlo può essere molto utile, ribadisco che non è IL METODO, ma un metodo per pianificare una strategia e fare chiarezza nella propria testa, e per questo a tanti può risultare utilissimo,  ad ogni modo non è questione di credere se il mtodo è valido o meno a priori, uno prima lo prova e vede nel pratico se gli è utile senza giudicarlo a priori ;-)
Se ci fai caso molte delle cose che descrivo qui le avrai fatte anche tu per trovare lavoro in modo inconsapevole, facci una riflessione
Io, come dici tu sono stato furtunato se vogliamo ma quello è un altro discorso :)
 
 
Non mi ero accorto di aver copiato due volte la stessa parte del testo, sorry :)
 
Questa mail condensa 3 anni di riflessioni sull' universitò la formazione e la società, direi che mezzora è un tempo breve per aver compresso tutto questo ;-)
Ciao e buone vacanze.
 


 
2006/7/19, Sara <sarac...@gmail.com>:

Sara

unread,
Jul 20, 2006, 12:12:38 PM7/20/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
Ancora d'accordo con le tue parole, ma ancora una volta non su tutte.
Innanzitutto ci tengo a chiarire che nel mio caso dopo la laurea non avevo un bel niente che mi aspettava, ne in italia ne tanto meno all'estero.
Io mi sono laureata a luglio 2004 alla Stranieri  in Comunicazione Internazionale, 4 anni di studio per ottenere una laurea che alla fine non corrispondeva a quella che pensavo (lunga storia di equiparazioni, L47, L63... riconoscimenti ministeriali, litigi tra rettori e universita'..ma per farla breve Com.Internazionale alla Stranieri, fino allo scorso natale era equiparata a Lingue e non a S.d.C).
Me la sono presa, mi sono incazzata con chi per 4 anni prometteva certe cose che non si sono mai realizzate, ho ricevuto in cambio porte sbattute in faccia e la promessa che "al piu' presto faremo qualcosa"(un qualcosa che dopo un anno si e' rivelato essere fare 4 esami e una tesi).....ho aspettato un paio di mesi, poi mi sono iscritta a S.d.C., 9 esami e prendevo la seconda laurea, 25 anni e mi sono rimboccata le maniche, ho riniziato a studiare per ottenere quello che volevo (e giuro non e' stato facile..una volta che hai finito riprendere i libri in mano!), mi sono rimessa in gioco.
Finiti gli esami a Settembre sono venuta qui a NY, senza niente!! Niente lavoro, niente promesse, niente contatti, ma solo la mia volonta' (e il mio ragazzo ovvio che era qui). Ho fatto un corso di inglese, ho preparato la tesi qui con l'aiuto di Rocco e sono tornata a Febbraio a laurearmi, poi ancora qui..ancora senza niente, ho cercato, ricercato, mandato cv, cercato di conoscere persone..ne ho conosciute poche...ho incontrato pure MEzza un paio di volte qui a NY, siamo andati assieme alla rai...ho dato anche a loro il mio cv, mezza mi ha pure scritto una lettera...non si sono piu' fatti vivi..
quando ho deciso che sarei tornata a casa dopo 10 mesi di ricerca ecco che mi richiamano per fare uno stage..eccomi qui ventisettenne in una compagnia a fare uno stage, durera' poco perche' nel frattempo io ho continuato a mandare cv, application form ecc. ecc...e cosi' facendo ho vinto un tirocinio al consolato di houston, dove andro' a settembre.
 
perche' tutta sta storia? per dimostrarti (tra virgolette intendiamoci) che bisogna tirarsi su le maniche per ottenere quello che si vuole, e che non c'e' un metodo uguale per tutti, non credo che per tutti possa essere utile la storia della lista..per me non lo e', per qualcuno potrebbe esserlo, ma non per tutti. Ecco quanto.
 Bisogna credere prima di tutto in se stessi, tentare e ritentare, senza mai mollare..io mi sono depressa un sacco di volte, addirittura qualche volta per tirarmi su ne ho parlato anche con Rocco, che mi ha spronato pur non essendo ne il mio migliore amico (ma grande Prof e consigliere!!) ne essendo un possibile aggancio/contatto....
di porte in faccia e strade chiuse ne troveremo tutti a bizzeffe..ma bisogna andare avanti senza (e qui mi ripeto) starsi a lamentare o a fare mille discussioni su cosa ho studiato o cosa non mi ha dato l'universita'...
l'universita' ci da una formazione sta noi poi a "modellarci".
 
quanto alla mezz'ora di lettura dell'email di Jimmi...il mio tono era ironico ovviamente :)
 
ciao
SAra

Jimmi Fascina

unread,
Jul 22, 2006, 9:50:18 AM7/22/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
Scusami, avevo capito parlando con Rocco, che in america avessi un lavoro.

