l'articolo è molto interessante ma il ragionamento che sembra
assecondare è piuttosto puerile.
Cerco di spiegarmi meglio.
Era difficile pensare che strumenti partecipativi come gruppi, wiki,
social text, nano publishing ecc. potessero cambiare la natura umana
più di tanto.
La teoria di Pareto sulle elite descrive un dato di fatto, viibile con
facilità a chiunque si dia la pena di osservare le vicende umane.
Non c'è nulla di strano che "pochi" influenzino "molti".
La novità di tutti questi strumenti basatri sulla logica
dell'intelligenza collettiva è piuttosto il vantaggio che tutti
traggano da un corretto uso del mezzo.
Anche quelli che seguono soltanto hanno il loro ritorno.
Si può essere attivi in gruppo e passivi in un altro tuttavia se si
decide di frequentarlo questo vuol dire che se ne ha, comunque, un
tornaconto.
E questo, IMHO, è l'aspetto essenziale del gioco.
Ognuno trova quello che da solo non riuscirebbe a trovare.
Ecco la radice profonda dell'intelligenza collettiva.