 
2006/7/20, Sara <sarac...@gmail.com>:

CLAUDIA RODRIGUEZ

unread,
Aug 4, 2006, 5:14:18 AM8/4/06
to MediaSenzaMediatori.org
Ma è tutto cosi buoio dopo l'università in Italia? I studiavo alla
complutense a Madrid giornalismo. Le lezioni erano divise la mattina o
il pomeriggio cosi gli studenti potevano lavorare o studiare. Cioeè
era una università che pensava agli studenti, qui mi sembra(non sempre
ma spesso) le università sono pensate per tutti meno che per gli
studenti. Dopo mi sono trasferita e ho preso la laurea in comunicazion
internazionale con 110.Ora sto per finire la specialistica in
comunicazione multimediale. Ma il panorama mi sembra piuttosto buio.
Ora sto per iniziare un tirocinio in una agenzia stampa (piccola) che
mi dice che le tre lingue che parlo non sono importanti. boh!!! Ho
speranze di trovare un lavoro in questo bellissimo paese???? a 25 anni
, cioeè c'è una minima possibilità? oppure mi consigliate di
prendere marito e figlia, ed emigrare! tutti me lo consigliano, avete
un paese bellissimo, una qualità di vita altissima ma tante barriere
per i giovani. SI PUO O NON SI PUO CAMBIARE QUALCOSA. scusate ma dopo
leggere questi blog sono piu depressa che mai.

Rocco Pellegrini

unread,
Aug 4, 2006, 5:24:06 AM8/4/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
no Claudia non deprimerti.
L'Italia si trova nel bel mezzo di una lunga crisi ma, come sempre,
alla fine qualcosa accadrà e la crisi sarà superata.
In questo momento le cose non sono belle ma cambierà, essendo tutto
nella vita degli uomini impermanente.

Il 04/08/06, CLAUDIA RODRIGUEZ<neru...@libero.it> ha scritto:

CLAUDIA RODRIGUEZ

unread,
Aug 4, 2006, 6:00:57 AM8/4/06
to MediaSenzaMediatori.org
Speriamo..per ora mi concentrero in fare almeno una tesi utile?? anche
se già inizio a prendere contatti con alcune realtà per ricevere
info, specificando l'obiettivo didattico, e ancora non ho ricevuto
alcuna risposta. o avevo forse scritto i messaggi male???oppure anche
realtà consolidate tipo mikado o nuovi progetti digitali del tipo
Italytv non se ne possono frgare di meno della realtà universitarie o
dei potenziali consumatori. Speriamo sia la prima risposta, io almeno
ho la volontà di rimediari i miei errori. Ma una realtà aziendale se
ne rende conto dell'importanza di rivedere l proprio approccio
all'Università o al meno ai potenziali clienti????
Grazie Rocco
per il conforto, ho ancora una bricciola di speranza che tutti questi
anni di studio servano a qualcosa socialmente o produttivamente utile,
qui.

Rocco Pellegrini

unread,
Aug 5, 2006, 1:30:33 PM8/5/06
to Mediasenzamed...@googlegroups.com
quando l'ambiente non riesce a stimolare a fondo allora è l'individuo
che deve darsi da fare, utilizzando la rete. Ecco perchè questo nostro
piccolo servizio, in realtà, è una grande cosa perchè aiuta voi
ragazzi a capire ed usare la rete e permette a noi tutti di
sperimentare esperienze che presto saranno un luogo comune.
Ecco, perchè, proprio mentre vedo i limiti altissimi delle nostre
istituzioni, non posso non notare che tanti volenterosi, come noi,
costruiscono un domani migliore.
Ecco perchè, Claudia, non sono pessimista nonostante quello che ho
scritto sui corsi di Scienza della comunicazione ed i loro limiti
evidenti.
Michele Mezza scrisse un articolo per il nostro sito che forse non hai
letto ma che esprime bene il senso profondo della nostra esperienza.
Puoi vederlo cliccando sul link chi siamo dalla nostra home page
http://www.mediasenzamediatori.org

Il 04/08/06, CLAUDIA RODRIGUEZ<neru...@libero.it> ha scritto:
>

CLAUDIA RODRIGUEZ

unread,
Aug 7, 2006, 3:47:32 AM8/7/06
to MediaSenzaMediatori.org
thanks again Rocco. Anche se sono una persona per difetto? positiva,
vedere le porte chiuse qui, e aperte in altri posti un po' mi butta
giù, però magari questo ostacolo mi rafforza lo spirito o al meno il
carattere chi lo sa! forse mi lamento troppo e faccio poco. Al lavoro
allora! questo group mi spinge ad essere un po meno apatica, che nel
mio caso è molto. A dopo.

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